Tempus Fugit

stefania diedolo tempoIl tempo non mi basta. Manca nelle viscere. Sulle dita delle mani. Nelle gambe che corrono dalla mattina alla sera. Detesto gli orologi che rubano vita, baci e sangue nelle vene. Odio questa ciclicità che lenisce e dimentica. Non voglio guarire le ferite che devono farmi male! Fondamenti per ricordare ciò che è bene e ciò che è Male. È un tempo maledetto… quello che mi consuma come un pranzo frugale lasciandomi senza resistenza. È un maleficio contagioso. Più lo rifuggo e più incombe come un avvoltoio sulle rughe, la schiena di cartone che piega tra energie disperse in abbracci muti, consapevoli della loro fugacità. Tutto questo tanto, tutta questa unicità… un tormento senza fine disperso nello srotolarsi dei secondi sulle lancette dell’umanità.

Proprietà immagine Stefania Diedolo

25 thoughts on “Tempus Fugit

    • Ciao Petra 🙂 Ho qualche esperienza in merito alle pubblicazioni letterarie, ma non mi ritengo una professionista pur essendo sempre professionale nel mio affrontare l’argomento in questione.
      Quello che mi chiedi non è semplice.
      Mi specifichi di quale raccolta stai parlando: poesie? racconti? un romanzo?
      I blog sono un insieme variegato di pensieri spot e brani più o meno lunghi dai quali si può tentare di desumere la tecnica narrativa di un autore, ma che non sono sufficienti per connotarne la creatività e le sue abilità.
      Se hai un racconto o un romanzo da inviarmi da leggere te lo leggo volentieri, poi ne possiamo parlare.
      Scrivimi a stefaniadiedolo@alice.it

      Ciao

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  1. Se a scuola ci insegnassero un po’ di fisica moderna, avremmo consapevolezza sin da giovanissimi che il concetto “naturale” che abbiamo di tempo non è naturale affatto, e magari questo ci aiuterebbe a vivere più concentrati sul presente… Ma la fisica moderna non ce l’hanno insegnata da giovani, e il tempo incombe su di noi. Possiamo sempre però cercare di vivere il presente, applicando il “memento mori” degli antichi (o carpe diem se ti piace di più ma il concetto è davvero lo stesso). Sempre ti abbraccio. Con un sorriso.

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    • Cara Shera, bello il parallelismo, ogni tanto me lo dico da sola di osservare la natura e trovare in essa le risposte.
      Purtroppo la società se ne frega di ciò che propone l’Universo. Se dovessi rispondere al mio Capo Area che sono rallentata perché stavo osservando una farfalla su uno stelo… mi farebbe internare presso la Neuropsichiatria di Bergamo.
      Il mio tempo biologico e mentale indiscutibilmente non si è sposato con il tempo sociale. O mi sono reincarnata per sbaglio in me, o devo apprendere l’arte del lassismo.
      Un caro saluto:-)
      S

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  2. ogni tanto è doveroso evadere dalle logiche dello stress,
    anche le auto di formula 1 fanno le soste ai box.
    una vita con troppi pesi diventa un treno merci.
    Scatta la metafora…
    quando l’alta società organizzava le feste,
    i personaggi importanti arrivavano sempre in ritardo

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    • Dici bene: evadere è diventato prioritario su tutto. La sera mi ritrovo spesso a cercare sull’agenda spazi anche di mezz’ora o un’ ora per STARE SOLA, quando fino a qualche anno fa non ne avrei minimamente sentito il bisogno.
      Il sistema di oggi, paragonabile ad uno stritola-cervelli con logiche sottostanti di carattere prettamente economico, non fa proprio per me. Sono in sofferenza. (per ridere) Non voglio essere un treno merci e a dirtela tutta, non amo nemmeno andare alle feste. Ho la laurea nel dare forfait:-)

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  3. Tu sai che ti leggo sempre, e davvero qualche volta rimago lì davanti alle tue parole, perchè ogni mio commento sarebbe inutile, come aggiungere acqua al mare.

    Se scrivo e solo per dirti, ci sono, ti ho letto e, forse non tutto, ma comprendo.

    Bacio anima bella

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  4. Quando sei qui, tra queste tue pagine, il tempo mostra lo stesso crudo cinismo? Intendo dire la scrittura per te con tutto il suo retaggio di emozioni cambia il tuo tempo mentale? E quello emotivo? Ciao Stefania.

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    • L’avvicendarsi delle parole nella mente e la catarsi dello scrivere sono le uniche attività in cui non avverto lo scorrere del tempo né emotivo, né mentale. Ritorno dall’ALTROVE per stanchezza, solitamente. Posso quindi dire che è sempre il mio tempo biologico (fame, sete, pipì) a riportarmi al tempo reale.
      Ciao Enzo😉

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