Viaggio attraverso l’anima…

acqua

“Tu sola sai quanto il mio cuore è lacerato da questo mare mancato…”

 

Anna camminando sola sul lungo mare di Bordighera vide il biglietto per puro caso. Incastonato nel tronco di una palma protesa sul viale brillava di una luminosità strana e vivida. Gli occhi, accecati dalla luce bassa del tardo pomeriggio, lo hanno scorto in un baleno tra il verde marrone del tronco centenario.

Sembrava messo lì appositamente. Chissà da chi e soprattutto per quale stranissima ragione.

Stringendo il biglietto tra le esili mani Anna attese qualche istante prima di aprirlo,  leggerne la semplice frase e comprendere che poteva benissimo essere stato messo per lei,  per quanto si sentiva fragile e sola, fu un tutt’uno.

Un cielo plumbeo minacciava ancora pioggia.

Pur sapendo di fare un dispetto a qualche innamorato decise che quel biglietto era il suo biglietto. I sentimenti che dentro le frastagliavano l’animo si placavano un poco alla lettura di quelle semplici e profonde parole.

L’uomo o la donna che lo aveva scritto sicuramente amava moltissimo ed era indubbiamente una persona lacerata per un qualcosa di imprevisto che non aveva potuto gestire o prevedere.

Una strana sensazione di non essere sola accompagnò Anna per tutta la passeggiata finchè da lontano non scorse il porto ed un pontile di rocce umide e scure.

Il mare arrabbiato urlava tutta la sua disperazione. Schizzi di acqua salata rigavano il volto di Anna che si sentiva quasi battezzata ed in comunione con le onde anomale che la chiamavano. Un invito pericoloso al quale Anna sentiva di non poter resistere.

Posò sulla sabbia la borsa di pelle di Armani, si levò le Nike bianche e nere, sfilò i jeans consunti e la maglia panna di Kejo e completamente nuda si gettò tra la schiuma impazzita del grande mare.

L’acqua freddissima e salata la accolse come una madre; Anna sentiva tutto il suo corpo rigido come marmo, le braccia durissime, le gambe impossibili da muovere, il sapore del sale dentro fino in fondo alla gola.

Si mise a pancia sopra come fosse morta ed iniziò a farsi trasportare. Il cielo nero rendeva l’acqua color degli inferi. Ali di gabbiano apparivano di tanto in tanto in un vorticare veloce e diseguale quasi a dare un allarme per il pericolo imminente

Anna sentiva meno freddo nell’acqua gelida del mare di quello che aveva avvertito nei giorni precedenti sola in quella località della terra ligure.

Mentre ignara si lasciava trasportare dalle onde ripensava a quel biglietto ed a come il destino si era incrociato con lei e la sua solitudine.

Una tormenta stava iniziando ad ululare verso la Francia. In meno di qualche minuto si sarebbe abbattuta sulle cittadine liguri dell’Italia.

Anna d’improvviso fu come se si accorse di non avere più percezione del suo corpo. Pensava solo ad Andrea ed a come non l’aveva potuta raggiungere lasciandola sola in balia delle sue ansie e preoccupazioni.

Un viaggio organizzato da tempo saltato improvvisamente per motivi che nemmeno lei era riuscita a comprendere al punto da temere che forse quell’amore non meritava i sacrifici e gli sforzi che lei tutti i giorni faceva pur di viverlo appieno, fino in fondo, per sempre.

Andrea, solo Andrea nella sua mente. Un viaggio infinito pur di di stare tra le sue braccia si è poi trasformato nella più nera solitudine del cuore.

Andrea non era arrivato. Non era partito. La grande stanza d’albergo era vuota senza il suo allegro vociare.

Solo un mazzo di rose rosse meravigliose sul tavolo d’angolo ricordavano ad Anna che anche Andrea era disperato per quella mancata partenza.

Anna smarrita tra le onde, sentiva una voce che chiamava, ma lei era ferma. Di ghiaccio.

Da lontano sentiva questa voce roca che urlava, sbraitava verso di lei cercando di attirarne l’attenzione, ma Anna non riusciva più a rientrare.

La tormenta si stava avvicinando ed il mare furioso la stava proiettando verso gli scogli.

Nonostante fosse già Maggio inoltrato Anna si rese conto d’improvviso che stava rischiando la sua vita per una leggerezza infantile, per un bagno fuori stagione.

Gli arti intorpiditi non rispondevano alla sua necessità di nuotare verso la riva.

Da lontano un’imbarcazione con a bordo due uomini stava partendo alla volta della sagoma del suo corpo che le onde scure lasciavano intravedere di tanto in tanto.

 

Le onde mangiano la paura.

L’acqua lenisce i dolori.

Le onde si scopano la sfortuna.

L’acqua battezza a nuova vita.

Le onde barricano i destini infausti.

L’acqua rigenera e lava le brutture.

 

Traumatizzata ed in trans Anna mormorava queste parole senza mai smettere, a ripetizione,  fino a quando il pescatore non le ordinò di stringersi alla coperta e di provare a riposare.

 

Il vuoto che Anna ha dentro è un lago nero.

Nessun Andrea potrà mai riempirlo.

Nessun amico.

Nessun affetto.

Il vuoto dell’anima è un vuoto da riempire da soli imparando a bastare a se stessi.

Andrea, l’amore suo, l’ama e l’amerà sempre.
Anna deve solo diventare grande e comprendere che la solitudine non è un sentimento legato agli altri, ma unicamente al suo sentirsi sola anche quando il mondo immenso che le vive vicino bussa senza che lei abbia voglia di aprire.

Anche quando non riesce a sentire nulla perchè si sente cosi’ vuota da credere di non avere nulla da donare.

Anna deve solo attraversare la sua anima, per tornare a vivere ed essere felice.

Nella vicinanza come nella distanza.

Perchè l’amore quando è vero sopravvive ad ogni barriera, ad ogni imprevisto, ad ogni cambiamento.

Perchè distanza non significa lontananza…quando si guarda la stessa luna!

Perchè l’amore è solo amore.

Non serve per colmare la solitudine.

L’amore è solo il faro della felicità.

…………………………………………….

Tu sei il mio faro Andrea?

26 thoughts on “Viaggio attraverso l’anima…

  1. Ma d’Io bono (magari…)

    Tre stralci:

    una leggerezza infantile, per un bagno fuori stagione –
    Le onde si scopano la sfortuna –
    Anna deve solo diventare grande

    Lo sai che voreri dirti dove mettere l’accento così o colì, dove fare questo e quello.

    Amen, Signora.

    Non devo dirti niente.
    Potevo scegliere altro, ma il silenzio è più loquace della treccani.

    E “mamma mia” lo dico io.

    L’innocenza conosce strade ignote all’ignominia.

    L’attesa è la canzone del disperso.

    Non ti fermare mai.
    Sì, erano i Dik Dik (mi pare su Battisti, e l’ho già detto altrove).
    Non ti fermare mai.

    E perdona un commentatore idiota.

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  2. un corpo abbandonato al destino degli eventi, una pagina di solitudine resa viva dall’attesa di un attimo che sa di poesia, dall’incrociarsi di un destino avido di scoprire nuove carte.

    Talvolta l’amore non è tutto nella vita, se prima non si ama se stessi nulla ci potrà donare la gioia che cerchiamo.

    Eccellente tratto di prosa che fa riflettere.

    Complimenti!!!

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  3. Bhè! Continuo a leggere l’armonia di due cuori sotto i riflettori di una luna chiamata Amore….l’ennesima scena di un film..da vedere e rivedere..
    ciaufff e buona dokmenica.
    p.s.s
    spero che le mie preghiere sortiscano sollievo alla tua piccola…

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  4. SSN in quale vita, in quale dimensione mi hai conosciuta? Non era Bordighera ,a Genova, non mi chiamo Anna ma un nome molto simile, il mio amore non era Andrea…. il resto tutto identico, tutto uguale…….
    Ti rubo l’ultima parte del post per pubblicalo nel mio….. citandoti ovviamente……non voglio perdere quelle parole ….. SSN prego con tutto il cuore che tu non ti rispecchi in Anna , ma che questo sia davvero un racconto di pura fantasia….. Tanti sorrisi!!!

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  5. in quel vita hai incontrato me? in quela dimensione?
    forse che i fiori e i martini….non sono stati abbastanza?
    forse che il mantello di rugiada che ho deposto ai tuoi piedi non t’ha preservato da bagnare le tue estremità?
    Sono “caruso” e canto delle tue doti e dell’amore che donasti ad un cuore infranto! quando i miei occhi di cobalto potranno incontrare i tuoi di prato fiorito?
    Tante domande Signora MIA…..ed una sola certezza. Il comune senso d’appartenenza e del pudore. A presto mia agognata chimera
    Selenio

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  6. Grazie Max.
    Grazie per il passaggio e per il tuo commento che ho molto apprezzato perchè tocca le stesse corde che hanno fatto vibrare la mia anima mentre scrivevo di Anna e della sua solitudine.

    Un sorriso

    Ssn

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  7. Selenio!
    Sei tu che qui ti firmi ed altrove mi scrivi ti amooooo da anonimo??
    Credo di si perchè insisti nel dire che sono una chimera:-)
    Non sono cosi’ irraggiungibile amico mio.
    Eddai…. eddai… non mi sfruguliare che poi mi diverto troppo e non mi basta piu’…

    Un sorriso ed un abbraccio per un uomo caparbio e simpatico da morire

    Ssn

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  8. Oh, Signora, Creatura Meravigliosa che leggi nell’anima degli amanti, nelle pene e nelle sofferenze, nelle gioie e nell’esaltazione …
    Sei luce sul cammino della vita.
    Grazie. Ti abbraccio forte.

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  9. ciao cara, per rispondere al tuo post:
    lui dice di amarmi, continua a dire che per lei non prova nulla, che deve solo trovare il coraggio di lasciarla… ma io mi chiedo se è davvero così difficile farlo…
    infondo già ora passa molto più tempo con me che con lei…
    ti mando un saluto e ti ringrazio delle tue belle parole!
    ciao cara!

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  10. L’amore è SOLO il faro della felicità..

    Solo? Solo???

    Un faro è tutto per un navigante durante la notte illune…
    Un faro è punto di riferimento…
    Un faro puoi essere tu..
    Oppure una passione..

    Il faro è la Luce che dà Vita ed Energia..
    Un faro è nascosto in un sorriso…

    L’amore è faro solo quando è sinonimo di libertà…
    La libertà di restare oppure di andare…
    Libertà di raccogliere una felicità o di lasciarla cadere a terra, come una stella la notte di San Lorenzo..

    La felicità è qualcosa che vivi quando meno te l’aspetti…
    e allora la stringi a te e la coccoli…

    Felicità e amore sono legati fra loro?
    A volte sì…

    Ma l’amore non può essere SOLO il faro della felicità..
    L’amore è tanto altro… può anche essere gabbia…sofferenza…
    vita…colore…sapore…
    freschezza….vecchiume…noia…
    paura…gioia…attesa…speranza…
    esperienza…

    Perdona l’irruenza….
    un sorriso..
    ;o)
    Klà

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  11. quante cose ci sono nel cuore e nell'anima dentro di noi.piu dentro che fuori verrebbe da dire, solo che fuori è piu facile ,le vedi, sono li!e  dentro invece sono da sentire da ascoltare ci vuole voglia e tempoe tempo ce ne poco , e voglia nemmeno ..e non è facilee sono li. e poi escono e fan male quando basterebbe attenzione.non crede?oggi bisognava solo sognare . lo so.ma , sono cosi difficili da trattenere.e si sai che poi qundo tutto finisce , quando tutto si spegne.quando la realta ci viene a reclamarearriva puntuale la malinconia a ricordarci che piu in alto vai e piu icaro sembrerai.bummgiuma non importa.l'importante è sognare.adameveadameve.

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  12. Adameve….io credo valga SEMPRE la pena affrontare un alto volo, anche se prima o dopo è previsto l'atterraggio. Senza sogni la realtà che viviamo e ci circonda sarebbe insopportabilmente arida.Se il destino mi strappase tutti i sogni io lo prenderei a calci, aprirei i cassetti della mia memoria e ne tirerei fuori altri 100, 1.000, 1.000.000 e me lo sbranerei a cena il mio infausto destino.C'è sempre un sogno che si realizza rispetto ad altri che se ne vanno in fumo e c'è sempre un motivo per sognare.Stefania

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  13. atterraggio o caduta rovinosa che sia  non ha importanza, concordo vivamente che comunque ne vale decisamente la pena.cosa saremmo senza?adameve.

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