Tamerici e sale

alberoperte

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
 

Sono rimasta immobile e stupefatta guardando tutti quei colori che come la tavola di un pittore hanno illuminato il mio sguardo rapito. In lontananza ho intravisto fiori ed oleandri, palme basse e cespugli di agrifoglio, gelsomini e rosmarini. Il prato verde davanti al mio sguardo incantato ha sconfinato dall’immaginazione alla realtà ed ha fatto da specchio ad un cielo dove a tratti il blu cobalto si è mischiato con il verde del trifoglio ed in un tripudio di colori il tuo sorriso è stato in assoluto il più bel fiore. In silenzio abbiamo poi parlato con la forza dei nostri occhi al colore del mare,  scuro come la sabbia vulcanica si è lasciato guerriero ammirare. Come dono ci ha lasciato impronte sulla pelle,  segni nuovi per una nuova vita nei tuoi occhi belli come le stelle. Parole nuove sono state poi partorite dalla mia bocca solo per te, perché tu non debba mai dubitare dell’amore che mi muove come il mare, perché tu non debba mai più dover implorare l’amore che muore.

Ti ho parlato spesso anche solo con la mente, perché mi rendo conto che a volte è meglio di niente. E nell’istante in cui ti ho voluto abbracciare ti ho detto Taci. Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane. Un bacio rubato sul finire della via, ha rinnovato il giuramento che per sempre sarà tua l’anima mia.

Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti.


Le Tamerici circondavano come d’incanto le mura basse dal color azzurro e bianco. Salmastre ed arse dal sole con i loro tronchi millenari hanno visto passare bambini e suore, frati e chi ha amato il Signore. Nel centro del grande viale l’Arcangelo Gabriele ha confuso il nostro vedere. Di marmo bianco e granito non sembrava gaudente, ma un guerriero ferito. Sul lato ovest della dimora mi sono poi incantata di fronte ai Dieci Comandamenti. Misera mi sono sentita per i miei pochi pentimenti. Eppur ti ho guardato e del  tuo dire mi son sentita morire. Non c’è nulla che vale la pena di vivere se tu non lo descrivi con la grazia e l’armonia con la quale narri di ogni tuo vissuto;  accanto a te trovano parole anche le sequenze di un film muto.
Verso il tramonto dal cielo blu è piovuta la benedizione divina, si sa che quando  una storia profuma d’amore, all’amore si volge il capo e ci si inchina.
E su i ginepri folti di coccole aulenti, mi hai denudata di ogni peccato, benedicendo con gocce di desiderio la mia carne ed il mio bisogno costante del tuo afflato.

E piove su i nostri volti

silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude.
 

Giornate d’incanto con te mi han vista fiorire, tra bevande danesi e pasti consumati all’imbrunire. Pomeriggi trascorsi sospesa nell’acqua ad evaporare non mi hanno mai distratta da quel mio perenne bisogno di poterti guardare. E ti ho osservato di nascosto le mani nude che così abile sai come muovere dentro e fuori la mia carne che prude. I tuoi vestiti freschi e leggeri, la voglia di sentirti sotto i tessuti ed il ricordo di oggi che è sempre simile a ieri.
Freschi pensieri hanno preso il largo dentro ragionamenti che non han bisogno d’altro. Altro di più di tutto quel che mi dai, di tutto quel che sei e che sarai.

E nel dubbio impazzito ch’ io per te possa essere l’illusione di una favola bella, riavvolgo il nastro e ti cerco stanotte in una stella. Solo per dirti che son molto di più di ciò che ieri t’illuse, sono il tronco millenario di quella Tamerice salmastra dove sai che puoi adagiarti e non temere la burrasca.

La vedi?

L’anima mia si schiude novella, sono per te se mi vuoi…la tua favola bella.

(La pioggia nel pineto – G.D’annunzio)

25 thoughts on “Tamerici e sale

  1. OOOO Signora delle Nevi, il cuore si commuove seguendo lo sguardo che legge fremente.
    “si sa che quando una storia profuma d’amore, all’amore si volge il capo e ci si inchina”

    la favola bella
    la lieta novella
    M.

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  2. Signora , che colpo ben assestato ho ricevuto leggendoti…… Non mi frega nulla del gradevole accostamento fra prosa e poesia, non mi frega nulla se hai scritto una pezzo da premio letterario o semplici righe…… quello che fai sentire e’ cosi’ forte e vero…… che io ero li…con te….. con voi ..con quell’amore
    E non posso andare oltre…..
    Sei grande Signora e sto morendo d’invidia per questo tuo amore…… che duri sempre e per sempre.

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  3. meravigliosa, ci sono dei passaggi che mi fanno vibrare d’estasi, sei passione, gioia, tormento…una meravigliosa creatura capace di trasformare in emozione tutto ciò che pensa.

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  4. ” M’illumino d’immenso ” quando ti leggo perchè attraverso le tue parole mi fai rivivere emozioni e sensazioni…ridonandomi il sorriso e la gioia di vivere!
    A presto Amica mia.
    Paola

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  5. grazie dolce Signora del tuo interessamento…… si e’ accaduto sul serio..tutto quello che scrivo nl blog e’ vita..la mia …… purtroppo vorrei scrivere cose belle come le tue, cosi’ intense , cosi’ piene d’Amore..ma non me lo permettono…. anzi mi riempiono di un amore cosi’ grande… che svengo per la troppa emozione……
    Un sorriso e tanto amore infinito tutto tuo e per te….

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  6. Infatti caro Stazione e lieta di avermi anticipata amica mia Lilly…
    con la metafora volti silvani, D’annunzio intendeva dire con altre parole volti che appartengono al bosco. …

    Parafrasando:

    Piove sui nostri volti divenuti tutt’uno con il bosco piove sulle nostre mani nude, sul nostro corpo, sui nuovi pensieri sbocciati dall’anima rinnovata, sull’illusoria favola dell’amore che ieri t’illuse, che oggi m’illude, o Ermione.

    Un bacio a tutti e due

    Ssn

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  7. se mi è permesso:
    La lirica rappresenta le sensazioni prodotte dalla pioggia che cade, sempre più intensamente, sulla pineta in cui si sono addentrati l’uomo e la donna. La natura sembra risvegliarsi e rispondere al contatto della pioggia quasi con un discorso musicale, come una serie di strumenti dal suono diverso. In mezzo a questi suoni e sotto l’intensificazione della pioggia, l’uomo e la donna, purificati dall’acqua piovana che ne bagna le vesti, sembrano immergersi progressivamente nella natura, divenendo parte di essa.
    “piove sui volti delle due persone, detti “volti silvani” perché il poeta comincia a immedesimarsi e a confondere se stesso e la donna con la natura: i volti dunque sono già “silvani”, quasi ritengono natura di albero. È imminente l’inizio di una metamorfosi.
    Piove sulle loro mani nude, sui loro abiti leggeri, sull’anima che, come rinnovata dalla pioggia, si apre (“schiude”) a nuovi e più sereni pensieri (“freschi pensieri”), sulla favola della vita e dell’amore che prima aveva illuso la donna e ora illude anche il poeta.

    Selenio docet! 🙂

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  8. Blue…blue, ma che ci fai tu alle donne? E soprattutto che ci fanno loro a te? Sei svenuta sul serio ed io sono basita nel leggerti, oltre che senza parole per la tua capacità di soccombere fisicamente alle emozioni.
    Vabbè…l’importante è che sei viva e che ti schiodi dal cucuzzolo perchè a settembre si va tutti da Milena.
    Tu non puoi mancare. Non accampare scuse che stai a un tiro di schioppo da Bologna:-)
    Un bacio

    Ssn

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  9. Ciao dolce Lilly…oddio anche tu che mi chiami meravigliosa creatura, ma lo capite che mi vergogno da morire:-) Io mi sento una creatura aliena.
    Ti mando un po’ di baci, va…. quelli non fanno mai male. Anche i Perugina comunque in questo momento mi farebbero piacere…

    Sorriso

    Ssn

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  10. Cara Paola, finalmente mi concedi un commento:-) Tanto lo so che mi leggi sempre!
    Mi auguro tu possa ritrovare presto il tuo sorriso e soprattutto la voglia di vivere che da sempre ti ha portata a lottare per riuscire ad andare a meta.
    La tua meta non è lontana, ma è come se ora tu non la vedessi piu’.
    Sono certa che presto ritroverai la strada maestra e con la strada te stessa.
    Noi ci vedremo presto live.
    La Sicilia ci attende tue ospiti con granite ed arancini. Tornero’ in Lombardia obesa per la gioia di Blue che mi vuole tutta ciccia e brufoli.
    Per il resto spero che le tre dell’Ave Maria riusciranno a darti un po’ di sollievo e di distrazione. Guarda…ne avrai per tutti i gusti.

    Un abbraccio

    Stefania

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  11. Selenio, carissimo amico mio dolce. Sei un grande e lo sai. Grazie per le spiegazioni letterarie che ci hai regalato. D’ora innanzi mi attendo da te sempre maggiori contributi in tal senso. Se non lo fai tu chi lo dovrebbe fare? (a parte Lilly e Dalloway…)

    Mi inchino al professore:-)

    Un abbraccio (a quando l’aperitivo?)

    Ssn

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  12. Sto ancora ridendo … e chi si scorda di quella giornata? 🙂 E’ stata favolosa! 🙂 Ho ancora gli appunti in cartellina da rendere postabili! 🙂 Ci sta un bel racconto! Sì sì … Dimmi, quando??? E poi mi impicco pur di esserci! Contaci! Bacione!

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  13. Ascoltami, i poeti laureati
    si muovono soltanto fra le piante
    dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
    Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
    fossi dove in pozzanghere
    mezzo seccate agguantano i ragazzi
    qualche sparuta anguilla:
    le viuzze che seguono i ciglioni,
    discendono tra i ciuffi delle canne
    e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

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