Mamma guarda! Uno spot sulla dislessia. Finalmente i miei amici sapranno…

Tempo fa scrissi un post sfogo sulla dislessia, basandomi sulla mia esperienza quotidiana di mamma alle prese con una figlia e la sua diagnosi. Quando lo resi pubblico ero in piena crisi, le preoccupazioni e le domande erano camere a gas dove faticavo a districarmi. Onestamente devo dirvi che sul momento non mi ero ben resa conto di quanto stavo per rendere visibile a tutti, mi sentivo un caso umano solo e profondamente disadattato. A distanza di tre mesi sono obbligata a riprendere quell’articolo e porgere a tutti i miei più sentiti ringraziamenti. Le mie parole hanno dato il via ad una catena umana di solidarietà talmente lunga, che mi è stato impossibile contraccambiare il calore ricevuto singolarmente. Per chi non avesse letto il post lo può trovare qui.

E’ stato leggendo i commenti e le mail delle  tante persone che  hanno voluto lasciarmi consigli, percorsi, indicazioni e testimonianze, che ho finalmente compreso quanto io e lei non siamo affatto sole nella nostra battaglia quotidiana. Siamo un numero impressionante di genitori a condividere tutti i giorni con i nostri figli il percorso scolastico minato che è la loro vita.

I ringraziamenti di oggi sono per tutti i genitori che hanno commentato, chi ha solo visionato (ho contato un numero impressionante di like tramite facebook, ben 3.200), chi ha voluto raccontarmi la sua esperienza, chi mi conosce tramite wordpress ed ha desiderato consolarmi, chi nel ruolo di insegnante ha avuto il coraggio di esprimere le sue frustrazioni.

In questi giorni sta andando in onda questo spot dell’AID:

quando mia figlia lo ha visto ha sorriso ed esclamato:<<Finalmente uno spot pubblicitario che vedranno anche i miei compagni di scuola>>, sul momento non avevo compreso il suo dire. Poi ho capito e mi si è stretto il cuore.

Ormai lo sanno tutti che mi definisco una “bancaria per caso”, ma da alcuni anni trasformo le mie frustrazioni in passioni. L’arte di scrivere è una di queste.  Sino ad oggi ho sempre parlato del mio ultimo romanzo: “Bocca di Lupa“, come di un thriller psicologico dove gli amori socialmente discutibili snodano una trama fitta di inganni e misteri.

Ques’oggi voglio aggiungere che non è un caso se Anna, una delle protagoniste, è affetta da dislessia. Durante la creazione del personaggio ho utilizzato la sua anima per dare voce a mia figlia! L’opera, per chi ormai me lo sta chiedendo da più parti,  non è un saggio dedicato al fenomeno Dsa, è solo un romanzo di fantasia, ma come madre mi son presa la più totale libertà di dire ciò che pensa, vive e soffre realmente chi è affetto da dislessia, discalculia, disortografia e disgrafia. Sono parole perfino difficili da scrivere, figurarsi da comprendere e spiegare ad un bambino che vuole solo andare a scuola.

Come dice il Dott.Finzi in “Bocca di lupa“, con specifico riferimento agli sfottò dei compagni di classe di Anna:<<I mediocri che si credono speciali, sono solo bestie da terza elementare>>.

Estratto da "Bocca di lupa"

47 thoughts on “Mamma guarda! Uno spot sulla dislessia. Finalmente i miei amici sapranno…

  1. C’è tanta ignoranza su questa e tante altre malattie che hanno solo necessità di una attenzione particolare per trovare il metodo giusto nell’apprendimento…..ma che non hanno nessuna connessione con l’intelligenza…..anzi 😉 E’ questo che, giustamente, vuol fare capire lo spot…..e speriamo davvero che serva! 🙂

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    • Ciao cara Silvia!
      Perdonami se ti “correggo”, non lo faccio per pignoleria, ma per i ragazzi dsa e per l’AID che tanto ha lottato in questi anni. La dislessia non è una malattia. È una caratteristica dell’individuo.
      In ogni caso, siccome ti conosco, ho ben compreso il tuo punto di vista e cosa volevi esprimere, tant’è che condivido pienamente le tue parole e ti ringrazio per la sensibilità che sempre dimostri.
      Ricordi? Una volta i mancini si credevano da curare.
      Viviamo al manicomio.
      Un bacio
      Stefy

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  2. Cara e dolce amica. Questi sono i casi in cui il Web diventa un utile servizio sociale per far comprendere meglio problemi che sociali sono.
    Ciao, Stefy a te ed a tua figlia un forte abbraccio. Osv.

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  3. Cara e sensibile Stefania, non sei sola. Io ho mia nipote ora anni 13 che ha questi disagi, curati da un bravissimo medico qua di reggio emilai che segue da anni. ha migliorato tanto, è i nterza media e si avvale di un computer per lo studio e per fare i compiti. E’ molto intelligente comunque e raggiunge ottimi risultati a scuola! Altri due figli di due carissimi amici gli stessi tipi di disagio, certo che i genitori all’inizio erano impreparati ma poi, piano piano hanno imparato a convivere con queste problematiche.La figura del medico è essenziale, l’appoggio dei genitori e la sensibilità di insegnanti e compagni di classe è essenziale: non sono bambini o ragazzi diversi secondo il mio parere. hanno caratteristiche diverse dalle mie e dalle tue, pertanto vanno trattati, al pari di altri ragazzi. Pur seguendoli, amandoli e favorendo loro il percorso scolastico con strumenti appositi.Io non conosco nel dettaglio questi disagi, ma in tutta onestà e senza volerti dire parole banali, tua figlia è una bambina o ragazzina (non so l’età!) molto fortunata. Da grande sarà felice e raggiungerà i risultati che vorrà raggiungere, perchè al fianco ha una mamma attenta ed intelligente come la sua. Buon sabato pomeriggio, Fabiana.

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  4. Bellissimo leggere come questo strano mondo virtuale, di cui spesso si abusa nel peggiore dei modi, possa anche essere trasformato in un meraviglioso scambio di esperienze e solidarietà…
    Un abbraccio a te e alla tua piccola,
    Ilaria.

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  5. Vabè che sono nel periodo lacrima facile, ma questo video è di una tenerezza immensa! Sono contenta che nei momenti di difficoltà hai trovato tante persone solidali e che ti sono state vicine. E poi è così bello e umano che ringrazi le persone che ti sono state accanto. Sembra una cosa banale, in realtà i ringraziamenti sinceri sono una cosa meravigliosa. BaciBaci.

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  6. ciao Stefania,
    non ho capito una cosa, i personaggi simpaticamente menzionati nello spot erano tutti dislessici, oppure il messaggio intende dire che esserlo non preclude traguardi, nemmeno i più ambiziosi???

    TADS

    ps: guarito il dito?

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    • Buongiorno esimio😄 i personaggi erano tutti dislessici famosi del passato, a significare che chi è affetto da dsa non è da trattare come un asinello. Anzi… (mia figlia, nel mio piccolo, ha delle doti legate all’arte della comunicazione/recitazione: strabilianti).
      Il dito è sempre fasciato, ma sto un po’ meglio. Grazie😄
      Ti abbraccio
      S

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      • Qualche anno fa è stato pubblicato un libro dal titolo “storie di normale dislessia” di Grenci e Zanoni.
        Edizioni angolo Manzoni. È la storia di 15 dislessici famosi raccontati ai ragazzi, si narra di Einstein, Lennon e via a seguire con Michelangelo…ecc.
        Per mia figlia leggerlo fu una sferzata in bonis al l’autostima😄

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  7. Un bel video, tra tutti quelli che si trovano in rete unito alla tua presentazione mi ha commosso.
    Oggi in molte realtà se non sei “allineato” vieni estromesso dal gruppo, bisogna pensare e credere più avanti del gruppo perché l’obiettivo alla fine è allinearsi con se stessi, gli altri sono di contorno alla nostra vita.
    Brava la figlia e brava la mamma 🙂

    Ho cliccato qui “mi piace”, ciao.

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    • Grazie Drimer, per quanto scrivi e per il concetto di allineamento con se stessi.
      Non essere centrati genera un mal di vivere doloroso quanto sprecato.
      Un’infamia alla vita. Io clicco mi piace alle tue parole.
      Stefy

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    • Grazie!!!!😄 sono onorata.

      “questa cosa dei premi prima o poi dovrò corrisponderla. Devo inventarmi un post (senza award) dove ringrazio tutti i blogger e nomino tutti uno x uno: perché siamo dei fenomeni e questa piattaforma a noi ci piace troppo!”

      – pensavo ad alta voce, Martina!! –

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  8. Il mondo dei dislessici è diverso da quello dei “normali”, riescono a tradurre la vita e a esprimerla in maniera anticonformista, ecco perché molti dislessici sono artisti da Mozart a Mika, da Agatha Christie a Walt Disney… Un abbraccio.

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  9. Buonasera, per caso ho letto il tuo post e, solo oggi, anche l’ altro.La dislessia è entrata a far parte della mia vita 22 anni fa quando il mio primo figlio ha iniziato le scuole elementari. L’ AID ancora non c’era e non c’era nemmeno la possibilità di reperire informazioni come avviene oggi.In questi 22 anni ho accompagnato nel loro percorso di vita, spesso duro e doloroso, lui ed altri due splendidi figli dys scoprendo che anche mio padre lo era e quasi certamente lo sono anche io. Questo per dirti che ti comprendo e per chiederti di accettare un piccolo suggerimento.Non scrivere più che tua figlia, o la protagonista del tuo libro, è affetta da dislessia.Come hai detto tu stessa, non è una malattia. I miei figli e tua figlia non sono affetti da dislessia, sono dislessici. Sembra una sottigliezza ma non lo è, E’ il vero cambio di prospettiva.

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    • Buonasera Giulietta. La ringrazio per la precisazione che terrò in debito conto, ma son talmente dentro alla materia a beneficio di mia figlia, che ormai le sottigliezze le ho sinceramente abbandonate.
      La praticità domina il mio quotidiano.
      Per me che Sofy sia dsa o sia affetta da dsa non mi sposta il fatto che sia una bimba speciale.
      Ciò che oggi mi interessa più di tutto è che il diritto allo studio dei nostri figli sia garantito a norma di legge, che i professori comprendano le difficoltà dei ragazzi e che ci siano d’aiuto, non di ostacolo, che i compagni di scuola la smettano di giudicare i loro compagni di classe dsa come “asini” perchè ormai siamo nel 2014, il mondo sta andando avanti e le loro micro-teste non possono restare ancorate ad antichi retaggi di antiche convinzioni di antichi luoghi comuni e via discorrendo.
      Io vorrei cambiasse la prospettiva che ha la gente comune sull’argomento. La gente che nemmeno sa cos’è l’Aid o la sofferenza quotidiana di un bambino che torna da scuola in lacrime perchè ogni tre per due lo fanno sentire un deficiente.
      Auspico ad un cambio di prospettiva globale che non si fondi sulle parole, ma sui comportamenti.
      Sarà pure un’utopia, ma quando mia figlia torna da scuola vorrei rientrasse a casa col sorriso. Cosa che capita molto raramente.
      Grazie per la sua testimonianza.
      Un caro saluto
      Stefania Diedolo

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  10. Quando mio figlio mi ha detto che si sentiva diverso dai suoi compagni gli ho risposto: amore mio, grazie al cielo siamo tutti diversi. In questo mondo non troverai mai una persone uguale a te, al massimo sarete affini e allora sarà amore e amicizia.
    La Storia ricorda solo i diversi.
    Un abbraccio
    Andrea

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