Amandomi imparerai a volare

handsvf4xo9

"ti amo, mi manchi, sei mia… solo mia
stare senza di te mi uccide
mi lascia senza speranza
ti amo Anna
ti amo
amo tutto di te
amo le tue labbra
il tuo animo
le tue gambe
il tuo sorriso
il calore del tuo corpo addormentato nel mio letto
amo la tua costanza nell’amarmi
e nel crescere insieme nel NOSTRO GRANDE IMMENSO AMORE
ti amo"

 

 

Anna rientrando dal lungo viaggio, stanca e senza forze, trovò quel biglietto nella cassetta della posta.  Un po’ umido di pioggia era senza firma, peraltro non necessaria perché la calligrafia era inconfondibile. Un viaggio di lavoro l’aveva trattenuta fuori città per una settimana. Partita subito dopo quella litigata, non aveva ricevuto telefonate, né messaggi, né mail. Niente. Il nulla più vuoto e più desolante che c’è. Era stata male nelle notti solitarie chiusa nella camera d’albergo. Torino è una città umida e grigia che di certo non l’aveva aiutata ad affrontare serena il pensiero che la sua storia d’amore stesse finendo per una stupida gelosia. Gianni, quel suo collega sempre presente, l’aveva asfissiata di parole non richieste e cene e serate nei pub, quando invece lei avrebbe voluto solo altre parole nelle sue orecchie, almeno delle scuse. Almeno un ti amo…

Di giorno aveva lavorato ininterrottamente per ore,  saltando i pranzi ed organizzando riunioni tra il personale una dietro l’altra. Le videoconferenze terminavano sempre in discussioni che a volte si erano protratte ben oltre gli orari prestabiliti. Aveva trovato gli uffici caldi, poco areati e bere il caffé della macchinetta si rivelò essere l’ultima delle imprese titaniche a cui si era prestata da quando aveva accettato l’incarico.
Anna prima di coricarsi tra le coperte morbide di quel letto d’albergo si guardava nello specchio del bagno e si domandava come… come Andrea aveva potuto trattarla in quel modo. Come era stato possibile che l’amore per lei si fosse chiuso in quell’ostinato silenzio. Un silenzio molto più  rumoroso di diecimila tiamo urlati nel vento.
Gli occhi verdi tristi in un lago di lacrime guardavano le loro foto assieme sul portatile. Andrea in riva al mare, Anna che giocava con il loro cucciolo di pastore maremmano, Andrea sul pattino con pinne ed occhiali, Anna nuda immortalata sulla spiaggia di Vendicari; alle spalle il tramonto più bello che si era mai visto.
 

E non bastarono le lacrime di una settimana fuori città per frenare il dolore che Anna sentiva nel suo cuore fragile e tremante. Il rientro a Bologna fu caotico e bagnato. Una pioggia fitta ed ininterrotta aveva accompagnato il suo viaggio mentre dall’Ipod la loro musica le faceva compagnia. L’affiorare dei ricordi fu inevitabile come il freddo che imperversava da giorni nonostante fosse già primavera. Melodie conosciute ed ascoltate mentre facevano l’amore le avevano ribaltato l’anima e fremente non riusciva a vedere bene nemmeno la strada. L’idea di ritornare a casa, di risentire gli odori… così famigliari, di guardare le fotografie appese in ogni spazio sui muri le dava un senso di vertigine tale da causarle un attacco di vomito. 

Andrea.. Andrea.. sempre e solo Andrea in ogni angolo della mente, in ogni tasca del cuore, in ogni ansa dello spirito, in ogni pulsazione della carne.

Andrea, ma dove sei?

Poi come il flash abbagliante di una macchina fotografica… quel biglietto stropicciato ed umido di pioggia.
Una lacrima sul viso per la tensione accumulata, poi lacrime sempre più abbondanti e singhiozzi a strappi laceranti.
Anna lasciò cadere a terra la borsa con il portatile, la sacca del viaggio e stringendo a se il biglietto si appoggiò al cancello di casa improvvisamente senza forze. Una vertigine e fu il baratro. Sotto la pioggia battente accasciata a terra Anna sognava di Andrea, il dolore della perdita inaspettata, il telefono muto, i sogni di un futuro assieme andati in frantumi per sempre. Svenuta sotto una cascata d’acqua, febbricitante e dolorante invocava il suo nome… Andrea.
-“Svegliati Anna… Anna ti prego svegliati!”-
 

Un tunnel lontano la richiamava alla luce, ma lei era ferma, non sapeva quale direzione prendere. Sarebbe stato più semplice andare verso il buio riposante, dove gli occhi non bruciano, dove le gambe non tremano e stendersi al fresco a dormire, ma la voce di Andrea… quella voce… che la chiamava ossessivamente verso quella luce troppo vivida, troppo fastidiosa. 

Male alla testa ad Anna.
Il foglietto. Dov’è il foglietto con le scuse di Andrea?
Piove ed il cancello sembra più freddo del ghiaccio.

Anna vorrebbe alzarsi e correre dal suo amore per farsi abbracciare, ma deve partire per Torino, o forse è già andata; forse deve solo entrare in casa e dormire.
-“Anna… tesoro… muovi gli occhi ti prego, aprili sono qua!”-

Ma il fiume ancora non avrebbe sfociato nell’oceano. Anna continuò a dormire nel delirio che accompagna il sonno malato, soggiogata da visioni ed immagini tridimensionali di animali feroci, paludi e ragni pelosi. Anna continuò a dormire pur avendo fame e sete, pur avendo paura di perdere Andrea, pur temendo la pioggia torrentizia ed il freddo del cancello metallico sulla sua schiena.

E dormì profondamente, fino all’istante in cui in un battito di ciglia uno smeraldo annacquato apparve negli occhi innamorati di Andrea.
Nello sguardo di Anna ora si specchia Andrea che su di lei sorride con amore e devozione.
-“Eccomi tata. Non è accaduto nulla anima mia.”-

Sorrisi.

-“Sei in ospedale. Si.
Un incidente sulle scale mobili in ufficio. Si.
Dodici giorni che dormi. Si
Io sempre con te! Si anima…”-

Anna piange perché dodici giorni sono tanti e lei ha lavorato tutto il tempo negli uffici di Torino implorando di Andrea mentre il suo amore è stato sempre al capezzale del suo sonno inquieto.
Anna ride perché il fiume ha finalmente sfociato nell’oceano e si è tramutato in acque azzurre e limpide e cristalline ed ora lei può ritornare a nuotare libera e bellissima.
Anna si tocca la testa con la mano destra. L’intervento è andato bene ed il coma farmacologico è stato necessario.

Quanti segreti nascondiamo nella testa, nei sogni, nelle alture della nostra mente. Quanti film, quante avventure, quante paure si annidano nei nostri neuroni cerebrali. Quante sorprese incartate come pacchi di Natale nel nostro elucubrare.

Ma ora dormi Anna.
Stacca la mente e sorridimi.
Sono Andrea fidati.. apri le braccia…
Vola di nuovo con me…
 

 

 

11 thoughts on “Amandomi imparerai a volare

  1. Andrea…cosa dire?potrei morire per essere amato così!e di certo mai e poi mai me lo farei scippare dal cuore e dall’anima.Sa Andrea di essere baciato dalla dea dell’amore?
    Se non lo sa Signora,dillo ame !Mi oocuperò di aprirgli l’anima….Ma sono certo che lo sa.Si lo sa!
    Ossequi bella Signora
    Selenio

    Mi piace

  2. Ciao Milena… non c’è bisogno che ti scusi. Comprendo bene il tuo dire. I racconti sono solo fantasia che non sempre sposano la nostra realtà. Io evado inventando… ma il mondo è ben diverso da quello che vorremmo, da quello che io sogno e che tu sicuramente meriti ….
    Ti auguro una serena domenica delle palme

    Un bacio

    Ste

    Mi piace

  3. Ciao Tigrotta, non mi abituero’ mai al tuo “meravigliosa creatura”.
    Stasera credo di essere l’unica blogger di tutto il mondo ad essere chiusa in casa, non c’è nessuno su msn e tutti sono a divertirsi.
    Sigh…Vado a letto.

    Una grattatina dietro alle orecchie

    Ssn

    Mi piace

  4. … Ehm … eravamo in due, c’ero anche io, chiusa in casa e sul depresso andante; oggi il tempo mi è simile, che noia … se solo avessi aperto MSN ci si faceva due chiacchiere …
    Divertirsi? Bel ricordo …
    (Urca, me lo dico da sola, ma che settimana nera … )
    Un bacio infinito sulla guancia sinistra!

    Mi piace

  5. Ho riletto questo brano grazie a te Adameve che me lo hai riportato alla memoria… lo avevo dimenticato.Uhmmm…. in coma l'avevo fatta finire la Mia Anna.Anna….un nome che presto sarà  grande protagonista.Presto.

    Mi piace

  6. bene bene signoraaspetterò impaziente! gennaio? prima? dopo?cmq si è gia fatta bagnare il naso sia da patricia che ne ha gia pubblicati altri due, sia da quel gigante di follet che è appena uscito con un altro dei suoi libricini ( cosa sara mai pagina piu pagina meno)Ovviamente scherzo  .. bravissima cosi.e poi anna."non so perche" ma gia me lo immaginavo che sarebbe stata protagonistabel nome poersona coerente non cambia mai di significato comunque venga letta.adameve da google signora si nasce.

    Mi piace

  7. Sorrido.Io non sono una scrittrice e nemmeno vagamente paragonabile ad un Follet o alla Sig.ra Cornwell ( i miei rispetti…).Loro probabilmente nella vita hanno avuto la fortuna, oltre a saper scrivere bene, di arrivare sul tavolo dell'editore giusto e di avvalersi della collaborazione di giovani scrittori che tracciano le trame dei loro romanzi al punto da sfornarne due in 6 mesi.Veramente poco plausibile!Andiamo a chiederlo alla Modigliani che i libri se li scrive di pugno suo o ancora con la macchina da scrivere e ben sa quanti mesi di duro lavoro prevede la stesura di un romanzo.Se poi…non fai solo quello di professione, ma per ben 9 ore al giorno fai anche il giro della Lombardia in macchina per 365 gg all'anno, allora per sfornare un romanzo decente e trovare qualcuno che ti pubblichi senza volere il contributo alla pubblicazione magari ci vogliono 4 anni.I miei 4 anni.Dal 2007 al 2011.Ma pubblicherò.Per diletto, per amore, perchè non posso più farne a meno, perchè Anna me lo chiede ogni notte e perchè mi rende così viva.Stefania

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...