Non siamo niente

donna-bambina con la valigiaRientrare da un viaggio e tenersi addosso tutto… è un’esclusiva della mia audacia. Se mi scruto riflessa nella vetrina di un negozio con la valigia in una mano, nell’altra porto volti, sorrisi, magliette, pensieri. Il vento, solo il vento non l’ho mai saputo veramente tener stretto. Quella mutabilità che da sempre urla dal di dentro e mi cambia i battiti, fluisce veloce verso il sangue, porta inferni di pioggia ed improvvisi paradisi. Ho pensieri che precipitano veloci, senza tregua. Risposte più del dovuto. Domande smarrite tra le pieghe della logica svenduta. La valigia pesa, la vita è una danza e noi non siamo niente. Un niente che mai potrà restare chiuso in questa stanza. Mi guardo le mani magre, i bracciali di pietra di luce, i piedi scalzi. Sono ancora io. Un’altra volta. Sulle spalle un destino che spinge. Nel petto i rumori di un silenzio che illude e raggi di un flebile sole che la vita ostinata dipinge.pesi

27 thoughts on “Non siamo niente

    • …finchè c’è vita facciamo il pieno.
      Ma è inesorabile QUEL niente quando ti coglie nel pieno di un vuoto pneumatico. È come precipitare…
      Siamo un altalena.
      Un caro saluto a te Massimo
      S

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  1. Sul fatto che non siamo niente non sono d’accordo, Stefania. Esistiamo. Siamo piccoli. Quasi inesistenti rispetto all’universo. Parola chiave “quasi”. E’ quella che fa tutta la differenza tra niente e non niente. Amo la matematica, come sai. Zero è zero. 10 elevato a una potenza negativa enorme è un numero piccolissimo, è zero virgola tantissimi zeri e poi in fondo, in fondissimo, c’è un 1. Ecco, noi non siamo 0. Siamo quell’1 in fondo in fondo. Che non è 0.
    Se poi la vuoi mettere su un piano più spirituale, allora sono ancor meno d’accordo. Perché siamo la quintessenza, come dicevano gli alchimisti. Siamo quel che va oltre i 4 elementi, aria terra fuoco acqua. Siamo la Occultum Lapidem di VITRIOL. Quella che si trova visitando le viscere della terra, visitando la nostra interiorità, e “rectificando”. Scavando, scavando, guardando dentro per trovarci. Questo provoca inquietudine, ma come ho scritto un po’ di tempo fa, è un prezzo che pago volentieri, se la contropartita è quella di trovare belle persone con cui confrontarsi.

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    • Ciao amico caro. Il mio “siamo niente” va connotato. Un anno fa, come domani, moriva mio padre. Io mi sento un niente confrontata alla precarietà della vita, al figlio del mio collega che a 5 anni muore di tumore, a chi ogni giorno mi piange innanzi agli occhi perché ha perso il lavoro. Questo mio sentire non è un numero, un elemento, una equazione. È una constatazione dolente. Poi da amici affettuosi possiamo raccontarcela tutta la notte dei valori umani, dell’energia, l’amore, l’amicizia.
      Resteremmo comunque un “niente” o un “tutto” (la realtà è un punto di vista), ma pur sempre miseri perché non possediamo l’eternità.

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      • Non la possediamo in questo stato terreno. Ma forse (dico forse perché non ho certezze ma solo dubbi) forse esistono altri stati. Quando mi avvicino alla fisica delle particelle e scopro che il micromondo ha delle regole che qui non valgono, mi viene il sospetto che forse quel che conosciamo è poco. E allora chissà. Non è fede, ma speranza. O semplicemente dubbio. E come dico spesso, è il viaggio, non la meta. Ti abbraccio. Le ricorrenze riportano in vita ricordi. E se i ricordi sono brutti, è dura. E quindi ti abbraccio ancora una volta.

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      • Ecco che vieni a me.
        In questo stadio di vita terrena, la mancanza di eternità fisica mi porta a pensare che anche il più grande sforzo legato all’affermazione dell’IO è vano se poi basta un soffio di cellule tumorali a portarmi via. Da questa rude e basica constatazione nasce il “non siamo niente”. Dovrei, come sostieni tu, spostare la visione in altri stadi dell’universo e nutrirmi di speranza. La speranza! Max, io sono razionale, anche se credo ai fantasmi (ndr bocca di lupa); forse la chiave di volta sta tutta lì: il corpo, non è niente, lo spirito è tutto ma del tutto inspiegabile.
        Mi prendo i tuoi abbracci amico mio.
        Stefania

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      • Cosa c’è di più razionale di un ingegnere? Eppure se leggerai la mia brevissima nota biografica, mi sono autodefinito “informatico emotivo”. Come si passa da ingegnere razionale a informatico emotivo? Lavorando. Scavando. Leggendo. Parlando. Confrontandosi. Il Tao, te lo ricordi, no? Il puntino. Guarda quel puntino di spiritualità nel mare della materialità. Guardalo e vedrai che si ingrandirà. Tutto cambia, tutto scorre, tutto si trasforma, e tutto rimane. O no?
        In quella domanda finale c’è tutto. Il dubbio, la mancanza di certezze. La ricerca. SK dice “It’s the tale, not he who tells it”. E quindi, metaforicamente, è il viaggio, non la meta.

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    • Sono un anima inquieta. È la mia natura. Cammino sempre al bordo del baratro con l’ardire di sporgermi per guardare. E viaggio appesa pur soffrendo di vertigini. La gioia, la serenità, la felicità per me son condizioni inesistenti. Io cerco l’equilibrio perenne ove, pur nel dolore estremo o nella felicità più grande, io riesca a restare sul bordo…di quel precipizio.
      Non mi ci allontano mai perché in esso si cela la quintessenza della mia irrequietezza. Ma non voglio nemmeno caderci a piedi pari.
      Mi barcameno. Sono razionalmente serena, emotivamente un’implosione di percezioni emotive che ammazzerebbero chiunque.

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      • ci assomigliamo molto, sono anche io spesso sul bordo di un precipizio, poi mi pare di non riuscire a cadere. per ora, ma sto comunque male e lam ia grande emotività mi porta a vivere tutte le situazioni portandole al limite, ingigantisco tutto troppo e metto sempre tutta me stessa in ogni cosa che faccio. Non sempre, anzi quasi mai questo viene apprezzato o capito.

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  2. …”la vita è una danza e noi non siamo niente”…
    molti, moltissimi di noi sono semplicemente “ballerini di fila”,
    il pubblico si ricorda solo gli assoli dei “primi”

    TADS

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  3. Ho scoperto questo blog per puro caso. Questo “Non siamo niente” la prima cosa che ho letto. Ho fiutato subito “l’anima inquieta”, non è sempre vero che ci attraggono gli opposti, spesso sono quelli simili a noi ad attrarci. Il pezzo è bellissimo e io seguirò con piacere questo blog…

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