Solitudine e paura disordinata

L

Silenzio d’ovatta che uccide. La piccola a danza con il tutù ed io che mi aggiro tra le pareti piene di quadri e di mobili e fotografie sperando che almeno i muri mi possano sorridere. Tintinnio di forchette di metallo che nella sala dei giochi si rovesciano da sole sul parquet. A me non tintinna nemmeno il cuore. La stanchezza che trascina la gamba, la cyclette che mi attende, ma non so decidere se inforcare il letto o uscire col cane. Pazzia. Mi farebbe male. Ed io lo so, ma il cielo è grigio, i muri scuri nella stanza a luci basse sembrano grigi, il mio pallore fa da cornice allo scenario di un quotidiano senza particolari aspettative. I finocchi lessati. Questa è una certezza che mi spinge almeno a cucinare. Devo mangiare. La febbre è ancora lì, vigile. Mi accompagna da giorni senza troppo disturbare. Credo stia comoda perché non se ne va nemmeno dietro invito. Semplicemente mi accompagna. I fiori nei vasi sono sempre belli, stamane li ho un po’ recisi. Un girasole, una rosa gialla, una gardenia, dei boccioli bianchi di ciclamino. I loro petali rigati di lacrime d’acqua riflettono la luce del giorno che sta scivolando nella sera. Mi trascino né stanca né serena, però mi trascino. Vorrei uscire eppure non posso e la mancanza d’aria mi fa sperare che domani almeno ci sia il sole. Caffé… lo avevo dimenticato sul fornello. Bevo affacciata alla finestra del balcone nella mia tazza preferita e guardo verso Bergamo. Potessi almeno guidare. Potessi almeno volare.
Ho dormito di un sonno profondo fino alla mezza inoltrata. Mi vergogno. Mi sento ladra. Mi è stato detto che vado al recupero di una stanchezza atavica che mi trascino da anni. Potrà anche essere vero, ma il sonno che ho perso resta un mistero e non potrò di certo misurarlo in queste giornate anonime, fasulle, sospese, non mie. Sono irriconoscibile nello specchio antico sopra al divano bianco. Sembro antica anche io. Le gote gonfie, i capelli troppo lunghi e quasi cotonati. Il pigiama chiaro. Sembro il fantasma di me.

E l’anno comincia così con i sospetti di un anno bisesto. L’anno delle mutazioni genetiche. Fratello di altri anni che mi hanno accolta con sovraccarichi di novità ed ai quali sono comunque sopravissuta. Perché comunque sia andata sono qua.
Neve allora non c’era, ma quanto lo avevo desiderato e quanta paura ho avuto nel chiederlo. L’avevo fino ad un anno fa solo sognato. Mi guarda stranito appoggiato alla portafinestra della cucina. Alza la zampa e quasi si inchina. Pure lui non capisce questo mio evitare i suoi assalti mortali, ma è per la  gamba, come consolarlo se nemmeno mi posso avvicinare?  Pure lui mi osserva silenzioso da dietro un vetro e si chiede com’è che non sono io. Speriamo almeno lui comprenda. Perché io non capisco tutto questo tempo speso a recuperare questo mio corpo che non risponde alle mie aspettative e mi tradisce di bozzi inattesi che preludono a nuove incisioni nella carne che già duole.
Sabato voglio uscire. Ciao Neve, dammi la zampa amore. Sabato devo uscire. Non voglio pensare. La primavera arriverà come un soffio e da Bergamo torneremo a casa presto. Io e la bimba col tutù.
Quanto mi pesa tutto questo. Una lacrima scivola sul mento, diviene un fiore mesto. Quanto mi pesa l’attesa vana. La verità è che mi sento un’anima in pena.  

7 thoughts on “Solitudine e paura disordinata

  1. Grazie per il pensiero Monica.
    Anche io una volta ho osato mandare tulipani ad un anniversario (per la felicità di chi mi sta accanto).
    Li ho scelti per caso al posto delle rose ed ho scoperto che sono bellissimi….
    Peccato che il periodo della loro fioritura è limitato al peridodo che va da marzo a maggio.
    Una leggenda turca fa risalire l’origine del fiore alle gocce di sangue versate per amore da un giovane innamorato deluso.
    Il tulipano nel mondo orientale significa amore perfetto.
    In Occidente invece il significato del tulipano, nel linguaggio dei fiori, è quello dell’incostanza.

    QUANTO MI PIACCIONO I FIORI:-)))

    Ssn

    Ssn

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  2. Uhmm, mi spiace contraddire lle notizie che hai scovato sulla fioritura dei tulipani, ma è necessario che io contraddica perchè tu possa fare ancora in tempo a trovarli: si trovano da ottobre, verso la fine, fino a questo periodo.
    Mi raccomando, non lasciarteli scappare per il prossimo anniversario, stavolta da scegliere fra rose, orchidee, iris, camelie e quant’altro.
    Un’eccezione si può fare solo per le gerbere o, meglio ancora, per le margherite di campo 🙂
    Anche a me picciono i fiori. E i colori con i loro significati 😉
    Ciao,
    Monica

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  3. Ciao Monica…. ti ringrazio molto per le precisazioni, ma io lo so:-)
    Infatti ho parlato di Fioritura Limitata alla Primavera.
    La piantagione infatti come tu giustamente mi inviti a fare deve avvenire tra settembre e fine novembre, ma è consigliabile procedere a interrare i bulbi tra settembre e ottobre a beneficio delle varietà che fioriscono precoci a fine marzo o inizio aprile.
    In giugno poi i bulbi vanno estirpati, ripuliti e messi ad asciugare all’aria e al sole sino al momento della nuova piantagione di settembre.

    APRIAMO UN NEGOZIO DI FIORI???

    :-):-):-):-)

    Ciao Monica de Roma, de Roma…

    Ste

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  4. Dovevo immaginarlo che sapevi anche questo, sciocca che sono! 🙂
    A proposito del negozio di fiori, credo che sarebbero più i fiori che regalerei che quelli che potrei vendere… e altrettanto, io sospetto, faresti tu. Ci conviene? :))))

    Monica

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