Isteria notturna

dolore dell

Urla e crepiti di amori dimenticati,dolori vissuti, urlati, ma mai veramente nati.
Echi di voci che divengono frastuoni e l’anima muore e la mente cerca protezione.
Nell’acqua calda la pelle ha bruciato le risa del ricordo di un amore, le mani a zittire i decibel amplificati, palmi protesi sui padiglioni martoriati.
E’ cosi’ che a volte si perde un’amore, ma per fortuna accade la notte quando il giorno muore.
All’alba della resurrezione invece i silenzi sanno di marzapane.
Dimenticata l’isteria notturna bevo voci nuove e mi sazio di cio’ che mi doni con le tue mani.

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