Sotto la pelle un draghetto verde…

ricordi

Ho tolto la giacca di velluto infastidita,
il dolore al petto è stato lancinante.
Un battito in piu’ ed il cuore è deragliato
con movimenti aritmici verso snodi che non conosco
e che forse solo il valium sa come rallentare.
Sotto la pelle la storia del draghetto verde mangiasassi,
mentre fuori nevica e tutto è già troppo bianco e troppo accecante.
Vorrei dormire, ma il  cuore salta impazzito e non si sa arrestare.
Respiro attenta ascoltando tutta me e non vorrei udire quel battito irregolare.
Eppure è impossibile non sentire, dovrei essere sorda.
Profumo.
Cinemà mi è entrato nell’anima,
lo annuso.
Se mi stordisco dormo?
Ma il draghetto verde è sveglio pure lui,
mi cammina sotto alla pelle e mi smuove dolori antichi che ben conosco…
mangia i sassi dell’invidia,
della lontananza,
del vuoto
e divertito semina fuoco.
Brucia il cuore e accellera i battiti.
Fuori nevica e gela anche i massi.
Un valzer impazzito sotto pelle.
Il ballo della neve tra i pupazzi.
Metto un maglione sopra l’altro fino a diventare enorme, fino a scoppiare.
Se faccio un buco in Piazza Duomo a Milano e scavo fino all’estremità della terra e lancio un sasso,
dove dovrebbe sbucare?
In nessun luogo troppo lontano.
Il drago mangiasassi mi divora anche la mano.

2 thoughts on “Sotto la pelle un draghetto verde…

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