Cielo blu e fuliggine

 

UNO SCORCIO DI CIELO

Lo guardo assorta dalla finestra senza tende del piccolo studiolo.
Le grate di ferro me lo fanno percepire come la libertà fuori dalla prigionia.
Un blu indaco confuso con il grigiore fuliggionoso che sopraggiunge dai colli bergamaschi mi lascia perplessa.
Il sole di stamane sta divenendo solo un’utopia.
Il pomeriggio si preannuncia piovoso.
Grandi aceri in lontananza si muovono all’unisono sferzati da un vento fresco ottobrino.
Sulla destra il campanile col tetto verde mare fa da sfondo ad un cielo tanto vasto quanto limitato dalla cornice grigio argento della finestra di casa.
Onde bianche di nuvole verso l’alto lasciano spazi ad un azzurro breve, ma intenso, che come un treno corre verso nord-est. 
Sul basso un verde erba, verde trifoglio, verde clorofilla mi ricorda che vivo in aperta campagna, che purtroppo non ho il pollice verde, ma che mi è capitato ultimamente di capire cosa significhi "essere al verde".  
Nulla è per sempre!
Nemmeno questo cielo che muta i suoi colori col mutare del bel tempo e delle belle stagioni.
Nemmeno questa casa con i suoi odori.
Eppure un cielo blu fuliggine che mi chiama non è cosa nuova per me.
Nulla sarà per sempre, ma per sempre sarà il ricordo che io ho di questo istante in cui, guardando assorta dalla finestra senza tende del piccolo studiolo, ho scorto con rinnovata emozione la vastità di un immenso universale che mi fa vibrare e mi fa desiderare di volare in alto.
Alla conquista del cielo!

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