Confessioni Inconfessabili

Stasera Vi lascio un’impronta estratta da ioAmo…
Le motivazioni sono molte, ma la piu’ sentita è che vorrei che questo scritto restasse nella memoria di chi lo ha letto non solo per il grande Amore che ha legato Enea ad Andrea, ma anche per il dolore che spesso nasce sulla pelle di chi è considerato diverso.

Stefania

Confessioni inconfessabili

Un soffio di vita leggera a me…

Devo spazzare via il sudiciume

di pensieri erranti

che seminano gramigna

ed ortiche rampicanti.

Un alito di aria tiepida per me…

Devo volare leggera

sopra barriere d’acciaio,

dove le mine del peccato

acuminano le ore

e mi stendono il fiato.

Sogni convulsi di Fran che scappa dalla famiglia con Elisa.
La polizia che mi cerca e Caterina che piange.
Io in galera ed un processo per direttissima.
La condanna per omosessualità.
Il pubblico ministero che mi accusa.
Fastidioso ammetterlo.
Come fossi un gabbiano dotato di grande apertura alare che sogni costantemente
di avere zampe possenti e ruggire nella savana.
O un bellissimo pesce tropicale rosso che macina oceani di distese d’acque azzurre e calde alla ricerca di se stesso dotato non di branchie, ma di possenti
polmoni come un bellissimo puledro selvaggio.
Prudono anche le orecchie ad ammetterlo.
Voler disperatamente essere ciò che nessuno mai crederebbe di te.
Ossessivamente cercare di uscire da ogni regola, ogni schema prefissato, ogni educazione rigida impartita, ogni protocollo già scritto e riscritto, ogni piccola
particella di me che teme il giudizio e lo scandalo e lo SCANDALO.
Eccola la parolina magica che tinge di viola e blu notte tutte le mie giornate di
sole, le mie passeggiate solitarie i miei incubi più ricorrenti.
E mi sento come quel gabbiano, come il pesce rosso.
Confessioni inconfessabili.
Devo farle a lei Signor Pubblico Ministero?
Perché proprio una condanna ai lavori forzati?
Lo so che nemmeno il prete più disponibile di tutta la Sacra e Madre Chiesa perdonerebbe una mia confessione così “rea e colpevole di onta e peccato e ignominia
e aberrante diversità”.

Ma confesso la mia colpa Signor Pubblico Ministero.
Mi assolvi con formula piena perché il fatto non sussiste.
Voglio correre libera per i prati.
Guardare volare gli aquiloni.
Non voglio correre in catene.
Legata a doppia mandata ad un aquilone rotto che non volerà mai più.
Confessione di una donna castrata all’eterosessualità, ma bisessuale nell’animo,
nel cuore, nella testa e nella figa.
Voglio essere un gabbiano con le zampe da leone.
Voglio essere un pesce che galoppa come un puledro libero verso la libertà di
pensiero, di azione, di comportamento, di vita sociale, di mentalità.
Confesso la mia colpa Signor Pubblico Ministero.
Mi assolvi con formula piena perché il fatto non sussiste.
Voglio potermi masturbare tutti i giorni e tutte le volte che Andrea non è con me.
Sulle mie dita il ricordo delle sue.
Non posso masturbarmi il cervello.
Impedirmi di non desiderare ciò che agogno con ogni poro della mia pelle.
Perché manca il contatto con la sua pelle.
Ed ogni sua lontananza è un disturbo mentale dell’anima.
E allora anche un’orgasmo non sazia, non completa, mai soddisfa questo bisogno
viscerale che ho di lei, delle sue mani su di me.
Su questo corpo che come gabbiano stanco, perde peli ed umori, perde linfa,
perde bellezza e umana intelligenza.
Divengo schiava di desideri incontrollabili più e più volte al giorno.
Ma l’orgasmo centrale del mio cervello rimane lì, vigile ed eccitato in attesa di lei.
Che sola può placare questo bisogno ormai maniacale della sua essenza dentro
di me.
Confesso la mia colpa Signor Pubblico Ministero.
Mi assolvi con formula piena perché il fatto non sussiste.
Voglio essere felice a tutti costi, non voglio comperarmi il Paradiso in cambio
dell’infelicità terrena.
Tutto il mondo a gridarmi in testa “Tu sei pazza!”
Vero cara Nonna adorata?
Eccoti seduta sul trono.
Sei tu il giudice di questo processo!
Tu che me lo hai detto sempre da sempre.
Ogni qualvolta ho voluto essere l’animale che sono mi hai vociato in testa, al telefono, per le scale, nella strada di casa, sulla porta del garage:
“Tu sei pazza! Io ho una nipote pazza!”.
Ed io oggi quasi ci credo.
Che sono pazza.
Che bello poterlo essere e lasciarlo credere a te, a tutti, alla gente che mormorerà dello scandalo prossimo venturo, ai bimbi che lo sentiranno dire dalle loro mamme, ai benpensanti, alla feccia faccia di scoregge che mangeranno le loro
feci marce dopo le mie silenziose maledizioni.
Mi sono guardata nelle vetrate di casa sai?
Pazza io?
Magari lo sono da sempre o forse pazzi sono tutti coloro che mi tengono imbrigliata
ad un aquilone rotto che non vola più per far felici loro e tenere al suolo me.
Ma io sono il gabbiano che vola e che corre nella savana con zampe da leone.
Sono il pesciolino rosso che nuota libero nell’oceano e galoppa fiero in verdi
praterie.
Sono una donna.
Semplicemente.
Una donna che ha bisogno della sua compagna per essere felice e completa e
serena.
Finirò in un reparto di psichiatria se mi dichiaro instabile di mente?
Me ne starò seduta in poltrona beatamente pazza e sorriderò a chi avrà l’onore d’imboccarmi la cena, a contare le nuvole dalla finestra aperta, a dondolare il mio corpo in una nenia d’amore solitaria, se così non sarà, se io non riuscirò a
volare e nuotare e correre libera come un’animale unico e meraviglioso.
Confesso la mia colpa Signor Pubblico Ministero.
Mi assolvi con formula piena perché il fatto non sussiste.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Confessioni Inconfessabili.
Amen

40 thoughts on “Confessioni Inconfessabili

  1. Ho letto…Tutto d’un fiato cercando di non perdere neppure una parola…E devo ringraziarti…Per avermi detto di leggerlo, per avermelo dedicato…
    Bellissimo, a dir poco…Scritto molto bene e mi è piaciuto…E posso assicurarti che mi rimarrà in mente 🙂
    Ancora grazie…E complimenti…Per la tua mentalità, per il tuo modo di scrivere e di riuscire a trasmettere molto!
    Baci Lupa

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  2. Ognuo di noi si sente attratto dalla forza incantatrice della gente….io lo faccio sepsso, quotidianamente e ne traggo forza e coraggio. Con te, tenera amica, lo faccio virtulamente. Grazie
    passa per un caffè alla stazionetermini….dopotutto te ne devo almento uno…
    ciauffffffffff

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  3. La pazzia …. e’ la forza di lottare contro ..di nuotare contro di vivere contro…… Ben venga questa pazia…… e sia di regola per tutti…. senza quel pizzico non avremmo vita …vivremmo solo la vita che gli ltri…i nonni, i genitori. i preti i benpensanti ….. gli assassini, i ladri i farabutti …hanno scolpito per noi…
    Ribellarsi e’ un dovere…
    Bellissimo post.. davvero splendido per la forza che emana, per la crudelta’ che lo anima, per la passione che lo fa vivere…..
    Grazie Stefania. un sorrsio

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  4. Utente anonimo…… chi sarebbe la GIOVANOTTA in questione? se ti rivolgi a SSN… un po’ di rispetto per una SIGNORA azzz …se ti rivolgi a me…. e che azzz taci di fronte alla saggezza di una NONNA MUCCA

    SSN vieni a vedere la tua foto immaginaria sul mio blog…. chissa’ se ti riconosci un po’…..

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  5. Caro Stazione…si hai proprio ragione tu. Osservando gli altri si trae dorza e coraggio per se stessi.
    Chi ha l’anima cieca vive nel buio della non conoscenza e della non accettazione e limita la sua crescita personale.

    Buona vita grande uomo con i palloncini colorati…. la foto di Blue mi ha fatto morire dalle risate.

    Ssn

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  6. Urca giovanotta quanto scrivi non me lo dice manco mia nonna.
    Che c’hai duecento anni amico anonimo?
    Sui blog si scrive, altrimenti che blog sono?

    E tu Blue grazie per l’intervento, ma sai, dietro la mia fragilità nascosta dall’alterigia, ci sono le unghie affilate che all’occasione mi regala Tigredisogno (ciao…Chiaraaaa)

    Ssn

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  7. Cara Simona grazie del passaggio.
    Ti scrivo col tuo nome di battesimo perchè sai che mi ci devo abituare…he he he.
    Ad ogni modo il tè coi pinoli è buonissimo in pieno inverno.
    Io lo faccio a litri con la scusa che ho freddo…solo per mangiarmi kili di pinoli. Sai il giro vita!

    Un sorriso a te

    S

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  8. Ciao Signora…
    ho riletto molto volentieri questo brano dle tuo bellissimo libro … che presto rileggerò appena ho 5 ore tutte per me.. perchè è un libro da leggere ad un fiato solo … con brevi pause per far scorta di fazzolettini… un avvertimento per chi ancora deve leggerlo ;O))))))))))))))) un bacione

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  9. Cara Sempreviola… ciao sei tornata da Alassio? Quel tuo post mi ha prostrata per giorni. Torino sarà per settembre, ormai è definitivo:-)
    Grazie per quel che dici, ma hai davvero pianto così tanto?
    Oh signur…mi dispiace…

    Un bacio

    Ssn

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  10. Ciao Brain…le impronte a volte scompaiono al sol spirare del vento come quelle lasciate sulla sabbia..
    altre volte restano impresse nella memoria e nemmeno il tempo che passa ha potere di scalfirle.
    Che bello poter essere un impronta piccola, ma cosi’ profonda da essere ricordata per sempre, anche dopo la morte.
    Sarebbe terribile lasciare questa terra con il dubbio di non aver lasciato a nessuno un qualcosa di me….
    Tutto questo dire, il fluire di tutte le parole, i lunghi mologhi, i pensieri che si azzuffano, le vocali che riposano….”Regalo che tutti noi facciamo a chi ancora deve venire”.
    E’ un concetto che mi riempie l’anima e mi spinge a non tenermi tutto dentro.
    Allora lascio impronte sparse sperando che il vento non me le spazzi via troppo presto….

    Lascio qui ed altrove…sempre un qualcosa di me.

    Ssn

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  11. Cara… devo confessare l’inconfessabile… ovvero di non avere ancora letto il libro, pur avendolo… come ben sai… perciò non ho letto neanche l’estratto…
    dunque ti lascio un saluto e un abbraccio e un bacio…

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  12. Elleeci ho sentito Fabio Croce (l’Editore) che mi ha detto che il libro è in vendita alle due librerie Croce, alla libreria Arion di
    via Cavour 255, da Babele in via dei Banchi Vecchi e via discorrendo. E’ ovvio che non tutte le librerie di Roma ce l’hanno, ma basta ordinarlo come tu hai fatto grazie al codice Ibsn.
    Grazie comunque della segnalazione, ho avuto una scusa per strapazzarlo un po’:-)

    Un sorriso

    Ssn

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  13. Giusto per la cronaca… Lu ha telefonato alle due librerie Croce, per chiedere della disponibilità del libro… io ero già pronta ad andarci, ma hanno risposto che non era disponibile! A quel punto l’ho ordinato alla libreria del centro commerciale dove lavoro… tira pure ancora le orecchie al tuo editore!

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  14. Cara Elleeci…ho provveduto via mail. Sentiamo cosa mi risponderà il buon Fabio.
    Nel frattempo alla libreria Croce di Corso Vittorio Emanuele oggi per curiosità telefonero’ pure io:-).

    Ssn

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  15. Giusto per la cronaca e per dare spazio anche a Fabio Croce….che le orecchie se le fa tirare, ma le tira pure lui se necessario:-)

    Con la presente si precisa che:
    le Librerie Croce a Roma sono 3.
    La Libreria di via Solferino, di cui Fabio Croce è anche socio, ioAmo ce l’ha in vetrina ed il telefono per ordinarlo è 064453222 (le commesse dicono di non aver ricevuto telefonate o richieste negli ultimi giorni).
    L’altra libreria è in via Cortina
    d’Ampezzo ed il libro ce l’hanno (ho telefonato io stessa).
    La libreria Croce di Corso Vittorio di solito ha tutti i libri di Croce, ma può succedere che ne finisca qualcuno e la stessa non faccia richiesta immediata di rifornimento e se ne trovi sprovvista. Ma se si chiama allo 0668802269 e si preavvisa che il giorno seguente lo si va ad acquistare loro lo prendono in 24 ore.

    Stefania Diedolo (per conto di Fabio Croce)

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