Infinitamente tu

desiderio

Ho bisogno delle tue labbra. Un’urgenza imprevista e devastante, come fossimo amanti frementi nascosti tra i portoni dei palazzi e protetti dai muri scrostati della città.
Mi chiedo cosa ti sei messo in mente dopo aver appreso che far l’amore sarebbe stato un pò come carpirmi l’anima!
Non rimuginare sulle parole sussurrate in quel teatro di provincia, alle confidenze timide dei primi incontri.  Me ne faccio carico io che ne conservo il monopolio. Se desideri le impilo e le trasformo in coreografia per una commedia melodrammatica da lasciare ai posteri.
Ora pretendo solo di sapere chi sei e cosa mi hai fatto.
Non sono quieta se rievoco quel tuo sguardo penetrante sulle mie mani. Non sono obiettiva se come in un’istantanea ti rivedo mordere ripetutamente  il labbro inferiore.
Ti aspetto nuda di preconcetti appoggiata ad un marcapiano denso di respiri e peccati. Sogno un bacio denso. Mi basterebbero le tue labbra per capire quanto son dentro te. Il desiderio di noi, seducente e delicato, ha trasformato la trepidazione dell’aspettativa in un fremito di afflizione. Mi sussultano i pensieri, le sciarpe, le impunture giallo oro del cappotto, mentre m’incendio e mi spengo al ritmo delle luci dei balconi… di un Natale già consumato, che quasi non ho avvertito passare.
Sogno i tuoi capelli ondulati tra le mie dita magiche. Le tue mani lisce tra le mie cosce calde. Il tuo sospiro arrendevole adagiato sui miei piccoli seni. Desidero una notte senza autocontrollo, senso e nome.
Mentre sono in attesa tengo gli occhi socchiusi e bacio l’aria circostante cercando d’immaginare di quale sapore sarai. Gelsomino? Ginepro? Tamarindo e limone?
Quando mi toccherai fa che non ti debba chiedere mai niente, fa che nulla sia scontato, ch’io possa bastarti. Quando mi stringerai tra le braccia, fa che tutto scivoli come pioggia sugli specchi.
Non abbiamo tempo per costruire il senso, non abbiamo una logica tangibile che possa assicurarci l’eternità.
Quand’anche fosse  solo una parentesi d’azzurro, non compromettere con infiniti dubbi l’evidenza di questo mio sussurrare piano il tuo nome, mangiami e tremami addosso, così ch’io possa sentire lo scorrere del tuo sangue dal ventre fin sotto il collo della camicia.
In questo tempo sospeso, tra paradossi e rivendicazioni, ho saputo scorgere solo un sorriso felice danzare dentro i miei occhi: il tuo. I ricordi confusi me li ha spazzati via la tua delicata innocenza, le movenze candide del tuo camminare lieve sulle punte dei piedi.
Baciami senza rimandare a domani ciò che appartiene all’istante. E’ giunto il tempo di un amore nuovo, un amore diverso. Vuoi stare con me per sempre, giorno e notte e senza eccezione… all’estremità dell’universo?

32 thoughts on “Infinitamente tu

  1. In effetti manco da troppo qui. Ma ti giuro la colpa è di wordpress che non mi manda più i post dei miei amici. Cosicchè sono costretta a girare da sola tra il ricordare il nome dei vostri blog e il ricordare di passare a trovarvi, tra un correre e scappare sempre di corsa da Arianna, parenti, e amici. Ora che sono qui però mi fermo dieci minuti in più per augurarti anche se in ritardo , tante buone feste e che l’inizio del nuovo anno porti con sè , per te, tante soddisfazioni. Un grande abbraccio. Isabella

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  2. Ti ho scoperta x caso e credo che ti leggerò
    Hai dato voce al mio cuore,in questo Natale che mi ha fatto incontrare un uomo dall’ anima bella e gentile,a cui non apparterrò mai ,e che non sarà mai mio veramente!
    Un emozione così travolgente e così forte da fare male……nel profondo del cuore!!!
    Grazie.

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  3. Stavo per fare il bauscia* e ringraziarti per la dedica, ma poi ho letto “capelli ondulati” e mi sono rimangiato tutto 😉
    Ti auguro tante positività, e non solo per il 2016

    *equivalente milanese dello “sborone” emiliano

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  4. Meraviglia.. Che non riesco commentare.
    Se non con un bacio.

    Non potevo non passare per lasciarti anche il mio augurio per uno splendido anno nuovo.

    L.

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    • Buon Anno Nuovo a te caro Tads e grazie.
      Spero tu stia bene, io sto lavorando come una pazza a ciò che sai e tra momenti di sconforto e illuminazioni che mi stendono vado avanti tra mille peripezie mentali.
      Ti scriverò presto, devo chiederti un consiglio e già so che tu saprai guidarmi.
      Ti abbraccio
      Stefania

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  5. Leggere un racconto come questo pone delle riflessioni. Chi scrive ha coscienza che ciò che scrive è a tutti gli effetti un atto di seduzione? Chi legge, un uomo nello specifico, tende a impersonare, anche inconsciamente, di essere l’oggetto/soggetto dei desideri della protagonista del racconto. Immagina di essere colui che porterà gioia, serenità e piacere nel cuore del personaggio. L’uomo che dedicherà la vita a questa missione. E’ seduzione. 🙂

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    • Scrivere è un atto d’umiltà perché si mettono a nudo i pensieri anche più reconditi. Chi come me lo fa con l’anima, regala al lettore tutto: il dolore, la gioia, la solitudine e nel brano in oggetto la seduzione. L’immedesimazione non avviene per tutti nello stesso modo. Alcuni si rivedono a specchio, altri cercano risposte e taluni restano incuriositi. L’arte è il mistero del nostro vivere, attraverso essa noi autori diamo vita al dramma/commedia che è l’esistenza ed i lettori a seconda del loro vissuto danno il via alla danza delle emozioni che conoscono e disconosco.
      Con questo tuo commento mi hai fatto un gran complimento, come autrice ti ringrazio. Se in poche righe tu hai colto “seduzione”, io ho fatto bingo perché era esattamente lo stato emotivo a cui volevo dar vita.

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