Il vento freddo del Nord

lungo viaggio

E’ una domenica di fine febbraio fredda e pungente, ma di una luminosità tale che ad Anna danno a noia gli occhi. Le lenti verde fumè non bastano a riparla dalla luce vivida e dirompente. Filari di aceri e robinie spoglie costeggiano i caseggiati della villa mentre i giocatori di tennis arrivano a frotte attirati dalla bella giornata dopo i recenti pomeriggi di pioggia e vento trascorsi  a giocare a burraco con gli amici. Anna indossa ancora i calzoni neri di ieri e lo stesso maglione rosso Armani, il giubbetto di pelle nera le conferisce un’aria più aggressiva del solito, ma non ha avuto tempo né di cambiarsi, né di farsi una doccia.
Intanto ciò che veramente  contano sono i suoi occhi da cerbiatta ed il profumo suadente che Versace pare aver creato appositamente per la sua pelle diafana.
Il tempo fugge ed Anna non si da pace, il sonno arretrato di settimane la fa leggermente barcollare mentre scendendo dalla vettura inciampa in un terrapieno di viole e primule, primizie di una stagione non adatta e precoce. 
Entra nella locanda di soppiatto e senza fare rumore, cerca nella tasca esterna della borsa di cuoio a tracolla la chiave della stanza numero 9 e senza spogliarsi o accendere la luce avanza nella camera a tastoni.
Appena entrata il buio più completo l’ha ridotta quasi a carponi, ma intercettato il letto, si corica senza nemmeno levarsi le scarpe già mezza addormentata. Le braccia dell’Amore si allungano da dietro lei e la stringono a cucchiaio. L’incastro perfetto di ciò che più bello non esiste perché non ve n’è rimasto un solo pezzo per nessun’altro. 
Nel buio assoluto della stanza il silenzio la fa da padrone ed Anna è infinitamente più stanca di ogni promessa di fare l’amore, di dare baci e ricevere carezze ardite. Nell’ora stanca del momento è il calore di cui Anna ha bisogno e lo beve come una spugna assetata ed arsa dalla calura dell’aridità umana che da giorni e giorni vive dentro di lei e non le da tregua. Nonostante la ninna nanna sia una motosega che impreca maledizioni, Anna dorme nella stretta dell’amore senza sogni, desideri o richiesta di perdoni.
La quiete e la calma del tempo che scorre in un letto enorme dove due sagome sono un’unica entità,  si tramuta dopo solo poche ore in viaggi che allontanano e portano via, in ciao ciao appena sussurrati, in dolori nuovi. Appena nati.
Un cioccolato scaduto dello scorso Natale. Una mano sulla spalla a sostenere. Cornetti duri del giorno prima da mangiare ed un biglietto d’amore su un fazzoletto di carta per non dimenticare. Un altro viaggio consumato nell’attesa del ritorno e condito da parole d’amore senza inizio, senza finale, senza i soggetti, gli aggettivi o gli avverbi al singolare. In certi giorni si sa, che occorre a fare parlare?
Ad Anna manca il coraggio di mostrare le lacrime e solitaria, negli occhi suoi tristi, campeggia vigile la paura del dolore. Eppure quando anche la strada appare forte e diritta il tragitto non è mai lineare, nemmeno quando sei convinto che stavolta tutto possa andare veramente bene.
Anna sa che le fumate nere della guerra non si fanno anticipare, arrivano veloci e nel loro lento avanzare Anna si perde, Anna sta male.
Come un uragano devastante ed improvviso solo poche ore dopo la partenza  è tornato nella vita di Anna il tagliente vento freddo del Nord. Grande, imperioso ed adirato.
Si è fatto strada bastardo e maledetto in compagnia della Signora Gelosia (puttana!) e dalle porte dell’anima è entrato senza nemmeno prima aver bussato. Semplicemente si è adagiato dove la carne è senza pelle, come la parola casa mia, come gli amori travestiti da AmoriVeri, ma che in verità sono solo calessi. 
Il vento freddo del Nord nell’attimo breve di un momento di disattenzione ha spazzato ogni volontà, ogni momento di calore, ogni attimo di vita e tutte le ore appena  spese a dire dell’amore. Osservo Anna dall’alto e non oso parlare. Io lo so cosa sente sulla pelle e sparendo l’incanto diventa difficile anche parlare o tentare di spiegare. Triste glielo sussurro piano:

"…che è colpa tua Anna, solo tua! Inutile che ti arrampichi e che ti sforzi di ricordare, non lo sai nemmeno tu perché stavolta hai osato non perfezionare.  Sei stata disattenta e leggera e allora ti devi genuflettere se vuoi sentirti perdonare perché a te nessuno perdona nulla. Non lo devi mai dimenticare. Implora le scuse e striscia a terra come un animale e poi aspetta. Intanto comunque vada ti farà male. Intanto comunque vada è solo colpa tua e devi soffrire".

Il canto del vento freddo del Nord ha modificato i contorni del viso di Anna che nell’ora tarda del giorno che fugge ha visto troppo. 
L’amore con i suoi occhi belli. La voce sbraitante che lacera il vento in brandelli. Il silenzio ovattato che non si sopporta come sentenza di condanna. La motosega che ha vinto sulla ninna nanna.
Anna attende un segno che non arriva nemmeno se ora muore, proprio lei… che vive per l’amore.  Nella solitudine inattesa e nera le lunghe ore hanno trasformato le stanze del cuore nel buio che avvolge ed inghiotte. Ed il ricordo dei momenti belli diviene una lama che ti sega i capelli. Anna si denuda tremante ed entra in doccia velocemente. Buttato il maglione rosso sudato apre la manopola dell’acqua calda e si lava in modo forsennato con un bagno doccia dai profumi orientali. La schiuma lava le brutture del mondo e ne scrosta senza lode e con tanta infamia la pelle. Guardale le sue cosce rosse,  ne sono la prova, il peccato è stato espiato, alla colpa ora si deve dare il commiato. E mentre l’acqua scorre e la febbre sale Anna è i crisi e non si sa spiegare perché in talune sere l’Amore grande preferisce perire anzichè sforzarsi di avere fiducia e capire.
Anna sa che la strada del dolore può portare anche molto lontano, ma stasera ha scelto di sedersi e tendere una mano.
E mentre lacrime calde d’impotenza le rigano la pelle, Anna è disposta a tutto pur di sopravvivere e chiede scusa anche alle stelle.
 

7 thoughts on “Il vento freddo del Nord

  1. Anna…anna mi farà impazzire! Con quel suo profumo e gli occhi da cerbiatta. posso darti del calore anche se nella distanza. Anna dai capelli bruni? e gli occhi suadenti di una donna che vive per amare potrai riconoscerli ancora? sono sicuro di si, sicuro che Anna in tanto lacrimare non perde di vista l’unico faro che splende solo per lei.
    Selenio

    Mi piace

  2. Acciderbolina cosa e quanto mi sono persa a non leggerti…….. mi sono rifatta questa notte e ti trovo adorabile, incantevole… comprero’ il libro …..troppo curiosa….Un bacione e in bocca al lupo

    Mi piace

  3. Selenio?:-)
    Anna vive in ogni donna che sa cos’è l’amore.
    Tu non devi farti affascinare dai suoi occhi da cerbiatta, ma devi solo cercare una lei che abbia il suo cuore.
    E non è difficile credi a me!
    Anna è nell’anima di ogni donna, la fortuna è nel riuscire a farla uscire.
    Tu che devi essere un grande seduttore non incontrerai difficoltà alcuna.
    E l’aperitivo? Io ho atteso, atteso, atteso…..
    Sei un “chiacchierò”.

    Ciao ragazzo

    Ssn

    Mi piace

  4. Blueviola ma che ci fai sul mio blog alle 4:30 del mattino?
    Spero tu sia solo rientrata da una notte di bagordi in discoteca ed abbia deciso di navigare un po’….:-)
    Come posso non essere lusingata dai tuoi commenti sui miei pseudo-post?
    Grazie per le cose carine che mi scrivi.
    Ci becchiamo presto

    Un bacio

    Ssn

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...