Innamorarsi

Avete presente quando, tutto ad un tratto, vi rendete conto che siete andati dall’altra parte? Talora basta un attimo, un bagliore di sole che squarcia di traverso la tovaglia di carta a quel bar d’angolo dove vi siete fermati per un pranzo frugale o un vela che ondeggia al vento sul lago di Desenzano del Garda. A me è capitato così. Un abbaglio fulmineo, mentre pranzavo durante una pausa di lavoro, mi ha dato la dimensione reale di quanto stava accadendo, dove mi trovassi a tal proposito, dove avrei dovuto invece essere e cosa potessi fare per arginare l’invasione. Premetto che sono una donna normale, il mio elettroencefalogramma è normo regolare senza sinapsi particolari. Ma verso l’oltre, ti ci possono pure sbattere violentemente, non è necessario andarci con le proprie gambe. Ero a Desenzano. Attorno a me solo stranieri e bambini in short e canottiere. Pensavo che erano quasi nudi, considerato il vento fresco che ripetutamente ha tradito l’estate artificiale riservataci quest’anno dalla natura. I nordici han sempre caldo anche quando si gela. Il cane del mio vicino di tavolo latrava da un pezzo, aveva sete povero. Ma il suo padrone, borchiato finanche nelle mutande, rasato e dotato di Ray ban fumé, ha continuato a bere il suo Aperol spritz ignorando il richiamo ripetutamente. Ecco, fossi stata la sua donna gli avrei dato una sberla dritta sul faccione rovinato dall’acne. E’ stato un pensiero istantaneo, come il lievito chimico. Zero elaborazioni. Come un “fanculo” slabbrato uscito dritto dall’intestino. Che poi, il minimo che fai è andartene dritta a casa perché a quel punto chi se ne frega. Già. Dovete sapere…, perché lo sto ammettendo pubblicamente, che anche a me ad un tratto può arrivare il chicazzosenefrega. Pure quando non te lo aspetteresti mai perchè ho il marchio impresso negli occhi della crocerossina. Ma vi garantisco che arriva. Arriva, perbacco. Irrefrenabile, come un orgasmo. Mica son mai stata una Santa. E dopo averlo sperimentato, capisci che farsi le seghe mentali continuamente per gli altri non serve a niente. A niente. C’è un punto, quel punto lì… ove salta qualcosa. Un tappo. Una crosta. Una piccola bombetta di Capodanno dimenticata in una scatola in soffitta. La caldaia da cinquemila euro. La moka Bialetti con tutto il caffè che ti colora il muro ed imprechi, ma nel contempo ringrazi Dio che potevi morire se ti centrava in piena fronte. Accade che la buona educazione si allontana quel minimo. Il buon senso va a fottersi una puttana di colore. Il rispetto si dimentica di svegliarsi alle 6.45 del mattino. La stima è in ferie giusto il tempo di qualche ora. Ed il cervello è più connesso al culo che non ai neuroni ed alle loro sinapsi. Si incrina definitivamente ciò che già era precario e nel lacerarsi lascia cadere tutto negli inferi della miseria. Avviene una sorta di risucchio verso il basso come un tornado demolitore, il vento freddo della potenza. E’ il gelo dell’esasperazione e del dolore che ci trasforma in animali. Io lo posso raccontare. Sono testimone. Il luogo ove cresce e si nutre il male esiste. Quello che si legge sui quotidiani o si vede su skytg24, non è così lontano dalle nostre case, dai nostri figli, dal nostro vivere quieto di borghesi benpensanti, blogger pseudo filosofi, onorati cittadini di una società che fa talmente disgusto che è diventato raccapricciante assistere all’impotenza di chi non riesce a riesumarla. Che se uno in Italia ha un problema di carattere relazionare, è diventata la prassi non riuscire ad evitare ricatti e se ti va bene o finisci in carcere senza prove o al cimitero perché l’ex-amore passionale è passato dalle lettere d’amore al coltello da cucina. L’ho detto: sono testimone. E nemmeno così tanto muta. Poi, l’altro ieri. Beh, era il 2 settembre, un giorno maledettamente normale, con la gente ancora in vacanza, io incastrata in luoghi dei quali per motivi professionali non posso raccontarvi proprio nulla. Ecco, dicevo… l’altro ieri mi è piovuto addosso tutto insieme il firmamento. La terra mi ha fatto inciampare nei ceppi delle sue radici madri e sono andata semplicemente nell’altrove. Era già da qualche giorno, diciamo pure un centinaio per essere metodica, che sentivo abbassarsi la volta celeste e percepivo l’innalzamento della crosta terrestre. I sintomi li avevo tutti quanti. Un terremoto emotivo in arrivo. In questo sono un’ottima sensitiva somatizzante. Metà di me alla regia, l’altra metà a non crederci fino all’ultimo micro istante. Ma così è stato e sarà.
Già lo so, che è un andare senza ritorno. Perché nella mia vita è sempre stata questa la modalità, che le cose che realizzo veramente: sono sempre state quelle che ho deciso io.
Qualcuno ieri sera mi ha detto che essere maturi ed autonomi non significa essere autarchici, ma saper chiedere aiuto quando se ne sente il bisogno perché da soli si fa molta fatica.
Non so che dire rispetto a questa affermazione, perché nessuno può aiutarti quando sei veramente dall’altra parte del vetro e vedi nuotare in un acquario con meduse e pescecani chi ti ci ha spedito. Men che meno aiutano le troppe parole. Tutta questa circumnavigazione di pensieri, suggerimenti, consigli, infiniti ragionamenti. Ognuno con la propria personale visione della realtà, del meglio, del subconscio. Ma chi se ne frega? Il consiglio perde valore se chi lo elargisce non sa cosa significa ricevere continuamente fucilate. Sentirsi dire “spostati” o “fingi che non stanno detonando” equivale ad un banale: “Oh piove, suvvia tesorino…prendiamo l’ombrellino rosso della nonna”.
Chi in realtà ti può aiutare quando sei solo? “Aiutati che il ciel ti aiuta”. “Chi ha tempo non aspetti tempo”. Mia madre li sostiene sempre con grande imbarazzo di mia figlia, che poi mi sussurra di nascosto:
<<Madonna quanto è invecchiata la nonna, dice continuamente proverbi e li sbaglia pure>>.
<<Stai zitta, irriconoscente!>>. La redarguisco! Almeno fingo di essere seria.
Poi la guardo e muoio dal ridere per la sua adolescenza sbocciante, ma mia madre ha ragione. Dopo la folgore di Desenzano, ho finalmente scelto la strada dell’assenteismo giustificato. Delle non parole. Del non detto. Del ridi che ti passa. Del nulla è più insondabile della superficialità della donna. Del non c’è luogo profondo che l’intelligenza non possa rendere superficiale. Del deglutisci e vai oltre. Del cogli l’attimo. Del basta. Del B come bastardadentro oppure belladonnamanonscema. Mi son semplicemente rotta le tette. Non posso dire palle che altrimenti rischio di esser ammonita e poi su una cosa non si discute: io le palle le ho sempre avute, ma essendo virtuali si scassano solo nella teoria. Sono ancora una femmina, ci tengo a precisarlo. Lo sbrindellamento delle tette è più armonioso, femmineo e meno inflazionato.
Chiudiamo la messinscena, cerchiamo di essere unici e cambiamo la direzione dello sguardo, avviamoci con le mani in tasca verso una nuova dimensione più umana ed iniziamo a vivere… che di sopravvissuti siamo colmi come uova marce.
Per esempio agogno ad un hamburger con patate fritte, buttare l’Iphone dal finestrino della macchina, aver terminato la stesura di “Memorie di una donna”, avere una piscina sul terrazzo di casa ove allenarmi tutte le sere e mangiare Nutella.
Per ora mi accontento di aver preso una decisione.
L’ho presa.
Dio fa che io riesca a portarla a compimento.
Dio fa che nel week end ci sia il sole ed io possa prendermi una cotta solenne per me stessa.

26 thoughts on “Innamorarsi

  1. Ti ho letta.
    Densa come miele.
    Ma non appicci, anzi fai librare le ali al vento.
    Un miele che tu senti con un retrogusto amarognolo, ma il sapore del miele viene dai fiori che dai cui ti cibi, arriverà un miele senza amaro.
    Smuovi amore ed emozioni in me, ma sai.

    E ora vado a rileggerti, perchè come i libri di Eco sei su più livelli.

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    • Da oggi stacco Diamanta.
      Stacco la testa e spargo il miele di cui tu parli sul mio percorso. Ma non per restarvi appiccicata, bensì per odorarne la fragranza.
      Ho bisogno di cose dolci. Di cose serene. Di situazioni senza pretese. Di amici che ci sono a prescindere. Anche se sono persa nel mio mondo.
      Amici proprio come te e le tue albe mattutine.
      Grazie ancora per l’immagine
      Ti abbraccio, a molto presto
      S

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  2. Sapessi come ti capisco!!!! E’ che alla fine uno si stanca di dire e dire sempre….fare la crocerossina, intervenire per quello che è giusto, e poi capire che era molto meglio farsi i c…i propri.E allora si cambia…ci si stanca di parlare al nulla….e si prova ad essere diversi sperando di riuscirci. Ti auguro di riuscire a farlo!!!!Buona giornata 🙂

    Date: Thu, 4 Sep 2014 08:20:07 +0000 To: silvia-1959@live.it

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  3. …che io possa prendermi una cotta solenne per me stessa!!!!

    Meravigliosamente Stefania!!! Magica, a prescindere!!!!
    E vaiiiii…..:-)))))

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  4. A ci’. Tocca che te telefono. Così senti ‘a voce mia e te tiri ‘ po’ su. 😉
    Quella descrizione dovresti trovare il modo di inserirla nel romanzo sai? E’ bellissima. Dall’inizio del post sino a “Poi l’altro ieri”. Davvero bellissima, una rappresentazione perfetta dell’inquietudine. Perfetta. Vuoiti bene, Stefania, ché te lo meriti.

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  5. Io mi chiedo, se tu me lo permetti, per quale motivo molte persone (tra le quali mi ci metto anche io) debbano percorrere strade dove incontrano solo degli emeriti stronzi. Ma è davvero proprio così? Voglio dire….. è possibile che facciamo spesso il “frontale” con situazioni che ci irritano, indispongono e verso le quali opponiamo un netto rifiuto nel riconoscerci? Siamo noi che scegliamo loro, o viceversa? Io credo che in mezzo a quella nube chiassosa, dove tutti si tirano per i capelli per partorire poi, solo delle volgarità, ci può essere l’eccezione. Ed è probabile che è sempre stata sotto i nostri occhi, solo che non ce ne siamo mai accorti. Volersi bene è fondamentale, è la scuola di sopravvivenza del momento, ma questo spostarsi da un punto estremo all’altro è a rischio deriva. E’ forse il nuovo equilibrio? A tutto c’è una soluzione Stefy, e il gancio in mezzo al cielo è a due passi. Spettinata, ma con tutta la tenerezza che sai metterci tu.
    bacio

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    • Caro Bobby, io mi sforzo costantemente di restare in centro carreggiata, ma non sempre è facile quando chi tira verso la deriva ha molta forza e potere psicologico.
      Quando qualcosa mi irrita non necessariamente mi fa da specchio, forse mi indispone tanto perché vorrei saper essere altrettanto sgradevole, ma non ne ho la capacità caratteriale.
      Hai ragione, a tutto c’è una soluzione tranne alla morte.
      Talvolta perdiamo tempo a rincorrere follie invece di vivere in tranquillità il poco o tanto che abbiamo; siamo incontentabili!

      Spettinata? Sempre!
      Il mio è un marchio di fabbrica😄
      Bacio a te

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  6. Ecco ….periodicamente mi ritrovo a pensare come sarebbe liberatorio percorrere il mio “giorno di ordinaria follia”. Ho sempre sentito una strana attrazione magnetica per quel film ….poi passa, ma a volte mi ci sento così vicino che…..

    Comunque vi aspetto per la cena 😉

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    • Ciao Fedi. Bentornato. La serata a Milano sarà il 20/10 alle 21:00. Poi darò le giuste indicazioni del caso. La cena probabilmente potrà svolgersi poi all’interno del’Associazione (per sole donne, ma per l’occasione aperto anche all’utenza maschile). Valuterai tu se restare con tutte noi. Saremo in tante, ti avviso. Arriveranno da tutta Italia… (è l’ultima serata che farò)!!!!
      Bacio
      S

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  7. …”Qualcuno ieri sera mi ha detto che essere maturi ed autonomi non significa essere autarchici, ma saper chiedere aiuto quando se ne sente il bisogno perché da soli si fa molta fatica.”…

    al prossimo che tenta di rifilarti questo concetto “inno” dei perdenti e degli insicuri, rispondigli: “cosa intendi per maturi e autonomi?”, vedrai che si intruppa come un motorino grippato. Qualora dovesse aggrapparsi alle chiome della “interazione ciambella”, fagli presente che per salvare un bagnante che annaspa al largo bisogna saper nuotare e conoscere le tecniche di intervento. Nel caso esprimesse perplessità, comunicagli che è sufficiente osservare una spiaggia affollata per rendersi conto che il 90% dei bagnanti rimane dove si “tocca”. Questa è una metafora molto sottile ma tu la coglierai all’istante.

    buona giornata

    TADS

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    • Quando ho ricevuto quel messaggio mi è partito il medesimo embolo di stizza che ha toccato te.
      Non è carino sentirsi dire tra le righe di essere immatura e non autonoma.
      Il problema è che chi me lo ha scritto lo ha fatto con cognizione di causa perchè professionalmente munito delle adeguate tecniche d’intervento.
      Quell’unico che si tufferebbe per salvare il bagnante in fase di annegamento, per essere chiara.
      Ti lascio immaginare il mio ego.
      Non ho imprecato solo perchè sono intelligente.
      A distanza di qualche giornata, un’adeguata metabolizzazione del concetto ha fatto sì che io mi sia sforzata d’accettare il metodo, le parole ed anche la perfetta provocazione.
      Nessuna metafora la mia, ma una riflessione sottilmente psicologica che anche tu coglierai all’istante e che distingue il mondo in due parti:
      i supponenti e gli umili.
      Il mio super Io è talvolta supponente, ma la mia anima è indiscutibilmente umile e per fortuna per me stessa ha prevalso.
      Messaggio recepito e soluzione trovata all’istante.
      🙂
      Buona giornata anche a te
      S

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      • non vorrei deluderti ma io non sono stato toccato da nessun embolo di stizza, la mia è una riflessione serena.
        nella sostanza confermi il mio pensiero, se il tipo autore della perla è “professionalmente attrezzato”, la cosa peggiora in quanto interessata e/o condizionata. Come dire… non chiedere all’oste se il vino è buono, ci aggiungo, non sempre il vino suggerito dall’oste è il migliore… capisciammè 😉

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      • Capisco benissimo tutto.
        Ho pure fatto la valutazione interesse/condizionamento, non ti credere. Alla fine la questione si è risolta autonomamente e quindi…va bene così! C’est la vie😄
        Ps: Per la stizza nessuna delusione, mica dobbiamo avere le emozioni sincronizzate😂😂😂
        Era solo una mia proiezione.
        😄
        A presto filosofo, dottore, giornalista, genio…che non sei altro!

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  8. Questo post merita un lungo ed interminabile applauso…è un post di quelli che è stato già detto tutto, è stato detto bene, col tono giusto, nei modi giusti. E’ uno di quei post che molte donne avrebbero voluto scrivere…io in primis. Avrei potuto cercare le parole per una vita che non le avrei trovate così giuste per me, ovviamente cambiando persone, luoghi e personaggi, e ti ringrazio perchè scrivendo di te hai dato voce a tutto quello che vorrei urlare io. Thanks!!!

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    • Grazie Laura. Noi donne siamo molto più spesso sulla stessa lunghezza d’onda di ciò che crediamo. Sono lieta di aver esternato parole ed un sentire che ti appartiene. È come condividere insieme un pezzo di viaggio…
      Ti abbraccio❤️

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