Parole d’inchiostro


Sono fatue le parole che non riesco più a trovare, smarrite dentro vasi di argilla riposti sui ripiani alti della cucina, le cerco come ingredienti fondamentali per cucinarti del cibo che sappia di poesia o un po’ di casa mia, ma nel mio tempo le parole sono piccoli frammenti di cristalli di sale che non riesco più ad assaporare o enormi stoviglie ricolme di ogni ben di Dio privato del reale sapore che io vorrei per te saper plasmare. E tanto basta per non saperle più pronunciare, scrivere o donare. Vorrei poter dire molto, ma non riesco a dire nulla che non mi risulti leggero, frivolo, sciocco o vano. Non c’è alcun vocabolo dentro me che possa riflettere sul tuo volto il reale significato di ciò che sento, penso o più semplicemente provo.  Ogni mio ragionamento, discorso o sentenza risente, come il malato terminale, della metastasi  che dentro me ha creato  un pieno di ragionamenti dai significati svuotati. Inutile ch’io mi cimenti, preferisco riposarmi le meningi e senza proferire …  odorarti in silenzio, amarti in segretezza, perdermi nell’oblio, scoprirti nel mutismo imploso di costellazioni di parole che mai potranno realmente spiegarti tutto questo amore.
Ah… se tu sapessi  come so ripetermi all’infinito che ti amo. Che ti amo. Che ti amo amore. Poi se penso alla parola amo nella mia mente si sovraffollano altri significati come tranello, trappola, insidia. Parole ingannevoli che non basteranno mai a ridare senso al mio sussurrarti che ti amo e ti amerò per sempre. Per sempre.  Un per sempre è così chiaro nel suo essere inteso come senza sosta, senza alcuna eccezione,  giorno e notte, incessantemente?  E’ un per sempre rilucente come allora? Splendente e terso ancora ed ancora? E mi odio per le ore perdute in sonni del profondo addormentato, mi detesto per ogni mancato abbraccio o bacio trattenuto, mi sorprendo nel ricordo di ogni volta che con te ho goduto. Quando vorrei annientare questa necessità incontenibile che ho di dire, fare, lettera, baciare. Questo bisogno primordiale di incidere sulla sabbia, sulla carta, nella nebbia. Questa atroce urgenza di mettere nero su bianco ogni nuance della mia devozione che per te è ardente ed inesauribile.  Potrei essere un ottimo correttore ortografico superdotato di nuova tecnologia, in grado di poter  elevare alla massima potenza il significato esponenziale di ogni singola preposizione, aggettivo o articolo che determini o in determini il mio senso infinito del concetto di amarti. Implosione cerebrale, deragliamento inusuale.
Parole vuote o parole piene non so più quanto sia il caso realmente di provare a dire. Intuire. Cercare di capire. Nell’oggi fermo di un inverno sensualmente indecente,  tu sei  tonnellata d’inchiostro nero rovesciato inesorabile nella mia mente.

4 thoughts on “Parole d’inchiostro

  1. Implosione cerebrale, deragliamento inusuale.

    Signora
    meravigliosamente santa con le parole sai diventare!
    e riempire di sale il mio mare

    Esplosione cardiaca, traiettoria centrata!

    Signora tu sai.

    Mi piace

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