Non ti amo più

soloOgni riferimento a cose, persone o fatti
realmente accaduti:
è puramente casuale.

“Quello che sto per confessarti non è cosa da tutti i giorni, ne sono consapevole, ma non riesco più a offuscarmi dietro chimere o racconti immaginari. Forse è meglio se ti metti seduto. Temo tu possa sentirti male a causa delle mie parole. Fingere di avere una roccia al posto del cuore mi sta appesantendo la vita, l’unica che possiedo e mai avrò. Ti par giusto che io la consumi nell’ombra solo perché il mio cuore ha smesso di amarti? Non l’ho scelto in modo razionale, quando ti ho donato la mia anima avevo sperato fosse un per sempre, ma nell’esatto istante in cui non ti ho più sentito dentro è normale ch’io abbia iniziato ad esitare di me stessa. È necessario tu sappia che il mio volerti bene è integro. Probabilmente poco t’importa, ma è questo tipo di bene che, come un inganno, tende a legarmi alla tua vita e mi trattiene dal ferirti eccessivamente. Sappi che, per come mi hai trattata, meriteresti l’inferno. Poco dopo essermi disinnamorata… ti ho odiato. E’ adulto ammetterlo e non desidero sottintendere la veridicità delle mie emozioni. Avevamo un amore bellissimo che mai avrei voluto perdere, ma la fiamma che ardeva nel mio cuore si è spenta perché di sorpresa hai iniziato a piovermi addosso. Non m’avevi mai confessato che nella tua essenza si annidasse anche un cielo ingombro di nubi nere e stratificate. Ho resistito al pesante diluviare finché mi è stato possibile, ma quando hai iniziato a dilagare in modo scomposto… mi son dovuta salvare. Stavo annegando. È stato quel persistente abusare della mia tolleranza ad aver decretato la morte definitiva di ogni pulsione sana ed innocente che mi portava felice ovunque tu fossi. Raccontata in tal modo pare io ti stia dando la responsabilità di ogni evento che per malaugurata sorte ci ha visti distrutti e perdenti. In verità sono venuta a cercarti per chiederti scusa. Mi assumo responsabilmente le mie colpe giacchè la causa del nostro fallimento è da ricercare nella reciproca mancata accettazione di ciò che siamo e che mai diversi potrà incontrarci, nella tragica consapevolezza che pretendere di modificarci ha inficiato il nostro condividere e le nostre affinità.  Ciò nonostante e soppesata la presa di coscienza che distribuisce in parti eque il principio della fine del nostro ventennale matrimonio, non intendo perdonare la durezza con cui hai reagito al mio non desiderarti più. Mi hai minacciata, perseguitata, ferita e ossessionata. Riesci a rendertene conto anche solo quel minimo che basta, oppure anche queste libere attività del tuo io irrazionale sono il simbolo dell’amore puro che dici di nutrire per me? Nel mio mancato perdono si cela la freddezza con cui ti parlo e non desidero più tu abbia un ruolo nella mia vita. Amare non significa possedere con forza di volontà mentale ogni ambito del vivere altrui, comprese le intenzioni e le scelte quotidiane. Amare significa desiderare la felicità dell’amato. Io ti volevo felice, ma tu non hai saputo apprezzare ciò che avevi perché sei un uomo capriccioso ed insoddisfatto. Non so se in tutti questi anni mi hai mai veramente amata, son trascorsi mesi dal nostro ultimo bacio, ma di te mi è rimasta impressa sulla pelle, come una cicatrice indelebile… la tua malsana gelosia. Avrei dovuto misurarla meglio sin dal principio degli eventi, avrei dovuto calcolarti come fanno i commercianti con i prezzi delle derrate alimentari al mercato, ma ti amavo troppo e perdonare le tua invadente intraprendenza era divenuta un’abitudine che non avrei mai dovuto incoraggiare. Se nel cuore hai sempre avuto un posto privilegiato, nella testa hai iniziato a perdere terreno quando dalla bocca ti sono sfuggite le prime parole funeste, dove la reale volontà di vedermi crollare come una torre ha preso il sopravvento sul controllo dei tuoi tanto sventagliati sentimenti. Attraverso la tua ira ho conosciuto lati oscuri di te che mai avrei creduto potessero appartenerti o ipotizzato tu sapessi gestire e alimentare. Se penso che sei sempre stato il principio dei miei sogni più arditi, mi rammarico di come il raziocinio che governa il mio fare, sia rimasto soggiogato dal tuo charme fino al punto da cessare l’attività di controllo sulle mie gesta ed i miei sensi per così tanti anni. Non ti amo più, Lorenzo. Non ti amo più. Ora l’ho compreso. Un giorno ti renderai conto che l’amore può essere eterno solo se non viene distrutto il principio del suo fluire. Se mai avrà luogo un tempo in cui un’altra donna farà a te ciò che tu hai fatto a me, io tornerò a cercarti perché quello sarà il giusto tempo in cui potremmo tentare d’essere amici. Per adesso non vedo alcuna possibilità per noi. Io non sono più la stessa donna che dici di amare. Tu, al contrario, sei l’uomo che sei sempre stato perché ti manca l’umiltà di saper cambiare”.

non ti amo più

dal romanzo in ideazione “Carmelita Marchesi: memorie di una donna”

30 thoughts on “Non ti amo più

  1. Ho scritto t’amo sulla sabbia …..
    …..del gatto!!

    Spesso è vero, si passa (apparentemente) improvvisamente dall’amore all’odio, e non solo quando si viene lasciati, ma anche quando un amore finisce per nostra decisione. E in effetti il nostro odio solo all’apparenza (mi ripeto) è riversato su una persona, in realtà odiamo l’aver lasciato che le condizioni mutassero e noi stessi per averlo permesso.

    Mi piace

    • Ciao Fedi. Per esperienza personale ho scoperto che non so odiare. Il mio saper voler bene va oltre ogni forma di astio. Diciamo che posso diventare intollerante, ma questa è un’altra storia.
      Un abbraccio
      S

      Mi piace

  2. ” l’amore può essere eterno solo se non viene distrutto il principio del suo fluire” ecco, secondo me si concentra tutto qui. l’amore non è possesso anzi, è saper lasciare libertà proprio per amore, costi quel che costi.
    un abbraccio. Lud

    Mi piace

  3. L’amore dura irragionevolmente, ed è amore, finchè non si comincia con i distinguo, quando ci si accorge dell’impossibilità di avvicinare l’altro-a al nostro sentire profondo.

    sherazadel’amorebruttabestiaffamata

    Mi piace

    • Ciao Sherazade. Io non lo so più QUANDO è amore. Una cosa è certa: ciò che agogni per eternità non dura mai. L’amore, la gioia, la serenità, l’equilibrio, la passione. Un pò come la vita… che oggi ami e baci e domani sei al cimitero.

      Non è impossibile avvicinare l’amato al nostro sentire profondo, è impossibile sperare che abbia il medesimo sentire e che voglia condividerlo per l’eternità.

      Mi piace

      • Signora
        quella che tu chiami ‘eternità’ io ho sempre saputo (e riscontrato) quanto fosse autentica nella sua ‘temporalità’.
        Io ammetto la reciproca buona volontà se si è da subito onesti, ma proprio questa onestà è la lancetta che segna il tempo.
        L’intesità è il mio ‘persempre’ in amore. Infatti non ho più voluto convivenze dopo un matrimonio di un anno e un figlio.
        L’amore e la passione e anche la condivisione intellettuale si espletano al loro meglio praticando il motto “Ognuno a casa sua”.

        sheramoltomenospietatadiquelchepare

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...