Niente

niente

Giorni fa avevo chiesto ai miei amici blogger di quale argomento avessero piacere io scrivessi. Sono rimasta stupita delle svariate risposte e dei suggerimenti utili che mi sono stati regalati. Tra le tematiche che più mi hanno colpita c’è quella di TADS:”Scrivi del Niente, guarda che non è facile”. Sul momento pensai: “che vuoi che sia parlare di un qualcosa che non-è”.

Poi mi sono accorta che l’invito dell’amico nascondeva qualcosa d’insolito.

Parlare del niente, descriverlo come “qualcosa” avrebbe significato trasformare l’oggetto della domanda nel suo contrario. Con la conseguenza che anche ogni risposta sarebbe risultata per principio impossibile.

Eppure rispetto al Niente qualsiasi sua definizione mi risultava essere un controsenso.

Se per logica non posso fare del Niente un oggetto, avrei già terminato di scrivere l’articolo, salvo io non faccia a brandelli la logica e inizi a filosofeggiare senza intelletto.

Nel mio tentativo di capire e argomentare mi limiterò quindi a scardinare i preconcetti osando asserire che è bello come ognuno di noi colori il Niente della sua soggettività. Chi di dolore o assenza di dolore, chi di viola o arancio, chi di vuoto o pieno, di ferite o assenza di ferite. Perché si sà, alla fine chi vive ancorato alla realtà trasforma tutto in proiezioni psicologiche.

Parmenide (filosofo greco) asseriva che le verità assolute esistono anche quando non ne siamo a conoscenza e per assurdo potrebbero essere Tutto come Niente. Nell’ipotesi quindi che una verità assoluta fosse un bellissimo Niente, la verità tornerebbe subito all’Essere, perché il Niente nel contempo sarebbe la Verità che diventa “quel qualcosa”.

Troppo complicato? Non preoccupatevi stiamo parlando di niente quindi è normale la mancata comprensione di ciò che non-è. Io stessa sono consapevole che, nonostante credo d’aver capito, domani ricorderò ben poco e lo affermo con la stessa determinazione con cui dichiaro che mai dimenticherò quanto amo mangiare le lasagne.

Quando mi avventuro nei miei romanzi spesso mi viene ricordato che la mente non può immaginare di più di quel che vede. Nella tristezza del dato di fatto, anni fa ho osato pensare “A questo punto meglio essere una scrittrice mediocre che essere niente”.

Non so se tutti sarebbero d’accordo con questa asserzione, perché in una vita di speranze disilluse e sconfitte il Niente potrebbe apparire davvero meglio dell’essere sfigati e falliti, addirittura un colpo di fortuna.

Ecco, credo che questo sarebbe l’unico caso  in cui vorrei che il niente fosse veramente niente.

Citando Oscar Wilde, ho amato molto parlare di tutto questo niente. E’ l’unico argomento in cui ho compreso di sapere veramente tutto.

52 thoughts on “Niente

  1. “E’ l’unico argomento in cui ho compreso di sapere veramente tutto.” Beati coloro che possono affermare questo. Di essi è il regno dei cieli. il peggio è andare verso il Niente, come diceva inconsciamente Solone utilizzando il verbo invecchiare, imparando ogni giorno nuove cose.

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  2. Per comprendere qualcosa sul Niente, credo bisognerebbe intendersi sul concetto del Tutto.
    Ho l’impressione che il Tutto sia interpretato come tutto ciò che conosciamo e, sulla base di ragionamenti tipicamente induttivi, assumiamo ipotesi anche su ciò che non conosciamo, includendo quindi nel Tutto anche ciò che non conosciamo.

    Mi spiego con un esempio: sappiamo che le galline ogni mattina fanno le uova (il Tutto). Non sappiamo cosa succederà domani, ma siccome sino ad oggi la gallina ha fatto l’uovo, per induzione, sappiamo che lo farà anche domani (“la mente non può immaginare di più di quel che vede”). Ecco che esiste solo il Tutto.

    Credo che il punto sia proprio questo: nella nostra testa il Niente non esiste. Mentre invece, per ciascuno di noi, credo esista un Niente oggi (ES la gallina domani non fa l’uovo) che è e farà parte del Tutto di domani (ES la gallina non ha fatto l’uovo).

    Quando qualcuno osava entrare nella biblioteca di noto saggista, gli chiedeva sempre: quanti libri, che te ne fai, non li avrai mica letti tutti? La risposta era sempre la stessa: sono molto più preziosi i libri non letti di quelli letti.
    Aggiungo io: perché allargano la vista, includono nel Tutto (la conoscenza) anche ciò che oggi, per qualcuno, è Niente.

    Insomma: il Niente di ciascuno potrebbe essere forse la parte più importante del Tutto.

    Che dici, avrei forse fatto meglio a scriverti niente?
    😉

    L.

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  3. accipicchia, mi hai preso sul serio 😉
    bellissima performance 😀

    forse il niente è semplicemente ciò che ignoriamo, ciò che rifiutiamo, ciò che tendiamo a nascondere, magari è ciò che da sempre cerchiamo, probabilmente il niente è la realtà vera… mi fermo qui perché non voglio assolutamente fare il Gigi Marzullo della situazione 😀 😀 😀

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  4. Eppure preso dai cambiamenti, dal niente e dai cazzeggiamenti una cosa l’ho dimenticata…. c’era qualcosa che non mi tornava …. a te che come me sei ottobrina e bilancia… un caro augurio di b.c. anche se in ritardo

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  5. Sicuramente difficile dire e fare sul Niente, una lode a te per aver provato. A pensarci bene, sai chi riuscirebbe? Ce la farebbero i bambini, loro sì, loro nel niente trovano il tutto, con un niente creano la spettacolarità. Noi siamo troppo condizionati e disincantati per continuare a riuscire ad attribuire al niente la sua grande validità.

    Auguri per il tuo compleanno 🙂

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    • Ciao Marirò, grazie mille per gli auguri.
      In effetti questo niente che circola e ci devasta sembra sempre una negatività, quando invece magari è un tutto che non sappiamo più vedere. I bambini… loro si che sarebbero in grado di disquisirne.
      Chi se non loro ed il mondo fatato che li abita.
      Un caro saluto
      Stefania

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  6. ma dai! veramente particolare!
    difficilissimo parlare del niente perche alla fine significa anche parlare del Tutto…
    Perchè come ogni contrario c’è una sottile linea che li divide unendoli… eh…
    bello scritto!

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      • In questi ultimi dieci anni ho fatto molta gavetta e diciamo che il pubblico ha iniziato a scoprirmi, ma per emergere sul serio, oltre ad essere dei seri professionisti (io non vorrei mai emergere per una questione di business fine a se stesso), devi trovare un editore grande che decide di investire su di te. L’Italia è un paese pieno di gente che scrive e nessuno legge. Un controsenso in termini.

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      • gli autori veri che scrivono per passione e con cognizione di causa vengono sempre apprezzati,… immagino ci voglia tempo e fatica e a colte credo ci si possa anche un po demoralizzare… ma prima o poi si viene ripagati di sicuro. a volte gli editori mi sembra si muovano piu per marketing che per merito vero a dirti la verita, parlando da profana ed esterna alle regole editoriali…

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      • Ti garantisco che hai scritto una verità. Se non ravvedono la possibilità di fare un business non ti calcolano affatto anche se scrivi da Dio. Restano deli imprenditori, in questo caso l’arte viene un poco discriminata. Io comunque non mi abbatto, ho un libro nel cassetto titolato KARMEL in cui credo molto. Vorrei pubblicarlo nel 2017, vediamo se ci riesco. Sarebbe il terzo. Già sono soddisfatta così.

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      • prima di aprire il mio blog non conoscevo il mondo dei self… e ora invece mi rendo conto che davvero ci sono bravissimi scrittori che non hanno la possibilita di coronare il loro sogno e mandare avanti la passione in maniera piu reale perche non hanno un nome…
        li ho visti nel tuo blog… perdonami la mia scarsa praticità… ma li trovo anche su amazon?
        piano piano arriva il momento giusto!

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      • Io pubblico con una casa editrice la Brancato di Catania.
        Non mi sono mai buttata sul self publishing che ritengo un errore madornale.
        Se clicchi sulle immagini dei miei romanzi presenti sulla colonna di destra del mouse vai direttamente su Amazon. Li trovi sia in formato cartaceo che Kindle, ma forse ioAmo cartaceo su Amazon è terminato, lo trovi su Ibs.
        Ma se cerchi li trovi ovunque.

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      • Oh scusa se rispondo solo ora..
        A volte mi sa che pero il self rimane l’unica via per qualcuno che rimane nell’ombra?
        Boh.. Non me ne intendo!
        Appena ho PC e connessione normale prendo i tuoi libri!
        Notte!

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