La morale è… che non c’è nessuna favola

amicizia

Esistono persone che senza motivo apparente prendono e se ne vanno. Prima arrivano come dei tornado, riempiono ogni ansa, succhiano ogni possibile poesia, affetto e confidenza e poi si dileguano come la nebbia. Prima d’esser la donna che son diventata, avrei fatto carte false per trattenerle nella mia vita, capire, lenire o medicare il possibile danno. Sono sempre stata fragile sull’argomento. Oggi non lo sono più. Da molti anni non cerco niente e nessuno, chi viene a me trova sempre la porta aperta, la medesima che ritrova quando decide d’andarsene. I tempi cambiano, l’età della maturità avanza e il concetto del chiedere “cosa sta succedendo?” mi irrita ancor più dell’assenza stessa, che invece può essere un nuovo bisogno, l’inizio di una velata consapevolezza. Direte: che persone sono? E poi penserete: non ci resta male almeno un poco? E ancora: se ci tenevi non potevi farti viva tu? Vi risponderei che tali riflessioni non hanno senso e non funzionano da correttore perché ogni problematica di relazione, che porta ad un allontanamento, misura come quel rapporto sia stato sbagliato sin dalla base. Sarebbe solo tempo perso in attesa di una nuova circostanza ove l’identica modalità troverebbe terreno fertile per esser riproposta. Nessuno che ti stima e ti vuole bene veramente se ne va senza darti una spiegazione. Quando accade che ci si perde e nessuno fa nulla per ritrovarsi significa che sono venute meno le motivazioni, si sono logorati gli equilibri e la verità finalmente è venuta a galla. Non era amicizia, ma solo interesse.
Interesse? Sì, ed è meglio evitare di farsi troppe domande cercando di comprenderne la tipologia. Quando la sopraggiunta paura di esserci supera la voglia di trattenersi….ça va sans dire… è molto meglio non essersi mai conosciuti.

A voi che leggete ed alle vostre amicizie scomparse nel nulla: lo sapevate che un giorno avreste smesso di parlare e vi sareste persi? Io me lo aspettavo. I ragionamenti posso anche sbagliarli, ma le sensazioni non mi hanno mai tradita.

66 thoughts on “La morale è… che non c’è nessuna favola

    • Ciao Sabatiello. Il tuo è un ottimo pensiero positivo, che in parte condivido, ma io parlo specificatamente di un substrato sottile e perverso di personalità che se ne va veramente. Venuto meno l’interesse, non c’è più motivo di restare. Triste, non trovi?

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      • Non credo sia un pensiero triste. Tutti noi cerchiamo nuovi interessi, nuove suggestioni, nuovi limiti. Se non fosse così, saremmo come quelli scienziati ostinati, specializzati in una sola materia, e disorientati da tutto il mondo attorno.
        Viviamo di passioni, che non sono solo quelle amorose, e ad esse dedichiamo pezzi della nostra personalità.

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      • Probabilmente sono io che mi spiego male, ma contrariamente a te credo sia molto triste. Nel cercare nuovi interessi, vivere nuove suggestioni o passioni… non è che per forza di cose dobbiamo abbandonare le persone che fanno parte della nostra vita senza nemmeno dare una spiegazione. Altrimenti i rapporti umani si costruiscono su cosa? Sulle distrazioni quotidiane? Si può benissimo vivere il tutto che ci circonda dedicando il dovuto tempo e spazio sia alle novità, come al pregresso. Diversamente ha ragione Fedifrago quando sostiene che ogni rapporto si fonda solo sull’interesse-bisogno. Venuto meno, si volta pagina e adios senza nemmeno salutare. Non sono sufficientemente cinica per farlo… ma se in tanti applicano questa filosofia di vita probabilmente hai ragione tu su tutta la linea ed io sono nata nell’epoca sbagliata.
        Un caro saluto, grazie del piacevole scambio
        Stefania

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  1. Con l’età si guardano le relazioni (di qualunque natura) con occhi diversi però capita spesso che le uscite di scena (quelle legate veramente alle persone a cui teniamo di più… delle conoscenza poco importa) per quanto silenziose non siano mai veramente uscite improvvise. A pensarci bene c’è sempre un motivo, anche un “banale” cambio di scena, di stile di vita, di direzione…
    Certo, c’è la vigliaccheria di scappare senza dire… ma io credo che le motivazioni quasi sempre le conosciamo anche noi. Ripeto, sempre e solo per quelle persone che cui abbiamo legatmi solidi e veri, tutte le altre uscite sono solo un bene una selezione naturale

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  2. Le amicizie non le perdo mai, neppure se passano anni (io penso i secoli, lo sai)e non le vedo. Sono lì, pronte e tangibili. Come io, son lì pronta e tangibile.

    Oddio, a esser sincera, qualcuna l’ho persa. Qualcuna si è fatta perdere. Ma fa parte di un percorso, e forse tanto “amicizie” non lo erano. Erano solo conoscenze, persone di cui avevo biosgno o che avevano biosgno di me (in quel momento).

    Diventar molto grandi (leggasi invecchiare) a volte non mi piace, ma nel pacchetto è compreso quello che hai scrittto tu. Quella capacità di staccare dal bisogno altrui e anche proprio.
    Perciò diventar “grandi” alla fine mi piace.

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    • Diventar grandi è obbligatorio, se nella crescita si palesa il distacco da tutto ciò che è considerabile superfluo, direi che va bene così. Peccato per il tempo perso. Perché io lo ritengo tale, soprattutto se ho messo impegno con le persone sbagliate.

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      • Il tempo perso a volte è solo il tempo che ci è servito a capire qualcosa. magari anche solo cosa non vogliamo. Vista così… forse non è del tutto tempo perso 😉

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      • Cerchiamo di vederla dall’angolazione utile?😂😂😂 bah, se me la devo cantare e suonare da sola ci posso pure provare, ma DENTRO so che ho perso più di ciò che ho ricevuto.

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  3. Oh, se capita! Nel reale è anche la vita che si mette di mezzo e le strade si dividono e allontanano senza un motivo specifico:mancanza di tempo, interessi nuovi, ecc..
    nel virtuale ciò che più incide è la motivazione iniziale e se questa nei soggetti è diversa è solo questione di tempo: puoi prodigarti al meglio, all’improvviso ci sarà la sparizione. E se non vuoi farti del male, devi solo aspettartela.
    ciao, buona serata
    Mariro’

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    • Ciao Marirò.
      Le sparizioni virtuali lasciano il tempo che trovano, quelle reali fanno più “senso”, onestamente. Ti lasciano come dire… un po’ basita. Ma aiutano, sai? Rafforzano l’amor proprio consentendoci di evitare ricadute.
      Ti abbraccio

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  4. dalla mia piccola esperienza sono d’accordo con te, ho avuto delle uscite di scena recentemente e come dici tu riflettendoci mi ero solo illusa che fossero vere amicizie, ma anche queste delusioni servono a capire anche noi stessi, ho smesso di avere alcuni atteggiamenti grazie a queste botte, ho smesso di aprirmi totalmente per evitare che di nuovo mi mettessero in un pregiudizio impossibile da distruggere, ho smesso di dare alcune cose per scontato, ho smesso di avere aspettative, se le cose finiscono senza parole o peggio con parole cattive che ti aprono a pugni gli occhi era solo “un calesse”

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  5. La vita è costellata di arrivi e partenze, alcune le sentiamo più di altre. Raramente sono improvvise, lo si diceva prima e sono d’accordo, forse non vogliamo leggere i segnali.
    Alcune separazioni sono perdite reali, altre sono allontanamenti che, riflettendoci a mente lucida e fredda, stavano nella logica delle cose, il rammarico se ne va e sbiadisce con il trascorrere del tempo. Le prime invece lasciano cicatrici da cui si impara.
    D’altra parte credo che almeno una volta nella vita ognuno di noi sia stato una partenza per qualcun altro, mi è successo e ho cercato di non farlo in silenzio. L’indifferenza nascosta nel non detto è per me l’esperienza peggiore.
    Primula

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    • Ciao Primula. Il tuo commento non fa una piega. Come te non sono persona che va via senza motivo o senza spiegazioni di sorta. È quando ricevo tale trattamento che mi viene spontaneo dirmi: quanto tempo buttato. Perché accade che dentro non sia proprio rimasto niente. Probabilmente fa parte della logica delle cose, del tempo che scorre, della vita che prende il sopravvento, ma l’inevitabile chiusura psicologica che ne deriva m’impedisce di tornare a fidarmi, dare e accogliere nuove opportunità.
      Ritengo tutto questo una grande perdita della propria spontaneità, come dire “la vita insegna”.
      Grazie del commento,
      Ciao
      Stefania

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  6. Non è così semplice a mio avviso dare letture compiute su questo tema. Il ghosting è una questione complicata che dipende da molti fattori ed in parte è un fenomeno che si è molto accentuato nei tempi recenti in cui molte persone si sono fatte deviare dalle dinamiche virtuali che sembrano promettere cose che non sono e sembrano offrire la possibilità di bruciare tappe che non possono essere bruciate se non nella sola superficie.
    Ho un’esperienza recente degli anni recenti che pesa molto e farebbe pensare che molti dei pensieri di questo post e dei suoi interessanti commenti siano profondamente veri.
    Il mio pensiero invece resiste ancora in una visione differente: chiudere il proprio io alla condivisione per evitare il rischio di altre “sberle” è un peccato soprattutto per noi stessi; la questione centrale è invece la libertà con cui siamo disposti ad accogliere chi ci sta vicino e con cui chi ci sta vicino è disposto a rispettare i nostri bisogni.
    Purtroppo questà libertà è nel contempo rara e naturale, e incontrarla nel nostro cammino è nella stessa misura colpo di fortuna e grande ricchezza.

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    • Ciao Pj, bentornato😀
      Convengo con te che chiudersi al mondo è triste, ma la libertà di aprirsi può essere estremamente pericolosa stante la facilità con cui oggi si tessono rapporti e si distruggono con un sms.
      La centralità della mia riflessione resta una sola: alcune persone arrivano nelle nostre vite unicamente perché mosse da bisogni primari che, se non vengono soddisfatti… giustificano il loro sparire. Chiamali finti rapporti d’amicizia travestiti d’opportunismo, oppure amori travestiti con l’abito dell’amico… insomma, comunque la vogliamo rigirare trattasi di rapporti disequilibrati ove uno ci mette Tutto per affetto, mentre l’altro elargisce ciò che conviene per ottenere qualcosa in cambio. A questo punto è meglio non essersi mai incontrati, salvo palesare sin da subito le proprie intenzionalità. Queste persone sono come il vento, arrivano, spostano tutto e se ne vanno.
      Sai che preferisco non incrociarle?

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      • Credo di capire perfettamente questo desiderio di non incrociare neppure. Anch’io sono tentato da questa reazione, ma cerco dibresistere.
        Cosi come credo anche che palesare subito le proprie intenzionalità può essere quasi un modo per sminuire il valore con cui alcuni rari rapporti tra persone particolari crescono nel tempo creando una magia che lascia un segno così potente che vale il rischio del suo incerto futuro.

        In ogni caso, la frase “queste persone sono come il vento, arrivano, spostano tutto e se ne vanno ” è bellissima!!! 🙂 🙂 🙂
        La trovo sintesi perfetta, quasi onomatopeica, di quello che molte volte accade.

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      • Buongiorno Pj, scusa se ieri sera non ho proseguito lo scambio, ma mi sono addormentata😀

        Ovviamente quanto sostengo non vale per tutto e tutti a prescindere, come ho scritto nel mio post la porta è sempre aperta… ma contrariamente al passato, ho un occhio di riguardo per me stessa. In qualche modo bisogna pur preservarsi.

        Accadono… gli incontri magici. Quelli che nascono nel tempo e si consolidano grazie alla stima reciproca, ma son talmente rari da poterli considerare eccezioni “baciate dalla fortuna”.

        Credo che in questi tempi moderni, complici gli strumenti di comunicazione di massa, sia particolarmente difficile instaurare rapporti duraturi con basi solide. In qualunque fascia d’età e con metodologie perlopiù similari, le persone spariscono nel nulla con un click.
        Tenuto conto che può rivelarsi estremamente doloroso bisogna metterlo in conto.
        Sarà la superficialità dilagante o l’egoismo che impera? Questo non lo so, ma di certo il ghosting è una terribile mancanza di rispetto che lede e lascia ferite anche quando pensiamo d’esserne immuni.
        Questi venti demolitori… io lo chiuderei in una bottiglia😬
        Un abbraccio

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      • Buongiorno Stefania, è un classico. Ieri sera ti ho fatto addormentare mentre chiacchieravamo. 😀 😀 😀
        Condivido l’opinione severa nei confronti di chi “sparisce”, sono spesso persone a cui manca qualcosa di profondo per poter essere quello che sarebbero potute essere.
        Però mi fa molto piacere sentire che continui a tenere alzate le tue antenne per percepire all’occorrenza l’incidere di un incontro magico.
        Le bottiglie di vento demolitore si venderebbero alla grande. 😀
        Un abbraccio a base di affetto, buona giornata Stefania.

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      • 😂😂😂😂 no dai, non è vero che mi hai fatto addormentare tu!!!!

        Per le bottiglie invece ho un’idea pazzesca. Facciamo un business? Diventeremmo miliardari😂😂
        Contraccambio tutto con affetto anche io, buonissima giornata caro Pj

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      • Sospetto che nel business assieme sulle bottiglie saremmo davvero bravi 😉 😉 Se riuscissimo a friggere un po’ il vento prima di imbottigliarlo, la gente se le comprerebbe alla grande queste bottiglie. E siccome in un lontano passato ero un fisico, un modo per friggere l’aria onthefly dovrei riuscire a trovarlo.
        Tu alla presentazione del tuo nuovo libro metti queste bottiglie strane in fianco al divanetto. E così creiamo un “caso” che poi si vende da sè.
        Bacione 🙂

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    • illustre PJ, mi fa piacere (un piacere intellettuale e sincero) constatare di avere un modus pensandi opposto al tuo, tu tendi a rendere complicato ciò che complicato non è e io tendo a rendere semplice ciò che semplice non appare. Penso sia una questione di interpretazione, personalmente considero “cultura” la capacità di elaborare e semplificare le problematiche esistenziali, chi si muove in senso opposto spesso si produce in sterili parkour espressivi, parlo in generale. Tornando in tema, non vi è niente di complicato nei distacchi, siano essi a livello di relazione o di amicizia, semplicemente ci si satura di alcune presenze senza la necessità di qualsivoglia esegesi. Esistono cervellotiche scuole di pensiero in merito che non tengono conto della elementare logica applicata, rapporti e amicizie non sono rogiti vincolanti, fermo restando che il bisogno di condivisione è pur sempre e comunque una vulnerabilità, neanche tanto latente.

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      • Intellettualmente parlando è sempre un onore e un piacere disquisire con te su molteplici questioni. È sicuramente vero che abbiamo a volte modus pensandi opposti, tant’è che credi che io complichi laddove tu semplifichi.
        Quando parlo di libertà nei rapporti di amicizia io semplifico la relazione nella sua essenza. Ma hai ragione, io sono uno di quelli che è stra convinto che ci siano delle rarissime amicizie così armoniche entro le quali la saturazione non può proprio accadere e, se per caso arriva comunque il distacco, esso compare per motivi su cui non si dovrebbe mai semplificare.
        Come hai ben intuito siamo ben differenti, ma sospetto abbiamo anche punti di contatto interessanti, Tads. Ad esempio il rispetto reciproco e l’interesse a confrontarci.

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      • non vorrei essere stato troppo sintetico, il fatto che io tenda a non condividere arzigogoli cervellotici quando la risposta è palesemente semplice, non significa che venga colpito da improvvisa miopia o cecità di fronte a problematiche oggettivamente complesse. Il mio è un punto di vista analitico, nella stragrande maggioranza dei distacchi, sentimentali o di amicizia, le motivazioni sono di una elementarità disarmante, poi, ovviamente, esistono anche i casi da te citati che non devono essere ignorati ma non fanno scuola. Comunque mi concedo una riflessione sulla “amicizia”, in teoria dovrebbe essere un valore basato su un do ut des disinteressato ma, purtroppo, a volte si trasforma in un vincolo condizionante, non di rado opprimente, diciamo una dipendenza quasi sempre unilaterale. In casi simili è il distacco ad essere problematico, non la motivazione, diciamo l’effetto e non la causa. Sono sempre disponibile a confronti civili e costruttivi, sottoscrivo, il rispetto è reciproco.

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      • Molto condivisibili questi tuoi pensieri. Certo, i casi da me citati non fanno scuola perché sono autentiche rarità. Peraltro i casi che fanno scuola spesso sono coinvolgenti, ma nativamente superficiali, e a volte vengo preso dal dubbio se a fare scuola debba essere il volume o la qualità.
        La tua riflessione sull'”amicizia” è molto saggia e interessante e potrebbe essere estesa toccando molti aspetti come la differenza tra amicizia e relazione, e la misura con cui il condizionamento che deriva dallo “sbilanciamento” di un’amicizia possa essere imputato unilateralmente.
        Sono tutti temi che personalmente trovo molto interessanti, ma temo che abbiamo abusato anche troppo del salotto accogliente della nostra ospite. 🙂 Tra l’altro, con i miei prolissi interventi, qui inizio anche a farmi la dubbia fama di addormentatore seriale.
        Ho il sospetto che prima o poi ci incontreremo nuovamente a disquisire da qualche altra parte della blogsfera per sviluppare questo tema. 🙂 Nel mentre attendiamo che questo momento diventi realtà, ti saluto con grande stima.

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      • caro PJ, il problema non sta nello stabilire chi abbia ragione o quali siano i punti in comuni, la questione è prettamente pratica. Se affronti una tematica da un punto di vista sociologico non puoi esimerti dal partire dalle tendenze, se esamini un “raro” caso specifico è giusto circoscriverlo ed estrapolarlo. Comunque avremo occasione per riparlarne, la stima e reciproca, buon week end, Alla prox.

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  7. Io sono dell’idea che i rapporti – quali che siano – restino integri sinché da entrambi le parti ci sia un interesse nel “prendere” o “dare” qualcosa. Nel senso che tutti dobbiamo trarre qualche vantaggio dalla relazione, e per vantaggio intendo anche il solo scambio o la crescita emotiva. Quando da una parte viene a mancare (o è stato pienamente soddisfatto) questa sorta di “tornaconto” la relazione cessa perché ne spariscono le basi.

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    • Una sintesi razionale che non fa una grinza Fedi, ma può valere anche nei rapporti d’amicizia? Mi spiego meglio: l’amico non è colui che si muove per disinteresse?
      Allora te ne vieni a me. Quando le persone spariscono nel nulla senza dar motivazioni, non stavano nella nostra vita per affetto ed il semplice piacere di esserci, ma per mero interesse. Io lo trovo quantomeno discutibile sai? È evidente che sono ancora una sognatrice😘

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      • Non ho detto che sia bello o giusto, la mia è una pura osservazione della vita. Anche io ho avuto, come molti altri, degli amici che in un certo periodo della (loro) vita erano molto “attaccati”; però in fine vi era sempre un motivo di interesse, non economico sia chiaro, ma comunque di “appoggio”. E in quei periodi sono certo che anche loro avrebbero fatto molto per me se ne avessi avuto bisogno; poi, però, quando sono cambiate per loro le condizioni (passato il periodo contingente, conosciuto una donna, ECC.) i rapporti sono cambiati. Con alcuni si sono semplicemente diradati sempre più, altri sono proprio spariti dall’oggi al domani.
        Quindi posso dire che no, non è vero che l’amico si muove per disinteresse, ma in qualche modo ne ha sempre un vantaggio (o una necessità,) il mio sarà anche uno sguardo cinico, ma credo sia molto reale.

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      • Fedi…. la tua visione delle relazioni umane sarà anche reale, ma a me fa venir da piangere. O sono un’oca o non ho capito nulla della vita.
        Credo in pochi valori, ma uno di questi è l’amicizia. Quando imparo a voler bene non c’è interesse che tenga, quel bene va oltre tutto e mi condiziona a tal punto da risultare stucchevole. Comprendo la tua visione del mondo che con ogni probabilità è più reale della mia, ma ancora non riesco a credere che anche gli amici veri si muovono solo per vantaggi. Che razza siamo? Mi sento particolarmente sola sotto questo punto di vista, quasi fuori dal cerchio.
        In ogni caso, resti il mio Fedifrago preferito e nel tuo cinismo ci piazzo un cuore colorato.

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  8. mi sono usciti i lacrimotti stef…
    io su questa cosa sono particolarmente sensibile…
    le assenze mi fanno molto male… quelle non giustificate…
    poi è anche vero che quando non si ha nulla piu da dirsi ci si puo automaticamente allontanare…
    ma le distanze non giustificate… e le cose che si modificano per il semplice motivo che la vita va, a me fanno molto male… non riesco ancora a fare come t… e ma cmq continuo a caderci… e dire che non son n ragazzina… a 37 anni ancora non ho imparato.. uffa…

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    • Ciao Alessia. L’età anagrafica in simili questioni conta poco, dipende tutto dalla sensibilità individuale. Io ho 48 anni, ma alla tua età ero messa malissimo sull’argomento.
      Non che oggi sia una scafata menefreghista, figurati… diversamente non sarei nemmeno riuscita a scrivere il post in questione che nonostante quanto espresso, sottindende una spessa malinconia.
      Diciamo che sento l’amarezza, ma non mi faccio più condizionare come in un passato recente.
      L’unica situazione in cui ancora cado preda del dolore è il ghosting in amicizia. Lì… proprio non riesco a capirne la necessità, non giustifico l’atteggiamento e m’incazzo proprio, fino ad arrivare a dire “che forse era meglio non esserci mai conosciuti”.
      Purtroppo pare che la vita oltre ad invecchiarci fisicamente e maturarci emotivamente, renda cinici.
      Non vorrei mai un domani dover essere una cinica realista, ma osservando il mondo che ci circonda non posso sottrarmi da ciò che sperimento e vivere solo di sogni.
      Ci adatteremo, non credi?
      Ti mando un bell’abbraccio
      Stefania

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      • Ecco… ma cmq dal post esce e si capisce che ancora ci tieni a questa cosa… e infatti credo che se abbiamo dei principi o se non vogliam chiamarli cosi… se siamo fatti in un determinato.modo.non cambiamo… quel che ci faceva male dieci anni fa continuerà anche tra dieci anni…
        Ecco perche tu sei scrittrice e io no… il ghosting in amicizia mi fa malissimo!! Quello.che tu hai detto con tre parole e io ho scritto un poema!!!
        Non credo.che ci adatteremo… ma forse meglio cosi…
        Sbaciuzz!!!

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      • Ciao tesoro, le “sparizioni” in amicizia fanno sempre male, ma bisogna comprendere che non tutti hanno la nostra sensibilità. Evolvere significa sforzarci di andare oltre e mettere in conto anche tali dinamiche. Siamo tutti così diversi..
        Buona domenica
        Stefania

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      • e non si puo neanche legare nessuno… senno diventa tutto falso…
        per fortuna siamo tutti diversi, si… ma è che non ci si rende conto che si puo far male agli altri!
        sbaciuzzi stef!

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    • Ciao, grazie del passaggio. La tua breve riflessione mi è tristemente famigliare. Sicuramente si sbaglia, perlomeno nella misura in cui gli altri, innanzi alla nostra costanza, fanno il bello o il brutto tempo a seconda delle loro necessità.
      Bisognerebbe scardinare questa nostra sicura presenza anche nell’assenza, il rischio d’esser dati per scontati è oltremodo intollerabile.

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  9. Ho letto con interesse tutto, commenti compresi. Bellissimo leggere come ognuno di noi vive analizza e condivide ciò che sviluppa internamente.
    Mi ha colpito particolarmente l’ultima frase di Stefania anzi, le ultime frasi..
    “Era meglio non essersi mai conosciuti”
    &
    “Le sensazioni non mi hanno mai tradita”

    Come mai nonostante le nostre sensazioni ci mettano in guardia, ci troviamo a vivere certe esperienze?
    Al di là di mille analisi e citazioni che si posson fare credo che semplicemente doveva accadere.. dovevamo fare quella cosa, dire quelle parole, vivere quei momenti, arrivare a dire “lo sapevo” oppure il contrario e sentirsi sorpresi.. dovevamo procurarci un altra crepa.. o permettere a qualcuno di farlo.. non intendo la masochistica necessità di farsi del male, ma la capacità di accettare, accogliere, ogni cosa che nella vita accade.. anche le assenze.. no, non dico perdite perché credo non si perda mai nulla.. quando ci troviamo l’ennesima crepa sta a noi aggiustarla con l’oro.. perdonare chi l’ha generata, e perdonare noi stessi che l’abbiamo permesso..
    Quindi concludo dicendo No.. è stato giusto conoscersi.. perché attraverso gli altri si conosce se stessi ed è stato giusto allontanarsi.. non chiudersi mai agli altri.. perché sarà sempre giusto, vivere fare esperienze ed evolvere.
    Grazie Stefania

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    • Ciao Gianluca, grazie per questa tua testimonianza. Tutti noi veniamo da lontano ed abbiamo un bagaglio karmico da portare a compimento. Convengo con te che nulla accade a caso e che le esperienze quotidiane ci occorrono per evolvere e migliorare. Anche quelle apparentemente negative.
      Diciamo che in alcune giornate molto umane e poco filosofe, il malessere di alcune situazioni ci porta ad essere più malinconici… ma tenuto conto che l’Universo non fa mai nulla contro noi, ma opera solo per noi… è giusto accogliere il tutto che ci avvolge e farne esperienza.
      Grazie a te per questa ulteriore riflessione che ha fatto uscire la parte migliore di me, quella che sa perdonare.
      Ciao Gianluca

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  10. In questi giorni leggo e rileggo il tuo post come se fosse la luce accesa sul comodino, come se il continuo pensare alla storia d’ufficio vissuta da me, non abbia una spiegazione. Passo da lunghi silenzi a continua ricerca di una persona che in fondo farebbe a meno di me. Ma poi, strani comportamenti, sguardi tagliati, gesti nervosi, mi fanno capire che questa persona soffre. Quindi continuo a domandarmi: Perché costruiamo rapporti così conflittuali che portano poco o nulla, che portano da ambo le parti sofferenza ? Si, forse c’è molto opportunismo da parte di chi comincia, forse anche ingenuità pensando che i rapporti umani siano una scatola di conserva che basta tenerla bene non si rovina.
    Questa storia che ho vissuto per cinque lunghi anni in ambiente lavorativo mi ha realmente devastato. Devastato senza capire il senso di tutto questo.

    Sono troppo complessi i rapporti umani, e qualche volta esser solo osservatori è meglio.

    Ciao.

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    • Hai descritto una situazione dolorosa e complessa che per una serie di antichi avvenimenti ho in qualche misura sperimentato. Hai ragione quando scrivi d’essere devastato. Si resta destrutturati, si va a brandelli, non si capisce più ciò che va detto da ciò che va taciuto. Si finge di esser normali mentre dentro si è dei vulcani. Si suda senza controllo, ci si incupisce. Viviamo una vita che non è più la nostra. Ecco perchè sostengo che in alcuni casi è decisamente meglio non essersi mai conosciuti.

      I rapporti umani sono complessi perchè ce li complichiamo da soli, ma sappi che non sei solo. C’è un mondo, che come te, cerca il senso di questo sfacelo.

      Io mi sono recuperata quando ebbi la possibilità di scegliere di non incrociarlo più.

      Buona fortuna
      Stefania

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      • I fatti più angoscianti sono stati i molteplici dubbi sulla sincerità, sulla veridicità, sulla consistenza del suo convincermi di cose di cui non ho mai capito il senso ! Sembrava ad un certo punto, che volesse cercar di farmi capire che era una donna spregiudicata e che avesse tradito il marito (e nello stesso tempo me) per togliersi d’impaccio ma, ovviamente, non ho voluto credere ad una storia forse vera, forse inventata e quindi ha eseguito (come un software maligno) altre procedure per scardinare da lei quello che avevo sempre intuito. Per questo mi sono sentito preso in giro da possibili macchinazioni mentali per tenere in vita solo la parte ‘lavorativa’ e ‘opportunista’ che è servita fino alla fine di una certa parte del lavoro che stavamo svolgendo insieme. Insomma, penso che mi abbia voluto far credere cose strane in modo che io, secondo il suo punto di vista, la lasciassi perdere come se fosse una disgraziata. Non so. Ho passato momenti dolorosi e incomprensibili ed è di queste ore, dopo aver definitivamente tagliato (eppoi ripreso per strani suoi comportamenti) il fatto di non essere ancora stato mandato al diavolo definitivamente.

        Dall’anno nuovo, non ci incroceremo più definitivamente e tutto piano piano, andrà in soffitta !

        Grazie del tuo supporto !
        Ciao.
        Stefano.

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      • La signora s’è finta “ignobile” per allontanarti. Chissà dove sta la verità! Ma dubito tu oggi voglia veramente saperlo. Il 2017 ti consentirà di svoltare, io ti consiglio proprio di scappare a gambe levate. Troppe macchinazioni e psicosi ledono ogni tipo di rapporto perché minano il rispetto e la fiducia.

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  11. Ci siamo ! Rileggo sempre il tuo post, oltre ad essere scritto molto bene, mi fa sempre riflettere e pensare ! Ormai tutto sta passando e vivo già più serenamente. Le cose dette e commentate in questo post, sono delle sacrosante verità.

    Si, la penso esattamente come te. E devo dire che, anche questo ha aiutato molto.

    Grazie.

    Ciao e Auguri ritardatari 🙂

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