Ora vi spiego perchè…

…tratto tematiche che investono la sfera intimistica dell’essere umano. Perché sono una sovversiva contestatrice sotto mentite spoglie. Perché dietro l’aspetto educato e perbene che mi contraddistingue, bruciano l’ansia e l’irrequietezza che mi rendono inafferrabile.
Strappatemi l’abito della bancaria per caso e della scrittrice per avventura e scoprirete cosa resta di me: un cuore pulsante.
Non ho altro da dare. Non sono colta, non sono ricca, non sono geniale, non appartengo a nessuna lobby, non sono nessuno. Ho solo questo muscolo primario che batte intransigente. Energeticamente bloccato sin dalla nascita ed in lotta perenne con il mio super-io.
Un chakra non funzionante può sviare una vita? Si. Ieri ho compiuto quarantasei anni e se il mio karma mi regalasse della nuova esistenza forse potrei fare in tempo ad “imparare” l’amore.
Tutti si invaghiscono credendosi innamorati, perché attratti visceralmente da un altro essere umano. Siamo stati creati per accoppiarci e moltiplicarci. Tutti si baciano, si toccano, godono, fanno petting, sesso, giochi erotici. Amplessi più o meno corposi, più o meno densi, con il condizionamento degli ormoni in circolo e dei desideri. Io ho iniziato a quindici anni e di nascosto, perché le regole di famiglia sull’argomento mi volevano vergine all’altare. Regole che ho disatteso, perché di sacrifici la vita me ne avrebbe imposti a fottere, cercando di salvaguardare le apparenze con il capofamiglia e gestendo come ho potuto la sana e spassionata curiosità di sperimentare.
E così sperimentai. Come ho voluto e sin dove ho potuto. Oggi YouPorn insegna il sesso senza remore anche ai minori; variegate le posizioni, i versi a solfeggio e le modalità. Non è importante il muscolo primario in tali discipline, ciò che conta è avere glutei sodi, gambe allenate ed altri muscoli secondari di interminabile durata. A lungo andare è sempre la medesima cosa. A tratti banale. Come chi ancora confonde il sesso con l’amore.
Oggi, a 46 anni, so che godo di più se mi scopo un cervello.
Tratto tematiche che investono la sfera intimista dell’essere umano perché sto imparando l’amore che nasce dalla riconoscenza e dal rispetto per l’uomo e la sua natura. Senza necessariamente metterci la lingua, gli umori e le mani.
In modo sequenziale e senza premeditazione, mi occupo di amori “socialmente discutibili” perché sono fortemente ostile verso l’autorità stabilita dagli uomini. Disprezzo il sistema sociale che impone formali consuetudini ai sentimenti. Rifuggo il normale in quanto “norma”. Sono sposa legittima delle leggi della natura applicate ai bisogni del singolo. Me ne frego dell’ordine, degli assetti, delle classi, del political correct. Parlo di ciò che esiste e nessuno vuole vedere. E di ciò che una volta visto per imposizione… resta appeso ad un dito giudicante, anziché osservato con gli occhi lucidi della mente aperta per concepire, accettare e chiedere scusa.
Nella mia vita precedente evidentemente non ho “imparato l’amore”, ecco perché sono ritornata in questa dimensione astrale: per apprendere ciò che mi manca per potermi elevare e non ritornare mai più tra gli umani. Come un mantra che mi ossessiona, nei miei libri parlo di entità sottili, veggenza, indigo children, corpi astrali, dimensioni parallele. Una cosa non esiste solo perché non è dimostrabile scientificamente? Quante cose io odoro e amo che non si vedono con gli occhi. Eppure esistono perché abitano  le sinuosità delle mie densità, nascoste a chiunque non sia esattamente come me.
Non ho sempre necessità di osservare analiticamente la realtà che mi circonda. La sento. E’ miseramente superficiale ed innanzi agli occhi di tutti. E’ questa  consapevolezza che mi spinge a scavare, ad andare sempre più in profondità, a scollare, a guardare tra le righe, le pieghe, le variegate sfumature. Qual’è il nome di questo arduo compito che insiste nel mettere a dura prova la mia complessa emotività? L’amorevolezza. Sempre il medesimo fuoco.
Eterosessuale, omossessuale, afflato tra fratelli, bambini, amanti, adolescenti, prelati, politici, animali. L’amore è governato dalle leggi della natura ed ha il dovere di manifestarsi per com’è.
Di socialmente contestabile c’è solo l’ottusità cieca dell’uomo che crede di governare la virilità del creato e gli istinti primordiali tramite l’ignoranza perpetrata ai danni delle minoranze. Il giudizio rigido dei perbenisti. La pedanteria saccente del cattedratico dotato di mente e culo in un sol organo.
Disprezzo le nazioni che mettono ai margini i sentimenti in nome della moralità. Vivo con questa bramosia addosso di scoperchiare il cielo e restituire liceità ad ogni singola forma di emozione che includa riconoscenza e rispetto.
Vocaboli imprescindibili del “sapere” quotidiano, che restituirebbero la dignità persa ai puritani e credibilità ai cuori.

51 thoughts on “Ora vi spiego perchè…

  1. Purtroppo non tutti gli esseri umani sono in grado di gestire la libertà che tu descrivi. Oltre a riconoscenza e rispetto – che sono valori – serve un ordine sociale, ovvero regole. Bada: io credo in ciò che dici. Purtroppo non credo nell’uomo e in certi individui.

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      • Mi sono espresso male e ti ho fatto pensare allo “squadrismo”. L’ordine sociale che intendo io, si ottiene attraverso l’educazione ai valori (vedi il rispetto degli altri, delle regole, della vita, di tutto) e la diffusione della cultura, accompagnati dal rispetto delle leggi (senza farne di nuove…) attraverso gli organi competenti .
        Fin qui sono competenze dello stato. Poi, ci sono quelle delle religioni che potrebbero integrarne l’efficacia, ma purtroppo sono spesso distanti dalla società attuale o vengono utilizzate in modo (volutamente) strumentale.
        Credere che tutto funzioni senza un organizzazione tra gli uomini è un utopia. Ognuno deve fare la propria parte.
        Il tuo pensiero è, forse, maggiormente rivolto verso se stessi, per un autoanalisi ed una presa di coscienza. Ciò che io teorizzo, dovrebbe, secondo me, portare tutti ad avere tale – autonoma – capacità. Forse sogno.

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      • Caro amico, non sogni. Sarebbe finalmente la normalità, ma nel nostro paese esistono troppi interessi in conflitto tra loro, per far sì che tutti si sentano liberi di essere se stessi.
        Le organizzazioni tra gli uomini da che esiste il mondo, favoriscono le maggioranze a discapito di chi è considerato diverso. È su questo dente dolente che batte la mia critica…acuita dagli ultimi indigeribili fatti di cronaca.
        All’Italia manca solo un smottamento tellurico che la sganci dall’Europa e la fissi dove merita di stare. In testa all’Africa. Siamo incapaci ed incompleti. Ridicoli e retrogradi. Io mi vergogno. Non lo dico tanto per dire… Mi vergogno veramente.
        Ti abbraccio e grazie per il bel commento
        Stefania

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  2. ciao,
    affronto il mio timore di essere banale e ti lascio il mio commento:
    si “impara” l’amore? credo che il tuo “muscolo primario intransigente” in fondo ti dica di no
    forse per lo stesso motivo per cui l’amore, quello vero e in quanto tale, è “incodificabile”, non è di per se stesso rinchiudibile in una disciplina normativa. cosa diversa è il rapporto tra le persone, quello potrebbe avere la necessità di essere normato (per motivi ereditari ad esempio)

    … tanti auguri, anche se in ritardo, per il tuo compleanno 🙂

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  3. Oramai non conto più le volte che ho scritto che i più confondono l’attrazione (e la passione, l’innamoramento, il sesso, ed altro ancora) con l’amore.
    Su cosa sia (l’amore) ho le mie teorie, ma ancor più chiaro cosa NON sia …..peccato che la maggior parte delle persone non abbia questa chiarezza in mente e nel cuore

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  4. come non condividere? ad una certa età si acquisisce il bene della sapienza “ Tratta dal grande evento una verace, Nuova saggezza, l’anima contenta, Aveva dismesso i servi e stava in pace, La mente calma, ogni passione spenta “ ( Sansone Agonista )

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  5. Mi alzo e applaudo…e mi sarebbe bastata un’immagine che hai scelto per farlo.
    Le tue parole cucite a punti decisi uniscono il mio pensiero a tuo: perfettamente.
    Un abbraccio e tanta stima.

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  6. Cazzo le hai cantate giuste per Dio! In mestruo veritas o in sincerità sincera e cruda escono dei post che nemmeno se ci provi vent’anni vengono così bene. Complimenti, sono dalla tua parte. Il resto da aggiungere è superfluo, attrezzati però per scoperchiare il cielo. E’ come scoperchiare le tombe, i cadaveri che si trovano sotto sono il più delle volte putrefatti. però questo post forse per la prima volta, mi piace da impazzire. Fabiana.

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  7. Su un libro che ora non ricordo lessi: “per raggiungere l’orgasmo devi aprire la mente e non le gambe”. Quanta verità….certo però che te sei come il vino buono…. 😉

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  8. Che bella che sei… Quel cuore pulsante lo intuivo leggendoti e l’ho visto nel tuo sguardo quando ti ho (ri)conosciuto. Non avevo dubbi fossi cerebrale. It takes one to know one. E scopare un cervello è la cosa più bella che c’è. Gli americani dicono “I’d screw your brains off”… Dobbiamo sentirci, voglio ammaliarti con la mia voce 🙂

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  9. Sono fermamente convinto di quel che dici…
    Ma non posso nemmeno negarmi il piacere di continuare a leggere il mondo attraverso il porno… o meglio, il porno, come una enorme metafora del mondo.
    E come te trovo i porno banali… anche gli “orgazm” e i “passionate” perfetta metafora di quell’idealismo irrinunciabilmente bacchettone (mi sa che ne parlo, un giorno di questi!)

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    • Ciao Domenico e benvenuto.
      Ognuno sceglie di leggere il mondo come preferisce.
      Questo post, però, va ben oltre il breve accenno al porno… che mi è servito solo per porre un cenno di attenzione su chi ancora confonde il sesso con l’amore.
      È un post molto più complesso che rincorre un arduo ideale di libertà sociale.
      Un caro saluto
      Stefania

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  10. Forte questo post, spiazzante per certi versi, ma completamente sincero; e io ammiro le persone sincere.
    Cara Stefania, è troppo tempo che non passo di qua, e un po’ di questo sano senso del reale (posso chiamarlo così?) mi mancava.
    Un saluto
    Vera

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      • La verità fa male a tanti che non la concepiscono come bene prezioso delle infamie e delle verità più semplici. Il mio mantra, cioè la frase che appare all’inizio del mio umile blog è proprio”cercare la verità, archiviare inutili e sterili bugie, amare con audacia”. Ed è quello che faccio ogni giorno, occultare le verità è come ampificarle, dare loro voce ancora più grossa, le realtà tanto prima o poi escono da sole allo scoperto. Non vi è alcun bisogno di nasconderlo se una persona guarda un film porno e si masturaba, magari in compagnia della moglie, non è peccato su un’altra ha un orgasmo alla tenera età di sessantacinque anni. Non vedo vergogna e sporcizia in ogni manifestazione sessuale che non offenda quella parte di popolazione, per me intoccabile, che sono i bambini, gli ammalati ed altre persone non consenzienti. Il mondo potrebbe essere molto più bello e accogliente se noi, rispettassimo maggiormente noi stessi ed accondiscendessimo alle nostre voglie represse. Non solo sessuali, ma anche voglie di coccole e di risate. Questo non è il male, questo è bene, il male e lo schifo sono nascosti dentro altre pieghe ben stirate. Il male è altro, ma se esce da quelle pieghe può fare danni incalcolabili. E lo sta già facendo: lo vediamo e lo leggiamo ogni giorno attraverso i mass media. La verità, per me e per tutti, sempre e al di sopra di ogni ragionevole dubbio. Buona domenica, Fabiana.

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  11. Ti ho trovata per caso e trovo molto interessante quello che hai scritto.
    Anche se non ti conosco abbastanza e non so se potrei pensarla come te, ti ho letto con piacere dato che, come medico, sono sempre andato abbastanza controcorrente.
    Ti auguro una buona domenica.
    Quarc

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  12. ciao Stefania,
    un post complesso, in linea con la tua natura, risalire la china è impresa titanica ma non impossibile, la prima parte la condivido (quando si arriva a sentire il bisogno di scopare il cervello si è giunti a quella maturità destinata a pochi). La seconda la condivido concettualmente ma a parte la grinta espressa… riconoscenza e rispetto hanno un senso se contestualizzati in un doveroso do ut des, altrimenti diventano pretese unilaterali. Non credi???

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    • Ciao Tads.
      Nella seconda parte del post la contestualizzazione è rimasta sottintesa, presa com’ero dal sacro fuoco, ma per riconoscenza e rispetto intendevo non certamente una pretesa unilaterale, ma il minimo comun denominatore che dovrebbe sancire ogni tipologia di rapporto.
      Purtroppo, al giorno d’oggi, sembrano concetti obsoleti.
      Come l’amorevolezza, un sentire che mi è particolarmente caro e che nutro quotidianamente prima per me stessa e poi per le persone che amo.
      Ti abbraccio, grazie per la precisazione…

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      • …”Come l’amorevolezza, un sentire che mi è particolarmente caro e che nutro quotidianamente prima per me stessa e poi per le persone che amo”…

        anche questo è indice di maturità evoluta, cosa distante galassie dall’egoismo e dalla ipocrisia che avvolge gli altruisti teorici.
        chapeau…!!!

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