mami

DONNE

Ieri era lunedì. Il primo lunedì di lavoro dopo qualche giornata di ferie. Sono rientrata tardi la sera ed ho chiesto a mamma se potevo fermarmi a cena da lei. Giunta in cucina l’ho osservata di sottecchi mentre mi cucinava un risotto. È così invecchiata. Si muove a tentoni.
Cambia continuamente argomento nel tentativo di raccontarmi qualcosa. Si vede che si lascia mangiare dai pensieri. E’ confusa.

Da quando è rimasta sola, senza papà intendo, la vedo sempre avvolta in grembiuli neri o blu.
Gli occhi sono opachi, mentre le rughe, che le increspano il volto, ormai non si contano.

Mamma non è mai andata dall’estetista, non sa cosa significa fare un massaggio, un bagno turco, una sauna. È completamente glabra, senza necessità alcuna di cerette o “silk epil”, ma più di tutto: è senza un etto di cellulite.

La pelle del suo corpo è bianca come il latte e liscia come l’olio. Solo il volto tradisce il suo stato psicologico. L’espressione del suo volto e la voce sembrano trasfigurati. Come se col funerale e la sepoltura di mio padre, avesse assistito “all’ascensione” al cielo del Cristo.

Con mia madre puoi parlare di tutto.
Le racconti di come va il lavoro, di quanta crisi dilaga, delle famiglie sul lastrico e lei ti risponde che il vicino è rientrato dall’ospedale, ma non sta molto bene.

Allora le racconti delle vacanze estive e dei programmi che hai per l’autunno, evitando troppi dettagli per non tediarla e lei ti risponde che devo chiamare il marmista perché la vaschetta dei fiori della tomba di papà non scarica l’acqua piovana.

Puoi pure provare a narrarle che con i saldi hai svaligiato l’outlet di Rodengo Saiano, ma dopo un timido: <<…se ne valeva la pena, hai fatto bene…>>, risponde narrandomi nel dettaglio le pene che cova per il suo terzo figlio maschio: <<Lavora troppo, è affaticato, non ha chiuso il negozio un sol giorno>>.

Allora mi dico: mica gliel’ha ordinato il medico a mio fratello di far lo stacanovista. Se penso a me mi viene da vomitare. Io solo se dico che vado via  per un week end sono quasi certamente: <<Un’aliena pessima madre sempre in giro>>.

La mamma è di origine italiana, parla la mia stessa lingua e vive in provincia di Cremona dalla nascita. Ciò nonostante mi sconvolge il fatto che sa perfettamente come non ascoltarmi quando narro del mio vivere, seguendo imperterrita il suo pensiero qualsiasi cosa io dica.

Ovviamente tranne quando si parla di sesso.

Con il sesso è tutta un’altra cosa. In questo caso è attentissima. Non le sfugge un sol aggettivo. Ma negli anni ho capito che la sua non è curiosità atta alla sperimentazione, bensì necessità di apprendere ogni singolo dettaglio dei fatti perché  la sua unica preoccupazione, senza far domande, è capire se sto discorrendo in generale o se tra le righe tento di parlare di me.

Appena avverte dal mio timbro vocale un misero cenno d’interessamento, un barlume d’entusiasmo, dalle sua bocca partono, come fiumi, sequele di  affermazioni negative, modello “santissima annunziata”:

<<non vorrai dire che …>>
<<non è il tuo vissuto vero?>>
<<stai scherzando?>>
<<Ah, io preferisco non dire niente, però stai attenta>>
<<non é il caso che tu dica certe cose, non ti ho insegnato che la vita…>>

La vita VA VISSUTA, mamma!

Vivere, Godere, Divertirsi, Sognare, Amare, Osare.
Sono verbi che mamma disconosce in abbinamento alla mia persona.
In fondo la capisco, proprio lei, che ha trascorso tutta la sua vita ad insegnarmene altri, tipo:
Pregare, Lavorare, Sudare, Sacrificare, Razionalizzare, Normale, è peggio di un’ecatombe IPOTIZZARE che non esistono solo questi concetti.

Lo so che NORMALE non è un verbo, ma se io fossi normalmente suora lei  ne sarebbe proprio felice.

E’ giusto precisare che non mi desidera propriamente suora con il velo ed i voti, troppo impegnativo, ma un po’ suorina nella vita, modello alcune mie vicine di casa che escono solo per andare all’oratorio, trascorrono i pomeriggi a fare la maglia, la domenica pomeriggio partono con famiglia e le biciclette del Mulino Bianco per andare ai fontanili a fare i pic-nic, si vestono con gli abiti del mercato che giunge al paesino il mercoledì mattina di ogni settimana dell’anno ed affollano i parchi con i figli, nipoti, suocere e soprattutto NON LAVORANO. Non fanno proprio una mazza tutto il santissimo giorno. Stanno a casa ad aspettare che la sera arrivi il marito con la baghette sotto al braccio e trascorrono i pomeriggi in chiacchiere conviviali sparlando di tutto e di niente.

Mia madre non ama andare in vacanza quindi presumo che non ami viaggiare. Preferisce restare nel suo giardino pieno di fiori, cucinare per i nipoti ed uscire di casa unicamente per andare al cimitero, in chiesa o a qualche altra funzione religiosa. Se proprio deve concedersi una distrazione va a vedere il concerto del corpo bandistico dove il suo primo figlio maschio suona la tromba, il nipote piccolo il sax e la nipote grande le percussioni. Ci va perché resta una “questione di famiglia”, altrimenti STI CAZZI che mamma si infiocchetta per andare a teatro.

Mamma mi ama tanto.
Lo so perché è normale che una madre ami i propri figli.
Anche se non sono uscita a sua PERFETTA immagine e somiglianza mi vuole certamente bene.
L’ho capito in questi ultimi due anni, perchè per amore ha imparato a stare zitta ed a chiudere gli occhi (per non vedermi, altrimenti sta proprio male).
Ma almeno ha imparato. Ed io quando vedo che si sforza E CI RIESCE so anche esserne felice.

Abbiamo lottato tutta la vita, io e lei, ma ora che la vedo così invecchiata e stanca di guerriglie un po’ mi fa pena, vado meno all’attacco, ho solo imparato a chiederle:

<<Ma tu, mamma, mi vuoi UN po’ bene?>>.

A queste parole, come per la parola SESSO, tutto cambia direzione e ciò che era importante non lo è più. Restiamo io e lei a guardarci fisse. Io con la speranza che mi veda e lei con il senso di colpa di chi sa che non mi sono mai realmente sentita amata per quella che sono perchè lei non me lo sa dimostrare.
Ma come mai troppe mamme dimenticano volentieri che il cordone ombelicale viene tagliato al momento del parto?

mamma e figlio

Più un figlio è costato lacrime agli occhi della madre, e più caro è al suo cuore. Alexandre Dumas (padre)
Le Gentilhomme de la Montagne, 1855

4 thoughts on “mami

  1. Posso dire “parole sante”???? Il rapporto madre-figlia e’ uno dei rapporti più tormentati della vita, spesso senza fine, anche se con qualche barlume di ….pausa d’amore!!

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  2. Se cominciamo a vedere le mamme (più in generale le persone), contro la quali tanto combattiamo, come compagne di viaggio che, come noi, hanno i propri drammi da risolvere…
    tensioni e rabbia un pò si dissolvono.

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    • Stavolta sono io a scrivere “parole sante”. L’importante è che queste compagne di viaggio imparino a camminare dritte, senza continuare a pestarci i piedi. Perchè il nodo della questione sta tutto lì. Nell’accettazione che il viaggio ognuno lo vive e lo percorre come sa e come può.

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