Respiro sotto la corrente finchè non sarà asciutta

RIVIVERE

L’acqua mi fluisce tutt’intorno ed accarezza il mio corpo a tratti con indulgenza, in altri lampi con una foga inusitata. Mi costringe a respirare sotto la corrente.  Finché non sarà asciutta.
Trascinata sono, da una corrente che non ha nulla di naturale, gentile o affettuoso. E’ la corrente più disumana che  si possa immaginare. Una corrente fatta di catene di acciaio, brandite da chi si crede spinto solo dall’amore.

Quale amore?

Agguantata come se fossi una barca alla deriva o molto più semplicemente un detrito senza arte né parte, l’acqua che mi diede la vita mi vuole ora ferma, inerte ed immobile nella palude putrida dell’infelicità stagnante e mi ci conduce per mano, mi sostiene il passo, mi s’ infila in ogni orifizio pur di essere certa che non muoverò alcun passo in nessuna direzione contraria che non sia il suo volere spasmodico ed ossessivo. Respiro sotto la sua corrente finché non sarà asciutta, finché secca ed arsa mi chiederà nuova acqua per tornare a vivere.

Che io non le darò.

Colano  vesciche sulle mani nel tentativo di arpionarmi ad ogni scoglio, arbusto o radice che nella piena ho trovato lungo gli argini. Le mie gambe sono stremate, le braccia appaiono scollate dalle spalle, allungate e filiformi  rassomigliano a braccia mummificate rimaste appese nei secoli dei secoli alle liane nella Savana.  Terra arsa che non ho veduto mai. Liane che sento solo a cappio attorno al collo intonso di baci mancati e carezze inesistenti nei ricordi andanti. Respiro pazza sotto la corrente, fango e sterpaglie nelle mie narici, negli occhi la melma della sofferenza, nelle orecchie il vuoto di chi non ha voluto udire il mio latrare alla luna, respiro sotto la sua corrente finché non sarà asciutta, finché non resterà più nulla per cui resistere e sfidarsi.

Solo dormire.

L’acqua dell’amore filiale in rovina mi scorre tutt’attorno, con catene che non sono di seta mi stringe le mani ed i piedi portandomi dove il passato ha rovinato il presente, dove non c’è stato sbaglio maggiore che impedirmi di cantare, a piedi nudi in un campo di grano, l’amore dentro che germogliava come un tulipano. L’acqua dell’amore filiale in rovina mi apre gli orifizi dell’anima ed allaga senza sosta le dighe che ho costruito per essere migliore, mi obbliga di nuovo alle armi, alla collera che diviene rancore. Respiro innamorata e fragile sotto alla corrente, aghi di pino dentro alle scarpe pungono il mio tallone d’Achille e mi feriscono a morte, le unghie saltate sanguinano cibo per i pesci che m’inseguono parassiti e voraci, ma io respiro sotto la sua corrente finché non sarà del tutto asciutta, fino alla resa finale.

Per ora Piango.

Lacrime pungenti e dolci si confondono nel pianto mischiato al riso; pianto per il dolore del disamore e riso per l’ironia di una sorte che mi vuole consapevole e felice condannata a morte. Piango perché non ho null’altro da dire che non sia già stato detto, urlato, scritto e mormorato. Rido perché nella follia del momentoattimoistante vorrei già vedere,  ora,  il loro sguardo basito innanzi alla verità trionfante. Piango perché l’anima nascondendo la sua testa soffre il buio e la claustrofobia. Rido per l’ignoranza  della retrovia.

Respirare, la corrente.

Gemito nel battito liquido, la coerenza delle mie anse cerebrali sa che Respirerò sotto alla corrente finché non sarà asciutta.

7 thoughts on “Respiro sotto la corrente finchè non sarà asciutta

  1. E’ da brivido…come confessioni inconfessabili…stessa emozione tanta intensità.
    L’ho letta e riletta tante volte…il tuo stile di scrittura entra dentro e scardina, positivamente, inducendo ad una sana riflessione.
    …”Mi assolvi con formula piena perchè il fatto non sussiste…”
    Ti abbraccio Amica cara.
    Paola

    Mi piace

  2. Respirare sotto la corrente può essere doloroso, ma l’ossigeno in essa contenuto è l’unico che ci hanno fatto credere vitale.
    Respirare la corrente aspettando che si asciughi, sperando che non sia troppo tardi, o respirare nell’aria……dipende solo da noi.

    Mi piace

  3. … e i pensieri si fanno liquidi…
    in un requiem che porti pace fonda…
    come la notte…..
    asciuga le lacrime un solo pensiero….
    consapevole di essere stata protagonista… un solo attimo… un solo respiro… fiato tormentato, ma sempre un fiato…

    Evviva te! che ancora vivi!!

    Sappiamo che domani c’è, così ci insegnarono…
    e se domani, all’improvviso, fosse già ieri?

    Un abbraccio…
    ;o)

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...