Edema

 

padre e figlia

L’ennesima corsa contro il tempo. L’ennesimo sgarbo alla mia inquieta ricerca della serenità. Vivo sospesa. Sostenuta da capelli di lana che in pochi minuti hanno perso il poco colore che tentavo di dargli. Ancora un edema. Ancora l’ossigeno che manca. Rantola la notte. Corre l’autoambulanza, corre contro il tempo, contro  il ghiaccio, contro un cielo di neve che mi incrosta la felicità, come quando da bambina mi nascondevano i giochi la mattina di Santa Lucia. I suoi occhi sono uguali ai miei. Umidi. Non ha pianto per non farsi vedere. Io, invece, ho pianto davanti a tutti e chiamavo il suo nome. Non finirà mai oppure finirà presto. Conto lo sfilare dei giorni e guardo una foto di quarant’anni fa dove  mi teneva sulle spalle. Quanti anni smarriti nel cercarlo quando è sempre stato lì ed io non lo sapevo trovare. Il mio regalo di Santa Lucia quest’oggi è stato di carbone. Non sono stata una figlia cattiva, semplicemente non sono stata figlia.

2 thoughts on “Edema

  1. Lo sono stata poco. Anch’io. Lo sono stata molto all’ultimo, con mia madre, non con mio padre: troppo conflitto, troppo ingestibili entrambi. Arriva la pace, sai Stefania cara. arriva all’improvviso, in punta di piedi, e ti fa respirare per un po’.

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