non è nemmeno cioccolata

Sono Nutella dipendente. bagno nutella

Lo affermo subito, prima di cominciare a scrivere,  perché non voglio far la parte di quella che finge che potrebbe anche farne a meno. È una sorta di malattia, lo so. Altrimenti non saprei giustificare il mio essere compulsiva, soprattutto quando mi ritrovo in mano il barattolo. Nel 2012 mi ero disintossicata. 9 mesi senza nemmeno incrociarla al supermercato. Cambiavo corsia. Poi il tracollo e di nuovo l’assuefazione. Non so spiegare cosa sia peggio: se il pensarla sul ripiano alto del mobile della cucina o il dubbio che il barattolo possa essere vuoto. In ogni caso soffro. La mia è una battaglia persa che inizia a colazione e termina prima di andare a dormire.
“La voglio, ma mi pento subito di volerla così tanto. La vorrei ed il pensiero mi tortura finché non cedo al bisogno di un cucchiaio da minestra ricolmo. La vorrò… perché ne sono certa che lei, Nutella, resterà una passione da combattere fin quando avrò vita”.
Quando ero una bimbetta delle elementari,  la merenda consisteva in tre michette all’olio – quelle tonde della fornaia Emma, quella che stava dietro un bancone altissimo color verde bottiglia – ripiene di Nutella cremosa e mezzo litro di latte freddo della “Galbani vuol dire fiducia”,  che bevevo direttamente dal tetra pack con la cannuccia che conservavo la domenica dopo esser stata al bar degli Alpini a bere la spuma con mio zio (dal punto di vista sintattico questo pensiero è lunghissimo, lo so, ma quando ripenso a me da piccola non riesco a mettere punti, togliere congiunzioni ed accorciare i periodi,  forse perchè in un attimo mi son ritrovata già grande?).spot nutella

In quei meravigliosi anni dove non possedevo niente, tranne una bici da cross, mangiavo senza sensi di colpa e pace amen. Stavo in petto a Cristo per la serenità.

Perché invece oggi vivo il mio rapporto con questo comune alimento conosciuto in tutto il mondo come un senso di colpa?
Non lo so, non l’ho mai capito e non credo riuscirò a farmene una ragione.
Forse è  l’associazione mentale Nutella = Bambino che mi manda in difensiva ed essendo adulta tendo a consumarla di nascosto perché la ritengo una cosa infantile? Eppure, dallo svezzamento, tutti i cibi che ci vengono propinati dai nostri genitori sono consumabili da che si hanno i primi due incisivi fino a quando saremo costretti a mettere la dentiera. Cos’ha di così diverso la Nutella? Si insiste nel definirla “cioccolata” quando di fatto non lo sarà mai:  è solo una crema  di nocciole, zucchero e cacao. E non è nemmeno così ottima al palato, è di produzione industriale e fa tanto, ma tanto ingrassare. Se ci penso proprio bene, ha pure un retrogusto amarognolo. Eppure io la agogno. Si mormora che la ricetta sia segretissima, ma io resto convinta che, come per tutte le cose inspiegabili del nostro pianeta, contenga qualche amido che da dipendenza. Senza presunzione, so che chi mi sta leggendo in questo istante ed è della famiglia dei fans, fa di sì con la testa e mi capisce visceralmente. Perché la dipendenza da Nutella è un fenomeno sociale inspiegabile. Come Facebook. Come Twitter. Come l’ iPhone, iMac,iPad, iPod. Usi comuni per gusti che accomunano le masse. Ma non voglio divagare.
Tornando alla famosa cioccolata trovo che la sua pubblicità sia talmente intrisa nel tessuto delle case italiane, da far credere alle mamme che dare la Nutella ai propri figli sia cosa buona, calda e salutare.spot-nutella-anni-235892_tn 
Io resterò Nutella dipendente in lotta con la mia testa razionale tutta la vita, oramai sono rovinata, ma so che la cioccolata che amo…tanto buona non è.

È solo buona per il “cuore”. Eh sì, è  una coccola da mille calorie a botta per il colesterolo, ed una meravigliosa carezza per l’anima.

 

50 thoughts on “non è nemmeno cioccolata

  1. L’errore grosso è mettere qua e là nel post piccoli dati che fanno più o meno capire a quale generazione appartieni.
    🙂
    Ok a parte gli scherzi non sono mai stato un grosso consumatore di N ma lo capisco benissimo.
    Vedo gli occhi dei veri tossici trasformarsi quando strappano la cartina dorata sotto il tappo col cucchiaino già pronto tra i denti.
    Quello che poi fa specie è il concetto di “badilata”.
    Nel senso che i veri tossici manco ci pensano alla fetta di pane, ci vanno giù proprio di barattolo.
    Il sospetto che mr. Ferrero ci butti dentro qualcosa d’illegale è potente, ma tantè.

    Mi piace

    • Sono nata a cavallo degli anni 60/70 Lupo, nel 68 per la precisazione. Non ho fatto la rivoluzione solo perché nell’80 attorno a me c’erano solo i paninari. I figli dei fiori già stavano sbiadendo.
      Tra un mese ne compio 45, ma la testa dice che ne ho 30 ed io mi adeguo felice.
      🙂

      Mi piace

      • Stupenda risposta.

        “Ma noi ci siamo persi il sessantotto, andavamo alle medie durante gli anni di piombo, al liceo privato abbiamo sopportato i paninari, quando c’era la pantera provavamo a capire che cazzo era ingegneria. Mi spieghi perché diavolo dovrebbe fottermene qualcosa della politica?”

        Secoli fa, in un racconto, io l’ho messa giù così.
        Me l’hai ricordato.
        L’importante è sempre come ci si sente.

        Mi piace

      • L’importante è condurla…una vita, non lasciare che ci fagociti. L’età mentale è relativa. Nel mio caso è inversamente proporzionale all’invecchiamento epidermico
        🙂

        Mi piace

  2. Devo ringraziare mia madre per avermi dato, da bimbo, il pane con i blocchi di cioccolata fondente? Non amo particolarmente la Nutella, ed ho tranquillamente trascurato il barattolo da 5 kg che per qualche giorno è sopravvissuto in ufficio.
    Ma io sono anomalo, lo so, in quanto riesco a comperare le leccorníe più appetibili (le peggio schifezze per il colesterolo, nda) e lasciarle in casa per tempi immemorabili assaggiandole solo di tanto in tanto; il guaio è che moglie e figli, invece, le fanno sparire alla velocità della luce.

    Mi piace

  3. ti confesso che anch’ io da bambina me ne facevo fuori di nascosto bicchieri interi di nutella, cucchiaino dopo cucchiaino. mentre mia madre faceva il riposino pomeridiano, quatta quatta aprivo la dispensa con una tecnica particolare per non far cigolare la porta ed essere colta in fragrante. quando comunque in seguito se ne accorgeva, diceva che non me ne avrebbe più comprata e così era davvero per un po’; allora io mettevo un bel po’ di zucchero in un bicchiere (cioè quasi pieno, ci spremevo un po’ di limone e me lo mangiavo tutto (sempre attenta a non fare il minimo rumore). non ingrassavo di un etto! (in palestra mi pesavano tutti i giorni). sono rimasta dipendente dai dolci per parecchio poi, improvvisamente, me ne sono liberata, non so neanche come! una vera fortuna (dovuta anche al timore di ingrassare). che dire… buone nutellate, ormai la mettono anche sulla pizza! 😉

    Mi piace

  4. Oohhhh come vivere senza? Io e lei siamo amiche.
    Solo che è una di quelle amiche che non può permettersi di rispondermi “Stasera no, non ci sono!” … perchè scatta la follia omicida 😀
    E’ una di quelle amiche con cui mi piace occasionalmente intrattenermi. Ma – lo ammetto – è un po’ “stufosa”, dopo 4 chiacchiere, va bene così, sono appagata nei sensi e posso riporla nel mobile.

    Per fortuna.
    530 volte per fortuna ogni 100 grammi di goduria! 😛

    Mi piace

  5. Non vado pazzo per la Nutella ma ogni tanto me la concedo anch’io… senza sensi di colpa. Meglio non averli… sono quelli che ammazzano il piacere delle cose buone. Come diceva Sant’Agostino: “Ama e fa ciò che vuoi” ecco nel tuo caso… Nutellati e fa ciò che vuoi 😀

    Mi piace

    • Ma Grazie Giorgia, sei troppo gentile.
      Adesso, appena ho tempo dovrò pure io restituire il dono.
      Mi sa che tra te e Pinocchio sarò costretta ad un rimbalzo.
      🙂
      Col rischio di proseguire all’infinito:-)
      Ti mando un abbraccio
      Stefania

      Mi piace

  6. Pensa che io ho un figlio allergico alle nocciole e mi sento pure in colpa a mangiarla, ma non riesco a rinunciarci:-(
    Per lui però la preparo usando i cioccolati kinder… non è la stessa cosa, ma non è male:-)

    Mi piace

  7. sono in tanti, io tra loro, a credere che la nutella contenga ingredienti capaci di creare dipendenza, soprattutto psicologica

    ma in fondo… che male c’è???

    TADS

    Mi piace

    • Ciao! Nessun grave male, ma è diverso sapere che non se ne può fare a meno perché è squisita. Non credi? Ad ogni modo, siccome i nostri maligni pensieri non sono allo stato attuale dimostrabili, continuiamo a comprarla ed elucubrare… senza altro verbo proferire.
      Mr. Ferrero potrebbe risentirsene 😦

      Mi piace

  8. d’accordissimo, Mr. Ferrero è pure un mio corregionale, è una delle poche aziende che viaggiano a mille… evviva la Nutella (notare la maiuscola) 🙂

    TADS

    Mi piace

  9. da bambina la nascondevo assieme ad un bel cucchiaio nel comodino. poi ho scoperto l intolleranza al latte e le sue nefaste conseguenze… da li l inizio della rinuncia…ma il sapore lo sento ancora bene in bocca

    tenuta sempre in dispensa però…per chi può

    Mi piace

  10. Come dicevi tu, in quel cucchiaio da minestra pieno troviamo il nutrimento non tanto per il nostro corpo… ma per la nostra anima.
    Perchè rinunciare ad un piacere così appagante?
    Da qualche parte ho letto che si mangiano dolci quando si ha paura.
    Io faccio parte del club e sono nella fase cucchiaione da minestra pieno pieno pieno.
    Se posso consigliare…prova quella marchio esselunga è molto, molto più buona!
    Buona nutella a tutti.

    Mi piace

  11. Al di là dell’alimento che ingerisci e desideri con tanta angoscia, mostri chiaramente i sintomi comuni nelle persone bulimiche ( da ex bulimica so cosa si prova). La sera vai a letto con tutti i migliori propositi per il giorno dopo e al mattino ti svegli sconfitta poiché il tuo unico pensiero è quello di ingerire, ingerire e ingerire uno o piu’ alimenti senza gustarli davvero, solo per appagare il tuo vuoto che magari la nutella, la cioccolata, del pane o altro possono riempire. Non è facile e ti capisco … Io ti consiglierei di rivolgerti al tuo medico di famiglia, parlare della situazione e delle emozioni che provi prima, durante e dopo il cucchiaio di nutella.
    Ci sono degli ottimi psicologi in italia (anche finanziati dallo stato) che possono aiutarti. Io sono stata seguita da un team di dottori in un centro del sud italia e dopo un lungo percorso adesso finalmente sono libera dalle mie dipendenze.
    Se ti interessa ti invio il numero

    Mi piace

    • Carissima, ti ho letta con piacere, ma voglio subito rassicurarti sul fatto che non sono bulimica. Non lo sono mai stata e non credo lo diventerò mai. Con questo posto stavo giocando sul discorso Nutella e la castrazione che mi autoimpongo, con un parralelismo molto sottile alle castrazioni che la vita spesso ci impone. Mi spiace tu abbia sofferto di tale disturbo e che leggendo il post ti sia preoccupata al punto da volermi segnalare un medico.
      Un caro saluto
      Stefania

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...