Colpo di coda

Ora sono sola.
Nel centro esatto
della foresta nera,

osservo lo scempio
compiuto sotto ai miei occhi,

e piango ammutolita.

Stavo immobile ed in silenzio
cercando di evitare il danno,
il male oscuro,
il lupo,
la tempesta emozionale.  

Per tutto il tempo
che mi è stato possibile

ho represso ed arginato.  
Deviato a vista,
alleggerito
le provocazioni.
 

Respinto al mittente
le responsabilità degli altri.  

Trangugiato come veleno
le colpe mie.

Ingoiato come un’obesa
quintali di fendenti

per ore, giornate, mesi.

Ma il vento adirato
mi ha ordinato

che non avrei mai dovuto
permettermi di
lasciare amare
il mio cuore.


Il vento adirato ha sentenziato

che non avrei dovuto permettermi
di lasciarmi amare.

Io non sono meritevole
di dare e ricevere calore.


Una sentenza ardita

che mi ha uccisa,
ma prima di perire…
l’ultimo colpo di coda
della disperazione  

ha chiamato a sé le lacrime,
lunghe come serpenti ,
e mi hanno divelto la gola.  

Ho vomitato la ragione
e l’irrazionale,

mentre un maestrale di urla
ha ucciso
il mio carma mansueto

ed ha istruito
l’istinto di sopravvivenza

di un cuore che si è concesso
il lusso di sapersi innamorato. 


Avanzo piano tra le ceneri
degli alberi millenari,

che da sempre
ho perdutamente amato,

e sono sconvolta
per come è stato distrutto
il mio bisogno d’amare,

i miei intensi sacrifici,
il mio essere donna e madre.  

La foresta oscura
chiama il mio nome

ed io mi concedo a lei
perché non ho nessun’altro
luogo dove andare. 


Sarò silenziosa
ed infinitamente triste.

Ho perso tutto:
la voce,
la speranza,

il desiderio di volermi bene,
il senso dell’amore. 


L’odio viaggia sui fili
dell’alta tensione

ed è giunto sin nel profondo
delle  radici

della mia unica foresta.

Tutto è tremato e divelto
e buio e sporco.

Non sono mai stata
così nuda e ferita.

Non tento nemmeno di coprirmi.

Non mi vede nessuno.

6 thoughts on “Colpo di coda

  1. Quanto a volte e’ universale il detto, il sentire, quello che lei scrive…Rifletto a volte su questo : l’impossibile solitudine per il rispecchiamento nelle storie emotive di altre persone….Si tratta solo di dare un nome e un cognome, questa diventa l’unica differenza…
    Mi colpisce la frase finale, in cui a far la voce grossa e’ una coda di profondo dolore e l’implicito bisogno che resuscitino le emozioni negate, per scelta…La scelta del cuore o la scelta della mente?? Chi ‘mente’?.
    La mente e il corpo sono sincrone? O si arriva alla constatazione finale proprio per atti di forzature??

    Ora sono sola-Non mi vede nessuno…

    …L’amore basta, serve…anche l’amore verso se stessi…Il guaio e’ che ‘condiviso’ -ahime’- e’ meglio…per me

    Mi piace

  2. Terapeuticamente, il volo o l’ossigeno (la catarsi): di riserva o in essere?? Che fa differenza, naturalmente…E rimando ancora al quesito: se lo stato e’ tale essendo una conseguenza, chi decide, chi fa le scelte per chi-che cosa…??
    E resta ‘universale’ invece, come la stessa aria che respiriamo…l’inquinante e’ il prodotto della risposta al quesito precedente…
    Ma com-prendo, completamente!!

    Mi piace

    • E meno male che comprende completamente, dottoressa.
      Anche perché trattasi di catarsi di riserva.
      Chi e che cosa rispondono al sé individuale e collettivo
      ed al comune senso dello “sfacelo”.
      È il “perché” che meriterebbe papiri, ma questo é
      il fulcro del danno e dopo la catarsi si cerca solo
      di tentare il volo, non di infilarsi a testa in giù
      nel tunnel senza nome.
      Ssn

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...