La fortuna di saper piangere

magnificaattesadite

Le lacrime, questo pianto salato che sgorga da ogni orifizio del mio corpo e non mi da tregua, non mi consente più di respirare a ritmo normale,inspiro, espiro, inspiro, espiro, inspiro, soffoco in  me.
Sono una scialuppa di salvataggio alla deriva persa  in una piena di lacrime che non riesco più a governare come mio solito per il tramite di occhi complici che sono ormai annebbiati e vermigli; fuggite  al mio controllo, perdono l’equilibrio e  lasciano al loro passaggio la carne rossa, la pelle che brucia, la notte che porta l’oscuro, la paura che invita  il caos doloroso delle inquietudini, delle ansie represse, delle gelosie mai tumulate, dei rancori, dei piccoli e grandi dolori che alloggiano in ogni mia cellula cerebrale e dove sin’ora ero prodigiosamente sopravvissuta  al passaggio del maremoto che solo oggi ha deciso di riversare dentro di me la sua schiuma sporca più salata.
Eccessivo il sapore acre, oltre misura il vento, esagerato il dolore.
Per le frasi non dette e per tutte le sentenze espresse che mi prendono l’anima e ne fanno carta straccia, un lembo di tessuto imbrattato impossibile anche da smacchiare.
Mi affaccio dal balcone dorato che un tempo accogliente e rovente di sole mi invitava a vivere di gioie e di aspettative, di giardini fioriti e di frutteti da coltivare, ma i miei occhi semichiusi  scorgono solo lo sfacelo di un sogno che è rimasto abbandonato perché infranto dalle ore sole che sono diventate esorbitanti, troppo immense e lunghe, sempre più prepotentemente padrone del mio tempo.
Dal balcone, un tempo rigoglioso, scorgo solo il retrogusto amaro di una devastazione preannunciata.
Di una colata lavica che brucerà tutto, le origini, le radici, le abitudini, le mie bambole da bambina, le prime scarpe adidas, i vestiti comprati al mercato con la mamma, la bicicletta da cross arancione, il poster di Sharon Stone  ed il caldo di quel mitico maglione.
Qualche giorno vedrò chiaramente quel che c’è e quello che andrà bene a me; fra qualche giorno. Oggi tocca alle lacrime svelare. Per chi le sa vedere, per chi fa finta di non sapere, per tutti coloro che mi passano accanto e si muovono come s’io fossi trasparente, per chi non prende mai posizione, per chi sopravvive all’ombra del mio dolore, per chi aspetta comodo senza agire e per chi confessa di aver persino paura di rischiare.
Oggi sono le lacrime salate che mi dicono cosa devo fare, in chi devo credere e a chi non devo nemmeno parlare;  solitaria, perdutamente sola  come in nessun’altra esistenza.
Persa in verità a tratti così crudeli che in questo dicembre imminente resto qui con le mani chiuse su di me e  mi tocco e mi sento e mi proteggo abbandonata a me stessa.
Stavolta salvo me, coscientemente guardo il cielo basso, scuro, freddo e salvo me.
Mi assolvo e mi perdono perché è facile per chi mi osserva condannare e ferire e dirmi che sono destinata a morire.
Mi perdono per i lunghi verdetti che devono andare bene soprattutto a me.
Mi perdono perché amo da morire e dell’amore voglio vivere  e perché non sono mai stata una donna che ha fatto dell’istinto la bandiera da sventagliare  in ogni porto che rassomiglia all’amore.
Ringrazio questo mio corpo che non mi trattiene più, che mi fa piangere per ogni allegria mancata, per ogni mio desiderio non esaudito, per il peso di colpe che non dovrei nemmeno sentire, per  chi vive per farmi del male, per chi mi manda avanti sola e comodamente aspetta il giorno che io nuova sappia tornare.
Piangendo cerco la porta per respirare un po’ e mi sussurro …..che vita! Questa eternità mia.
Nessun altro tempo per spiegare che dietro ogni lacrima che  ho nascosto ho sempre e solo cercato di me.
Nessun altro tempo per spezzare le catene che voi non osate nemmeno toccare.
Oggi le lacrime pesano e si posano su tutti coloro che non vogliono capire. Sarete obbligati a leccarle ed a ricordarvi  che sono così tante perché in buona parte ho già pianto anche per voi. Respirate ora. Respiriamo piano. Addormentatevi pure. Faccio io. Se mi date il timone vi spengo le illusioni nere, i vostri troppi errori, il vostro credermi per sempre, il vostro farmi fuori. Faccio strada io; diffidente mentre so  che fingete questa simpatia. Mi salverò solo perché Io mi voglio salvare, solo perché anche se non è facile non sono una cieca che ha perduto il sentiero dell’amore.
E piango.
Piango.
Per fortuna  so cosa significa aver il coraggio di saper piangere ancora.

9 thoughts on “La fortuna di saper piangere

  1. Il tuo dolore mi attanaglia il cuore, le tue parole bloccano il respiro, la tua lucidità mi da speranza.
    Assolviti meravigliosa creatura, che conosci l’essenza dell’Amore.

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  2. signora.

    lacrime a lavare , lacrime a lenire, lacrime a fare uscire .. il dolore e il troppo rancore.

    gocce di sale che dentro fanno solo piu male, lasciate uscire invece .. coccolano col loro bagnato . rilassano. calmano.

    e

    è come se mentre cadono liberino gli occhi dal dolore fanno in modo che si riesca ancora a vedere e a capire. e a superare.

    in fondo fanno bene.

    ottima difesa per il nostro corpo.

    adameve.

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