Bonsoir stronzesse, je suis désorienté…

stronza

Possiedo la capacità congenita di fare diecimila cose simultaneamente. Non lo scrivo per vantarmene, anzi. Lo scrivo perché,  quella che in origine sembrava una condizione naturale, ormai è divenuto un modus vivendi che mi deprime. Da qualche settimana sono più confusa del solito. L’agenda straborda, le telefonate si susseguono a ritmi insopportabili, non riesco ad evadere le consegne di lavoro e gli impegni sono sempre più pressanti. Il lavoro nobilita l’uomo fintanto che è umano, quando inizia a divenire incalzante in modo animale, c’è qualcosa che non va. In passato, ho frequentemente coperto la mia naturale indole malinconica colmando ogni spazio con attività più o meno impegnative. Se da un lato tale propensione mi fu utile per mantenermi sveglia e vitale, dall’altro lato ha accumulato in me sufficiente esperienza da trasformarmi in un vero e proprio generatore di efficienza. Dico… in passato, perché ora non è più così. Oggi viaggio sul filo del rasoio e fatico a normalizzare una vita che è divenuta una perpetua rincorsa. Inutile insistere, mi sono arresa alla realtà: sono un essere umano. Non che prima non lo sapessi, ma è evidente che, nel mio desiderio di seguire tutto nel minimo dettaglio, ho esageratamente trascurato i miei limiti, concedendomi il privilegio di credermi insostituibile. E’ ovviamente stata una pessima idea, che detto in parole povere significa esser stata stolta, quasi superba. Me lo dico da sola, senza esser eccessivamente severa con me stessa, ma con quel pizzico di onestà intellettuale che non dovrebbe mai mancare a nessuno.
Un bel giorno d’autunno delle scorse settimane ho notato che, se a casa non sono presente, improvvisamente tutti sono perfettamente autonomi. A partire dai minori fino a quelli che la maggiore età l’hanno superata da mezzo secolo. Per una casualità temporale, ho altresì constatato che, se in ufficio sono assente, i colleghi dimostrano di avere il dono dell’attesa e le pretese si tramutano in cose che si possono risolvere anche molto dopo l’attimo fuggente.
Quando ero giovane pensavo che la vita meritasse attenzione ed impegno in ogni ambito, pur essendo stancante proporsi in tal modo continuativamente. Ero convinta che le cose non mi fossero dovute, ma che la conquista me le facesse meritare. Che è sempre meglio non lamentarsi troppo, non recriminare, evitare le discussioni sterili. Ma da qualche mese, complice il comportamento di taluni soggetti, ho intuito che forse era giunta l’ora di lasciarmi andare, che ogni tanto un vaffa ben assestato ritempra l’anima (la Litizzetto dice che “ci sono cose nella vita che si risolvono solo con un vaffanculo” ed io una come lei me la sposerei), che mi merito un sacco di cose, anche senza dovermi necessariamente arrampicare sulle vette con i tacchi a spillo per godermele e che ho diritto di fare solo ciò che condivido. Detto questo, affinché fosse chiaro alla moltitudine che mi circonda che non sono Robocop in gonnella a pois e non devo giustificare ogni mia mancanza,  ho deciso di calarmi nel ruolo della neo stronza confusa. Confusa, perché l’etichetta della brava persona che mi porto manifesta sulla faccia… è una truffa colossale. Un marchio indelebile che mi ha rovinato la  vita come una cicatrice rugosa sulla fronte. Se nasci testa di cammello la vita è più facile. Sei cammelluto e la gente da te si aspetta comunque il peggio. Si prodiga in complimenti quando dai il minimo e te la fa passare liscia, quando fai lo stronzo, con la scusa che sei irrecuperabile. Al contrario, essere per bene… ti obbliga ad una vita impalata tra doveri e responsabilità. Una vera e propria palma d’oro conficcata dove ben sapete immaginare. Lavorare su me stessa per divenire una bad girl, una cattiva ragazza, non mi è semplice da digerire, ma ci sto provando con discreti risultati. Sto apprendendo l’arte dell’essere stronza e confusa. bad girlStronza al venticinque percento, confusa per tutto il resto della mia poliedrica personalità. D’altronde, non saprei immaginarmi più fetente di quello che sto cercando d’essere. Non sono abituata a dire di no. A non rispondere al telefono. A sforzarmi di pensare esclusivamente ai miei bisogni e fare principalmente le cose che mi fanno stare bene. Ad ignorare chi, in un modo o nell’altro, pretende la mia costante attenzione. Ad ogni modo, nonostante la mia reticenza e mi scocci anche ammetterlo, da quando uso il termine vaffa a casa mi prestano attenzione e mi portano più rispetto. Mia madre mi sorride sempre, mi chiede come sto e non invade più i miei spazi personali. Gli amici che non erano amici, si sono letteralmente volatilizzati con mia immensa soddisfazione. Chi mi ama ha continuato ad amarmi. Chi decide di pestarmi i piedi, ci pensa qualche istante in più e poi ultimamente cambia rotta. Sono, mio malgrado, costretta a dire che lo stronzo è un vincente, mentre il buono merita la beatificazione e la vita eterna solo dopo la sua dipartita. Caspita, ma fa veramente così schifo il mondo degli umani…? Parrebbe tutto così reale… la questione non nobilita e non rende felice. Esser stronza e confusa, per me, è il minimo del minimo, ma chi nasce testina e riesce ad esserlo per tutta la vita, si rende conto di perpetrarlo e si piace così o ambisce ad essere una brava persona? Al loro cospetto io mi sento comunque un idiota, perché nonostante i miei sforzi godo sempre a metà. La gente non nasce stronza, ma lo diventa dopo aver dato tutto e ricevuto niente. Gregory House (Hugh Laurie), in Dr. House – Medical Division, 2004/12. Sarà vero? Gli stronzi sono esseri adulti dotati di un grande fascino, ecco perché prima o poi tutti ce ne ritroviamo qualcuno tra le palle. Ma io, che tipo di donna sto diventando? Per gli uomini che incontro sulla mia strada è facile rispondere: non gliela do e questo basta per far di me una stronza patentata. Ed allora: bonsoir stronzesse! Je suis désorienté… necessito di lezioni immediate e senza riserve.  Ormai mi è tutto chiaro, signora si nasce, ma stronza si diventa.

91 thoughts on “Bonsoir stronzesse, je suis désorienté…

  1. poi quando hai imparato bene, magari mi dai qualche lezione? 😀
    il vaffanculo lo sto sperimentando anche io… in alcuni casi ancora non sono riuscita a pronunciarlo, ma so che quando ciò avverrà, sarà una liberazione…

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  2. Non procedere per quella strada… se non ce l’hai nel DNA non funziona e poi non è che dia così tante soddisfazioni… piuttosto cerca di evitare il sovraffollamento da impegni e trova degli spazi tuoi di relax… Ci sono già troppi stronzi e stronze in giro che ci rovinano la vita. Non entrare a far parte della lista. 🙂 buona serata con un sorriso.

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    • Ciao gatto. Mi stai “graffiando”, leggo. Fai bene. Sono un’autodidatta e come tale imparo poco e male. Mi piacerebbe far parte del club. In alcuni momenti di vita lo agogno come l’aria che respiro. In verità, quando poi devo dimostrare che ce l’ho fatta, cado sui sensi di colpa e sulla mia atavica incapacità di dire di no. Diciamo che cercavo in questo post una catarsi o forse un confronto costruttivo col mio prossimo per capire come difendersi, come sopravvivere.
      Ecco perchè mi dichiaro stronza e confusa.
      Ecco perchè nonostante io brulichi di voglia di essere come gli altri, mi ritrovo sola e disorientata.
      Contraccambio il sorriso
      🙂

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      • Infatti il tuo post è la dimostrazione che non sei str****. Forse lo vorresti, come lo vogliono tutti quelli che str**** non sono quando si sentono vittime dei soprusi degli str****. Ma non credo si possa cambiare la propria natura, a meno che accada qualcosa di veramente traumatizzante… ma non te lo auguro di certo. Ti capisco però, anche a me accade talvolta di pensare: “ma se diventassi davvero str****?” Però capisco che non è nelle mie corde. Sarei come quei cantanti stonati che fanno pessime figure.
        “Quello che mi gira in testa questa notte
        son tornato, incerta amica, a riferire,
        noi immergenti, noi con fedi ed ossa rotte, lasciamo dire: ne abbiam visti geni e maghi uscire a frotte per scomparire…
        Noi, se si muore solo un po’ chi se ne fotte,
        ma sia molto tardi che si va a dormire…”
        😉

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      • Accidenti! Non volevo farti lacrimare… perdonami 🙂 sorridi invece… forse non lo sai ma sei dalla parte giusta del mondo. Bella notte a te. 🙂

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  3. Per il lavoro, condivido, ti assicuro, gente che non fa quasi nulla viene osannata, io non sono un drago, ma disponibile sì e nemmeno mi ringraziano per quanto fatto ben oltre il dovuto, sconfortante. Per i vaffa… non ho ancora iniziato, ma ci penserò su. Per la parte maschile… ma siamo proprio tutti così? E un po’ mi spiace pensare che il mondo sia mano agli str…i.

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  4. Non ho voglia i leggere tutti i commenti, per cui potrei essere ripetitivo.
    Prima di dire che vuoi diventare stronza, ti invito a leggere il saggio filosofico (non è una battuta) di Aaron James, intitolato appunto “stronzi”. L’atteggiamento a cui vuoi arrivare lo definirei più “bastardo”; lo stronzo è odioso ed esecrabile. Il bastardo, invece, se ne infischia delle convenzioni sociali, ma non farebbe coscientemente del male ad altri (cosa che fa lo stronzo); è sicuro di sé, anche un pochino cinico ed indifferente, ma quasi sempre affascinante nel suo apparente distacco.
    Per l’uomo funziona, per la donna non saprei.
    Fedibastardo

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    • Con il saggio dedicato agli str..zi ho avuto poco feeling, ma anche il bastardo dentro mi è poco famigliare.
      Mi sa che ho poco a che fare con queste discipline dell’anima. Ci provo, perché ogni tanto me la prendo e mi butto in qualche nuova sperimentazione. Resta il problema che se non nasci in tal modo è difficile fare una vera trasformazione. Devi subire un danno di proporzioni gigantesche per riuscirci.
      Quindi tu sei bastardo?:-)
      Ecco perché le donne ti cascano tutte ai piedi:-)
      Vogliono soffrire!:-)
      Ciao Fedi, grazie.
      Stefania

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      • Mah ….essendo d’altri tempi direi più “filibustiere” che bastardo 😉
        Nato come “bravo ragazzo” ho compreso verso i trent’anni che così non avrei fatto molta strada ed ho iniziato il mio percorso di cambiamento. Scherzi a parte, ho “lavorato” molto per arrivare ad essere conscio e contento dell’uomo che sono diventato, accettando ed apprezzando le mie capacità quanto i miei limiti.
        Però hai ragione su un aspetto, il “bastardo” piace – per una relazione breve e passionale – alle donne, molto più dell’uomo “regolare” che sovente ai vostri occhi appare troppo ordinario 😛

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      • Queste considerazioni a cuore aperto mi fanno dimenticare che è lunedì e devo lavorare…
        Allora è vero che nasciamo tutti bravi ragazzi ed è la vita a cambiarci?
        Devo tenerne in conto e psicanalizzare i vari str..zi che circolano, prima di scadere nel giudizio.

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      • Parlavo seriamente, citando il libro ai Aaron James. Può sembrare sottile, ma la differenza è notevole, lo stronzo è perfettamente cosciente di essere un prevaricatore e ritiene di essere nel diritto di esserlo. A prescindere dal fatto che il suo comportamento archi danno ad altri.
        E questo non è accettabile, a prescindere dai torti – veri o presunti – ricevuti dalla “vita”.
        Io, ad esempio, mi definivo immorale ma mai amorale. Immorale nel senso che non mi è interessato rispettare i canoni comuni – se ad esempio volevo frequentare una donna sposata lo facevo, il problema era suo e non mio – ma non sono mai stato privo di principi per me fondamentali, quali il rispetto dell’altrui volontà e l’evitare di fare direttamente e coscientemente male in alcun modo.
        Lo stronzo di tutto questo se ne frega bellamente

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      • Infatti gli str..zi sono terribili. Sono senza ritegno alcuno. Scherzi a parte, la tua precisazione è fondamentale e noi donne prevaricate, te ne siamo tutte grate. Ti abbraccio
        Stefania

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      • Come pagamento per la consulenza un aperitivo? ahahaha ……scherzavo, giusto per fare un po’ il bastardo 😛
        Buona giornata, e buon inizio di settimana

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  5. allora è per questo che non hai risposto alla mia mail, sei proprio stronza forte! 🙂
    comunque stronza doc non lo diventerai mai, stronzi si nasce e tu sei nata signora, però credo sia importante il tentativo, perchè significa aver preso coscienza di qualcosa, e questo creda debba essere una buona notizia per te
    (io la littizzetto non la sposerei proprio mai)

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      • immaginavo che non eri così stronza… e immaginavo anche che la mail del tuo libro non era la tua prima mail (spero solo non sia arrivata all’editore, nel caso fagli sapere che io NON sono innamorato di lui 🙂 )

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      • Se non sapessi che sei tu, penserei di essere dislessica.
        Ma siccome sei proprio Massimo Bettini, il tuo commento lo conserverò con cura.
        Potrebbe diventare il contenuto del tuo prossimo best seller.
        🙂
        Mi fai morire. Bravo!
        Stefania

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  6. Stronzesse tu? Già dalle domande che ti poni, dal fatto che reputi stronzo, dire di no e pensare ai tuoi bisogni non ti pone in questa categoria perchè il senso di colpa latente farà si che prima o poi tu risponsa a quel telefono e il no diventi si…. ma tantè la natura non si cambia. E lo stronzo questo domande mica se le pone. Secondo me è una predispozione naturale o cè l’hai o non cè l’hai.

    Ed allora si, potrai anche calarti nel ruolo della neo stronza confusa, ma appunto lo scrivi tu è un ruolo, una maschera, un recitare, un nascondere la brava persona per proteggerla dalle persone “non tanto” brave.

    Però la brava persona impara a esserlo anche con se stessa e non solo con gli altri, è li il barbatrucco. Se sei stata una brava persona con gli altri e non con te stessa….. ecco è li essere una brava persona con se stessi e con le altre brave persone.

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    • Ciao Chiara, a sentire i miei amici blogger pare che io non riuscirò mai ad essere una vera str..za. Pensa, riescono a capirlo anche nel virtuale. Tu che mi conosci live sono così palese?
      Sulla confusione possiamo invece realmente fondare un club. Quando ci rivediamo ne discutiamo seriamente.
      Un bacio a te ed ai piccoli
      Stefania

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      • Mai come stamattina mi sono immedesimata nelle tue parole.
        Credo che con un pò di impegno stronze…o meglio AMANTI DI NOI STESSE…si possa diventare.
        Il problema è che ci amiamo troppo poco.
        Non ci regaliamo il tempo di guardarci in faccia perchè siamo troppo impegnate ad aiutare chi ci sta vicino (gli stronzi veri!) a cui invece regaliamo il tempo per guardarsi in faccia, perchè tanto ci siamo noi che possiamo risolvere il problem del caso.

        Stronzo o non stronzo?
        Risolvere il problema o lasciare che qualcuno lo risolvi per noi?
        Questo è il dilemma!!!

        Come dicevi tu, appena allentiamo le redini, ecco il miracolo! Tutto funziona lo stesso!
        Ribadisco…AMANTI DI NOI STESSE POSSIAMO DIVENTARLO!
        Baci

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  7. Ma nooooo, ma quello che dici tu qui non è essere stronza! E’ solo un po’ di sano egoismo, stai mettendo un po’ di ordine e stai risistemando i ranghi, ci sta … si fa ogni tanto. Lanciare qui e là un vaffa non fa di te una stronza, non credo che tu ne sia capace davvero (di essere stronza inside), al massimo ti sei un po’ acidificata e hai protetto il tuo nucleo con una difesa più fortificata, stai impedendo le intrusioni non accette … non è essere stronzi, è capire e accettare e i propri limiti.
    Forse proseguendo questa via, come dice l’adorato Gregory, GLI ALTRI ti daranno della stronza, può essere … ma non lo sei, è un lato della medaglia e loro non si sono accorti che stanno pretendendo oltre i tuoi limiti.
    A mio sindacabile giudizio gli stronzi sono loro … sono quelli che pretendono e non danno, che invadono spazi, che spargono giudizi, che criticano senza costruire nulla …

    Un abbraccio 🙂

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  8. buongiorno Signorasinasce,

    sintetizzo, non è definibile stronza una persona che mette se stessa davanti a tutto, questa è la legge della vita, non solo, se sei appagata su tutti i fronti quelli che ti stanno intorno possono solo trarne vantaggio. Si chiama SANO egoismo.

    Fedifrago ha ragione, stronzi si nasce, non lo si diventa, comunque stronza è quella persona che si produce in transfert negativi

    gli altruisti si “usano”
    gli stronzi si “rispettano”

    vado a concludere, spesso la persona troppo occupate a risolvere gli altrui problemi fugge da se stessa, chiamiamolo alibi esistenziale

    bel post, complimenti sentiti

    TADS

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    • Tads, avevamo tutti bisogno di te e non lo sapevamo.
      Ora che so di non essere str..za, vado a fare shopping libera da pensieri pesanti. Le tue parole sono esemplificative di come sia facile etichettare in malo modo qualcuno solo perché non fa ciò che vogliamo noi.
      Amor proprio o sano egoismo non sono la radice di chi nasce cattivo dentro.Sono l’evoluzione che porta gli esseri troppo generosi all’evitare i vampiri energetici.
      Un caro saluto
      Stefania

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      • sì vabbè ma prima o poi queste “consulenze” paghiamole, non sono mica qui a fare la detartrasi ai coccodrilli…

        ok… ok… famo er tre per due :mrgreen:

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  9. Se tu diventassi “altro” da quello che sei nel profondo, ti faresti un grande tradimento! forse il più grande che potresti perpetuare…forse!
    Chi ha conosciuto la parte più intima di te, chi ti ha “vista” sa che questo ” indossare la pelliccia da lupa ” troppo a lungo potrebbe essere deleterio per la tua anima…. non perdere quello che sei sempre stata!
    M.

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    • È solo una pelliccia ecologica. Non ha lasciato cadaveri e posso levarla al primo spiraglio di sole. Ma deve fare caldo.Altrimenti preferisco stare sotto coperta.
      Mi sono accorta, a mie spese, che non tutto è quel che sembra. Io, di certo, cercherò di preservare la mia anima.
      Tu che mi conosci bene, sai di cosa sto parlando.
      Ti mando un abbraccio
      Stefania

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  10. Pingback: La vita e le sue insidie | Camomilla o ginseng?

  11. A me pare che “stronza confusa” sia un ossimoro. Di stronzi ne ho conosciuti tanti, ma tanti tanti. E una cosa che li accomuna tutti è l’assenza di dubbi. Mai un dubbio, solo certezze. Sempre diritti per la loro strada, senza mai farsi una domanda, né tanto meno cercare una risposta.
    Ho letto solo questo post, nient’altro. Sono arrivato qui leggendo un tuo commento da Bisus, mi ha incuriosito il nick. Quel che si intravvede da questo post è una persona seria e responsabile. E altruista per necessità. Perché se non antepone gli altri avanti a sé ci sta male, sia nel privato sia nel pubblico.
    Il problema è che questo atteggiamento alla lunga esaurisce, come hai notato. E’ proprio una questione di energie che vengono meno, e non solo per l’età, ma anche per banali considerazioni comparative.
    Un altro problema è che cambiare è complicato. Tentare un’inversione di rotta a 180° è pericoloso, perché finisci per farti violenza e ottenere l’effetto opposto. Meglio quel che hai fatto sinora, cioè iniziare a piantare dei paletti che limitano il confine di quello che ragionevolmente ti si può chiedere. Il passo successivo sarà di fare il “fine tuning”, di aggiustare il tiro per capire se magari qualche paletto lo hai messo troppo restrittivo e qualcuno invece necessita di ulteriore restrizione.
    In ogni caso sarà un percorso irto di difficoltà. Ogni momento, se ho capito qualcosa di te, sarà un momento buono per domandarti “ma non sarò stata troppo dura?” “non avrò esagerato?”. In questi momenti la cosa migliore è ripercorrere il cammino fatto, confrontando il prima e il dopo, valutando vantaggi e svantaggi, pro e contro.
    Non dimenticare che nel fondo del tuo cuore probabilmente c’è una tendenza a controllare tutto, e a pensare che solo tu sei in grado di fare le cose “per bene”, ergo una scarsa propensione alla delega; questa è probabilmente la parte più complicata, perché dovrai fare i conti con il fatto che le cose non saranno fatte esattamente come le avresti fatte tu, anche a parità di risultato finale. Parlo di macrorisultato, ovviamente, le sfumature invece saranno differenti, e sicuramente penserai che tu avresti fatto meglio. Resisti, e delega. Controllando il risultato finale.
    E comunque. Il dubbio è molto più interessante della certezza.
    Tu ti sei messa in discussione. Hai intuito che qualcosa non andava. E sei alla ricerca di un equilibrio, con mille dubbi. Questo è molto bello. Davvero.

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    • Ciao Max, grazie per le considerazioni espresse. Hai ragione: stronza confusa è un ossimoro, ma l’ho scritto apposta. Giusto per dare il senso di com’è contrario a se stesso essere ciò che per natura non è possibile. Talune prese di coscienza impongono paletti ben saldi ed una dose di coraggio che non sempre abbiamo a portata di mano. La vita insegna e negli ultimi mesi mi ha abbondantemente dato lezione. Purtroppo anche su materie che avrei volentieri rimandato ad epoche più lontane. L’altruismo eccessivo esaurisce la vitalità personale, soprattutto quando si corre il rischio di vivere per gli altri e non per se stessi. Un giusto equilibrio tra le parti si chiama compromesso, ma quando hai abituato il prossimo ad avere tutto, iniziare a risparmiare pare scortese. Ciò nonostante la necessità mi ha portata a farmi delle domande ed a darmi delle risposte. Sto cambiando, questo è certo. E mi resteranno sempre cassetti pieni di dubbi. L’unica certezza che possiedo è che voglio stare bene. Almeno ci provo, no?
      Un caro saluto, verrò a trovarti.
      Stefania

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      • Brava. Queste sono certezze solide, che sono di per se stesse piene di dubbi che le rendono belle. La certezza sta proprio nella ferrea determinazione nel provarci. Che di per se stessa non è garanzia di riuscita. A proposito degli opposti, delle contraddizioni, e quant’altro, se ti va leggi questo post che ho scritto tempo fa, ci sono un po’ di spunti di riflessione. In termini estremamente generali, ma magari aiutano. 🙂
        Dove lo trovo il tuo libro, ché su Amazon (mio spacciatore principe) è esaurito?

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      • Ora il tuo post lo leggo subito. Grazie per avermelo segnalato.
        Per “ioAmo”, invece, porta pazienza venti giorni.
        Sta andando in ristampa in seconda edizione con la Inkwell edizioni
        del Gruppo Brancato e per metà novembre sarà disponibile sia in formato
        e-book che cartaceo. Sul blog ne darò ampia comunicazione a giorni,
        insieme alla novità letteraria che sto per pubblicare e che fino a
        questo istante non sapeva nessuno (mi stai carpendo un sacco di
        segreti).
        🙂

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    • Ma ti rendi conto che ti ho già letto prima che tu me lo segnalassi? Grazie Lupo. Io e te siamo sulla stessa lunghezza d’onda (apprendo dal tuo post che sei un collega, anche tu un bancario per caso?).
      🙂

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      • Collega d’interessi, nel senso di blogger. Io sono un progettista elettronico. Per quanto riguarda la sintonia tra noi, ne sono estremamente felice ed onorato.

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      • Bello il tuo lavoro. Meno male che non sei un
        bancario:-)
        Per le affinità… son felice pur io, non potrebbe
        essere diversamente.
        A presto allora…
        Un abbraccio
        Stefania

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  12. Io credo che una che scrive così bene non può diventare stronza al 100% §
    : )
    e poi devi tener conto del KARMA!
    Quindi … mettiti seduta sulla riva che vedrai prima o poi passare tutti gli/le strinzi/e : ) e se così non fosse … goditi il panorama!

    … ma come scrivi bene!

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  13. mi permetto di dissentire da ciò che afferma Wish aka Max, fatto salvo che il concetto di “stronzo/a” sia comune ad ogni latitudine e longitudine… “stronzo” non è sinonimo di coerenza, è l’esatto contrario, elemento base di tale atteggiamento è la cervelloticità, non solo, lo stronzo seriale, pedissequo, spesso adotta una linea comportamentale fintamente metodica proprio per mascherare incapacità di analisi e condivisione. Tecnicamente, psicologicamente parlando, non c’è essere più confuso dello stronzo. L’apparente assenza di dubbi ne è la prova provata, finte sicurezze e traballanti certezze spacciate per granitiche convinzioni. Nel commento precedente ho ironicamente scritto che gli stronzi si rispettano, è vero ma non per motivi nobili, semplicemente perché rappresentano un “pericolo” proprio per la compilation dei dubbi che li tormentano, dubbi che non esitano a trasferire sugli altri.
    “stronza confusa” non è un ossimoro.

    con massimo rispetto auguro buona giornata a tutti

    TADS

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    • Grazie per il tuo pensiero caro Tads. Che pubblico con piacere e che rimando al dott. Max.
      Io, tra tutti voi così illuminati sull’argomento, resto sempre più confusa, ma meno str..za.
      Ho gettato la spugna:-)
      Ti mando un abbraccio
      S

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      • è solo un gradevole scambio di opinioni,
        ci tenevo a precisare che gli stronzi spesso vengono confusi con gli ottusi, questi sì totalmente privi di dubbi.

        ricambio l’abbraccio

        TADS

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      • Sempre gradevole. Convengo. Cambiando argomento io sono fautrice del libero pensiero che la realtà sia un mero punto di vista. Con tutti gli occhi e le menti che gravitano sulla terra, hai presente quanti modi di filosofare la vita esistono? Fantastico! L’idea mi fa sentire un pulviscolo seppur luminoso. Nell’Insieme siamo un’energia dirompente.
        S (perdona se ho divagato, ma sono fatta così!)
        S

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    • That’s an interesting point.
      Non so, forse abbiamo definizioni diverse, o abbiamo conosciuto varietà di stronzi diversi. Ma stronzo cervellotico… hmmmm mi convince poco, per quella che è la mia esperienza. Che poi dovremmo metterci d’accordo, c’è lo stronzo menefreghista e c’è lo stronzo bastardo, c’è lo stronzo infame e lo stronzo patetico. Insomma, di quali stronzi stiamo parlando? 😉

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      • illustre Max,

        molto brevemente, tu parli dell’effetto, io della causa, tu del comportamento io delle spinte motivazionali, affrontiamo il problema da punti diversi

        lo “stronzo” è assimilabile ai timidi aggressivi, l’atteggiamento proposto è opposto al proprio essere, fermo restando che si cataloghi come tale un soggetto propenso a creare diversità interpretative

        gli individui che si pongono in questo modo navigano in un oceano di dubbi, il mio commento precedente esprime questo concetto, non condivido la tua convinzione che gli stronzi non ne abbiano, quelli sono gli ottusi

        cordialmente ti stringo la mano.

        TADS

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      • Ecco, ora è chiaro. E sí, potrebbe senz’altro essere così. Diciamo che la formazione ingegneristica mi porta a concentrarmi su ciò che si vede, e quindi l’effetto. Per tornare all’origine, diciamo che dichiararsi stronzo dubbioso è ossimorico. Nel senso che è un comportamento non in linea con quello dello stronzo, che pur dubbioso dentro di sé, farà di tutto per non darlo a vedere all’esterno. Credo concordiamo sul fatto che Stefania tutto potrà essere, tranne che una stronza.

        La stretta di mano è ricambiata con piacere.

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  14. Dopo avere letto il tuo simpaticissimo post, estraggo la convinzione che signori si nasce e così pure str… zi si nasce. Tentare di uscire da questa condizione iniziale è difficile. Modificare la propria natura non dà mai risultati soddisfacenti sia in un caso che nell’altro.
    Un’altra cosa bruttissima è accorgersi di non essere indispensabili. Ma questo è meglio tenerselo per sé… 😀
    Nicola

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  15. ciao Stefania, bellissimo post davvero. non ho letto tutti i commenti e forse mi ripeterò, ma credo che tu ti stia solo difendendo dal troppo onere, dall’impegno gravoso e prolungato che fa la differenza, sfinisce e stressa. e quale sana e migliore reazione c’è allo stress? attuare forme di autodifesa (potrebbe anche apparire come essere str.za, ma non è così)

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