Come diamine fate?

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Tra il serio e il faceto me lo chiedo ripetutamente: come diamine fate ad essere così presenti sui SOCIAL? Intendo dire: come riuscite a leggere e commentare tutti? Lo fate di professione o siete semplicemente spettatori attenti? Buon Dio, io non sono all’altezza. Sì, ci ho provato. In principio leggevo tutti i post dei BLOGGER che seguo, poi prima di dormire davo una sbirciata a FACE, rispondevo ai messaggi, ai commenti e scorrevo la HOME per un breve aggiornamento. Mio malgrado devo riconoscere che da qualche mese non riesco più a rincorrere le migliaia di riflessioni che impazzano. Sono implosa arrivando al punto di silenziare le notifiche di twitter, di facebook, dei gruppi di wazzup, le mail ed anche gli sms ordinari. Le spiegazioni si contano su tre dita: o sono invecchiata, o le giornate si sono ristrette, o questo mondo virtuale non ci sta nelle ventiquattro ore ordinarie di una persona mediocre e comune che lavora, scrive, fa la mamma, la moglie, la figlia, la sorella e l’amica. Stare sui SOCIAL è diventata una maratona che mi sfinisce, che se mi perdo un invito o dimentico di mettere il mio LIKE giust’appunto rischio di essere ritenuta misantropa dalle donne e selvatica dai maschietti permalosi. So cosa significa POSTARE, lo faccio anch’io quando ho qualcosa da dire, so cosa vuole dire creare un evento sperando che gli inviti arrivino a destinazione e qualcuno rimanga coinvolto, ma non ho mai imposto agli utenti una presenza “per forza” di cose. Io invece… mi sento molto disagiata, quasi diversamente abile non avendo il dono dell’ubiquità. Perché sono arrivata ad affermare questo? Due giorni fa un contatto ha risposto ad un mio commento in questo modo: <<Oh, guarda… due frasi in croce della Diedolo. Miracolo!>>. Se al momento mi è venuto da ridere, un secondo dopo ho pensato: ma tu scrivi per sporcare un muro o per avere affetto virtuale? Perché io attraverso l’APP di un Iphone non so se sei un uomo, una donna, un fake, un misogino, un prete o un depresso visto che non sei nemmeno loggato con nome e cognome e come profilo hai giusto una bella foto con delle margherite in una tazza di ceramica bianca. Abbello, devi sapere che io arrivo casualmente, sempre casualmente leggo e se l’anima mi solletica il neurone che non dorme lascio un pensiero libero. Il fatto che sia libero è fondamentale per il mio benessere. Non scrivo e non metto like per dovere. Mi rifiuto. WordPress invita gli utenti a navigare, seguire e commentare per allargare la cerchia dei followers. E’ spiegato benissimo nelle note operative come ottenere una piattaforma seguita e famosa. Eccellente, pensai anni fa. Bene. Ormai è chiaro che per essere nell’Olimpo dei Web Influencers… nella vita devi fare solo quello. Quello del blogger è un lavoro vero e proprio, ci vuole passione e competenza per catturare il pubblico con i propri post. Diversamente… ciao. Sono nella blogosfera da oltre dieci anni, non sono nemmeno tanto conosciuta considerato il lungo periodo che sono in rete. Su facebook la storia è diversa perché mi entrano in massa, ma quello non è un salotto virtuale, è una piazza pubblica dove si fa mercato e accetto tutti perché moltissimi sono lettori. Ritengo sia doveroso concedere l’amicizia virtuale a chi spende anche solo 2,50 euro per acquistare un mio ebook. Tornando a me, mi sbatto dalla mattina alla sera per vivere dignitosamente e… mio malgrado ho accettato che non riesco a seguire tutti. Mi scuso se sono latitante, mi manca il tempo ed anche la filosofia probabilmente. Da circa un anno sto scrivendo un romanzo che mi sta togliendo la vita. Quando ho del tempo libero la mia testa è lì, con i miei personaggi. Detto questo, sono al punto di partenza. Qualcuno mi spiega come riuscite a tessere una maglia di contatti così fitta e duratura? Quante ore dormite per notte? Lavorate? Siete dipendenti, liberi professionisti o pensionati? Me lo chiedo… perché siete in molti ad essere super attivi. Perbacco, dove trovate il tempo? Dite la verità siete la Banda Bassotti del secolo e vi siete presi anche i miei intervalli? Se mi confronto con la forza virtuale di alcuni di voi sono perfetta per interpretare la battuta della Litizzetto: “non so ballare, non so cantare, sono stonata come un rutto”. Sarà anche troppo poco, ma di più gna posso fa.

54 thoughts on “Come diamine fate?

  1. considero tutto ciò che viene dalla blogosfera un “nice to have”. Se c’è bene altrimenti amen…Sulla base di questo pensiero viene di conseguenza tutto il resto. Non sentirti in difetto. Ognuno dedica il tempo che ritiene necessario ad essere “social-presente”. Il post che hai scritto è una esaustiva e piacevole lettura ma sarebbe stato sufficente anche un…TORNO SUBITO 😉

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    • Ciao Gatto, ma io non voglio scrivere torno subito. Non vado da nessuna parte. Al massimo lo dico a mia figlia quando esco per andare in farmacia. Io volevo proprio capire come alcuni facciano a fare ciò che fanno. Mi rendo conto che sarà difficile ottenere una spiegazione. Ah… non mi sento in difetto fino a macerarmi di sensi di colpa eh! L’ho scritto nell’incipit: tra il serio e il faceto:-)
      Gnao

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  2. Ciao Stefania, oltre a condividere e ritrovarmi in toto nelle tue parole, queste mi danno molto da riflettere… o meglio, mi obbligano a fermarmi un po’ di più perchè se prima pensavo di essere la sola deficiente a pensarla così, quindi era “colpa” mia, oggi se anche tu scrivi questo e lo avverti.. vuol dire che non sono del tutto pazza. Mi è capitato di essermi trovata bene a chiacchierare con un blogger, tutto lecito tranquillo all’inizio… poi mi sono ritrovata un papiro pieno di invettive perché sono stata una delusione, in quanto non sto costantemente dietro ai vari social. Non c’è bisogno di ripetere concetti che hai già mirabilmente espresso… e mi viene solo da dire a questa gente: ” scusate, se ho una vita…VERA.” . Un saluto di supporto 😉

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    • Oh ecco una donna come me.
      Non siamo pazze Pagsy. Il problema è che nei social ne girano anche troppi. Ho scritto questo post tra il serio ed il faceto perchè non voglio essere pesante, la vita vera è già drammatica di suo, ma constatare che la gente ha delle pretese assurde mi ha fatto riflettere sul senso di questi luoghi di condivisione aperta e libera.
      Io non voglio le manette.
      Un caro saluto anche a te e grazie
      S

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      • Ahahahah! Hai perfettamente ragione… nei social ne girano troppi di pazzi! Io oltre a sapere come fanno ad essere sempre interconnessi, vorrei anche chiedere loro com’è possibile che senza aver mai visto una persona in viso, averne intuito la “pelle” vadano blaterando di grandi amicizie (dopo 10 giorni?) o – peggio che andar di notte – di amore? Io voglio continuare (come ho sempre fatto) a leggere e commentare ciò che mi stimola e/o incuriosisce senza obblighi. E questo vale per WordPress, Facebook, Twitter e compagnia bella. Se non dovessi sentirmi libera di farlo… son capace di eliminare qualsiasi profilo abbia nel mondo di internet perché se mi si costringe a scegliere, io non rinuncio alla vita di tutti i giorni… per quanto stressante, faticosa, noiosa, rompiballe ha (come scrive Baricco) “ha di speciale di essere normale”.
        Ciaoooo! Simona

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  3. Ma va! Fottittinne (detto con accento siculo strampalato).
    Il tempo per far quello che hai appena descritto, lo hai solo se non fai un azzus tutto il giorno, non solo, non fai un azzus tutto il giorno e stai davanti a un monitor o un cellulare costantemente e fai diventar la tua vita la rete.

    Io scrivo quando ho voglia da me, e leggo quando ho voglia dagli altri, il discorso vale qua e su tutti i social esistenti al mondo, e ti parla una che ama i social (entro certi limiti).

    Non farti sentire la pressione addosso da frasi cretine come quella delle “due frasi in croce”. Quando le dicono io penso, che mi spiace per loro, davvero tanto. Hanno una vita reale talmente vuota che passano la vita davanti a uno schermo.
    Chi ha una vita piena non può passarla costamente da solo davanta ad uno schermo

    Insomma, mia bella e amata signora, mia anima dalle mani affusolate che lavorano, per dirla alla Diamanta, fai quello che azzus vuoi, se la cosa li disturba è un problema loro e non tuo, e fanculizza come non ci fosse un domani 😉

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    • Certo che di Diamanta ce n’è una sola ed è pure amica mia. Ti adoro.
      Il post mi serviva per riflettere e condividere. Temo di non essere l’unica ad avvertire il disagio.
      Ovvio che fanculizzare come se non ci fosse un domani è l’unica regola ad avere efficacia.
      Ti abbraccio
      Stefy

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      • Non sei l’unica ad avvertire il disagio, lo è la maggior parte delle persone, e nessuno però riesce a staccare da questa pressione “social”.

        Fino a che non impariamo il distacco (una volta nel paleolitico dei miei anni, bastava chiuder la porta dietro se per staccare), avremo la sensazione di peso da pressione altrui su di noi.

        Nella rete oltre alla gente strana (che magari strani lo siamo un pò anche noi), ci sono gli ignoranti, i troll (altra bella razza), i perditempo, i bisogni di rivalsa, e altre categorie che ben conosci. Una volta questi li lasciavi fuori casa, oggi con un click di un iphone o di un pc, te li trovi in casa

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      • Sai, nessuno ne parla ed in qualche occasione mi son sentita una mosca bianca.
        Sta storia poi del click e te li ritrovi in casa è un incubo.
        Quand’ero piccola bastava chiudersi in camera a chiave con le cuffie dello stereo e manco i miei genitori mi trovavano piu.

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      • Possiamo farlo ancora… non è facile, lo so, siamo condizionati e non poco. Nessuno escluso, neppure io.

        Guarda che lo noto anche sempre più spesso ormai, chi non ha fb (per far un esempio) è tagliato fuori dai giri sociali anche reali molte volte.

        Chiaramente parliamo di “amicizie” di conoscenza, ma comunque possono far sentire l’isolamento in una società che già isola. In chi magari sta cercando un pò di calore umano.

        Noi dobbiamo organizzare invece un’altro incontro dal vero, mi manca un’altra foto solo di occhi che sbucano da un tavolo ❤

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      • Dici una verità. Molte attività culturali e ludiche transitano da facebook. Gli stessi eventi letterari da me organizzati se fossero stati limitati al blog non avrebbero avuto il seguito che ho registrato.
        Quello che mal digerisco è la “pretesa”. Ognuno dovrebbe esser libero di fare come si sente.

        (Vieni a casa quando vuoi, lo sai. Ti aspetto sempre con grande gioia).

        S

        p.s: faremo la foto solo delle mani:-)

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  4. aaaah …ho da poco scritto un post, intitolato proprio (A)SOCIAL …nel senso che tutti questi “social” network fanno diventare asociali nella vita “vera”.
    Io per scelta (ed anche per snobismo) a parte il blog ne uso solo uno di tipo professionale (LinkedIn, per capirci) ma rifiuto di essere presente in tutti gli altri. Se ciò significa che io per molti non esisto, meglio così

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    • Sapessi quante volte ho pensato di chiudere tutto: blog, face e twitter (che tra l’altro utilizzo di supporto al blog perchè in 140 caratteri non so nemmeno mandare a quel paese), poi mi dico che non posso permetterlo se voglio continuare a pubblicare.
      Purtroppo non sono la Mazzantini:-( e non lo sarò mai.
      La visibilità del web mi occorre per pubblicizzare la mia attività.
      Sto diventando un orsa, Maurizio.

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  5. Bellissimo post, per il quale non è sufficiente un like ma bisogna scriverlo!
    Quando posso leggo a destra e a manca e se il tema mi piace lo esterno.
    Brava Stefy continua così…come sempre 😉

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  6. Il mio social si limita al mio spazio qui su wordpress e all’immancabile “wazzup”, eppure è difficilissimo rimanere in pari… mi ritrovo a scorrere i post della giornata la sera tardi, con le palpebre calanti e un encefalo mezzo addormentato… ma proprio non riesco a starci dietro prima 😉

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    • Mi rendo conto che siamo in molti ad essere nella stessa condizione… grazie per la tua testimonianza, probabilmente non lo sai… ma ciò che per me stava diventando un “cruccio” si è improvvisamente dipanato. Siamo in tantissimi a non essere connessi 24 ore al giorno. E se ci perdiamo qualcuno o qualcosa per strada, fa niente. La vita vera non ha bisogno di connessione, ma di gambe sotto un tavolo imbandito di pane e marmellate e formaggi da condividere con gli amici. Non possiamo essere ovunque contemporaneamente, accontentiamoci d’essere normali:-)

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  7. riflessioni interessanti e condivisibili, difficile sottrarsi alle logiche del potere tecnologico che mira a far vivere miliardi di individui connessi h24, il perpetuo scambio di dati e opinioni non ha risvolti positivi perché crea overdose.
    Un dato la dice lunga, da quando esistono i social, blog annessi, si scrivono più libri ma se ne vendono meno, questo significa che l’interazione martellante è ammorbante, annichilisce interesse e curiosità, distorce le linee interpretative e crea proiezioni negative.

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    • Quanto mi piaci quando sei filosofo nell’anima, tu non lo puoi sapere.
      Quoto tutto e ti faccio un applauso carissimo Tads.

      Concedimi una burla: “adesso capisco perchè non vendo come Totti, Clerici e Parodi”. Siamo in overdose di riflessioni impegnate con una interconnessione che è satura.
      Terminato il romanzo che sto scrivendo, sparirò dal web e mi dedicherò ad una parodia molto divertente sulla vita di una bancaria per caso.
      Sia mai che sottraendomi dalle logiche del potere tecnologico io ritrovi la “salute mentale”.

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      • la salute mentale non ti manca di certo, più o meno sono sullo stesso tuo binario, tra due anni ne compio 60, l’età giusta per sparire dalla rete e ritirarmi in campagna, vi tocca sopportarmi ancora 22 mesi 😀

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      • Io ne ho 47, ma prima dei 50 sparisco. Vivo già in campagna, devo solo scoprire quale sarà la tua così ti vengo a portare le uova e i conigli e tu mi insegni a scrivere😁

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      • sono sul confine Piemonte/Liguria, cioè, adesso vivo ancora a Torino ma tra un paio di annetti mi trasferisco, non ho niente da insegnarti ma uova e conigli portameli lo stesso 😉

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  8. Scrivo al massimo un post alla settimana o ogni due. Leggo negli intervalli di tempo FB, WordPress mi porta via più tempo perchè ci sono pesone che publicano 5 o 6 post al giorno!
    una volta leggevo tutto adesso no, se no dovrei passare troppo tempo a leggere. Ho i miei siti preferiti e quelli li seguo con costanza. Un abbraccio non diventare matta.

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    • Ciao Enrico, grazie.
      Non divento matta, ma è aumentato in modo esponenziale il tempo da dedicare al tutto e mi sono resa conto che non ci sto dentro. Leggendovi ho compreso di non esser l’unica. Evidentemente chi è connesso 24 ore al giorno fa solo questo…oppure ha un lavoro che concede spazi.
      Grazie per la condivisione, un saluto
      Stefy

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  9. Nah… per quanto mi riguarda è solo a momenti. E poi “baro”… quando ho tempo preparo i post tutti insieme e li mando schedulati “a tempo”… Il rammarico è non leggere i post dei blog che mi piace seguire e che hanno contenuti non superficiali, ma riesco sempre a recuperare in qualche modo, prima o poi.
    C’è da dire che NON ho nessun sistema di messaggistica o di roba social che seguo, quello mi aiuta.

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    • Ciao Gianni, la programmazione temporale è decisamente utile. Mi è accaduto di utilizzarla, soprattutto nei periodi di grande lavoro. Leggere tutto lo scibile… è divenuto improponibile anche per me. Purtroppo il tempo è inclemente.
      Buon Anno Nuovo 🙂
      Stefy

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