Basta confessionale, i peccati si dicono on-line.

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Per lo sconcerto che mi ha agguantata, sarò breve e concisa:

nei mesi scorsi  una nota testata giornalistica ha narrato che  due sacerdoti di Pavia hanno creato un sistema innovativo di confessione on-line. Nella mia ingenua formazione da cattolica poco praticante, ma fedele alla tradizione,  ho sempre  ritenuto che la confessione fosse un momento di raccoglimento e pentimento. Mi sono forse sbagliata?  Parrebbe che anche i Ministri di Dio stiano cedendo alla tentazione comoda di poter confessare 24 ore su 24 tramite mail, senza necessariamente essere vincolati alla presenza fisica nella casa del Padre. Un po’ come il trend in ascesa del web shopping grazie ad Amazon e simili.

Stante la penuria di fedeli, mi chiedo: non sarà grazie agli inginocchiatoi scomodi out ed alle grate dei confessionali bandite, che gli apostoli della Madre Chiesa pensano di aumentare il numero dei followers del Maestro Gesù?

I fedeli, seduti innanzi a schermi asettici, hanno la possibilità di regolare le pendenze con il Paradiso direttamente da casa propria in ciabatte e mutande. Non sarà nemmeno necessario iniziare il rito con il segno della croce, basterà inserire login e password. Il programma consentirà di scegliere tra svariate tipologie di peccati, da quelli mortali a quelli veniali e per chi non conoscesse la definizione tecnica della trasgressione compiuta, esiste anche un elenco delle colpe. La chiusura della confessione non sarà di rito con la recita di una decina di Ave Maria e altrettanti Padre Nostro, bisognerà cliccare sulla scritta lampeggiante rossa «Amen» e aspettare che sullo schermo compaia il segno della confessione con indicato il giorno e l’ora fissati per passare in Chiesa a «ritirare» l’assoluzione. Addio quindi alle formule di rito ed anche alla sostanza di una confessione che negherà al fedele devoto il conforto della parola, il contatto umano, lo sguardo che non giudica, il sorriso che consola.

Sarà il progresso che avanza, ma in tutto questo io ravvedo lo zampino del demonio; sono improvvisamente diventata una donna  antiquata e poco avvezza alle modernità? Probabilmente è solo più facile confessare un omicidio davanti ad un monitor che di fronte a una giuria, mi avrebbe risposto Friedrich Dürrenmatt.

Perchè allora mi sento a disagio?

Semplice: è una fake news😂😂 scoperta stasera grazie all’aiuto di Primula che ringrazio. 

39 thoughts on “Basta confessionale, i peccati si dicono on-line.

  1. Del resto ormai i peccati si fanno on line…..

    Scherzo sull’argomento, scusa, ma non riesco a prenderlo sul serio non confessandomi mai con un prete o similare. Però è vero che ora i peccati si fanno on line.

    Però sappi che da bambina, intorno ai 10 anni, inventavo i peccati nel confessionale, perchè il prete mi diceva che non era possibile che non peccassi, e quindi per farlo contento li inventavo… vedi te

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    • Ahahahahah, fai bene a scherzare. Ti garantisco che io dopo aver letto l’articolo non sapevo se piangere o ridere.
      Io invece da piccina prima di confessarmi facevo l’elenco dei miei peccati su un foglio che poi regolarmente dimenticavo all’oratorio 😂😂
      Siamo un mondo strano.

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  2. Da cattolica praticante molto aperta ai cambiamenti, dico che qui proprio non ci siamo. La confessione è prima di tutto dialogo e ascolto, non un elenco di peccati recitato ma la ricerca di capire. È uno dei sacramenti oggi meno praticati forse perché non se ne capisce la reale portata o non è stato adeguatamente spiegato.
    Tu sei a disagio, io sono perplessa. Se questo è il modo per aumentare lo stuolo di fedeli stiamo freschi. Mah…

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      • Mi sembrava talmente assurda che la mia mania di andare a verificare tutto mi ha portata a questo ruslutato. Il fatto risale al 2007, ne hanno parlato giornali come il Corriere, Panorama, Libero, da quanto ho letto hanno fatto servizi alla tv, amche al tg5 ma è stato tutto smentito dai preti indicati come inventori della nuova modalità confessione on line. In sintesi Stefania, è una delle numerose fake news che circolano in rete e non solo, anche sulla stampa accreditata di serietà. Insomma, stupore e disagio il nostro che aveva un fondamento.

        newshttps://blog.dariobonacina.net/2006/12/20/chi-e-senza-peccato-scagli-il-primo-bit/
        Ti allego due link interessanti.
        http://www.magnaromagna.it/confessioni-online-a-pavia-e-bufala/

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      • Accipicchia io l’ho letto su Repubblica a dicembre 2016. Ora cerco l’articolo on-line. Se è vero che è una fake news ci sono cascata manco fossimo al 1 di Aprile 😂😂

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  3. Mi chiedo se cominceremo anche a vedere un ologramma di gesù che scorrazza per la navata… 😛 Tornando sull’argomento. Credo che, se non ricordo male, l’atto della confessione si possa realizzare anche senza l’ausilio del ministro, raccogliendosi in via privata e parlando direttamente con l’onnipotente. È chiaro che potrebbe anche essere un modo nuovo per attirare una parte della clientela che si è smarrita, almeno quella branca di persone ormai stanche di dover parlare con chi, a conti fatti, è anche più peccatore degli stessi fedeli. (qui mi servo delle notizie ormai note), sempre che tutto questo sia reale. Chissà, forse un giorno inventeranno un servi ostia da pc, finita la confessione te la presenta per la comunione. 😉 Decisamente un pessimo periodo per la chiesa cattolica.

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      • Ma figurati Stefania! Verificare le notizie che mi sembrano strambe è un po’ il mio pallino anche su fb dove imperversano. I miei amici mi vorrebbero dare la medaglia della “sbugiardatrice” 😂😂 e tengono il conto di quante ne scopro. Anche sull’Ansa… roba da matti.
        Comunque tranquilla, perché tu l’hai letta su Repubblica, io sul Corriere, Anche questi giornali dovrebbero verificare, santo cielo!, se riesco a farlo io che non ho tutti i loro strumenti! Sai che c’è? Se confronti gli articoli trovi dei copia/incolla straordinari, in questo abbiamo giornalisti da premio Pulitzer.
        Questi siti sono un valido aiuto, li consulto sempre:
        http://www.butac.it/
        https://www.davidpuente.it/blog/
        Questo per me è il migliore
        https://www.debunking.it/

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      • Ti ringrazio per la cura. Purtroppo in questo bailamme chiamato mondo…l’informazione è contaminata ed io credevo che Repubblica fosse una testata seria.

        Ma tutto è bene quel che finisce bene; sono contenta di aver fatto ritornare in auge la notizia, anche perché il giornale faceva nomi e cognomi. Non sarò l’unica ad esser rimasta sbalordita e “abboccata”😂

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      • Cara Stefania,
        sai da dove deriva la mia “mania” per la verifica notizie? Un po’ la struttura mentale da prof (ora ex ma lo si resta sempre in fondo) che mi sussurra di cercare le fonti, in secondo luogo l’essere cascata come una pera marcia in una bufala letta appunto su una testata della quale non avrei mai dubitato, men che meno del giornalista che la riportava: La Stampa e Gramellini, giusto per non fare nomi. 😉 Ho scoperto per puro caso una versione diversa del fatto – non ricordo più quale fosse – e tac… Per fortuna Gramellini, professionista culturalmente onesto, si è scusato qualche giorno più tardi con i lettori. Non tutti agiscono così però e lasciano correre confidando nell’oblio.
        Quindi sei in ottima compagnia e guarda, il tuo post è prezioso poiché sottolinea ancora una volta quanto si debba diffidare di certa informazione. Un mondo sottosopra.
        Buona serata Stefy 🙂

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      • Grazie per il sostegno morale.
        Ti confesso che ieri mi sono sentita molto “pesciolona”, ma la garanzia della testata giornalistica mi ha incredibilmente tratta in inganno. Un mondo al contrario Primula.
        Buona serata a te ed un grande abbraccio🤗

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  4. Peccato (non in quel senso, ma inteso come dispiacere :P) …se fosse stato vero sarebbe stato molto comodo: prima passano sui siti porno, si masturbano, e a “lavoro” finito passano dal confessionale per lavarsi l’anima. Per le mutande c’è ancora la cara vecchia lavatrice
    😀

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  5. credo sia una fake news solo relativamente, intendo dire che tra qualche anno potrebbe diventare realtà, papa, cardinali, vescovi e pretonzoli su wapp, twitter e fb, penso cambierà anche il concetto di peccato e quindi la confessione. Sono ateo convinto e non credo riuscirei mai a narrare la mia intimità a un prete sconosciuto, dietro la grata oppure on line, che poi mi assolve elargendomi penitenze come il recitare ripetutamente preghiere che non conosco. Potrei sbagliarmi e dire: “ave Maria piena di grappa…”

    rendo comunque merito al modus operandi della chiesa, per certi versi apprezzabile e geniale, con il battesimo e l’estrema unzione ha creato la logica del censimento, con i vincoli matrimoniali ha contenuto l’adulterio e con la confessione ha inventato la più grande agenzia di intelligence mai partorita da mente umana, mica cotica.

    Comunque io un sogno nel cassetto ce l’ho, piazzarmi un confessionale dell’800 nel salone, uno di quelli legno antico massello con tanto di drappo porpora e le grate in metallo perforato a croci. Sarà mica un peccato??? Spero solo di riuscire ad addestrare il cane a confessarsi 😀 😀 😀

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    • Ciao Tads.
      Fake o non fake, anche la Chiesa sta cercando di modernizzarsi e per come stanno evolvendo i tempi, non mi stupisco più di nulla. E’ dei giorni scorsi la notizia che Papa Francesco stia prendendo in considerazione l’ipotesi di cambiare la disciplina vigente in materia di celibato dei preti, nominando dei “viri probati”(uomini di provata fede, anziani, sposati o vedovi), per sopperire alla mancanza di essi in alcune diocesi (tipo in Amazzonia). Se solo se ne fosse parlato cinquant’anni fa mi avrebbero messa al rogo per eresia e lui forse sarebbe stato assassinato. Invece ne disquisisce con serenità, asserendo addirittura che vuole accogliere tutte le proposte concrete di miglioramento della Chiesa. Anche se sembrano ardite e temerarie.
      Come si vuol dimostrare: tutto si rinnova, anche ciò che in tempi non sospetti si può ritenere impossibile

      Cambiando argomento e raccogliendo la tua sottile provocazione: ho un’amica che in camera da letto ha la poltrona di un dentista e come comodino un vecchissimo frigorifero di legno… sull’argomento da anni mi sono fatta mille pensieri, ma con un confessionale in casa saprei benissimo cosa farci: “Padre mi confessi…”:-).
      Sono credente non praticante. Non farmi fare elucubrazioni troppo peccaminose.
      Un abbraccio
      S

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  6. Pur usando internet e piattaforme social dagli esordi piuttosto che confessarmi online vado in chiesa e parlo con la croce…come don Camillo!!!😜 Non mi piace mostrare e vedere tutto toglie incanto mistero la possibilita di scoprire ancora attraverso un contatto sensoriale totalizzante .Sono credente ma la confessione presuppone la promessa di non fare più certi peccati ed io,non posso fare certe promesse ma se dovessi confessarmi voglio l odore del prete il suono della sua voce sentire quali emozioni trattiene spiare l ombra del suo viso attraverso la grata i movimenti i suoi silenzi voglio sentirlo.Ne ho bisogno. Perciò so per certo che non mi confesserò mai così a nessuno 🌹

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    • Guarda… meno male che questa news era un fake. Dopo averla letta m’è quasi preso un colpo. Come te, se devo confessarmi, necessito di un ambiente adatto, l’odore degli incensi, il misticismo della Santa Croce, il parroco che mi consola. Questa trafila via mail era talmente spersonalizzante che mai mi avrebbe vista pentita. Perché il vero problema della confessione è il “poi”. A taluni peccati io non posso proprio rinunciare 😂

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  7. “L’utilità” della confessione dovrebbe proprio essere nel vedere, nella figura del sacerdote, Gesù che ti ascolta, ti parla, ti conforta, ti mostra la strada migliore per la tua vita. La vedo un po’ “dura” davanti ad un monitor!!!! Però la Chiesa, come istituzione, ha dato, nella storia, esempi spesso poco edificanti e quindi, non mi meraviglio più di niente. Rimango fedele alla parola di Cristo, anche se tradotta, modellata e forse un po’ adattata….. Un caro saluto.

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    • Ciao, grazie per il passaggio. Come te restai basita innanzi alla notizia, che per il momento è assodato sia un fake, ma considerato i tempi che corrono potrebbe pure diventare brodaglia per il popolino. Resto dell’opinione che la “confessione” sia un atto di fede che abbatte ogni tipologia di barriera, motivo per il quale è indispensabile la figura del sacerdote. Tutto il resto non sarà proponibile. O almeno ce lo auguriamo:-)
      Un caro saluto a te
      Stefania

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