DSA – Disturbo specifico dell’apprendimento e… la sopravvivenza

dislessia

Quando hanno certificato che mia figlia era dislessica non ci potevo credere: aveva 8 anni. Non sapevo se piangere o ridere. Avevo dato una risposta ai mille dubbi che mi attanagliavano l’anima da troppo tempo, ma già allora avevo intuito che la sua strada scolastica sarebbe stata un bagno di sangue. Per lei e per me. Non mi sbagliavo. Sì lo so, esiste una legge a tutela: la 170/2010. Sono socia dell’A.I.D dove pago regolarmente i 40 euro di quota associativa annuale e praticamente so tutto del fenomeno. Sono meglio di un neuropsichiatra infantile, di una psicomotricista, di uno specialista del linguaggio. Conosco la normativa a memoria. Ho letto tutti i libri che parlano di strumenti compensativi, informatici e mappe concettuali. Ma che fa… se tutte queste meraviglie le sa una bancaria per caso, mentre a scuola ogni insegnante si applica poi come crede? Mia figlia studia tutto il giorno e ciò non può essere normale. Come farà a fare le superiori? La mattina è a scuola mentre il pomeriggio va a ripetizione di tutte le materie perché il DSA ha una caratteristica principale: il bisogno di essere costantemente assistito, soprattutto se oltre ad essere dislessico è discalculico e disortografico. In lei il ragionamento matematico è un giro di valzer, mentre la scrittura è paragonabile a quella di un bambino di quarta elementare. La legge parla di misure dispensative: pochi compiti, perché i bambini dislessici ci mettono il quintuplo del tempo a fare tutto; riduzione della somministrazione delle prove scritte a beneficio di quelle orali, perché i bambini dislessici hanno un’ottima memoria visiva, ma sulle righe dei quaderni si perdono come se fossero nella riserva indiana; compiti in classe con prove dimezzate con un programma per volta, perché i bambini dislessici soffrono spesso di deficit d’attenzione ed hanno la memoria corta; utilizzo di mappe concettuali nello studio e di formule matematiche e calcolatrice, perché i bambini discalculi non sapranno mai a memoria né le tabelline né le formule; l’apprendimento delle lingue dovrebbe favorire il parlato, non lo scritto, perché se un bambino scrive in italiano con un errore in ogni singola parola per un problema di trasformazione del suono in sillaba, è ovvio che non potrà mai apprendere l’inglese. I bimbi come mia figlia vanno valutati per i contenuti, non per i risultati. Se io, che non sono nessuno, l’ho capito, chi mi spiega perché ad ogni inizio d’anno scolastico devo alzare la voce brandendo le linee guida per il diritto allo studio se il messaggio è chiaro e semplice? Per non parlare del disagio che tali ragazzi vivono nella relazione con i compagni di classe, i quali tendono ad emarginarli sminuendoli di continuo. In tal caso non mi esprimo oltre perché potrei diventare esageratamente pesante con i genitori di tali progenie di vandali pieni del loro sapere. quadernoIo e Sofy teniamo duro da anni e continueremo a farlo fintanto che lo stress non ci ridurrà a brandelli, ma è una guerra che non ha ragion d’esistere.  <<Se i tuoi compagni di classe si sentono speciali, ricorda che sono solo bestie da terza elementare>>, le dico sempre per risollevarle l’umore e spronarla ad andare avanti. Ma questa… non è vita. Non lo è a tredici anni. Non lo è per me che ne ho quarantacinque. Non lo dovrebbe essere per nessun bambino, per nessuna mamma e nessun papà.  A noi serve una zattera per la sopravvivenza nel mondo scolastico. Siamo nel 2013. Tutto questo non è normale.

vignetta

Cari amici lettori, rispondo qui ai vostri commenti perchè farlo singolarmente mi costa dello sforzo emotivo ed oggi sono un pò provata. I bambini dislessici non sono ritardati, sono intelligenti, vivaci, molto estroversi e creativi.  I più grandi artisti della storia lo erano. Lo so bene. Come ho scritto sopra: sono anni che mi documento e leggo libri, manuali, articoli.  Questo post non vuole essere una denuncia, un attacco all’istituzione scolastica o una lamentela fine a se stessa. E’ la triste constatazione di fatto che, in Italia,  l’applicazione di qualsiasi legge,   diventa un pericoloso salto nel vuoto a causa della totale assenza di vigilanza sull’operato di chi dovrebbe renderle operative. I DSA non hanno scritto in fronte d’esserlo. Non si vede nulla della loro difficoltà ad apprendere. Il campo minato, nella loro vita, è solo la scuola. Fuori da quell’ambiente non sono come tutti gli altri:  sono meglio, perchè eccellono in tutti gli aspetti umani, emotivi e creativi. Io sono una mamma come tante. Non mi aspetto la luna da nessuno, ma la domanda che mi toglie il sonno è sempre la stessa:<<Perchè per gli insegnanti è così complicato vedere oltre… una grafia illeggibile o  la conta fatta con le dita?>>.

Inoltre, leggete qui (uno spot sulla dislessia)

70 thoughts on “DSA – Disturbo specifico dell’apprendimento e… la sopravvivenza

  1. Immagino la fatica! Quanti momenti di scoraggiamento. Non so dove vivi e se intorno a te c’è la possibilità di avere diverse scuole. Purtroppo la scuola italiana ha dei punti di eccellenza e dei deficit paurosi e il tutto dipende dalla buona volontà o dalla intelligenza degli insegnanti . Spero per voi che possiate trovarne di bravi. Un caldo abbraccio

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  2. Conosco un bambino che ha lo stesso problema, i suoi genitori, che sono due miei cari amici, dicono continuamente le tue stesse parole, pari pari, i compagni di classe (quarta elementare) lo deridono e la maestra (e qui mi incazzo di brutto) non è preparata a gestire la situazione e la vive come un peso (e non fa niente per nasconderlo, e mi incazzo ancora di più). Non lo so, sarà che quando si parla di bambini divento particolarmente suscettibile (per motivi che penso tu possa immaginare), ma mi viene una gran voglia di prendere i miei due amici entrare a scuola e stampare un casino da prima pagina. Mi sale un nodo alla gola pensando a quello che deve subire questo bambino e tutti i bambini come lui, che vengono derisi, umiliati o compatiti (che fra le tre non saprei scegliere la peggiore) e vorrei poter far qualcosa, perchè non è giusto. Cazzo, non è giusto.

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    • leggo ora questo post è vero non sono i bambini inadeguati ma le maestre che almeno nel mio caso sono impreparate,inadeguate che ancora oggi dopo carte e carte portate a scuola sono compatiti ma non aiutati anche se hanno un pdp in mano,niente,niente ….la mia bambina di 4 elementare vive una situazione a scuola al limite del ridicolo,ogni piccola disattenzione viene sempre minacciata con un “ti mando dalla preside” e cosi oltre al disagio vive anche una situazione di paura vorrei anch io fare il 48 ma purtroppo dobbiamo piegarci al fatto che i bambini cosi vivranno sempre nel disagio e non solo a scuola ma anche nella vita….

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  3. Ho letto ieri sera, ma era tardi e volevo che le parole di questo post sedimentassero un po’ prima di rispondere. Poi stamattina ho ripreso il tablet e l’occhio mi è andato sulla frase di Neruda che hai per sottotitolo. E ho pensato che tu con tua figlia lo fai quotidianamente, quel che la primavera fa con i ciliegi, tutti i giorni tiri fuori la meravigliosa fioritura che tua figlia nasconde gelosamente dentro di sé. È un lavoro enorme, per il quale sarebbe giusto, sacrosantamente giusto, che la comunità si attivasse per darti un aiuto. E invece. E invece siamo in questo paese dove sembra che il banale principio di sussidiarietà semplicemente non esista.
    Il tuo grido di dolore, la tua richiesta d’aiuto, Stefania, sono sacrosante. Ma ho paura che rimarrai una vox clamantis in deserto.

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  4. Sai una cosa cara? Non voglio in nessun modo sminuire il problema, bada, ma solo fare un augurio a tua figlia: recentemente ho scoperto che molte delle persone di successo che ammiro, hanno avuto un passato da dislessiche. Ultima Sally Gardner, autrice inglese neovincitrice della Carnegie Medal, il più prestigioso premio letterario britannico per ragazzi. 🙂

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  5. Purtroppo non c’è abbastanza informazione e conoscenza su questi disturbi, cosa che invece per gli insegnanti dovrebbe essere un obbligo.
    Un abbraccio!

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  6. Siamo qui e troppo spesso dobbiamo fare i conti con tutto quello che ci manca, con tutta l’assistenza che ci viene negata se qualcuno di prezioso per noi ha un grosso problema.
    Non oso neanche pensare a quanta forza sia necessaria per combattere un problema del genere.
    Ti abbraccio.

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  7. Scusami, appena ho inviato il messaggio mi sono accorta di quante volte ti avranno detto qualcosa di simile e ai problemi che devi affrontare nel quotidiano e mi sono sentita sciocca. Però è davvero bella questa intervista a Sally Gardner che parla proprio del fatto che è il mondo dell’educazione a non essere al passo. E’ questo il vero problema. Di suo la dislessia non dovrebbe essere vista come un problema, ma un’opportunità. http://video.corriere.it/dislessia-opportunita-non-problema/d72cf458-303a-11e3-8faf-8c5138a2071d

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  8. Ho messo il like benché questo post non mi piaccia
    e non mi piace per quello che c’è scritto dentro. Perchè ancora una volta ci sono i rimedi solo sulla carta e poi o riesci a sopravvivere da solo o niente. E perchè ancora una volta invece di insegnare ai figli la collaborazione, la tolleranza, a vedere oltre, si insegna l’omologazione e come un branco si tende a isolare chi ancora di più avrebbe bisogno di starci in mezzo al branco per essere protetto.

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  9. Difficile anche solo comprendere l’oppressione continua di una tale situazione, e quindi ancor di più dire qualcosa che sia solo minimamente di sollievo o aiuto.
    Noi, qui ed ora, possiamo anche essere solidali e soffermarci per un attimo a darti affetto, ma tra quindici minuti saremo alle nostre vite. Per te, invece, nessuna tregua.

    Chiuderò alla mia maniera, un po’ cinico ed un po’ bastardo ……nella nostra nazione puoi avviare tua figlia alla carriera politica, in Parlamento spiccherebbe senz’altro per vivacità intellettuale e nessuno noterebbe la DSA

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  10. NO, NON E’ NORMALE! La carenza di fondo, la vergognosa carenza, è della scuola, del sistema scolastico pressappochista e della preparazione culturale e professionale sia degli insegnanti, incominciando dalla scuola dell’infanzia e di quella primaria, e delle “regole” che esistono ed, insensatamente, non vengono seguite, applicate scrupolosamente come se si dovessero applicare alla propria figlia.
    E, attenzione, le cose peggioreranno soprattutto per i ragazzi perchè la nuova “bibbia” della psichiatria e della neurologia, anche infantile, nonostante da molti mesi sia criticata, contiene criteri diagnostici più che discutibili che moltiplicherà i “pazienti”, disseminerà nuove malattie e darà nuovi alibi a chi opera soprattutto nella scuola per scaricarsi da ogni responsabilità caricandola sulla “malattia” molto spesso inesistente al primo sintomi “scomodo” per chi, professionalmente e soprattutto umanamente, non è preparato.
    Purtroppo non ho strumenti per poterti aiutare come vorrei!
    Ciao, cara amica. Osv

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  11. 🙂 io sono anni che combatto per i miei figli…. si può dire che ho cominciato 16 anni fà,quando il maggiore dei miei 3 figli cominciò la scuola materna. per me i tre anni di scuola materna sono stati a dir poco stressanti ! mio figlio ha cominciato il primo anno che parlava a stento pochi vocaboli e spesso anche metà! ma lo stress più forte non era il fatto che dovevo portare mio figlio dalla logopedista e ogni 6 mesi dalla neuropsichiatra ma erano proprio le insegnanti !!! per me andarlo a prendere alle 16 era una tortura tutti i giorni era la stessa cantilena …. non stava mai fermo piccchiava i bimbi perchè voleva un gioco si arrampicava sugli alberi quando andavano in giardino…. insomma loro volevano un bimbo pupazzo forse…. perchè quando andavo al parco con lui non faceva quello che mi raccontavano? dove andava a finire tutta questa aggressività? e quando è andato alle scuole elementari perchè non picchiava più?mah! metto a parte l’aggressività ha frequentato la prima e la seconda in una scuola che a me piaceva poco poi ci siamo trasferiti e qui ha cominciato la vera scuola in tutti i sensi !!! gli hanno fatto avere insegnante di sostegno ed educatrice è stato seguito in maniera eccellente fino al diploma, ma in questi anni ho incontrato professori che hanno detto quando gli è stato riferito della dislessia :- Ah! non me n’ero accorto !! Non si vede nulla !!! che dire? sono orgogliosa e soddisfatta di lui anche se c’è stato un periodo (intorno all’inizio della seconda media)che lui aveva perso autostima dicendomi :-Tanto lo sò che io sono lo scemo della classe !!
    Ma non lo era affatto !!! e l’ha capito dopo il primo esame quello di terza media !!! adesso combatto per la sorella e il fratello e incrocio le dita anche perchè loro non hanno l’insegnante di sostegno e anche perchè il “piccolo” ha un carattere ribelle rispetto al più grande….avrò un bel gattino da pelare! 😉

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  12. Grazie per questo articolo, mi sento meno sola. E’ come se l’avessi scritto io! Noi fantastiche mamme che prendiamo coscienza e leggiamo tutto quello che si può per capire e aiutare i nostri figli, e poi ci scontriamo con realtà ottuse e impreparate…

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  13. Lo sai come la penso a questo proposito. concordo pienamente concordialdo
    è una mera questione scolastica..In questo orribile paese tutto va a scatafascio. La Scuola, l’ambito didattico rispecchia pienamente la nostra bella Italia, il nostro modo di “Educare” , il nostro fottutissimo e malato modo di pensare…o meglio quello che è stato imposto in tutti i modi e in tutte le maniere:” IO vengo prima di tutto e di tutti”
    solidarietà??? e che è sta parola…
    Assistenza sanitaria?…e che è…un sogno ad occhi aperti!
    Assistenza scolastica?…..Molto più semplice per gli insegnanti voltare la faccia dall’altra parte…tanto è un “diverso”…troppa fatica..troppa.
    Peccato che ormai si sia tutti voltati dall’altra parte….
    E non me ne vogliano quei pochi insegnanti professori e maestri che ci mettono il cuore…
    So benissimo quanto questa faccenda sia logorante per te e per Sò. Così come so che Lei è un vulcano di creatività, di idee,di pensieri folgoranti. Non mi sono mai interfacciata con una ragazzina così “arguta”…. sarà dura arrivare a compimento degli studi..sia per te che per lei..sarà stancante, demoralizzante e difficilissimo!
    Ma come dicono a Napoli : “adda passà a nuttata”
    una carezza a Sò e una a sua mamma
    M.

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  14. Leggendo il tuo post mi sono rivista io , Facciamo tutte le stesse cose : ci informiamo, leggiamo libri , testimonianze sulla dislessia , stiamo ore e ore ad aiutare i nostri figli a fare tutti i compiti. Hai ragione tu : tutto questo non è normale! ma che possiamo fare? Io ormai mi sento impotente, non c’è nessuno che fa rispettare la legge, visto che mio figlio di 13 anni: dislessico, disgrafico e disortografico e con un quoziente intellettivo da genio va serenamente a scuola cosa importa se i prof. se ne infischiano della legge? Cosa importa se il piano didattico è stato firmato da un preside morto sei mesi prima? Cosa importa se il prof. gli dice che non è dislessico perchè è intelligente ed è soltanto un fannullone? Cosa importa se il prof si accanisce e lo interroga di continuo senza consentirgli l’uso di mappe concettuali? L’idea che il prossimo anno dovrò affrontare i prof. della scuola superiore e ricominciare da capo mi fa rabbrividire. Posso solo farti coraggio e ti dico solo di vedere il lato positivo della vita, Auguri!

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  15. …”Perchè per gli insegnanti è così complicato vedere oltre… una grafia illeggibile o la conta fatta con le dita?>>.”…

    la risposta è semplice, perché in Italia gli insegnanti non sono dispensatori di formazione e integrazione, nemmeno “pescatori” di qualità. In Italia gli insegnanti sono impiegatucci statali, sottopagati e sottoposti a regimi gestionali penalizzanti, ergo tendono a fregarsene pensando solo allo stipendio.

    TADS

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    • da insegnante ti dico: non è vero! lo stipendio, confrontato con responsabilità ed impegno è ridicolo, quindi cerchiamo di pensarci il meno posiibile. La burocrazia ci opprime sempre più, e questo rende più difficile il nostro lavorar bene. La definizione di insegnanti che è stata scritta è, purtroppo, un comune pensiero e questo è una delle tante (troppe) cause delle difficoltà della scuola in Italia. Se tanti insegnanti non riescono a lavorare bene con alunni DSA non è sempre cattiva o mancanza di volontà. Tanti di noi non riescono a farsi per tempo un’adeguata formazione. E non intendo sapere a memoria una legge!!! I dsa sono tutti diversi, per ciascuno di loro (come per tutti gli studenti) occorre un lavoro speciale. Ho provato ad avere classi di 25-28 alunni con 4 DSA certificati; 4 alunni con sostegno; 5 non italofoni; alcuni ripetenti e altri “iperattivi” (virgolettato perchè indica un evidente difficoltà nello stare seduti tra i banchi, ma senza alcuna certificazione)
      E a loro dovevo insegnare matematica. Non ero certo nelle condizioni di farlo bene come se fossi stata di fronte a 20 alunni senza alcun tipo di difficoltà di apprendimento!!!! Ho fatto il possibile. Sicuramente presi singolarmente avrei dovuto fare di più per ognuno di loro, ma è stato materialmente e umanamente impossibile! Ho anche io famiglia, e un paio di ore al giorno, almeno, me ne devo occupare!!!!!!!

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      • ho la sensazione tu abbia interpretato in modo errato il mio commento, io attacco il “sistema scuola” di questo Paese, non ho dubbi sulla professionalità e serietà di alcuni insegnanti, così come non ce l’ho sul menefreghismo di molti di loro. Le tematiche sociali non devono essere confuse con generalizzazioni stereotipate. La scuola Italiana è inferiore a quella di molte nazioni appartenenti al terzo mondo, è quella che ha più insegnanti procapite ed è strutturata secondo criteri gestionali obsoleti e politicizzati. Questi sono dati, non opinioni.

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  16. non so cosa dire… non sapevo cosa fosse esattamente la dislessia… ho cominciato a sentir parlare di questo disturbo quando Tom Cruise dichiarò di esserlo, ma non mi sono mai informata…
    a scuola… gli insegnanti possono fare miracoli… se ti danno fiducia e sostegno, possono fare molto di più di qualsiasi terapista…
    invece i compagni di scuola sono terribili, soprattutto all’età della tua Sofy…
    voi che le siete vicini, cercate sempre di favorire la sua autostima, perché a scuola gliela azzerano…
    (parlo così perché ci sono passata, non per la dislessia, ma per la crescita molto ritardata…)

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  17. carissima Stefania, per alcuni (ma sempre troppi) insegnanti non è solo impossibile “vedere oltre… una grafia illeggibile o la conta fatta con le dita”, è proprio impossibile vedere gli studenti come persone e rispettarli come tali e spero che nessuno si azzardi a dire che il rispetto dev’essere da parte degli studenti verso gli insegnanti, non solo perchè è vero e biunivoco, ma perchè gli studenti rispettano l’insegnante quando quest’ultimo rispetta loro e insegna il buon esempio. questo nella scuola non accade di regola, si salva in parte la scuola primaria, ma a medie e superiori è una mattanza, ne sento di cotte e di crude e, come dici tu, è inutile fare le leggi se poi non c’è chi controlla, che vigila sull’operato. ci sono insegnanti stupendi, altri mediocri ma, dal mio modesto punto di vista, quelli che fan danni dovrebbero essere aiutati a prenderne coscienza e magari impiegati in altro.
    continuerete a tener duro, enorme in bocca al lupo e abbraccio a entrambe
    (denuncia, rompi le scatole, pretendi, parla col preside, non dargli respiro,…………………………………………………………………………………)

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  18. Ciao Stefania, spero non mi giudichi ipocrita, ma ti sono vicino con un abbraccio. Non conosco da vicino questo disturbo e posso solo immaginare le difficoltà che si possono incontrare nella vita di tutti i giorni, soprattutto in questa società dove essere diversi (in qualsiasi forma di diversità naturalmente) è sempre più assimilabile a una condanna.
    Mi ha colpito questa tua testimonianza e ti ringrazio per averlo condiviso. Come te mi sono sorpreso nell’apprendere come moltissime persone, ieri come oggi, di successo soffrano magari di questi disturbi o di altro (attori che sono balbuzienti o dislessici, musicisti di fama ma sordi, …). E a scuola dove, a fronte di uno o due insegnanti in gamba, se ne incontrano 100 incompetenti che vedono il proprio lavoro (e dunque i ragazzi) come un semplice peso.
    Credo che ognuno di noi ha pur sempre una o più qualità, nonostante i nostri pregi o i nostri difetti. Bisogna lottare, magari sarà un po’ più lento il percorso, ma i risultati si vedono 🙂 Un grandissimo in bocca al lupo e un forte abbraccio! Grazie ancora 🙂

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  19. Sono d’accordo: tutto questo non è normale. E sai che cos’è che mi fa impazzire? Il fatto che le norme ci sono, sulla carta la scuola italiana è un bel posto. Poi sui banchi si trasforma in una palude. Credo che ci siano pochi i soldi e che quelli che ci sono vengano sprecati: nella classe di mia figlia alle elementari c’era un bimbo dislessico e la madre aveva chiesto per lui un computer e un leggio; la scuola le aveva detto che il computer avrebbe dovuto portarlo lei perché non c’erano fondi per comprarlo. Le ore di compresenza insegnanti che davano modo di insegnare con criterio a gruppi, dedicando tempo a tutti e a ognuno sono state spazzate via dalla “riforma” Gelmini.
    Gli insegnanti delle superiori seguono corsi di postura, ma niente aggiornamenti o DSA, fatti un po’ bene.
    Dovete tener duro nonostante la quotidianità perché l’iter scolastico finirà e la vita sarà un’altra cosa. In bocca al lupo! 🙂

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  20. Quando si dice che tutto il mondo è paese.
    Non che questo sia una consolazione né tanto meno una giustificazione.
    Una mia collega si scontra ogni giorno con gli stessi problemi, suo figlio è disgrafico. E nonostante sia riconosciuto a livello medico, nonostante tanti bla bla bla.. alle elementari è stato un tormento, le insegnanti gli davano contro e facevano orecchie da mercante.
    Alle medie appena iniziate, sembra che ci sia maggior consapevolezza.
    Certo è che non è semplice.
    Io vedo lei..che in certi giorni sembra esaurire completamente le forze.
    Che altro dire..tenete duro. Tu hai lei e lei per grande sua fortuna ha te. Siete una bella squadra.
    Un mega abbraccio

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  21. Anche io sto nella tua situazione ho una bambina di 11 anni e quando ho saputo del suo problema ne aveva 8 e nn ti dico cosa ho passato con le insegnanti se vuoi possiamo contattarci per parlare

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  22. Pingback: DSA – Disturbo specifico dell’apprendimento e… la sopravvivenza | assistenteeducativoculturale

  23. A me avevano detto che mio figlio aveva problemi di attenzione, poi si sono ingigantiti, ho scoperto che i problemi erano violenze scolastiche, perché un giorno si è aperto e me ne ha parlato, io porterei la bimba all’ associazione Paideia di Gennaro imperatore l’ unico che mi sta aiutando, psicologo e criminologo nonché garante Dell infanzia, sarà un viaggio ma secondo me risolvi

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  24. Mi ritrovo in tutto quello che hai scritto sembra uscito dalla mia testa… la stessa lotta e tenacia tutti gli anni con la scuola di mio figlio… lui è un ragazzo felice ora consapevole ed organizzato ha superato il blocco emotivo e sembra vada meglio in tutto… certo la consapevolezza e l’accettazione e venuta con molto tempo riempito di incontri terapie campus .. da quando aveva sei anni!! Purtroppo a scuola c’è molta improvvisazione ed ignoranza a volte però s’incontrano persone disponibili aperte e curiose del problema. Io ho imparato a scavalcare tutti ed andare direttamente dal dirigente chiedere l’applicazione della legge e riportare atti discriminatori da parte di insegnanti poco accorti… risultati eccellenti alla fine..se non altro per togliermi dalle scatole 🙂 A volte penso quanto sia stato sfortunato mio figlio non per essere nato dislessico ma per essere nato in italia

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  25. Cara mamma…piangevo mentre leggevo quello che hai scritto. Mia figlia adesso ha tredici anni e a sette le e stata diagnosticata la dislessia discalculia e disirtografia..Ogni giorno e una lotta continua e lo possiamo capire solo noi mamme che lottiamo ogni giorno assieme ai nostri figli, ma lo facciamo con orgoglio e con la speranza che un giorno altri
    bambini e genitori non dovrano subire tutto cio….ciao ❤

    passarel nostro calvario…afetuosi

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  26. tivbuongiorno sono la mamma di una bambina di 9 anni che frequenta la quarta negli ultimi 2 anni sto lottando da sola per capire perchè mia figlia non riesce a stare al passo con i compagni di scuola abbiamo fatto dei controlli dal psicologo ed è risultato che la bambina è intelligente anche poco più
    della norma. ma ecco tutto quello che mia figlia non riesce a raggiungere : scrive alcuni numeri al contrario,non impara le tabelline, non impara l’orologio, scrive male e legge peggio
    ,h e doppie,accento a invece di o,spazio tempo
    (a volte dice l’anno scorso e invece sono passati tre anni) anhe la lingua straniera è un dramma .Non socializza bene con i compagni e sempre agitata. di positivo è che è molto creativa impara in fretta a usare tutto ciò che è di elettronico pc ,tablet, giochi di varie difficoltà su pc o telefonini…io non sapevo più cosa fare e tanto per non farci mancare niente viviamo una situazione economica non indifferente allora mentre ero ad un colloquio con una assistente sociale mi sono sfogata chiedendo se cera qualche volontaria che poteva aiutare mia figlia a fare i compiti perchè per mè era diventato un dramma passare con mia figlia ore e ore per semplici conti che poi lei faceva di nascosto con la calcolatrice (perchè è anche molto furba e purtroppo anche se mi fà male a dirlo un pò bugiardetta)o analisi grammaticali ,brevi frase e anche memorizzare le lezioni .era un dramma sono riuscita ad avere una maestra un ora alla settimana, con lei lavora leggermente meglio ma le mancanze sono le stesse. poi io mi sono fatta diverse ricerche ho letto un link su facebook sulla dislessia sembrava tutto quello che vedo in mia figlia ho stampato la ricerca e l’ho portata dalla psicologa , ha deciso di fare altri controlli , io adesso sono ansiosa perchè non sò come aiutare mia figlia devo impazzire io per due anni e arrivare a dire a chi è di dovere cosa potrebbe avere mia figlia? anzi molto spesso devo subire riprese scritte sul diario o brutti voti addirittura uno zero spaccato che non pensavo nemmeno esistesse. mia figlia ogni giorno di più si scoraggia aiutatemi a saperne di più o mia figlia alle medie sarà considerata pigra e asina cosa che io sono sicura che non è …grazie e scusate lo sfogo…g.m.66
    (altre cose che non sò se centrano non riesce bene nei vari sport e disordinatissima oltre gli estremi però è una bambina molto creaa)

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    • lo so anche la mia piccola ora in prima media gli stessi problemi capitata oltrtutto in classe con tre deficenti che la predevano solo in giro i prof nn sanno nemmeno di che cosa si parla l altro giorno a una mia amica la prof di storia le dice ma scusi cosa centra la dislessia con lo studio della storia PAZZESCO io fortunatamente sono riuscita a cambiarla di sezione dove nessuno si lamenta per i compiti che a lei vengono dati e nessuno dice nulla se alice porta il pc a scuola o se lei scrive con il pc i compiti e poi da la chiavetta alla prof le buove insegnanti mi hanno proposto altri libri con mappe concettuali per lei e oltretutto me li ordinano loro così li posso pagare di meno insomma sono stata fortunata spero che anche per altri sia così.baci

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    • io ho iniziato a lottare in prima elementare , Suor Gianna coi suoi 35 anni di esperienza dopo un mese mi aveva già fatto la diagnosi che invece è arrivata a fine 2 elementare . Mi ha subito detto che il bambino non aveva deficit mentali ma difficolta nell’ apprendere , invertiva le lettere si agitava si autopuniva ( in mio figlio le maestre sono più preoccupate dell’autolesionismo che della dislessia e disgrafia ). E subito cominciata una via crucis logopedia neuropsichiatra , psicologa ecc . bagno di sangue economico , nonchè ansia , non nascondo di essermi molto prostrata e /o quasi esaurita . Nella sfortuna la maestra molto competente che si è attivata per avere un sostegno, che ho ottenuto in 3 elementare , e per il quale ringrazio persone e santi , inoltre tutti i compagni di mio figli e le famiglie dietro di loro lo appoggiano e lo incoraggiano . Oggi va meglio si vedono miglioramenti , arriva a casa anche con dei bei voti certo quasi sempre solo sull’orale le poesie e la lezione di storia di scienze , quando sbaglia la maestra non gli dice hai fatto male dice .. so che puoi fare meglio ….

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  27. I nostri bambini sono speciali! Il mio “bambino” a settembre andrà alle superiori ,ho paura che non lo capiscano! Però lui ė speciale : gli piace la musica(suona batteria) ed è bravo nei giochi di prestigio. Ho fatto un duro lavoro di autostima nei sui confronti con buoni risultati.

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  28. Il problema non é del singolo insegnante.É importante sapere che gli insegnanti non sono obbligati a formarsi a riguardo.Che se e quando sono formati non vengono pagati per farlo.Non esiste alcun controllo su cio che fanno in classe,una totale INOPPORTUNA libertá didattica.
    Che la programmazione del lavoro per un bimbo dislessico richiede tempo/materiale/dedizione/ conoscenze.Le insegnanti non hanno nessuna di queste cose,non perché “non vogliono”ma perché non ci riescono e quando lo fanno é lavoro NON PAGATO,NON RICONOSCIUTO E CHE RUBA TEMPO ALLA LORO VITA PRIVATA.
    in una classe ci sono almeno tre o quattro bimbi con esigenze specifiche, il problema é del sistema scolastico in modo ampio.Genitori: l’insegnante in sé non c’entra nulla, é chi la fa lavorare che é responsabile, andando da un dirigente perô non farete altro che innescare la sgridata che comunque senza strumenti non serve a nulla.Il problema é a monte.

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  29. Carissima, mi stai nel cuore. Io vivo tutto questo da ben 10 anni, ma il peggio, che poi peggio non è fortunatamente, è che mio figlio non ha un bel niente! Non è dislessico, non è autistico, non è ritardato, non è iperattivo, non ha disturbi dell’attenzione…è solo uno stramaledettissimo genio che a scuola si annoia come una pecora, che se ne frega altamente di quello che pensa il prossimo, che apprende ma è convinto di non doverlo dimostrare a nessuno se non ha voglia di farlo, che è un pigro che usa l’astuzia per evitare qualsiasi forma di fatica mentale e fisica. E’ sempre stato difficile gestirlo, perchè non si adatta alle regole della società, ma impone il suo modo di vivere senza problemi. Fin da piccolino invece di leggere topolino mi girava per casa con l’enciclopedia e i libri delle medie della sorella più grande, ma i libri scolastici per fare i compiti non li ha mai degnati di uno sguardo. Arrivati in terza elementare gli insegnanti erano convinti che non sapesse nè leggere nè scrivere in corsivo tanta era la sua mancanza di collaborazione. Le sue conoscenze sono superiori a quelle dei suoi compagni e spesso anche dei suoi professori, quando scrive lascia di stucco tutti quanti per le sue proprietà di linguaggio e i pensieri profondi che esprime. Il problema è che questi sprazzi di collaborazione gli verranno 3/4 volte l’anno. Compone musica…da autodidatta, e usa un cellulare per remixare i suoi brani in varie versioni. Disegna in modo straordinario, e l’originalità dei suoi lavori è sbalorditiva. Una persona di una sensibilità e un’umanità uniche. Ricordo ancora quand’era piccolino che mi è venuto vicino mostrandomi una vespa…ce l’aveva sull’indice e mi disse: ” Guarda mamma, questa è mia amica”, d’un tratto la vespa, com’era normale, l’ha punto e lui, invece di schiacciarla come avrebbe fatto chiunque, si è messo a piangere chiedendole:”Perchè mi stai facendo questo?”. Gli altri ragazzi ascoltano Justin Bieber, e lui adora Bach e Rakmaninov. In qualsiasi posto vada è un conquistatore, entra nei cuori delle persone e fa amicizia con tutti, dagli adulti ai bambini piccoli. Brillante e spiritoso fa battute esilaranti e inventa barzellette. Ha una grande personalità. Naturalmente è vittima di bullismo, ma a scuola non fa niente nessuno.
    Non ho mai chiesto nulla agli insegnanti, se non di comportarsi come con qualsiasi altro alunno, perchè mio figlio deve imparare a convivere con questa società e può riuscirci senza soffocare la sua personalità, ma nonostante ciò non fanno altro che tormentarmi. Hanno cercato di trovargli qualsiasi tipo di disturbo per potersi disfare di lui. L’ultima volta una professoressa mi ha detto che deve avere le prove che mio figlio sia intelligente. Sono stata minacciata persino dalla direttrice che avrebbe chiesto l’intervento dei servizi sociali per farmi togliere la tutela dei miei figli se non sottoponevo mio figlio a estenuanti colloqui con psicologi, assistenti sociali e neuropsichiatri per fare richiesta dell’insegnante di sostegno per un’ora a settimana che doveva controllare durante i compiti in classe che egli non si distraesse e li portasse a termine. Certo io mi sono rifiutata, perchè non ha i requisiti per ottenere il sostegno e sarebbe stato un iter inutile, tanto più che il problema è facilmente risolvibile spostando mio figlio sulla cattedra accanto all’insegnante durante le verifiche. Direi che il sostegno debba andare a chi ne ha realmente bisogno. La scuola è un incubo, e non aiuta il fatto che io sia un’artista con le mie stranezze, e abitando in un paesino i miei figli vengono penalizzati da ciò. Quest’anno è in terza media e confido nel fatto che verrà promosso, non tanto per meriti, quanto perchè non vedono l’ora di liberarsi di lui. Io d’altro canto quest’anno ho deciso di cambiare strategia. Gli anni scorsi mi disperavo e mi arrabbiavo per la persecuzione che stiamo subendo da parte della scuola, ora invece ho imparato da mio figlio. Ho deciso di farli schiantare contro lo stesso muro che hanno costruito. Li farò impazzire! Sto usando lo stesso menefreghismo che ha mio figlio e devo dire che sto ottenendo dei risultati ottimi. Prima alzano la voce, poi quando con calma faccio loro capire che io NON cambierò direzione, allora si ammansiscono di colpo e diventano così collaborativi…. Basta semplicemente non riconoscere la loro autorità. Il mio consiglio per te è di fare altrettanto. Se gli insegnanti non seguono la legge e continuano a dare tanti compiti, sei tu che stabilisci a casa quanti fargliene fare. Quando ti chiameranno, con faccia di bronzo risponderai che si devono accontentare. Aivoglia a brontolare! Alla fine si rassegnano. Garantito! Un abbraccio forte…

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    • Complimenti Simona, e lascia che tuo figlio trovi il suo modo di vivere in questo mondo senza influenze da parte di una scuola tremendamente allo sbando, hai un tesoro nelle mani. Chi ha detto che tutto deve essere uniformato ? Meglio 1 come lui che mille “normali” che seguono un sistema e nel momento in cui non hanno piu’ tracce da seguire non sanno che fare.
      Buona continuazione !

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  30. ho letto che sei preoccupata per la mole di studio che ci sarà in futuro , capisco la tua preoccupazione era la mia, ma devi avere forza e fiducia perche tutto il lavoro che state facendo ora non serve solo per la scuola di ora, ma per la compensazione di domani. Spero di esserti utile con questa mia testimonianza.

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  31. carissima mi rattrista molto . ancora oggi sentire mamme ke vivono qst doloroso tormento …oggi mio figlio ha ventitre anni e Dio solo sa come abbiamo vissuto gli anni della scuola …ti dico solo ke da madre attenta io mi accorsi del problema di mio figlio dopo avere subito abusi e soprusi di ogni tipo ..entrambi…. io ero additata come mamma super protettiva e ne fui pure denunciata …e mio figlio fu fatto girare x tutta la scuola con le orecchie di asino a solo otto anni …cmq poverino e riuscito ad arrivare ad una qualifica del terzo anno superiore dopo tanto travaglio …ma dopo terapie e sostegni vari forniti solo da noi famiglia oggi e un ragazzo sereno e decisamente bene integrato sia lavorativamente ke socialmente e proprio come dicevi tu un ragazzo intelligente e pieno di grandi aspettative ……..ma a scuola mi sembrava un idraulico ke aggiustava tutto con i ferri dell’elettricista nn so se rendo l’idea …
    ANGELA SALERNO NAPOLI

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  32. Leggo solo adesso il tuo post che un’amica ha condiviso sul mio account facebook. Sono nella tua stessa identica situazione, ma per non farmi mancare nulla, ho entrambe le figlie dislessiche e disortogafiche. Entrambe certificate in terza elementare. La grande fa terza media e la piccola quarta elementare. Io stessa seppur non certificata, sono risultata disessica compensata a fronte di una batteria di test per adulti che mi è stata somministrata. (per forza ai miei tempi scolastici, o ti compesavi o mollavi, e io fortunatamente sono riuscita ad andare avanti). E’ dura, ma bisogna stringere i denti ed andare avanti, non so fin dove vorranno arrivare le mie figlie (la grande sostiene di volersi laureare e la piccola di voler fare la parrucchiera e il liceo linguistico, buffo eh ?), ma cercherò di sostenerle al massimo, io ce l’ho fatta e faticosamente mi sono laureata in informatica, non vedo perchè non dovrebbero farcela loro e tutti gli altri ragazzi. La cosa fondamentale secondo me è aiutarli a trovare il loro punto di forza e lavorare su quello.
    In bocca al lupo!

    PAOLA – VENARIA REALE (TO)

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  33. ti comprendo molto essendo padre 68 enne di un figlio di 14 anni conclamato dislessico da quando aveva 7 anni Ha avuto logopediste ,psicologhe, in quantita ma con veri scarsi risultati Non usa le compensazioni che conosce.,riesce a scrivere veloce e a 2 mani al computer ma non lo usa Io vivo per lui Quando è a scuola mi preparo x la lezione nel pomeriggio ma piu di 30 45 minuti non mi è presente e comincia a distrarsi anche con cio che non c è Fa la 3 media ha il PEP ma le professoresse poko lo seguono Non ha brutti voti e questo penso che invece di aiutarlo lo disaiuta Dice che ha buoni voti anche non studiando. Se non lo porto,con abbastanza sforzo a fare la lezione è capace di stare tutto il pomerriggio a giocare al computer , è una lotta tutti i giorni. Sua madre è come non esistesse(presa dal suo lavoro) Credimi sono affranto perche non vedo i risultati in cio che sto facendo x lui .Non so piu che fare ciao e scusami del tutto

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  34. Chi può capirti più di me che combatto la tua stessa battaglia e pensa che mio figlio adesso frequenta il primo liceo scientifico e sono solo e ripeto solo io a seguirlo nei compiti ,che ci impegnano tutti i pomeriggi ,compreso il sabato e la domenica.Ogni ciclo scolastico nuovo è una nuova battaglia da combattere con i professori per informarli sulla dislessia,ma fortunatamente fino adesso sono stati molto comprensivi ,cosa dirti la strada è lunga e ripida ,ma ce la faremo , tieni duro anche se sono molti i momenti di stanchezza ,ma questi ragazzi hanno bisogno di persone che credono in loro.

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  35. Care mamme e cari papà, temo siamo tutti e tanti nella stessa barca! Leggendo mi sembrava di averlo scritto io dalla prima all’ultima riga, salvo il fatto che sono mamma di un ragazzo e aggiungiamo la disortografia alle altre tre. Siamo alle superiori e, alla fine, abbiamo trovato una strada meno tortuosa cambiando rota più volte e approdando ad un corso regionale di operatore agrario. Almeno ora vedo la serenità negli occhi di mio figlio.

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  36. Ciao Mamma di Sofy.
    volevo scriverti per “consolarti” se questo può farlo. Io ho quasi metà secolo, e sono stato (almeno penso di esserlo) un bimbo dislessico disortografico.
    Sino a metà delle superiori ho dannato come pochi, alle elementari pensavano che fossi “deficiente” (mancante di qualcosa) ma dopo i test che mi avevano fatto fare, hanno potuto costatare che ero un bambino particolarmente sveglio, con ottima memoria visiva ed intelligente sopra la media. Ma i dettati, o le letture ad alta voce erano le mie tragedie (sai quante prese in giro da tutti, insegnati compresi !!). La malattia, se così si può dire, NON esisteva ai temi … sic …
    Comunque ce l’ho fatta, anche bene mi sono diplomato, ho Fatto l’università alla Bocconi, ed ora sono un Imprenditore felice !!!
    (si NON leggo ancora in pubblico, non ce la farei ancora, ma sia per la scrittura ho migliorato tantissimo … faccio ancora qualche errore … ma sai tra correttori word ed “errori di di digitazione” me la cavo sempre)
    Quindi un MIO consiglio, NON farla sentire “diversa”, consigliale di NON leggere in pubblico, e di leggere per conto suo, guardando come viene scritto il libro, cioè come lo scrittore compone le frasi, questo a me è servito molto di più che un insegnate giuro.
    Un grosso in bocca al lupo alla Sofy, vedrai che a 15 anni cambierà poi tutto. (almeno te glielo auguro)

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  37. Ho letto con molta attenzione questo articolo, non sono un genitore di un bimbo dislessico, ma conosco molto bene l’argomento, essendolo stato.
    Oggi ho 39 anni e ai miei tempi, si parlava e si conosceva molto poco della dislessia o comunque nn esistevano normative in merito.
    Ho scoperto da solo di avere difficoltà, il mio campanello d’allarme?
    sono state le maledette tabelline, non riuscivo a memorizzarle, non capivo il perché, sapevo di impegnarmi ad impararle e a memorizzarle, ricordo, trascorrevo le intere estati ad impararle e a ripeterle fino allo sfinimento, ma puntualmente ad ottobre resettavo tutto.
    Il timore più grande però era di leggere in classe ad alta voce, saltavo le parole e talvolta le righe, temevo che questo potesse esser frainteso e quindi deriso per la mia ignoranza, non ho mai però pensato al fatto di risultare ritardato, sapevo di non esserlo, anzi ero ben consapevole di avere un intelligenza veloce, di esser scaltro e lungimirante.
    Dunque, non so come io abbia fatto, ma ho sempre trovato il modo di evitare questo spettacolo penoso, trovando mille escamotage per nascondere a tutti questo ” problema “, molte volte giocavo d’anticipo, chiedevo io di iniziare a leggere il nuovo capitolo di storia, quello che a casa avevo letto tante di quelle volte che quasi conoscevo a memoria, per i compiti scritti la situazione era un po’ più complicata, soprattutto alle scuole medie, ma compensavo così bene agli orali che confondevo gli insegnanti, attribuendomi gli errori a distrazione, talvolta chiedevo a qualche compagno di leggere il mio compito prima di consegnarlo, senza spiegare perché, ovviamente lo chiedevo al più bravo sapendo che mi avrebbe fatto notare gli errori.
    La situazione si complicò alla scuola superiore, più difficile da gestire.
    A quel punto avevo capito perfettamente di esser dislessico, per cui decisi di convocare parte dei miei prof.e spiegai loro la situazione, chiedendo anche di nn aver nessun tipo di agevolazione, solo quella di non leggere ad alta voce in classe e alla mia insegnante di letteratura italiana di valutare il contenuto dei miei elaborati e non gli eventuali errori o omissioni di consonanti ecc ecc, le regalai un libro sull argomento che avevo straletto è sottolineato nelle parti in cui mi riconoscevo, é inutile dire che ho avuto fortuna ad incontrare dei bravi insegnanti, sono stato molto amato da loro, avevano perfettamente compreso le mie difficoltà.
    Ho terminato le superiori con ottima votazione, poi mi sono iscritto all’ università, uscito con la lode, poi ho voluto sfidare me stesso e mi sono iscritto ad un corso di recitazione, ho fatto l’attore, sapendo che ai provini il più delle volte mi avrebbero dato da leggere al momento parti di copioni e sceneggiature ,la prima volta che mi capitó, ricordo, mi feci venire la febbre a 39 e dovetti rinunciare ( potere della mente sul corpo) ma sapevo anche bene che avrei potuto incanalare questa difficoltà in altro e utilizzarla a mio favore, e così fu, iniziai a vincere provini e a lavorare. Oggi per altre motivazioni e per mia scelta mi occupo di altro.

    Vi ho riportato la mia esperienza, solo per dire a voi mamme, onestamente e sinceramente che questo diverso modo di apprendere e risolvere da subito alcune complicazioni, mi ha reso incredibilmente creativo, ho sviluppato tante altre qualità, che probabilmente non avrei mai affinato, se non fossi stato un bimbo dislessico.

    …. Ancora una cosa, ho scoperto da poco che la dislessia è ereditaria, quando ho letto questo articolo, ho indagato e scoperto che mio padre lo era….

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    • sono una mamma molto disperata…la mia bambina di 7 anni,cosi’ intelligente e scaltra ,in seconda elementare e’ lenta a leggere e legge male,inverte sillabe o le transporta,conta male soprattutto le sottrazioni,scrive una frase tutta attaccata ….potrei dire tante altre cose di cui io mi sono accorta e non la maestra!mi sono informata e la sto facendo seguire da una logopedista e psicomotricista di mia iniziativa perché la maestra dice che e’ solo immatura,non l’ha mai trattata male in verita’ apparentemente fino all’altro ieri quando sul quaderno di matematica c’era una prova a tempo che prevedeva la risposta a tabelline tutte mischiate con risposta entro 5 secondi,ed in cui non e’ riuscita ovviamente,sotto alla pagina in caratteri cubitali c’era scritto STUDIA!!!vado solo per dirle che noi tutti i pomeriggi STUDIAMO per ore intere e ovviamente e’ colpa mia ,sono ansiosa,e tutte le colpe che si possono dare ad una mamma che gia’ ha il cuore spezzato.il pomeriggio la bambina non e’ riuscita ad organizzarsi il quaderno per un esesrcizio e la maestra le ha preso la penna da mano le ha deppennato tutto il foglio con una durezza da romperlo e poi addirittura glielo ha strappato solo perché la bambina non l’aveva seguita proprio…la metterei al bando.M a io per tutelare questa bambina come devo muovermi????????????tutti mi dicono non fare nulla perché e’ peggio per la bambina che deve stare con la maestra tutta una giornata ,ma e’ mai possibile?questo e’ un inferno

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      • scusate poi vorrei anche lasciare un commento positivo sulla vita che possono avere questi piccolini….mio marito vedendo i problemi della nostra grazia,si e’ fatto un’idea:anche io sono stato un bambino dislessico!non lo sapeva,mi ha raccontato ,ma non leggevo come gli altri non contavo alla perfezione,scrivevo malissimo ed e’ dire poco.alle superiori la prof.si arrabbiava con lui perché all’orale andava bene senza neanche aprire il libro,perche’ lui dice di non aver MAI aperto un libro per studiare,mentre allo scritto chissa’ perché aveva sol 3 e 4 .senza saperlo si e’ diplomato conduce una vita ricca di soddisfazioni ed e’ ingegnoso in tutte le cose che fa,e’ un uomo felice ed orgoglioso di sé…un saluto a tutti questi bambini piu’ che normali che hanno delle difficolta’…vi amo tutti e forza che ce la faremo contro tutta questa ignoranza

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  38. Ho letto ora il post.Tua figlia la capisco bene nella sua fatica a scuola.Abbiamo degli amici con il tuo stesso problema. E’ vero che purtroppo la scuola, cioè gli insegnanti a volte non sono in grado di gestire situazioni particolari. Manca, secondo me, la preparazione ad affrontare temi e bisogni specifici di certi ragazzi, che dovrebbero essere seguiti adeguatamente E’ un diritto calpestato, vuoi talvolta anche per poco buon senso, molta ignoranza e disinteresse verso il problema, aggiunto poi a quello che dici tu su leggi , testi ignorati e non considerati, e così via. Sentivo giorni fa che anche l’epilessia è una malattia che a scuola non è per nulla seguita come dovrebbe. Ci sarebbero dei corsi di pronto soccorso, almeno con le più elementari norme per far fronte ad episodi in classe. Tutte cose che non vengono per nulla prese in considerazione anche per paure e incertezze. E’ un discorso comunque complicato , ma vorrei dire a tua figlia: ”hai vicino una mamma coraggiosa che ti aiuterà sempre e di cui ti puoi fidare”. Un bacio a tutte e due. Isabella

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  39. Cara mamma, mentre leggevo credevo di essere io quella mamma. Ho un armadio pieno di libri, ho fatto corsi e mi rattristo come te perchè convivo con dislessia, discalculia e disortografia! Non sei sola, ti capisco e lottiamo ogni giorno avendo ben chiaro cosa fare, ma sperando che chi ha in carico i nostri figli si impegni un pò di più ad imparare. Teniamo duro! Un caro saluto.

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  40. Provo a rispondere alla tua domanda <> e provo a farlo secondo quello che è il mio personale pensiero. Credo che gli insegnanti di vecchia generazione hanno ormai consolidato un metodo che applicano da anni e soltanto una rimessa in discussione di esso, con umiltà e impegno, può portarli ad adeguarsi a nuovi strumenti e a nuove soluzioni, con cui si cerca di affrontare i problemi di sempre (oggi si chiamano dislessia, disgrafia, discalculia, iperattività ecc… prima non avevano questi nomi, ma le problematiche erano le stesse). Gli insegnanti di nuova generazione invece sono magari anche preparati da curriculum ad affrontare i DSA, ma nella realtà, mancano dell’esperienza necessaria per trattare queste problematiche. Tra gli uni e gli altri c’è il singolo insegnante che, per passione e coscienza, mette in discussione prima se stesso, il proprio percorso e il proprio metodo per capire come aiutare e per andare incontro e supportare ogni singola personalità in formazione verso la propria realizzazione (e magari gli insegnanti fossero tutti cosi!).
    Resta di fondamentale importanza parlare e informare circa i disturbi dell’apprendimento per far conoscere queste problematiche in modo corretto ed eliminare i pregiudizi ad esse legati.

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  41. Carissimae/i, Sono un vecchio dislessico compensato eppure ho lavorato e lavoro come consulente editoriale. Un incubo i miei ricordi di scuola di molti anni fa, quando (dislessico non riconosciuto) dovevo leggere a voce alta in classe. Erano gli anni ’60 e neppure si aveva idea di cosa fosse la DISLESSIA. Ma ora esiste una LEGGE sui DSA – Legge 8 ottobre 2010, n. 170 – e la scuola deve accertare i DSA o i Bisogni educativi speciali! Nei casi di iscrizioni di alunni con Dsa “le scuole devono comunque assicurare le idonee misure compensative e dispensative, attuando i necessari interventi per il successo formativo e attivando percorsi di didattica individualizzata e personalizzata anche ricorrendo a strumenti compensativi e misure dispensative”.
    Per fortuna, rispetto al passato, tanto si sta muovendo anche nell’universo dei caratteri agevolanti per le difficotlà di lettura. Un consiglio? EasyReading, che uso. Giarda qui, il video mostra difficoltà e soluzioni ed è anche DIVERTENTE: http://youtu.be/njWAxeGeB6E
    massimo rondi
    tramite EAM

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  42. cara Stefi
    sono ultima ma spero con un sorriso per te.
    La figlia piccola di mio fratello e dislessica e se ne sono accorti quando aveva 6 anni alla prova scolastica. La scuola l’ha molto aiutata ed è in cura presso un centro specializzato ancora oggi.
    Ha 13 anni ed ha superato con alti e bassi tutto il suo percorso scolastico sapendo che a lei studiare costavo il doppio ma che gli insegnati avrebbero valutato i suoi sforzi. L’aiuto del pc per scrivere e della calcolatrice sono assolutamente accettati dagli insegnanti.
    L’indirizzo che ora ha preso è pedagogia!!!
    Non ti angustiare e sopratutto punta i piedi con gli insegnanti se non ‘ce sentono’ e trova nella tua zona (io parlo di Roma) dei centri specializzati per il sostegno.
    sheraunabbraccioeunaugurio 😉

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  43. Chiedo l’autorizzazione di pubblicare questo suo sfogo sul mio sito citando la fonte (collegamento ipertestuale a questa pagina). Scrivo e raccolgo notizie su dsa, bambini e scuola.
    Grazie MammaMary

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    • Questo mio sfogo è a sua disposizione perché è pubblico. Lo utilizzi serenamente, è già stato abbondantemente cliccato dai principali utenti dei social network.
      Grazie a lei…
      Stefania Diedolo

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  44. Mio figlio certificato disortografico dalla seconda elementare ha iniziato la prima media…la professoressa di matematica assolutamente incapace nel trattare i ragazzi senza problemi è ancora peggio con chi è bisognoso di stimoli positivi oltrechè di spiegazioni mirate.Secondo lei questa storia della dislessia ora è un’assurdità…Gli sbatte addosso dei 3 e delle note dicendogli di fare bene tutti i compiti sul quaderno non solo quelli sul libro,compiti che ha sempre svolto in maniera completa come gli altri,senza riduzioni,meritevole per questo di complimenti e non di rimproveri fuori luogo e ingiustificati.Procede in base alle simpatie personali,se un altro gli è più simpatico o gli è più simpatica la madre allora si fa in 4 per aiutarlo,mentre chi ha diritto ad un aiuto in più (non che gli altri non ce l’abbiano ma per lui c’è una documentazione ufficiale e addirittura una legge dello stato) lei lo massacra.E mi consigliano di non dirle nulla perchè “lei è proprio così!Uhhh farebbe peggio!”.Questo proprio non è giusto!Quando mio figlio mi racconta provo un odio che non ho mai provato per nessuno e mi vergogno, vista la mia base cristiana, di provare quel sentimento.Non è giusto che mio figlio debba essere trattato così,non è giusto che lui debba cambiare scuola per evitarla!Non so come procedere,ho paura parlandole di peggiorare le cose e mi dispiace troppo fargli cambiare scuola dato che lui non vuole lasciare i suoi compagni.

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    • Sally lei deve immediatamente chiedere un incontro col dirigente scolastico. Porti con sè il neuropsichiatra/psicologo/psicomotricista che segue suo figlio e lo ha certificato, faccia valere i diritti del suo ragazzo e minacci denunce. La legge c’è e va rispettata. Entro il 30/11 dovrebbero chiamarla per farle sottoscrivere il PDP, quando è a scuola parli, dica tutto e non si preoccupi di danneggiare ulteriormente suo figlio. Sinceramente peggio di ciò che mi descrive non saprei immaginare. Sono mortificata sia come mamma di una studente DSA che come italiana.
      Stefania Diedolo

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  45. Sally ha ragione Stefania. Io sono papà di due ragazzi con lo stesso problema e lasciando perdere le odisse che ognuno di noi ha vissuto in queste situazioni ti posso assicurare che la legge è dalla tua parte e il tuo ragazzo ha molti diritti che vanno solo fatti eseguire da chi ne è preposto, in questo caso il dirigente scolastico. Innanzitutto assicurati di avere il numero di protocollo di registrazione della tua certificazione presso la scuola, perchè spesso non protocollano fino a che non glielo si chiede, dopo di che con il numero di protocollo in mano puoi tranquillamente appellarti al provveditorato qual’ora il dirigente scolastico non sistemi la faccenda, e fidati, la sistema altrimenti incorre in sanzioni non indifferenti.
    Buona fortuna e fatti forza perchè all’inizio è sempre un cammino in salita.
    Maurizio

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    • cara Sally, leggo che siamo tutti nella stessa barca, o per lo meno io lo sono stata.
      La legge è dalla nostra, ma bisogna usarla bene. Scrivi un diario e proprio quando non ne puoi più scrivi a scuola, alla preside (che è la referente della legge) e visto che conosci a menadito la legge 170 e le sue linee guida appunta nella lettera minuziosamente in che modo la legge è stata disattesa nei singoli episodi. Poi manda tutto alla scuola , intestato alla preside con raccomandata con ricevuta di ritorno. Vale come un protocollo. Se hai problemi l’AID ha anche una consulenza di avvocati e ricorda che il primo testimone dei fatti sono proprio i ragazzi, non serve un testimone in classe .

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  46. Anch’io vivo la tua situazione e penso che dobbiamo sperare solo nell’incontro di docenti preparati professionalmente e sensibili. 2 docenti di mio figlio sono eccellenti ma una sta distruggendo mio figlio e me. Non ti dico i momenti di disperazione. Auguri reciproci.

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    • Ciao Erminia, hai ragione: la differenza la fanno i docenti. Mia figlia da due anni frequenta un liceo paritario assolutamente preparato a gestire le peculiarità dei nostri ragazzi e ti garantisco che la vita può cambiare. Sì, mia figlia ha sempre bisogno delle sue dispense e strumenti compensativi, ma siamo in Paradiso rispetto agli anni passati. Un consiglio: ricorda alla prof in questione che esiste una legge, la 170 e che se non la applica rischia di essere chiamata a risponderne. Poi, chiedi un colloquio con il Dirigente scolastico e mettilo di fronte alla realtà. Ci penserà lui a riallineare l’atteggiamento degli insegnanti che non sono professionalmente preparati sull’argomento. Tanti auguri. Stefania

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  47. Mia figlia è stata oggetto di bullismo alle elementari, in prima media ho scoperto checera dislessica, i professori non rispettano il PDP, quella di geografia detta appunti che mia figlia non riesce a scrivere e quella di italiano non vuole che tocchi alcun oggetto, altrimenti si distrae…. Ho spiegato che è un viatico per controllare la tensione, ma parlo col muro…. Grazie a me, sta andando bene a scuola e loro continuano a dire che deve farli da sola, oche, un branco di oche. Seguono corsi di aggiornamento ma non apprendono nulla, arroccate sulle loro convinzioni e troppo cariatidi per essere al passo. Se avete consigli sarò lieta di leggerli. Grazie, un po’ aiuta sapere che tutte condividiamo una battaglia in un mondo di presuntuosi. Auguri a tutte e forza

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