Signorascalza

piedi nudi

Prima sono andata in giardino cercando un po’ di aria fresca. Mi sono inginocchiata tra le aiuole appena potate ed ho sfiorato con le dita ancora calde che sanno di cucina l’erba umida della sera. Il desiderio di levarmi le scarpe e camminare a piedi nudi nell’erba è stato così violento che non ho nemmeno riflettuto sul fatto che siamo in pieno febbraio.
Ho passeggiato stanca sui vialetti ancora spogli sperando che i pensieri liberassero la mia testa e si dedicassero per qualche istante ai vermi che vivono nella terra. Sono pensieri-mangianti che da giorni si nutrono solo di me che sono pure indigesta. Magari un verme succulento è meglio di una donna acida che ingoia datteri ricoperti di cioccolato come fossero noccioline da ore.

Prima ero me, in quell’angolo di giardino tondo, la luna e pochi gradi di più per sentirmi addosso la primavera.
Ora nell’angolo di un muro che mi ascolta e che murato vivo non mi risponde mai, ho ripreso il contatto con la realtà e tremo dal freddo.
I miei piedi, che solitamente mi sanno ascoltare perché sono molto intelligenti, sono rossi e bagnati.
Frizzano come il Lambrusco Rosso di Santacroce e lamentano i miei eccessi mentali.
Ma credevo fosse normale. Sperare.
E’ stato solo che in quella solitudine con il cielo che mi guardava mi è sembrato di sentire di essere viva. Ed ho vissuto.
Che importa se tutto il mondo è rimasto chiuso nelle case a consumare energia per cercare calore nell’inverno che muore.
Io ho solo fatto un tuffo nel ventre della terra bagnata e poi son tornata.
Mi guardo nello specchio e mi faccio la pagella.
E’ inutile, quando vivo, sono solo più bella.

8 thoughts on “Signorascalza

  1. Già! Il contatto febbrile con la natura. il selciato come metafora della vita in cui l’ego domina a discapito delle quotidianità a volte, ahimè! Bistrattata!!
    (ma che cavolo ho scritto?)
    ciaufffff……..ho ricevuto il pvt e provvedo e poi ti dirò ( sono abbatanza severo nella lettura, leggo di tutto maltrattando e amando libri)
    ri-ciaufff

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  2. ci sentiamo vivi quando ci tuffiamo in un attimo di silenzio… quando ritorniamo a dialogare con la natura o quando sprofondiamo in uno scomodo dolore…
    stranamente (?) decidiamo noi quando la Vita è tale… non basta respirare aria… c’è un mondo a colori su cui passeggiare che però a volte ci fa paura, perchè nessuno ne parla, nessuno ne fa pubblicità…

    eppure… basta un sorriso….

    ;o)
    Klà

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  3. Ciao Stazione, bentrovato.
    Beh.. i libri nascono per essere amati e bistrattati, l’importante è mantenere sempre la curiosità di entrare in libreria, perdersi in tutta quella carta colorata e trovare quello che volevamo proprio portarci a casa e che per un po’ di giorni manipolerà le nostre emozioni o le nostre incazzature fino a quando non ci torna di nuovo la voglia di fare un salto in libreria.

    Ssn

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  4. Grazie Lost… condivido appieno.
    Siamo esseri che viviamo nella natura che ci circonda e che stiamo bene con noi stessi solo quando ritroviamo il contatto con le cose semplici che ci circondano… l’acqua, la terra, l’aria, il fuoco..
    elementi vitali che ci completano e ci rigenerano.

    Grazie del passaggio

    Ssn

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