i_sola

“Oggi sono una cristalliera in cui si è seduto dentro un elefante. Non esiste alcun altro parallelismo che materializzi questo mio nuovo sentire come di… carne strappata”. Stefania Diedolo

Siamo tutti i_sole. Pezzi frammentati di un puzzle a formare arcipelaghi, definire il pianeta, coesistere nelle galassie, dare struttura all’universo. Siamo niente rispetto alla moltitudine ed allo spazio. Siamo tutto rispetto a noi stessi. Che insostenibile abbaglio credere che le parole siano cipria frivola e superficiale. Che insostenibile bassezza fare scempio delle medesime legalizzandole come armi atte alla demolizione dell’essere umano. Dire che il fogliame non è verde e la terra non è fertile solo perché la mano callosa ha lavorato male è inutile. Conoscere invece le potenzialità di quella terra: è utile. Esistono luoghi in cui la fortuna ha permesso di non respirare agenti inquinanti ed alcove dove anche il destino si è innamorato della carne in amore. Le autenticità di ciascuno di noi proliferano come funghi contaminati dal mal di vivere, i moralistici j’accuse, le angherie arrecate, subite, imprecate ed augurate. La malasorte  e la provvidenza. Il bianco ed il nero. L’amore e l’eros. L’emozione ed il sentimento. La rabbia sopita e la rabbia senza vergogna. Sposto la tenda dagli infissi del mio occhio interiore e guardo quella parte di superficie arida  che la vita non mi ha risparmiato. Nemmeno stavolta. Nessuno mi ha obbligato ad accettarla, ma sarebbe illusorio continuare a sperare che la mia i_sola possa restare verde e lussureggiante in eterno. Non sempre è possibilistico discernere col cuore quando a prevalere è la logica della realtà.  Crollato è il disincanto tra le pieghe stonate di morti annunciate e calunnie diffamatorie. Non sempre le condizioni di fresca fluidità hanno come risultato il rigoglio dell’anima. Ognuno ha la sua i_sola in prossimità di una storia, un’autostrada. La mia è abitata in lungo ed in largo. Per necessità l’ho recintata. A lato di alcune sponde frastagliate ed a picco sui miei personali oceani, vivono creature piccole e giovani. Devo proteggerle. Se dovessero precipitare per mia incuria, non me lo perdonerei mai. Ognuno conserva stampato sulla carta geografica della memoria i propri viaggi, i monili ed i ricordi, i dolorosissimi o entusiasmanti punti di vista. Giostre, torte, palloncini colorati, gonne a quadri, cornici scrostate, fermagli e fiori secchi tra i libri. Le intenzioni sono direttamente proporzionali alle possibilità quando le certezze si fanno adulte e le colpe per le proprie inadeguatezze vengono perdonate.  Ho impiegato quasi mezzo secolo per comprendere che sono un essere normalmente speciale. Che non c’è niente da ridere o bisbigliare. Tra le fronde delle mie foreste soffia libero e forte lo spirito errante della mia esistenza. Sono lapidata dentro e fuori, pago pesantemente gli sconti concessi e continuo nel mio percorso atto alla sopravvivenza. Ma se saper perdonare è un lusso per pochi: io mi sono abbondantemente perdonata tutto. Il resto è un frusciare di vento tra i capelli, voci nella testa, una cristalliera che dovrò ricostruire, la mia i_sola sempre più abitata, l’anima sola e disincantata.

Sono rientrata dalle presentazioni in terra di Puglia con un malessere denso che mi ha costretta a urgenti controlli medici. Le serate letterarie sono inenarrabili nel senso che non possiedo le parole adeguate per “raccontarvi” i pensieri filosofici scaturiti, ma posso cercare di darvi un accenno ponendo l’accento su queste frasi: densità di umanità variegata, visioni della realtà oggettive, soggettive ed a tratti condizionate, sorrisi buffi contrapposti ad altrettanti sorrisi rigidi, capovolgimenti, brusii, alleanze, tensioni nascoste e ansie festose, prese di posizione, la mia dolcezza, smarrimenti e complicità. Un voltare continuamente la carta, la vita, la faccia. Voci calde, voci fragili, voci fredde. La mia forza, insperata.
L’attesa e la voglia di esserci è stata ripagata, anche quando le parole sono state scorporate dal contesto ed indagate. Anche quando è mancato l’amore ed il gioco. A farla da padrone gli occhi dolci degli amici, il calore di una terra che adoro ed il mare. Non ho ancora creato un album fotografico che riassuma le due serate perchè il freddo patito nel Frantoio Ipogeo di Mesagne mi ha stroncato definitivamente la salute. Per omaggiare il viaggio vi lascio queste istantanee che mi ritraggono a tratti serena, a tratti capovolta. Ho lasciato in Puglia tutta la mia riserva di energia e mi son portata a casa un principio di polmonite. Sono una donna generosa.
Stefania DiedoloLecce
Stefania DiedoloLecce Officine ErgotStefania Diedolo
Stefania Diedolo
Fausta Cosentino, organizzatrice eventi Puglia

40 thoughts on “i_sola

  1. Le tue mani parlano per te cara Stefania. ma quanto freddo c’era laggiù? Mi spiace tanto che tu ti stia ammalando! ma vale la pena fare i gitani con una valigia di cartone piena di niente, girare il mondo per sperare di essere condivisi dagli altri? La Puglia è molto bella, condivido, come tutta l’Italia è bella, ma anche molto brutta al contempo. Non so, non comprendo a fondo i tuoi gridi d’aiuto, la tua anima che chiede una mano, non ti conosco a sufficienza per permettermi un giudizio, che in genere non do mai, ma non mi permetto nemmeno un pensiero. Comprendo solo che hai necessità di un pezzo di qualcosa che ti è stato rubato, credo tanto tempo fa. ogni volta che ti leggo, mi intristisco, ci sarà un perchè! Io, che cosa posso fare per te? Fabiana Schianchi.

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    • Mi spiace che di me ti resti solo la tristezza, anche perchè io sono una donna che sorride molto.

      Nel frantoio si gelava letteralmente, tant’è che a fine serata battevo i denti.

      La Puglia è una terra meravigliosa, esattamente come lo sono i pugliesi.

      Vago per l’Italia con una valigia carica di sogni perchè è un richiamo a cui non posso resistere e perchè la mia passionalità è più forte delle mie inquietudini.

      Mi son state rubate tante cose nella vita, ma il coraggio, per fortuna, mi è sempre stato compagno.

      Relativamente alla condivisione, non sempre si è compresi ed accettati. Ciò che conta è non perdere di vista se stessi ed il pubblico, poi si sa… tutto fa brodo e serve per la propria crescita personale.

      E’ vero… da questo viaggio son tornata ammalata, ma ultimamente sono stanca e probabilmente più esposta e fragile.

      Spero di aver risposto a tutte le tue molteplici riflessioni e se così non fosse, ci proverò in un secondo tempo…

      Ti abbraccio

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      • le iniezioni di Rocefin perchè le facevano a mio figlio quando aveva due anni e aveva un focolaio di broncopolmonite. Piangeva moltissimo porverino! Forse nelle mie parole non mi sono espressa bene: leggendo il tuo argomento di ieri, nel quale non ho compreso se la prima parte è un tuo libro o sono parole di ciò che stai vivendo in quell’istante, volevo semplicemente dirti che le foto fanno vedere una Stefania molto stanca, provata, e anche credo dimagrita. ma se “covavi” la polmonite forse è per quello, però il tuo sorriso anche se franco e molto aperto, trasmette tristezza. Ma trasmetti con le tue parole anche altri sentimenti, sicuramente tanta sofferenza, lo comprendo perchè anch’io ho avuto momenti analoghi ai tuoi e anche se sorrido, dentro spesso sono tristissima. Per questo riesco a coglierlo negli altri. Ti abbraccio e riguardati, non prendere colpi d’aria ora che sei molto debole. Fabiana.

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      • Il Rocefin fa malissimo😝😝😝
        Per il resto hai ragione: sono dimagrita! Troppo stress. Appena mi ripiglio ho tre appuntamenti e poi relax😄

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  2. Che dirti, è giunto il momento di coccolarti un po’ 🙂
    Leggendo il post mi è venuto in mente un proverbio africano: “Il corpo dell’uomo è ben piccolo rispetto allo spirito che lo abita”. 😉

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  3. Cara Stefania ora ti farò sorridere. Sai che conosco bene la Puglia fin da piccola per essere stata in campeggio e averla girata con i miei da ragazza, per avere la moglie di mio fratello di Carovigno vicino a Brindisi, ed avere amici a Casarano ,vicino a Lecce. Ebbene quando il cugino di mio maritò si sposò con una pugliese ,organizzò il matrimonio a Fasano e la cena nella masseria de Grecis. Venne anche mia suocera che all’epoca aveva superato gli ottanta. Erano i primi di settembre e capitammo in una sera ventosa, freddissima tanto che dovemmo bardare mia suocera con dei giornali messi sotto la giacca del suo completo perchè tremava tutta. Non le venne la polmonite ma tutti noi prendemmo tanto di quel freddo che lasciammo un pò prima la festa per non rimanere e finire ibernati. La Puglia, terra di sole, di mare, di vento gelido e fastidioso. Un abbraccio cara Stefania e complimenti ancora. Isabella

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    • Mi hai rubato più di un sorriso con questo ricordo Isabella… m’immagino tua suocera ricoperta di fogli di giornale e non riesco a non pensare a me l’altra sera. Tre ore d’intervista al gelo. Mi trema ancora la bocca dello stomaco se ci ripenso.
      Ti abbraccio forte, mi sei tanto cara quanto simpatica. Peccato che viviamo così lontane…

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  4. Daje de Rocefin. E statte bona. Riguardata intendo. 🙂 Pensaci, a te. Ché ne vale la pena. E se come dici ti sei perdonata, dovresti saperlo. E se non lo sai, credimi sulla parola. 😉

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  5. Un augurio di pronta guarigione!
    Spero che gli incontri siano andati bene, sembra di si da come ne parli, anche se percepisco che qualcosa ti turba, ma forse riguarda altro…
    A presto
    Andrea

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    • Grazie Andrea! Le serate son state difficili da sostenere perché non erano giornalistiche, ma filosofiche. Ho fatto come ho potuto. Per il resto la mia inquietudine è restia a trovare pace… poi se mi ammalo è anche peggio:-/

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  6. Il racconto, il tuo non star bene, le parole nascoste tra le righe, i sorrisi, l’amore, l’energia presa ma soprattutto data, tutto mi tiene leggermente in all’allarme, seppur amicizia “virtuale” trasportata per poche ore nel reale, mi hanno legata a te da affetto, intensità e amicizia.

    Lo so che ti curerai il corpo, io ti lascio un abbraccio per l’anima

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  7. Guarisci presto, dolce Signora! Ti leggo sempre, mi piace il modo in cui esprimi i tuoi stati d’animo, sensibile e intelligente! Una nuova amica, Bea

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  8. Ti direi di rallentare, staccare la spina, andare al caldo e riposare … so cosa mi risponderesti.
    Mi accontento di un “abbi cura di te”, mi viene dal cuore.

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  9. Rimettiti presto, dentro e fuori 😉
    Pare che tutto ciò che ci capita o che facciamo capitare, abbia un senso: prima o poi, una mattina di sole, ti sveglierai e saprai di aver afferrato il senso. Un abbraccio!

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