Pochi metri dopo i cactus….

donna con le ali

…sulla destra, c’è un cancello di ferro marrone.
E’ un cancello enorme e solitario nell’immensa distesa del nulla che attornia la grande casa.
Un freddo gelido è ormai calato sulla città e sui colli, che come paladini la dominano e la proteggono dagli eventi imminenti.
Anna scende dall’ auto, prende i pacchi, le latte, i giochi e le lenticchie.
Trafelata entra da una porta semi rotta inciampando e sente nelle narici l’odore di una casa mai vissuta.
Buddha ed il fuoco… come cornice storica del vivere della padrona di casa.
Di colei che ha fatto dell’equilibrio il filo conduttore di una vita spezzata sui tagli di due fragili polsi ricuciti e poi rinati.

Sempre al fianco di Anna l’ombra di un sorriso perenne di chi sa cosa significa amare col gusto pieno del sentire.

Voci, commensali, vino rosso e la musica diffusa dall’Ipod rimandano echi di vite già passate ora presenti e vive da ricordare.

Una statua di legno d’ebano le ruba uno sguardo su due fulgidi seni che svettano verso il soffitto di una stanza fredda e diseguale nonostante i libri alle pareti, i quadri colorati, gli altari alla divinità.
Moltitudine.
In seguito Anna non ricorderà alcun nome.
Ma Anna mangia mandarini e canta Elisa perchè è una donna felice
.
Sul fondo della stanza la Comandante di Prometej, il
44 metri
della stilista Alberta Ferretti, invita tutti a giocare.
Chiamato il gioco: Salsicciotto, aperto, chiuso.
Chi ne comprende la logica è un genio, Anna nemmeno si impegna.
Ciò che conta è il profumo di patchouli sempre al suo fianco.
La scarpa vicina.
Una mano.
La carezza come fosse ancora una bambina.
Ciò che conta è il cielo stellato.
Gli occhi color del mare ed il grande botto argentato.
Lungo la via senza nome dopo i cactus verdi sulla destra c’è un cancello di ferro marrone.
Lì inizia e muore una storia piccola e breve.
E’ mancata solo la neve.
In quel nulla in piena notte Anna è appena nata.
Se hai avuto occhi per vedere quando in lontananza 
è sorto il sole, lei poi si è fatta argento ed è volata. 

One thought on “Pochi metri dopo i cactus….

  1. pochi metri dopo i kaktus c’era l’allegria di una bella compagnia
    dove l’invidia non ha casa
    e le maldicenze restano fuori
    a congelare nei cuori di ghiaccio.
    Selenio

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