Mani

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E’ stato così, che mentre camminavo sola ho iniziato a parlare con le mie mani. Come potevo parlare con qualcun’ altro? Nessuno mi conosce meglio di loro. Tanta la solitudine che mi sarei abbracciata da sola, se mai avessi potuto prolungarle.
Un dito sulle labbra morbide a ricordarmi che vivo ed amo essere baciata.
Sotto al vischio a Natale, ma anche in un negozio del centro a Ferragosto.
Due dita tra i capelli di seta ed il mio sussurro compiaciuto… vedete, quanto si sono allungati? Ora si adagiano lievi sul mio lungo collo e mi contornano il volto spigoloso che si fa più dolce e languido nella nuova cornice color dell’ebano.
Una mano sul seno pieno a dire che di latte ne avrei da vendere, per saziare la fame ancestrale di chi sa cosa significa mangiare il corpo altrui.
Una carezza sul viso a piena mano, teneramente fin dentro l’incavo del collo e poi giù dietro nella nuca, dove l’attaccatura dei capelli diviene una radura oscura oltre alla quale si cela la vallata della schiena diritta e perfettamente modellata.
L’altra mano sul fianco sinistro, dove da ieri fa male. Mi coccolo da sola e mi dico non tremare.
Parlo alle mani mie intelligenti che tante cose sanno fare. Spesso senza nemmeno bisogno di comandare. Alla cieca trovano. Nel silenzio parlano. Sotto la pioggia battente mi riparano. Contro la furia umana mi proteggono.
Queste mani, che sanno di Versace,  tutto trovano quando sono allegre e tanto perdono quando non hanno pace.
Ho camminato tanto, trascinando un poco il peso del corpo sulla destra, giacchè la sinistra è infortunata. La borsa con il pc sulla spalla, il naso per aria. Grandi alberi hanno oscurato a tratti il cielo, mentre la mano sinistra ha ondeggiato avanti ed indietro al ritmo del mio passo, accarezzandomi distrattamente la coscia fasciata nel tessuto nero e lucido dei calzoni che quest’oggi ho indossato senza troppo chiedermi se mi stavano bene o se forse era meglio indossare quelli panna. Più consoni alla stagione.
Non ho ancora fatto il cambio. Lo dico proprio a queste mani che dovranno sollevare, spostare, eliminare, spazzolare e rimettere tutto in ordine e ben impilato nell’armadio ghiaccio.
Ora è la notte. Le mani mie, sempre loro, che accompagnano i miei pensieri nel ticchettare dei tasti, non tradiscono nemmeno la mia stanchezza infinita.
Mi passo una mano sulla fronte e loro già sanno che scotto ancora un po’.
Mi faccio una carezza e mi asciugo una lacrima impigliata in una ciglia. Stasera quando dormirò come una bambina so che mi faranno da guanciale. Parlo. Parlo ancora con loro e mi rendo conto che nonostante la solitudine in tutto il giorno non ho mai smesso di pensare e di lavorare. Ora stacco la spina e mi raggomitolo sul divano. Cuscino giallo ocra. Lo sposto con le mani. Un plaid a scacchi. Le mani giunte nella quiete della sera, ora so. M’invitano alla preghiera. Tappeto indiano sotto ai piedi. Ecco il silenzio che placa anche gli uragani. Ci sono solo io e le mani calde della notte strette e dolci nelle mie mani.
 

34 thoughts on “Mani

  1. NOn so dove l’ho trovata …era scritta fra le mie disordinate note… che spargo qua e la…..
    “Mani che un tempo sfioravano quelle del suo amore
    Mani che un tempo accarezzavano i suoi lisci capelli
    Mani che una volta sfioravano il suo viso
    Mani che una volta esploravano il suo corpo
    Mani che ora sono fredde
    Mani che ora vorrebbero spaccare il mondo
    Mani che adesso sono stanche
    di scrivere un solo nome il suo…!”
    Dolce notte Signora

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  2. Le mani lavorano, guidano il flusso dei miei pensieri, mi fanno prendere la mira, sorridono sceme e salutano gli amici in modi diversi e disparati a seconda dell’occasione. Stringono e sfiorano. Sono forti e delicate. Sono lo specchio più facile da guardare, a volte si sentono sporche e non vorrebbero lasciarsi contaminare. Mani che suonano e mani che lavano il pavimento. Tante mani per tante storie.

    P.s. Scusa se mi impiccio, e se non ti va non rispondere ma… che ti è successo? Come mai ti sei acciaccata? Le mani stavolta non ti hanno salvata?

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  3. Inbianco…ma quale impiccio….nessun segreto.
    E’ solo il corpo che mi ha tradita!
    La schiena bloccata è un vero disagio e stavolta a dire la loro sono proprio i miei piedi che non hanno potuto far altro che constatare che cammino a fatica.

    Un sorriso

    Ssn

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  4. Le mani, le mani. C’è stato un periodo della mia vita in cui tutta la mia speranza era riposta nei piedi, nella loro capacità di portarmi lontano, lontano e non fermarsi mai.
    Un abbraccio, grazie di essermi venuta a trovare.
    Franz

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  5. ma perchè riesci sempre ad incantarmi?
    perchè leggo delle tue mani ed improvvisamente vedo le mie … scenari , luoghi, colori, diversi ma … quella lacrima che rimane impigliata …. quelle mani che guardo e spero che diventino le sue … e poi le lacrime non sono più impigliate, ma scorrono calde sulle guance e si fermano sul cuscino …

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  6. Mani.
    Signora, Meravgliosa Creatura, hai letto le mie mani con queste tue righe, ogni linea era anche la mia.
    Ora le mie mani accoglieranno le lacrime assaporandole come mai è stato.
    Ti abbraccio.

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  7. Le mani… se non ci fossero loro…

    Due anni fa scrissi:

    Mani

    Instancabili si offrono
    A raccogliere dolorosi Frantumi
    Nell’Intento di ridare Forma
    Ad un Sorriso prezioso
    Che d’Aria si nutre
    E di Musica si disseta

    Mani tra loro solidali
    Pronte sempre ad aprirsi
    In un caldo Abbraccio
    Affinché i ghiacci dell’Anima
    Si trasformino in lacrime
    Colorate di Gioia

    La sinistra ha spostato le Nuvole
    La destra ha tolto le Virgole
    Il Cielo che ora tu guardi
    E’ il mio stesso Pensiero
    Brilla una Stella
    E’ rinascere…

    Sei bella, cara Signora…
    Una splendida persona che protegge i raggi della sua Luce dal Mondo.. attraverso le sue Mani…

    Mi hai dato la conferma, attraverso il tuo scritto, a quel che pensavo da tempo…
    Le mani e le emozioni si somigliano… non si possono raccontare… si possono solo vivere..

    Ti auguro un Sorriso in più!!
    ;o)
    Klà

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  8. Ciao Tigrotta! Bentornata.
    Tu lo sai cosa penso di tutta quella storia, vero? Basta lacrime perchè non solo non ne vale la pena, ma ti fa capire quanto tu sia oltre tutto quello squallore per grazia e sensibilità in te innate.
    Come la bontà.
    Fai che presto le tue mani possano solo accarezzare le stelle e raccoglieri fiori. Tanti fiori…

    Un caro in bocca al lupo

    Stefania

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  9. Briciola:-) Grazie!

    E’ molto particolare la tua poesia, mi piace ed è dolce. Musicale!

    Sono lieta tu l’abbia rispolverata ed abbia deciso di metterla proprio qui sul blog.
    Anche la nostra amica Blueviola alla lettura di Mani ha ritrovato nel suo cilindro una poesia a loro dedicata.

    Eh… queste nostre mani!

    Tanto scontate, tanto indispensabili.

    Un bacio

    Ssn

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  10. Signora….. va bene che con le mani si fa tutto…ma con il topino non le ho usate….. sto ancora ridendo nell’immaginare la scena di Viola urlante sulla sedia e tu pallida cadare dalla sedia…. Troppo forte….. E’ solo un topino piccolo piccolo e impaurito…… Dolce notte Signora….

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  11. Tranquilla, Meravigliosa Creatura, il commento era atemporale e non riferito a nulla, mi sento bene – faringite a parte! 😉
    E mi sento migliore, perchè ciò che non ci uccide ci fortifica.
    Un grande abbraccio!
    E buona continuazione!

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  12. Accidenti Blu … avrai letto il commento che ho rilasciato in risposta al tuo …. e ti trovo anche qui che te la ridi???????????????
    Signoraaaaaaaaaaaaaaaaaa ti ospito sulla sedia … e lasciamo le due “matte” a giocare con il topolino … se non capisci vai da Blu per il seguito …. un bacione … e non scordarti di me, di quello che devi dirmi! …. aspetto con ansia e spero che non sia un fine settimana, così potremo essere in due …. forse

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  13. Ciao Stefania, sono mario ( o ZioMario per il blog). Ci siamo conosciuti domenica alla presentazione di Croce a Milano. Sono il webmaster del sito http://www.gaycomo.com. Volevo dirti che ho parlato di te e del tuo libro sul mio blog qui su splinder, e appena avrò letto il libro, ti creerò una pagina tutta dedicata al romanzo, che metterò sul sito di gaycomo, nella sezione dei consigli. Mi ha fatto molto piacere conoscerti e sono certo che il libro sarà fantastico. Lo deduco dalla sensazione che a pelle mi hai trasmesso ( e su questo raramente sbaglio). Se poi vuoi sapere cosa penso di te, beh leggi il posto sul blog 🙂 ah, dimenticavo, ho linkato il tuo blog nel mio, spero che per te non sia un problema. Grazie e buona settimana, Mario (ZioMario)

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  14. Caro Mario, è stato un piacere per me conoscere te.
    E’ stata una bella serata quella di ieri sera.
    Intensa e molto semplice.
    Come avrai notato noi autori siamo a volte talmente timidi in pubblico che o guardiamo per terra o non abbiamo la voce..:-)

    E’ stato bello anche per me parlarti dopo le spettacolo e poterti dare un nome.
    E guarda un po’…. mi fai pure la sorpresa di essere pure tu uno splinderiano.
    Uno zio proprio mi mancava tra i miei link preferiti.
    Spero di leggerti ancora dalle mie parti, io non manchero’ di seguirti nelle varie tue incursioni sul web sia come ziomario che con gaycomo.com

    Con simpatia

    Stefania

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  15. Ciao Blue a Milano è andato tutto benissimo grazie.
    Ora prossima tappa Lecco e poi il 15 Giugno a Roma.
    Ma lo diro’ poi a tempo debito tramite i post di Promozione e Pubblicità.
    Che avete combinato tu ed Iside ai dammi miei e di Viola?
    Sempre con i topi…?
    Ti prego..ti prego.. mamma mia.

    Ssn

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  16. mani , le nostre .a volte nelle giornate piu nere sembrano l'unica cosa che ci rimane.si è giu in fondo a un pozzo ed ad un tratto te le senti appoggiate alla coscia. ne senti il calore. e pensi che in fondo loro almeno loro ci saranno sempre a consolare, sulle spalle ad accarezzare e sul viso ad asciugare.sembra persino di sentire meno la solitudinea volte sono una medicina per il dolore per un attimo le unghie nei palmi a graffiare e il dolore reale allevia per un attimo quello impalpabile dell'anima.adameve.

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