… questo atavico bisogno di sognare…

eros

“… è stato quando ti ho afferrato e ti ho mormorato fammi fare l’amore che non hai esitato a fermare l’auto sulla tangenziale ingolfata delle diciannove. Mi hai guardata negli occhi e trattenendo l’emozione mi hai sussurrato se ero convinta. Non desideravo altro da quando avevamo giocato tra il grano dorato e le tue mani mi avevano aiutato a medicare una stupida sbucciatura. Ti ho guardato da vicino mentre mi pulsavano le tempie, l’inguine e le dita strette alla lana del tuo cappotto. Non ero più io, stavo diventando un Noi, ma ancora non lo potevo nemmeno immaginare…”

Trattasi di prosa breve che ho scritto sull’onda di un momento in cui desideravo sognare da sveglia e abbandonarmi all’emozione. Lo faccio spesso quando il bisogno di scrivere è privato e non ha nessun obiettivo particolare. Lo avevo messo su un social, accompagnato dalla foto che vedete sopra, quasi per noia durante una serata di pioggia ove non avevo la forza di costruire pensieri particolari, ma solo l’urgenza di farmi una carezza. Il risultato è stato pazzesco. Non so quante mail, messaggi in privato, telefonate e commenti ne sono scaturiti. Questo bisogno di calore che ci uccide e ci fa sperare è un’onda emotiva che disperde raziocinio ed equilibrio. Forse perché nel desiderio immaginifico possiamo scardinare ogni limite e permetterci di proiettare paure e desideri? Siamo un mondo di anime smarrite serrate dentro convenzioni che incatenano. Basta veramente nulla, una piccola fiamma mai spenta che si accende improvvisa, quel ritmo inusuale del cuore, il calore stressato del basso ventre, l’immedesimazione e tutto, dico… tutto assume un contorno nuovo, il più delle volte fittizio. Una vera e propria proiezione di possibilità per alcuni o di compiuta disperazione per altri. Quanto conta per voi il sogno? Fin dove è lecito spingersi mantenendosi centrati? Quanta dose di razionalità occorre per evitare che il desiderio disatteso diventi un’ossessione? Sotto gli strati più ispessiti della nostra quotidianità, è incessante il bisogno che abbiamo di abbandonarci al gioco e lambire quel sottile erotismo sempre più spesso dimenticato nei cassetti insieme a reggiseni e mutandine di pizzo. Il desiderio è aporetico, è aperto all’irrazionale, non è controllabile nel suo esito. Il desiderio ci spinge, ma non ci rassicura sul punto d’approdo. Se qualcuno oggi mi chiedesse cosa desidero profondamente saprei cosa rispondere nonostante la paura in passato mi abbia sorpresa obbligandomi più volte a tragitti semplificati. E voi? Avete desideri profondi e come vivete il bisogno di sognare?

135 thoughts on “… questo atavico bisogno di sognare…

  1. Una domanda molto interessante che ha bisogno di tempo per una risposta. Come (spero) tutti, occasioni simili mi sono capitate però ero libero su 4 lati 🙂 ! Cosa accadrebbe mi capitasse ora… Mah, interessante… interessante.

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  2. Da buon vecchio posso solo dirti che dopo moltissimo tempo, poche notti fa ho fatto un sogno stupendo… che mi ha coinvolto veramente molto.
    Forse da molto tempo desideravo un sogno… ed è arrivato.
    I sogni ad occhi aperti?
    Quanti?
    Forse troppi.
    Buon pomeriggio.
    Quarc

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  3. Viviamo in tale periodo di brutture che abeliamo a quelli come aria…

    Io non so se ho sogni. Nel senso che se apro i cassetti li trovo vuoti, ma forse perchè alcuni li ho dsistesi davanti a me, e altri li ho persi 🙂

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    • Cara Manu, le brutture ci circondano come l’edera. Non era la bellezza che doveva salvare il mondo? Il sogno e i desideri in qualche modo dovrebbero salvarci, purtroppo alcuni li abbiamo persi (dici bene), altri li abbiamo freschi in mente ed altri ancora ce li hanno carpiti. Mi chiedo se invecchiando andremo verso l’essenza delle cose e ritroveremo la voglia di sognare senza paura.
      Spero tu stia bene…

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      • prima di tutto scusa ho riletto il mio commento

        abeliamo ahahaha era aneliamo

        si io sto bene 🙂 io ci provo ad andare incontro all’essenza delle cose.
        Per esempio per me i sogni non son altro che progetti su “carta” se li hai nel cassetto e non davanti a te non li realizzi.

        Mi rendo conto che di alcuni, ho stracciato i progetti, non trovavo modo.

        Bacio “belle mani”

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      • 😂😂😂 tranqui, avevo capito😂😂😂
        La pensiamo uguale amica mia, i sogni tenuti nel cassetto non si realizzeranno mai.
        Anche i miei sono tutti davanti a me, perlomeno quelli che contano veramente.
        Sono felice tu stia bene, mi piacerebbe rivederti

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  4. Il sogno quello vero arriva verso mattina e non sempre lo ricordo. Ma sogno di tutto. Poi ci sono i sogni che io chiamo volontari, e quelli sono sempre bellissimi, più che sogni direi desideri!

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  5. Desideri profondi? Certo. Ogni tanto sogno di essere un baldo giovanotto ancora in grado di interessare il gentil sesso, però, stranamente, ogni volta che il sogno si incanala in quella direzione la situazione onirica precipita malamente e mi ritrovo nei soliti incubi senili dove tutto ciò che in gioventù avrei voluto si concretizzasse (desideri, viaggi) per mancanza di tempo/denaro ora non riesco a realizzarlo per mancanza di forze…
    Ahahahah, sarebbe meglio dormire sodo. 😀 😀
    Ciao.
    Nicola

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    • Buongiorno Nicola, ma tu sei un baldo giovanotto. I desideri non scemano con l’età. Viaggiare è sempre una bella prospettiva, si dovrebbe iniziare con le cose semplici… la visita di un museo, un antico castello, per poi allargarsi ad un quartiere storico, una città… fino ad imbarcarsi per la Groenlandia👍🏻
      Io voglio andare in Australia. Qual’è il viaggio che non hai mai realizzato?

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      • Grazie per il baldo giovanotto… nato nell’anno del Signore 1942!
        Da giovane sognavo gli Stati Uniti e il Brasile. Paesi che poi ho visitato da pensionato. L’Australia manca nel mio carnet di viaggi. L’anno prossimo a fine aprile, salute permettendo, mia moglie e io andremo in Messico.
        Cordiali saluti.
        Nicola

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      • Il Messico è una terra splendida. Mio padre negli anni ’80 ci lavorò per un lungo periodo e ne parlava sempre bene. Avrete sogni negli occhi e nel cuore.
        (divagando), mia mamma è del 1940. Anche lei è una balda giovanotta, glielo rammento tutti i giorni.

        Un cordiale saluto
        Stefania

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  6. I sogni in fondo, anche quando appaiono indecifrabili, credo siano sempre scaturiti dai nostri desideri…..e quando i sogni sono, in un certo modo voluti, sì è vero, a volte si realizzano ed è straordinario 😉
    I sogni fanno parte della vita, ne sono parte integrante.

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    • Buonasera Silvia, spero tu stia bene. In effetti dici una verità.
      Mi hai ricordato la canzone di Cenerentola…”i sogni son desideri, di felicitààà”. Mi chiedo solo perchè l’uomo sente il bisogno di sognare e quanto questa urgenza condizioni la quotidianità non sempre rosa e soddisfacente.
      Una fuga mentale dal reale gratifica o illude?
      Tu sei una sognatrice… lo evinco dalle tue sonate notturne.
      Sognatrice e romantica:-)

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  7. Sogni ad occhi aperti? molti ne ho vissuti, altri sono miseramente naufragati; e non so per averne vissuti tanti o per disillusione, ma non ne sono rimasti più. Desideri ne ho ancora, ma sono piccini e non si possono elevare al rango di sogni. O forse ancora non ho bisogno di sognare 😉

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    • Ciao Alessandra, benvenuta. Il tuo sognare è legato quindi alla “parola” intesa come possibilità di slegarti dal reale e proiettarti in viaggi mentali!
      Io pure sogno in questo contesto, ma non disdegno la cinematografia e la musica come possibilità di evasione e volo.

      La prima parte del post è un modo di descrivere l’emozione, è carnale. Nel seguito ho razionalizzato il tutto, ma come te preferisco la prosa emotiva.
      Un sorriso contraccambiato😀

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  8. Penso che l’effetto che hai scatenato sul social (FB?) sia anche legato al bisogno di giocare (come dici giustamente tu) che vive in ognuno di noi, altrettanto vivo e importante come il desiderio di sognare. Giocare, sognare, desiderare, varie sfacettature della nostra anima irrazionale, così spesso schiacciata sotto la fredda e razionale vita di tutti i giorni.

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    • Esatto Andrea. Una cosa così… fatta con estrema naturalezza mi ha dato la misura dell’enorme bisogno che hanno le persone di sognare, desiderare e avere il cuore caldo. Come tu stesso scrivi la quotidianità ci affossa, è evidente che basta poco per scardinare emozioni seppellite sotto pannolini, biberon, scuola e supermercati.
      I tuoi sogni sono irrealizzabili o alla tua portata? Sai perché te lo chiedo? Perché in realtà è la domanda che mi pongo tutti i giorni ed ho paura a darmi una risposta.

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  9. Io credo che i sogni siano una specie di sublimazione dei nostri desideri, un modo con cui il nostro animo cerca di allenarsi alla meraviglia sconvolgente che potrebbe provare quelle volte, assai rare, in cui un desiderio profondo si avvera.
    Ma il vero tema di fondo di questo post, secondo me, non sono tanto i sogni. Ho letto qua e là nel testo e nei commenti comparire il termine “razionale” nelle sue varianti per evocare l’età della “maturità”. Però, sotto traccia, il messaggio forte che si dipana è che il nostro spirito non è molto diverso da quando eravamo adolescenti. Stessi impulsi, stessi pensieri ricorrenti, stessa voglia di leggerezza anche quando la vita viaggia in tutt’altra direzione.
    Penso spesso a cosa sia veramente cambiato a ridosso dei cinquant’anni, nell’età di questa nostra presunta “maturità”. L’unica risposta che riesco a darmi per identificare i cambiamenti chiave di questa fase della vita è semplice: oggi i miei desideri mi sono chiarissimi, ciò che desidero in ogni situazione è molto nitido, magari irraggiungibile, ma estremamente limpido. Un tempo, fino a pochissimi anni fa, per me, non era così. I desideri erano in qualche misura “confusi”, a volte irruenti, certo, ma spesso offuscati da paure, regole, opportunismi, potenzialità e persino altri desideri.
    Oggi non è più così. Ogni desiderio ha i suoi contorni netti. E non si tratta di una presa di coscienza razionale, tutt’altro, è qualcosa che ha più a che fare con la libertà, non tanto di agire, quanto di ammettere l’essenza delle mie personali spinte interiori.
    Forse proprio per questo il tuo post social ha avuto così tanto successo. Il passo che racconti ha una caratteristica fondamentale, propria del tuo modo di scrivere, sembra (indipendentemente dal fatto che lo sia realmente) intimamente autobiografica e, chi legge è portato naturalmente a vivere profondamente questo passaggio autobiografico liberando sé stesso attraverso le tue parole.
    Di quella breve prosa iniziale mi ha colpito il passo “e le tue mani mi avevano aiutato a medicare una stupida sbucciatura”. Mi ha ricordato qualcos’altro che avevi scritto qualche tempo fa.

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    • Buongiorno pj, che bel commento mi hai donato stamane. Ti ringrazio. Contrariamente a te ho sempre saputo con chiarezza quali fossero i miei desideri, ma durante l’infanzia li credevo irrealizzabili. Mi credi che sono i medesimi da una vita? Sono recidiva😉
      …..
      Quando l’IO NARRANTE è scritto in prima persona come quasi fosse autobiografico (benché non lo sia mai), è più semplice per il lettore l’immedesimazione e proiettare se stesso in quelle parole. Mi sovviene spesso, inoltre, che il medesimo creda di vedere ME, allora sono guai perché dover spiegare ogni volta che non si tratta della mia vita è proprio una palla.
      Scrivere in prima persona per alcuni è impossibile, mi credi che io non so scrivere in nessun altro modo?
      Se non “posso essere in modo fittizio” tutti i personaggi di una storia, non la so proprio raccontare😂
      ….
      Sai che non ricordo se ho già utilizzato il passaggio della sbucciatura? Sono reduce da un romanzo appena finito ed ho la testa incartata di parole.

      Ti mando un abbraccio❤️

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      • Buongiorno Stefania, hai ripagato il mio commento con altrettanta bellezza. 🙂
        Mi piacciono i tuoi desideri chiari e recidivi 😀 . Ti invidio un po’ il fatto che da sempre ti sia tutto chiaro, io solo oggi apprezzo pienamente quanto centrale sia nella vita il desiderare con chiarezza e onestà dentro me stesso.
        No, non avevi scritto della sbucciatura, ma l’atmosfera di quell’immagine mi ha evoca un altro passaggio non lontano nel tempo.
        Speriamo che l’editing finale del romanzo in prima persona sia veloce 😉 così lo si legge presto.
        Ricambio l’abbraccio con affetto :-*

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      • L’editing è in corsa da quasi un anno, lavoro massacrante del quale non voglio nemmeno ricordare la fatica, ma forse sono in dirittura d’arrivo. Scrivo forse perché non dare mai nulla per scontato mi salva da me stessa e dalle delusioni.
        Quell’atmosfera del grano dorato è sempre la medesima, hai ragione ed hai un’ottima memoria. Quando racconto rivedo sempre questo campo vissuto durante la mia adolescenza, un campo color dell’oro che mi aveva stregata e nel contempo mi aveva fatto incontrare il mio primo grande amore.
        ❤️️
        Ciao Pj, ogni volta parlare con te è un po’ come danzare sulle ali dei ricordi, chissà poi perché…

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      • … non saprei bene perchè. Forse esiste una affinità negli schemi mentali con cui si scrivono e si leggono i pensieri e le emozioni.
        La dirittura d’arrivo credo sia il luogo più piacevole di questo tuo percorso così come credo, da qualcosa che hai scritto in un post molto tempo fa, che questo romanzo sarà speciale, sicuramente per te e forse non solo per te. 🙂

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      • Sicuramente esiste un’alchimia sensoriale, diversamente non di può spiegare l’affinità.
        ….
        Questo racconto potrebbe essere catartico per molte persone, soprattutto per chi considera la vita terrena solo la piccola parte di un disegno cosmico molto più articolato e di cui noi uomini siamo attori, registi e vittime.

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      • Messa così interesse e curiosità si acuiscono.
        Non stare troppo tempo a crogiolarti nella “dirittura d’arrivo”. 😉 Mi raccomando!

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      • 😂😂 non mi crogiolo, fosse per me sarebbe già in stampa, ma ci sono alcuni passaggi non indifferenti ancora da organizzare.
        Speriamo in bene, dai.
        Che dici, per restare in tema… sognamo?😘

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  10. Parlando di sogni, mi viene subito alla mente la famosa domanda di Marzullo: “I sogni aiutano a vivere, o la vita è un sogno?”.
    Beh, ci ho pensato molte volte a questa cosa e, credo che le due cose siano molto intrecciate. Spesso per andare avanti, sopratutto in momenti complicati della nostra vita, i sogni di qualcosa di bello, di migliore, ci aiuta ad affrontarli quei momenti.
    Poi però, ci si trova a vivere momenti esaltanti, eccitanti, allora viene da pensare che la vita sa essere anche un sogno.
    Allora, a questo punto dico: Non smettiamo di sognare, e quando il sogno lo stiamo vivendo, godiamocelo fino in fondo senza farci troppe domande!

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    • Ciao Sabato👍🏻 non so dirti se la vita è un sogno, di certo i sogni aiutano a vivere motivo per il quale è doveroso mantenere viva dentro noi la capacità di desiderare a prescindere. È una spinta emotiva grande, immensa, che muta la quotidianità e smuove energia.

      Hai presente se dovessimo racchiudere i desideri degli uomini in un grande contenitore cosa accadrebbe?

      Un’esplosione di energia pluridirezionale. La catarsi del motivo primario per cui tutti, senza distinzione d’età, viviamo di giorno la realtà e di notte ci muoviamo in altre dimensioni ove le paure ed i bisogni reconditi si fanno vivi turbandoci o rendendoci felici.

      L’uomo ha bisogno di sognare perché dove si sviluppa il tutto non esistono limiti o barriere. Sognare è un po’ come volare liberi e non è forse la libertà il più grande desiderio di ogni essere umano?

      Ti abbraccio

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    • Ciao Luigino, benvenuto!
      Il passato può condizionare la voglia di sognare, ma la vita ci impone di andare avanti nonostante tutto. Guardare al futuro con l’insegnamento del passato è già un modo per capire cosa è meglio sognare e cosa è invece un incubo. Non trovi?

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  11. eccomi appena arrivato, questo post è veramente interessante…
    allora per me il sogno è fondamentale per vivere, perchè è ciò che ci consente di vivere per vivere e non in attesa di morire (come il mio penultimo post).

    Credo che cercare un punto di confine tra il lecito e l’illecito relativo al sogno sia giù un pò non permettere al sogno di essere tale… cioè definire i confini di un essenza senza confini è confinarla, è snaturarla, è impedirgli di essere se stessa…

    però comprendo cosa intende quella domanda.. cioè intende evidenziare il distacco che c’è e che deve essere mantenuto tra sogno e realtà.. perchè mentre il sogno ammette la realtà, la realtà troppo spesso non ammette il sogno..

    Per il desiderio che non diventa ossessione serve equilibrio e consapevolezza che a scriverle sono semplici ad averle invece…. però è vero anche che chi ha provato a farne senza ha ottenuto risultati tragici (come la morte) ma anche fantastici (come alcune delle più grandi invenzioni della storia dell’umanità)…

    quindi io, personalmente, vivo con passione il bisogno di sognare e ho sempre molti desideri…

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    • Eccoti, ciao Erik. Questo tuo commento è proprio in linea con quel tuo “sguardo al futuro” che tanto mi ha colpita.
      Il confine tra sogno, desiderio ed illusione è sempre labile, ognuno ha la coscienza e l’umiltà per comprendere limiti e possibilità. Ma sai ciò che conta veramente? Essere liberi di coltivarli i nostri sogni. Oggi non per tutti gli uomini è un dato di fatto. La cosa più triste è proprio questa, sapere che per molti di noi è stata tolta questa possibilità. Mi sovvengono i migranti, i feriti in Libia, i bambini che muoiono di fame, le donne torturate, lo scempio che ogni giorno si consuma in periferia con le guerriglie tra quartieri. Se il sogno è di tutti, la libertà per farlo proprio non è più un bene comune.

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      • ed è proprio per questo che bisogna dargli una dignità non smettendo di crederci, per noi ma anche per loro, per tutti quelli che non riescono a vederli… l’immagine che mi piace associare a questo è quella di una sorta di energia di pensiero che diffusa potrebbe aiutare un domani a limitare questo numero di persone a cui i sogni sembrano o sono sempre impossibili…

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      • Sì mi piace, lo sai che l’energia umana se spinta in un’unica direzione potrebbe smuovere cose pazzesche? Hai presente le suore di clausura? La loro preghiera ripetitiva ed apparentemente insignificante ha uno scopo ben preciso: smuovere l’idea promossa. Se tutti insieme in un dato momento dicessimo INSIEME stop alle guerre con la voce, il boato sarebbe così forte da stravolgere la ricezione sensoriale dei nostri padiglioni auricolari. Vuoi che il mondo non andrebbe verso una nuova dimensione? Io sono sicurissima. Purtroppo siamo tutti diversi e molto soli

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      • lo hai mai visto il film “quinto potere”??

        per dire che non sapevo di quello che mi hai detto ma ne ho forte la sensazione… 🙂

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      • nel vecchio blog lo avevo anche recensito.. ad ogni modo quello che hai scritto mi ha riportato a quel film.. dove forse la scena più famosa sostiene un pò ciò che affermavi

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  12. Tutti abbiamo sogni e desideri profondi e mai questi sanno di illecito a noi stessi perche’ il sogno è libero da qualsiasi limite. Che senso avrebbe un sogno incatenato? Poi c’è la distanza tra sogno-realtà che pensa al resto. Quest’ultima spesso è enorme e occorre possederne serena consapevolezza. Non so ancora dirti se la maturità aiuti: nell’equilibrio sogno-realtà sicuramente, ma questa benedetta maturità, se da un lato fortifica, dall’altro modifica, smussa e corrode tante cose, sogni compresi.
    Ciao Stefania,
    complimenti per questo post che smuove tanti pensieri.
    Marirò
    🙂

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    • Ciao Marirò, hai ragione quando sostieni che il sogno è libero da limiti, è l’unico spaccato umanamente riconoscibile senza controllo o barriere, salvo non sia l’uomo stesso a porle per motivi personali.
      Talvolta le problematiche riconducibili alla maturità, lo stress di quest’epoca così assurda, i fallimenti del passato… aumentano nelle persone l’ansia da prestazione causando paura e originando rinunce.
      Il mio sgomento di questo post è legato all’avvenuta constatazione di quanta gente esiste che ha bisogno di cadere in un desiderio bruciante… se è bastato… “un nulla” per risvegliare in loro pulsioni, dubbi e speranze, significa che l’umanità ha ancora in sé il germe della speranza. E questa è una cosa non buona, direi ottima!
      Grazie per essere venuta a trovarmi.
      Buon we
      Stefania

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  13. Bé, intanto l’hai scritto molto bene, anche questo ha certamente contato nel risultato. E poi non parla solo di erotismo, c’è un “noi” che parla di amore, cosa non trascurabile. Con un post di poche righe hai attirato due lati dell’essere umano, anzi tre: il terzo è quello che comprende entrambe le parti.
    Secondo me il desiderio, il sogno, si può spingere senza pericolo fin dove ha almeno la potenzialità di diventare realtà, anche se poi non lo fa. Se invece diventa sogno senza speranza, mera chimera, allora ha senso solo come consolazione da una vita che non ci piace e che non possiamo cambiare, solo se non c’è davvero altro che possiamo fare, a cui possiamo aspirare, poiché altrimenti ci porta via energie e apre le porte alla inevitabile delusione della realtà che ci circonda.
    Mi piace citare una frase di Ayrton Senna che suonava “Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere. Sognare è necessario, anche se nel sogno va intravista la realtà.
    Per me è uno dei principi fondamentali.”
    http://www.wolfghost.com

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    • Ciao Wolf, hai sintetizzato perfettamente il mio sentire. Il desiderio resta un volo libero che tutti dovremmo autorizzarci in modo consapevole; perder di vista la realtà e rischiare una caduta fatale fa male da morire anche al più libero sognatore👍🏻

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      • Esatto. Anche se ci sono casi dove ci si può anche permettere di farlo, mi riferisco a situazioni che non hanno oggettivamente possibilità di evolvere positivamente. In quei casi perdere di vista la realtà, anche se per periodi ridotti, è perfino un bene.

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      • Colgo l’occasione per dirti che ho fatto conoscere il tuo blog anche a mia moglie, che ha un po’ curiosato tra i tuoi scritti. Anche lei è rimasta positivamente colpita 😉

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    • Buon lunedì Dora, grazie per questo gradito passaggio. Credo anch’io che parecchie cose ci accomunano, non ultima la sensibilità di andare oltre le parole. Complimenti per la tua esperienza dei gg scorsi, sappi che ti ho seguita da lontano ed ho fatto il tifo per te. Conosco quel tipo di emozione, ma nel tempo tutto sarà più facile… benchè emotivamente sempre faticoso.
      Un abbraccio
      Stefania

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      • Grazie Stefania, sto percorrendo la mia strada con consapevolezza, contenta dei risultati raggiunti, senza però perdere di vista il mio obiettivo. Per andare oltre le parole bisogna avere la volontà di mettersi in gioco, cosa che trovo in te. Scusami se non sono riuscita a passare prima. Sono felice di avere la possibilità di leggerti, perché so che mi arricchiro’ nel farlo. Ricambio il tuo abbraccio

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      • Ma che carina sei a scrivermi tutto questo. Non credevo la mia volontà trasparisse tra le righe. Sono un po’ stacanovista in effetti😂😂 io sono felice di conoscerti meglio qui, non amo molto i social.
        A presto❤️

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  14. Ciao cara!
    Intanto bellissimo il pezzo…
    Poi io credo che sognare sia importantissimo e ci.manda avanti… e poi tu proprio mi hai detto.che i.sogni sono dei.mondi paralleli in cui desideriamo.andare… io.ci aggiungo anche quelli a occhi aperti…

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  15. i sogni sono come la raccolta dei pomodori o la vendemmia, eventi stagionali 😀 😀 😀

    possono essere proiezioni, desideri o inaspettate parentesi ma è difficile collegarli al reale, il subconscio, in quanto tale, non stabilisce sinapsi con il vissuto quotidiano

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    • Esimio… buongiorno, mi sembra un secolo che non parliamo…
      I sogni ad occhi aperti restano tali finché non si concretizzano o si spengono, quelli onirici appartengono al subconscio e a mio avviso sono i più belli, perché quando arrivano hanno sempre qualcosa da insegnare. Da anni mi documento per imparare a decodificarne il significato.

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      • Egregia… buongiorno a te, ti cimenti in una impresa titanica, esistono varie scuole di pensiero ma fino ad oggi nessuno è riuscito a documentare, in modo scientifico, un nesso tra le visioni oniriche e la realtà. A dirla tutta forse a farla da padrona è la fase ipnagogica ma qui il discorso si articola oltremodo.

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      • Parli della paralisi del sonno? L’ho sperimentata nel 2013. Non è il massimo che si possa ambire da un sogno, all’epoca mi sembrava d’esser proprio caduta in un incubo. Da anni non mi accade più (per fortuna).
        …………………….
        La mia analista mi insegnò a decodificare le proiezioni del subconscio, fu un momento temporaneo e fuggevole, ma mi servì per comprendere alcuni sogni ripetitivi e sempre uguali.

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      • non esattamente, la fase ipnagogica è quella che traghetta dalla veglia al sonno, comunemente chiamata “dormiveglia”, si percepisce la realtà ma nel frattempo la si abbandona

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  16. Ciao!
    Mi sono preso tempo per leggere e rileggere, più e più volte. Ho impiegato un po’ a metabolizzare i miei pensieri.

    Si, li ho. Desideri profondi, brucianti. Mescolati all’anima “contro ogni volontà, contro ogni rimedio.
    Il desiderio ti spinge ad accettare l’incantevole vuoto, cavalcando quella che hai chiamato “l’onda emotiva che disperde raziocinio”. Credo che, in misura più o meno grande a seconda della situazione, l’inseguire i miei desideri, e viverli, concorre nella mia esperienza al raggiungimento del mio equilibrio. Ad ogni occasione utile, mi lascio attrarre tanto quanto in quel momento sono lontano dal mio equilibrio.

    Si, sono una parte decisamente pesante del mio fardello. Perché importante è il sogno di libertà che sta dietro a quei desideri.

    Ho però recentemente imparato a non lasciarmi sopraffare.
    La libertà e’ in fondo, oltre il poter scegliere, anche il saperlo fare.

    La frase che più mi ha colpito del breve racconto è “fammi fare l’amore”.
    Non trovo espressione di libertà più profonda di questa.

    L.

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    • “Fammi fare l’amore” … una frase che dice tutto di me, ma lo sappiamo io, te e chi mai leggerà questo commento💕

      Desideri profondi e brucianti… dicono molto della tua anima passionale. Quando i sogni sono così pregni di ardore e bramosia è ovvio che l’equilibrio può sfaldarsi. La tua libertà sta proprio nel trovare il giusto compromesso, scendere a patti con te stesso o far bruciare l’etere e con esso tutta la tua serenità.
      Nonostante le difficoltà che la vita ci propone io comunque ti auguro di realizzarli❤️
      Un abbraccio d’affetto
      Ciao
      Stefania

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      • Hai colto in pieno.

        E il giusto compromesso lo trovi solo se sei consapevole che il fatto di vivere determinate situazioni piuttosto che altre è solo e semplicemente una nostra scelta. Siamo noi a scegliere giorno per giorno le cose che viviamo. E saper scegliere, desideri compresi, quelle più preziose per noi, per il nostro equilibrio, è una lotta continua.

        Grazie Stefania.

        Contraccambio l’abbraccio.
        FORTE.

        Così come l’ho sentito :

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      • Mi manca ancora un pezzettino. Forse il più difficile: Perdonarmi.

        Poi sarò cresciuto abbastanza per potermi dire rinato.

        Sono le (rare) perle preziose che incontro camminando che donano ancora la forza di provarci.

        E tu, per me, lo sei.

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      • Perdonarsi è un “passaggio tosto”, Lips… ma obbligatorio. Non devi essere troppo severo con te stesso, una volta compreso che la “perfezione non esiste”, puoi anche concederti il riposo del guerriero e di sotterrare l’ascia che ti auto infliggi. È a quel punto che veramente sarai un altro uomo. Fallo amico mio, non vale la pena massacrarsi di sensi di colpa QUANDO consapevolmente abbiamo solo questa vita. Ripara i torti, soprattutto quelli che hai fatto a te stesso, e torna ad essere libero da zavorre ed impedimenti.
        Altrimenti questa “perla preziosa”😎😘 come potrà mai sentirti per quello che realmente sei???
        -perla preziosa-, wow ho iniziato bene questo venerdì, un complimento very nice😎 grazie

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  17. Io non lo “vivo”, sogno proprio, senza per questo perdere il senso della realtà. Sognare nel modo giusto serve a saper gustare il piacere di quando ci capitano le cose belle. Secondo me quelli che si lamentano sempre non sanno sognare.

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    • Buongiorno Papillon, bentrovato. Hai scritto una grande verità: “quelli che si lamentano sempre non sanno sognare”.
      In alcuni periodi dell’anno anch’io mi sento così: stupidamente incapace d’abbandonarmi ai sogni. Sarà la razionalità che mi ammazza o la mancanza di coraggio, non so dire precisamente cosa blocchi la mia intraprendenza onirica, resta il fatto che cado vittima di una lieve “depressione” mentale acuita dal lerciume che ci circonda. La crisi economica che incombe da anni stronca ogni sogno, ogni progettualità. Ho sempre pensato fosse l’emotività a fregarmi e invece no, forse devo ricordami che abbandonarmi ai sogni senza perdere il senso della realtà, è semplicemente salutare. Io invece la realtà la subisco.

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      • Io, con un bimbo di un anno e otto mesi, per la prima volta nella mia vita, mi trovo in difficoltà economica, non mi vergogno a dirlo. rischio di perdere ciò che mi hanno lasciato i miei, con tanto sacrificio. Non ci fosse il piccolo forse rischierei di arrendermi, invece ho ritrovato orgoglio, per riscattarmi e sogni, per ritornare ad una vita serena. Non so se sono andato fuori tema… ma con te, che leggo spesso, anche se non interagisco sempre, si finisce sempre un po’ così…

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      • Non siamo mai fuori tema quando parliamo di noi stessi, anzi… è il motivo principe per cui siamo qui. Per confrontarci in modo serio ove altrove è impossibile fare. I post sono sempre la scusa per arrivare più in profondità, mai il vero motivo dell’incontro.
        Comprendo la tua posizione, è un momento complicato per tantissime persone, ma proprio perché hai orgoglio e forza ti auguro di riuscire a sbrogliare la matassa e ritrovare l’armonia per te e la tua famiglia.
        Se hai bisogno di contattami in privato per un qualcosa di più che non siano due frasi sul blog mi trovi qui stefaniadiedolo@alice.it
        Considerato il mio ambiente lavorativo magari posso darti dei consigli.
        Un abbraccio grande
        Stefania

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  18. Ciao. Sono nuovo di questo posto e l’ho trovato subito meraviglioso ! Meno male che in giro ci sono ancora persone speciali come te. Il mio blog l’ho reso privato per scegliermi gli amici da seguire… Se vuoi entrare ti do il permesso.. Bellissime parole e bellissimi pensieri in un post molto molto intimo !

    Congratulazioni.
    Ciao.
    Stefano.

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