Hai mai sentito?

liberta'L’aria umida promette pioggia. Aggroviglio i capelli sul dito indice senza tregua, mentre accarezzo distratta il bracciolo della poltrona. Da mesi li porto troppo lunghi. Un desiderio recondito mi ricorda che sarei libera di approcciarmi ad un taglio radicale. Sorrido mentre ti penso. Da troppi giorni non vedo i tuoi occhi; la mancanza della tua presenza calma inizia a farsi sentire. Sei un’assenza che lambisce quieta gli equilibri precari di una vita puntellata. Barcollo ad ogni curva, ma non cedo di un passo. Sono dolcemente incrollabile. Adagiata ad un promontorio di arbusti e vegetali mi scopro ben appagata d’esser me stessa e di piacerti. Sono una terra infuocata. Il ricordo di noi, delle tue mani che si muovono libere, di una voglia di quiete che la realtà non sempre concede, brucia attimi e radici. Le medesime che mi rigenerano sempre feconda. L’ultimo nostro incontro è stato color salvia. Come le tue scarpe, le camice militari, il profumo di limone che invade come un giro di valzer ogni gioco che abbiamo voluto condividere, ogni poesia che abbiamo sognato. Profumi… nelle pieghe di lenzuola azzurre appese, come nelle fibre di ogni sciarpa di seta grezza che hai dimenticato per strada. Sei così semplice da ricordarmi i primi deltaplani che hanno colorato la mia infanzia, le scatole di latta color panna della nonna, i cassetti intrisi di indumenti intimi alla lavanda. Ricordi la nottata trascorsa innanzi al lampione giallo come un sole? Anche se la bocca restò introversa e laconica, la testa incantata aveva già osato assaporare la tua carnale consistenza. Sai di infinte cose buone, di tutte quelle meraviglie che si cercano ai mercatini e si scovano con stupore. Con la mano nascondo al muro le mie labbra rosse, ancora tremano quando penso troppo, ma pur nella solitudine increspano il mio viso di timidi sorrisi. La durezza di questo mio nuovo vivere non ha potuto annientare la mia gaia sensibilità. Conto i passi che ci separano, le gocce della pioggia sulle vetrate dello studio e non sento la paura. Conto le persone che ho perso, i battiti del cuore e non sento più alcun dolore. L’aria umida è penetrata in casa. La sento fin dentro le narici. Strano non sentire ansia quando la primavera sa di pioggia. Questa mia nuova gioia è senza veli, sono ritornata a viaggiare dentro me stessa senza necessità alcuna di restare appesa ed è un dolce sentire. Sa di movimento, spazio e indipendenza. Di una benevola e premurosa conquista. Hai mai sentito il ritmo di tutto questo vibrare? Io non me lo ricordavo più. Sa di libertà.

35 thoughts on “Hai mai sentito?

  1. “sono ritornata a viaggiare dentro me stessa senza necessità alcuna di restare appesa”
    Che meraviglia. Ho copiaincollato solo questo, ma tutto il pezzo è pervaso da questa elegante leggerezza. Grazie, bellissimo davvero.

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