Random

Avete presente quanto siete talmente pieni di turbamenti, che si crede di implodere? Da non essere in grado di scrivere, parlare o spiegare. Sono in modalità random. Vorrei narrare l’amore, la femminilità che mi pervade, i desideri che reprimo ed i contromano in cui mi applico sopravvivendo. Poi nella memoria si avvicina la cicatrice per mio padre e prevale il disordine. Col suo camminarmi nella testa mi viene bene solo il pianto. Sorvolo l’idea dei tacchi a spillo, le calze velate di nylon, gli abiti di seta… a favore di una tuta verde militare strappata che mi dia calore. Ai piedi le calze antiscivolo di mia figlia, in testa un berretto di cotone modello gnomo che se potessi tirerei fin sotto il naso.
Ed è mentre vago per casa che mi ritrovo a litigare con i pensieri che mi logorano. Palpito per persone che desidero conoscere ed il destino ogni volta m’impedisce di guardare negli occhi, per chi mi vive lontano e mi manca sempre. Per chi mi vive vicino, ma mi manca nello stesso identico modo. In ogni istante. Dentro ho il caos. Emozioni, lacrime, pensieri erotici, gioia, spossatezza, forza, voglia di fare l’amore, pensieri sinistri… in un random instancabile, come flash incalzanti di giorno e di notte. Incredibile come son brava a piangere. Finalmente non ho più gli occhi ingessati. Gli aghi che bloccavano l’uscita del liquido sono saltati. Come il tappo dello champagne Louis Roederer l’Hermès de la Champagne. Come sono bruciati gli equilibri precari. Le persone che mi cingevano a morsa. Gli animi che non mi volevano bene. I jeans che ho buttato dalla finestra. Le maglie di cotone che ho ridipinto. I reggiseni di pizzo a cui ho staccato il ferretto.

Mi manca mio padre, l’ho perduto. Mi manca ciò che sono stata in passato, oggi sono il mistero della deuxième dame. Mi manca il tempo sequenziale, godo a malapena imprigionata nelle ventiquattro ore. Mi manca l’autorità di poter vivere come bramo, le responsabilità mi impongono battiti e debiti che ridurrebbero in polvere chiunque. Ma dentro sono colma di emozioni, tensioni, magie. Indirizzare tutto questo sentire nella scrittura catartica oggi non basta, no che non è sufficiente raccontare… spremere e soffiare. L’urgenza stavolta ha altri connotati che includono la fisicità, gli occhi negli occhi, le mani e gli odori. Gli abbracci, le chiacchiere, le cene in compagnia e le serate al cinema. I viaggi, le passeggiate, i cappotti stretti e la nebbia che avrà da venire. Le castagne cotte ed il vin brûlé, i baci di cui so ben immaginare il sapore, la frenesia che alimenta l’irrequietezza della mia anima.

Tempo fa una donna mi disse:<<Il giorno che assaggerai le tue lacrime ti verrà di nuovo desiderio di assaporare il mondo>>. Mangio sale da mesi, forse è per questo motivo che invece di andare incontro all’autunno, dentro lo stomaco sento un movimento circolare come fosse primavera? Forse una volta sarò anche stata bellissima, avrò amato perdutamente e compiuto gesta eroiche. Forse in origine sarò anche stata disincantata e nobile, governata com’ero dall’innocenza. Ma oggi, se mi guardo nuda nello specchio, non mi sento un’illusione. Sono sempre io. Le rughe solo un poco più spesse, il corpo un pò meno autostrada da percorrere in lungo ed in largo, la memoria di buchi fioriti.
Ma il sorriso… ah, il sorriso… quello è rimasto identico a se stesso. Come gli occhi che si fanno “ricci” anche quando cerco d’esser seria. Sono random. Un bottone da schiacciare per un film ogni giorno diverso, ogni attimo mai uguale a se stesso. Intrisa. Densa. Ridotta in poltiglia. Rinata nell’humus del mio stesso utero, mai più indispensabile, mai scontata, per sempre fragile. Come il vetro soffiato ancora caldo.

Ieri ho visto il trailer di un film in uscita proprio in questi giorni. Un professore chiede ad un suo alunno:

<<Che significa random?>>.
<<Alla cazzo di cane, prof>>.

Ed io mi son ritrovata a ridere nonostante la frase fosse volgare, perché un poco mi ci sento….in quel modo. Giro a vuoto, come capita. Nervosa più del dovuto, fatico a respirare a causa ansia da vendere e nel frattempo staziono in ogni anfratto emozionata. E’ l’anima. Tutta colpa dell’anima. O forse delle cose che m’invento per non fermarmi troppo a pensare, non saprei raccontare. Ma una cosa è definita: mi sto innamorando della mia imprevedibilità. Un’epoca a credermi solida e attendibile, gettata nel water. Che senso di compiutezza, che meravigliosa pulsione mentale, quasi erotica, da vento caldo tra le cosce. Tracimo i miei stessi argini e ramifico su più piani. Ho demoltiplicato le mie terminazioni nervose. Ho aperto i vasi lacrimali e la mente. A quando il chakra del cuore?

Me lo chiedo spesso, ultimamente. Sto in fissa. Apriti. Apriti. Apriti. Apriti.

Giro random.
Girata sto.
Giro le mani,
oriGami d’autunno.
E girami… che godo meglio, sotto di te.

48 thoughts on “Random

  1. Poi ti domandi come mai molte persone ti seguono e leggono… se tu potessi leggerti con il cuore e gli occhi di un’altro ti innamoreresti di te stessa.

    Tutto questo “random” della tua vita,queste lacrime, questo non so bene, questo tuo universo interiore è caos e dal caos nascono le stelle diceva qualcuno.

    Il chakra del cuore lo hai aperto da sempre per quello senti così tanto e a volte ” l’ansia da vendere” ti ricopre, forse devi solo dargli equilibrio.

    PS: Forse te l’ho già detto, forae penso solo di avertelo detto, ma…. il chakra del cuore ha due colori: verde e rosa. Il cuore è diviso a metà, una parte per ricevere e una per dare, il tuo problema è l’equilibrio, non devi aprire il cuore è già aperto come universo, devi imparare a prendere e pretendere, non solo dare…

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  2. Belli i pensieri erotici (e non avrei potuto dire altro, io).
    È bella anche la prima foto in alto a sinistra (nel post).

    Ultimamente uso l’espressione “a membro di segugio”, ma più riferita a cose pratiche fatte male. Per lo stato d’animo ne ho una molto più cruda ed evocativa

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    • Non avevo dubbi che tu avesti focalizzato la tua attenzione sui pensieri erotici e sulla prima foto in alto a sinistra:-) 🙂 Ti rivedo nella mia memoria all’Alveare che parli con Diamanta e per buon parte della serata mi son chiesta cosa avevi nella valigetta di cuoio…di sicuro nulla di ciò che aveva Mary Poppins.

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  3. Il testo è bellissimo… ma da te non mi aspetto niente di meno, per quanto riguarda il “a cazzo di cane” è un sentire comune e secondo me è un virus di cui sono affette molte donne in questo periodo.
    Un abbraccio

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    • Un virus! Perbacco non ci avevo pensato. Però mi fa ridere.
      Da piccola c’era un amico di mio fratello che lo ripeteva in continuazione.
      Ho sempre pensato fosse un cretino. Oggi è un prete missionario e lavora
      in Angola.
      I virus lasciano sempre strascichi imprevedibili:-)

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  4. Attenta a mandar giù troppo sale, il colesterolo potrebbe andarci a nozze e alzarsi a dismisura.
    Sai, te lo dico così, schietto, schietto, avresti bisogno di una vacanza anche di un solo giorno, ma ne avresti bisogno, se vuoi organizzo.
    Un abbraccio.
    Luca

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    • Oh ma che gentile sei, Luca.
      Devi sapere che sono un’esperta organizzatrice di vacanze, ma non posso farne per ora.
      Mi dovrete sopportare ancora in fase random per un periodo, prima che io mi possa stabilizzare sotto una palma.
      Un bacio
      S

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  5. Mi è piaciuto come hai preso a prestito la definizione di “random”. La volgarità non si identifica con la parolaccia. Forse era volgare la battuta nel film, ma nel modo come l’hai contestualizzata tu si dimostra che così non sempre è. Anzi, aggiungo che spesso la volgarità sta nel tono e negli atteggiamenti, più che nelle parole in quanto tali.

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  6. Facile innamorarsi di una Signora con tale grazia nell esprimersi, con tale scelta delle parole,dei riferimenti, delle immagini ….con tale ” sorriso riccio” … Difficile continuare ad Amare con tutta l Anima….ma per noi fans diviene categorico.
    Acdc ….. contestualizzato in questo modo diventa “altro” dalla volgare accezione che ne danno i pischelli…
    Sono in sintonia con il Suo CAOS Mia Cara Signora! Incredibilmente mi ci ritrovo più del solito nelle Sue parole. Quel guardarsi allo specchio e ” ri veder si ” … “ri trovar si ” nonostante le rughe un po’ più profonde, un asfalto un po’ più consumato….e trovare il proprio sorriso…che Resta Sempre Lo Stesso!
    Però se mi concede un consiglio…come qualcuno ha già scritto…dovrebbe partire per qualche destinazione ” calda” …Se vuole Signora delle Nevi posso suggerirne qualcuna low cost!
    Con tutto il rispetto….
    Ossequi
    Selenio

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    • Caro Selenio ritengo improponibile parlare d’innamoramento della sottoscritta, concedo al lettore il termine di “infatuazione”, giacchè il virtuale è un luogo di grandi pericoli ed anche fin troppo vivide fantasie. Lieta di apprendere che anche tu stai nel caos. Non è bello sapere di non esser soli? Lo trovo così… umanizzante.
      Per la destinazione calda che mi suggerisci…per ora ambisco al mio letto, che ha la giusta morbidezza ed il tepore che desidero. Purtroppo non ho ferie e non ho null’altro in programma se non il lavoro e la gestione della “peste bubbonica” che mi vive in casa.
      Vai tu a farti un bel viaggio low cost.
      Io quando decido di viaggiare non bado a spese.
      Un caro saluto lombardo quasi…annebbiato.
      Manca poco e arriva, me lo sento.
      S

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  7. …il cuore non sta in frenesia… mai..
    il cuore non conosce il tempo che va…
    non chiedere quando si aprirà
    chiediti quando gli aprirai la porta..

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    • Ciao Do. I momenti più difficili della mia vita, si sono verificati quando il mio Chakra del Cuore era chiuso. Sono nata col medesimo serrato, poi la vita mi ha portato alla sua apertura. Gli ho richiuso la porta il giorno che è morto mio padre. Essendo il cuore la porta d’accesso dell’anima non ho saputo gestire il dolore e la sofferenza emotiva che tale lutto ha comportato. Quando scrivo “apriti” è un invito non specificatamente al medesimo di ritornare a funzionare in modo armonico, ma un invito esclusivo alla mia persona di perdonare me stessa e gli altri al fine di riuscire a tornare ad amare.
      Ci sto lavorando. Chiedermi quando gli aprirò di nuovo la porta per ora è tempo perso: non conosco la risposta perchè murata viva nel palo di cemento che ho eretto con perfetta precisione credendo di sopravvivere.

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      • …a volte si aprono ma noi smettiamo di guardarle le porte perché in fondo sono sempre chiuse…

        Cmq auguri per il tuo percorso!

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  8. A certe letture, in certi periodi, si è più sensibili…
    quasi a toccare lo spazio tra una parola e l’altra, sarà che vorrei legarmi la lingua alla mano per poter scrivere le parole ma riesco solo a giocare col titolo del post e spostare le lettere trasformando il random in mondar perché di ripulire e nettare sento ora il bisogno.
    Un saluto

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    • Amagrammare la vita talvolta è salvezza. Si riesce a darle il significato sperato dell’istante, concedendoci il beneficio di essere solo noi stessi. “Mondar” diviene talvolta un’urgenza più che comprensibile innanzi al caos del mondo. Assecondiamo i bisogni.
      Un caro saluto
      Stefania

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