Tratto di dna allo specchio

dna

La postura protesa,  la tensione nella rigidità delle spalle, l’alzata del mento a difesa. Paura, quanta paura nella sua voce tremolante, mentre l’ansia di chi sa che è difficile avere certi ruoli e riconoscere di avere sbagliato, dopo avere così tanto sofferto ed  avere fatto l’impossibile solo per amore, cresceva a dismisura e mi schiacciava sulla piccola poltrona di pelle nera. Una storia come tante ha sfilato con l’abito della domenica innanzi ai miei occhi stanchi. L’ho guardata come se stessi  osservando un vecchio film degli anni cinquanta. La pellicola un pò sfocata, l’immagine non sempre perfetta, l’audio a tratti stonato. Un trailer consunto che conosco a menadito. Mi sono quasi annoiata. Poi d’improvviso m’è parso di riconoscere una mia camminata. La medesima vena sul dorso della mano destra, lo stesso modo di sorridere quando invece ti viene da piangere.  L’alzata lieve di un sopraciglio. La mano che gesticola alta . Il respiro affannato dopo una corsa.  Un vago tratto di dna in uno specchio umano dove ho rivisto me e tutta la mia vulnerabilità di donna. Il mio essere così fragile. Così forte. Così sola. Con un pennello ho contornato i bordi per vedere meglio ed ho lasciato che la luce facesse il suo lavoro. Una bimba piccola che vuole il suo papà. Una mamma che porta sulle spalle da sola tutto il Suo mondo. Una bimba che sconfigge l’ansia pensando alle gioie del Natale ed aggiustando muri rotti. Una mamma che non tace ogni pena o preoccupazione. Una bimba bella, brava e buona. Una mamma con tanti impegni , ma troppo sola. Una bimba che si fa andare bene ogni cosa perché ama troppo per dire che non va bene. Una mamma che ha mille ruoli e fa anche il papà, una bimba che vede tutto e tace perché sa. L’occhio destro è caduto poi d’improvviso sulla caviglia gonfia; buffa la gonna lunga a palloncini bianchi e neri! La schiena sempre staccata dalla seggiola, protesa verso chissà quale attacco spaziale. E mentre il tempo scorreva,  ho storto la bocca e provato ad ingoiare pur di non parlare. Nel mio film muto sono stata l’immagine riflessa, l’embrione sviluppato, il danno ed il creato. Nel difficile percorso della conoscenza in ogni angolo della terra ho trovato risposte ad ogni mia personale guerra, ma in quel tratto di dna ho rivisto l’amore primordiale,  parte del mio star bene e molto del mio star male . Guardo indietro e non temo… d’osservar non si muore.  Guardo avanti e lotto… di sperar v’è sempre ragione e nel mio desiderio la mamma non ha le caviglie gonfie e cucina le frittelle come quando era Carnevale. Io canto e danzo al suono di una nuova canzone, rido e mi rallegro perchè non temo più alcuna confessione. Tra le mie mani una rosa bianca e finalmente le chiavi della prigione.   

18 thoughts on “Tratto di dna allo specchio

  1. SSN per te i sogni non finiscono mai??? fortunata..mi sveli il segreto? i miei si sono sempre infranti davanti al muro della realta’ e non sono riuscita a farli vivere a lungo…. Baciotti

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  2. SSN ti riporto qui il commento di un Utente anonimo..scritto nel mio blog..ma pieno d’ammirazione per te ed a te riferito……

    “Ssn sono perfettamente d’accordo su quello che dici.
    complimenti.
    non si può misurare i sogni,i sogni aiutano (senza togliersi dalla realtà)a vivere.
    CHE BELLO SOGNARE,intanto che scrivo sul viso mi nasce un sorriso…e questo è il sogno!
    la vita è sogno,l’amore è sogno,la gente è sogno,scrivere è sogno….tutto è sogno..ma mai perdere di vista la realtà.
    la misura tra sogno e realtà è individuale e va rispettata.anche questo può essere sogno……….
    b.w.e.
    utente anonimo ”

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  3. Blue…tutta la mia concezione sui sogni che non si possono misurare te l’ho espressa sul tuo blog.. devo dire che comunque oggi sono un po’ sotto tono anche io. Che i miei sogni mi stiano abbandonando?
    Mah…
    Ti terro’ aggiornata su Lecco… mi emoziona l’idea di andare in quella Associazione perchè so che non è gestita da qualunquisti, ma da persone molto, molto in gamba.

    Buon we

    Ssn

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  4. Paola, ciao amica mia:-)
    So che mi leggi tutti i giorni, ma è raro trovare tracce del tuo passaggio. Grazie per le tue parole. Cosi’ io sarei delicata?:-)))))))

    Sono giornate intere che agogno solo calore….e coccole…e calore….

    Un grande abbraccio anche a te e a chi ti vive accanto

    Stefania

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  5. Lilly l’emozione a volte non ha voce o parola.
    Lieta di avertene regalata una.
    Il 15 Giugno presento ioAmo a Roma.
    Allora ci vieni stavolta oppure dai ancora forfait?:-)

    Un sorriso alla mia omonima

    Ssn

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  6. Cara Milena…tu sai meglio di chiunque in questo momento di vita quanto vale avere una mamma complice a fianco.
    Non è facile essere introspettivi e delicati.
    Ci provo tutti i giorni e tutti i giorni soffro, ma tengo duro e vado avanti perchè questo è il nostro destino.
    Andare avanti, sempre!

    Sereno we anche a te (che bello il collage:-)))

    Ssn

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  7. questa potrebbe anche essere intesa in due modi.il primo lineare : rapporto figlia mamma.secondo a cerchio : mutamento dell'io narrante da mamma nella prima parte  a figlia, partendo da "l'occhio destro è caduto" e poi sifinisce e si ritorna su .bel flash fotografico. bel film.a propositobuon compleanno.adameve.

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  8. Questo brano può in effetti essere letto in duplice chiave. Ed ogni donna che ne affronta la lettura può scegliere di essere a tratti madre, a tratti figlia. Io mi sono emozionata a scriverlo e mi emoziono ogni volta che lo rileggo.Stefania

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