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Intervista Am ApuliaMagazine

Stefania Diedolo

Stefania Diedolo scrive da tempo e “Bocca di lupa” è il suo secondo romanzo, dopo “ioAmo”. Si occupa di finanza ma anche del suo blog www.signorasinasce.wordpress.com.  E, allora, conosciamola meglio.

Il tuo libro “Bocca di lupa” è di forte impatto emotivo. Tutti i personaggi avvertono, chi in un modo chi in un altro, il bisogno di affrontare alcuni aspetti del proprio passato. Ti ha molto intrigato l’eventualità di dover fare i conti con il passato?                            

Nel passato dei protagonisti di “Bocca di lupa” si cela la chiave di volta della loro esistenza. Nello scorrere della trama, trovare quella chiave, diventa fondamentale per poter aprire le porte del loro presente. Da buona intimista è stato entusiasmante ripercorrere la loro infanzia. In fondo è da lì che tutti dovremmo ripartire per capire chi siamo.

Com’è nato questo libro e com’è nata l’idea di ambientarlo a Montisola?

Questo romanzo fa parte di una trilogia. Il progetto è nato nel 2007 quando è uscito sul mercato il mio primo libro dal titolo “ioAmo”. Bocca di lupa è il suo naturale divenire. Montisola è l’isola lacustre più grande d’Europa. Vivo tale luogo magico da oltre un ventennio perché tra le sue rive ho la fortuna di possedere una casa di famiglia. L’idea di ambientare il romanzo proprio sull’Isola mi ha dato l’opportunità di narrarne caratteristiche, peculiarità e leggende.

Mi ha molto incuriosito la scelta di due nomi maschili per due donne che si amano. Come mai hai deciso di chiamare Enea e Andrea due delle protagoniste del romanzo?

Il pubblico conobbe Enea ed Andrea nel 2007, essendo entrambe i principali personaggi della storia d’amore narrata in “ioAmo”. I loro nomi, utilizzabili sia al maschile che al femminile, erano perfetti per il mio progetto ove intenzionalmente desideravo distogliere l’attenzione del lettore dalla loro vera identità sessuale. Volevo che il medesimo restasse imbrigliato e vivesse i sentimenti narrati a prescindere dal corpo dei protagonisti. Già nel titolo del libro l’io minuscolo cede il passo alla A di un amore universale più grande di ogni etichetta. Il sentimento dell’Amore in fondo non ha mai avuto sesso. Le due protagoniste sono da me talmente amate da averle volute riproporre in tutta la loro densità emotiva anche in “Bocca di lupa”.

A chi ti sei ispirata per la figura di Enea?

Enea rappresenta la donna moderna contemporanea. Determinata, consapevole, ardita, ma nel contempo fragile e bisognosa d’amore. Nella sua delicata energia traspare tutta la forza delle donne di oggi.

In “Bocca di lupa” scavi nel profondo della storia di una famiglia, analizzando soprattutto il rapporto tra un fratello e una sorella gemelli. Che cosa ti ha spinto a scegliere proprio questo tema?

Il progetto a cui sto lavorando ha come obiettivo il narrato introspettivo degli “amori socialmente discutibili”. Mentre in “ioAmo” ho raccontato le gioie ed i dolori di un amore omosessuale, in “Bocca di lupa” la mia attenzione si è focalizzata sul rapporto di fratellanza morboso dei gemelli Anna e Pietro Marchesi, un rapporto tragico e delicato vissuto all’ombra di una società assente, che non vede ciò che esiste.

Tra i protagonisti del romanzo grande spazio ha un diario scritto da una bambina che, pagina dopo pagina, diventa donna. Ne tieni uno anche tu?

Ho smesso di scrivere diari alle scuole medie, quando ho scoperto che mia madre ne faceva uso e consumo. (Sorrido al ricordo). Da quando ho scoperto il web mi diletto nella scrittura catartica per il tramite del mio blog www.signorasinasce.wordpress.com.

Questo romanzo comincia con una persona che abbandona la propria vita precedente e ne ricomincia un’altra da un’altra parte. Già sai e puoi svelare ai lettori di AM l’incipit del tuo prossimo libro?

Nel mio prossimo romanzo svelerò gli ultimi segreti della famiglia Marchesi di Crema e disquisirò di quando la gelosia diviene ossessione compulsiva danneggiando irrimediabilmente anche i più grandi rapporti d’amore. Nell’incipit posso con certezza affermare che l’io narrante arriverà dal futuro.

Written by Rosalia Chiarappa
Write on Giovedì, 29 Maggio 2014 Published in Storie di Carta

20 thoughts on “am Apulia Magazine

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  2. il coraggio non ti manca di certo, hai scelto “vicoli” insidiosi, sia sul fronte della sostanza che della forma, il libro non l’ho ancora finito, lo riprenderò in mano appena avrò la possibilità di concentrarmi al meglio. Comunque una cosa te l’anticipo, leggendo si percepisce la grande preparazione che c’è dietro, si fa fatica a credere sia “solo” il tuo secondo romanzo, in genere a certi livelli narrativi ci si arriva dopo percorsi molto più lunghi.

    TADS

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    • Grazie per le tue parole Tads.
      Come sono solita affermare: Bdl è stato un viaggio lungo e profondo tra i sentieri tortuosi dell’anima, del desiderio e del dolore.
      Scriverlo è stato arduo, me ne sono resa conto durante i lunghi mesi della creazione, ma non mi sono mai scoraggiata. Anzi! Le difficoltà mi hanno spinto a sondare sempre più in profondità. Guardare in faccia i miei limiti oggettivi e scoprire con sorpresa che li potevo superare grazie ad una dose di umiltà da elefante ed uno studio profondo delle dinamiche che legano tra loro le vite degli umani, è stato come fare un viaggio infinito.
      Insomma… ciò che ho scritto in 350 pagine è stato un lavoro durato 4 anni dove anche io sono cresciuta con i miei personaggi ed ho scoperto nel frattempo di essere diventata grande.
      Ti abbraccio
      S

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  3. Molto piacevole questa intervista cara Stefy. Ma non avevo dubbi. Oramai ti conosco, e rivedo attraverso il tuo parlare i tuoi occhi indimenticabili, vivi, insieme al tuo sorriso contagioso. Un abbraccio. Isabella

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      • Abbastanza bene ma in questo periodo un pò di corsa, non ultimo un problema di salute di mia madre che mi preoccupa un pò. Ti penso spesso anch’io ,e ti lascio con un sorrisone. Isabella

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