sproloqui

Di umane fatiche periamo,
invischiati in giorni ventosi.
Elettrici.
Arido, il deserto che conquista.
Rasenta i confini
di labbra spolpate
di baci e saliva.

Sottrae l’aggettivo soave
la poesia abortita,
appiattendo nell’affanno
ogni forma d’estasi.
L’ultimo anelato sentire cerebrale.

Umanamente fragili,
preserviamo le piaghe dei piedi
scegliendo di sederci.
Questa stanchezza cronica,
è sintomo esacerbato
di primavere in anticipo
o l’infezione perenne
da encefalomielite mialgica?
Per resuscitare,
sarebbe utile
saper morire.

La sopravvivenza,
nel duello…
è un bisturi
perennemente stanziale
nelle natiche.

8 thoughts on “sproloqui

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...