PALPEGGIAMENTO

toccatina

La scorsa settimana, dopo aver fatto una scintigrafia alla spalla, ho ricevuto scherzosamente una palpata alle natiche dal medico. Considerata l’età e complice la conoscenza che ci lega da qualche anno, non ho avuto il coraggio di mandarlo a quel paese, ma sono rimasta irrimediabilmente infastidita.

Ho giustificato l’istinto irrazionale del soggetto alimentando il dubbio che un Alzheimer galoppante si sia impadronito della sua proverbiale saggezza, benché il sospetto che abbia giocato sporco mi obbligherà a cambiare centro medico.

La pacca sul sedere è considerata un gesto burlone, ma essendo il deretano una zona erogena al pari delle cosce e della scollatura, non può essere sfiorato come capita senza consenso. Figuriamoci se ben effettuata a mano aperta.

Sull’onda del fastidio, che nel corso delle ore successive si è amplificato rendendomi al pari di una zitella isterica, ho appreso che per la Suprema Corte il gesto in sé e per sé sarebbe sufficiente per far scattare il reato di violenza sessuale. Una querela per palpeggiamento in questo caso specifico sarebbe esagerata e poi… come potrei dimostrare la “toccatina”?

Quanto tempo è rimasta adagiata la mano? Il movimento rotatorio dal sotto-basso verso l’alto-reni è stato casuale o voluto? La pressione è stata consistente tanto d’aver la sensazione d’essermi portata a casa la zampa o il tutto è stato innocentemente involontario?

Difficile dimenticare il suo sorriso soddisfatto: una bella combinazione tra la faccia di mio nonno quando riusciva a rubare la cioccolata dalla dispensa e un vecchio compagno delle elementari che mi alzava la gonna per vedermi la mutanda.

Sarà pure un reato, ma sfido chiunque a querelare un palpeggiatore che nemmeno ti aspetti. L’unico vantaggio? Se la voglio mettere sul ridere spero che questa toccata di culo mi porti fortuna.

Quella nella vita non basta mai.

95 thoughts on “PALPEGGIAMENTO

  1. Querela in assenza di testimonianze al misfatto sarebbe un autogol, ma uno schieffone con rincorsa, sempre senza spettatori, sarebbe un 2a zero a tavolino. Perche nei momenti migliori ci manca sempre la prantezza di riflessi ?

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      • Temo che questi gesti siano volti a cercare, più che la soddisfazione sessuale del soggetto che compie l’azione, la soggezione psicologica di chi la subisce. Il comportamento passivo è

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      • I risvolti psicologici sono molteplici, Joseph.
        L’impressione è che non essendoci certezza del reato, il godimento nasca dalla coscienza di generare fastidio, intrusione, controllo e perchè no…paura.
        Proprio perchè sensazioni soggettive e personali ove è difficile stabilire una soglia, il molestatore può addirittura essere seriale e farla franca per tutta una vita.
        Il solo pensiero è veramente indisponente, spero che il signore sia stato abbondantemente preso a schiaffi da qualcuna più energumena di me.

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  2. E’ un gesto molto sgradevole. Scordalo e scorda quel medico. Alla fine sarà stato lui a perdere una paziente. Al massimo lascia alla sua infermiera un biglietto di addio con un messaggio al vetriolo, del tipo “Si palpeggi il suo di deretano, anche se floscio!”.

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    • Ciao Ili:-) mi hai fatto morir dal ridere con l’ultimo suggerimento. Hai comunque ragione, è stato un gesto idiota che non vale nemmeno la pena ricordare. Ora che ho razionalizzato mi faceva solo piacere “condividere” l’accadimento per una riflessione comune. Siamo in molte a ritrovarci inermi innanzi ad atteggiamenti che non ti aspetti.
      Mi resta un dubbio: e se avessi tirato uno schiaffone e lui di rimando mi avesse presa a sberle dandomi della pazza?
      Non voglio saperlo:-)

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    • “Dove c’è gusto non c’è perdenza”, dice un vecchio adagio. Credo che il risvolto psicologico non stia nel piacere sessuale, ma nel dominio che il gesto in sé cela.
      Di sicuro si tratta di molestatori seriali. Non sarò né la sua prima né la sua ultima vittima:-(

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  3. Non avrei mai pensato che una “palpata” sul sedere potesse stimolare un articolo.
    Un medico non dovrebbe comportarsi in quel modo… e, anche se non serve a niente, posso chiederti scusa per la categoria a cui appartengo… anche se fra i vecchi che non esercitano più.
    Se posso darti un consiglio prendila per una battuta goliardica ritardata, o, se preferisci, per un gesto di affettuosa stima verso di te… anche se troppo affettuosa. Non voglio giustificarlo per nessun motivo.
    Buona serata.
    Quarc

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  4. e’ sgradevole.inutile girarci intorno.cmq sia .Ti confesso che dopo la sorpresa mi sono sento ancor più ferita quando il gesto è fatto da una persona che svolge un ruolo nei miei confronti e che conosco da anni.Al tuo posto non riuscirei a tornare dal suddetto….dottore. Posso stare nuda di fronte a chiunque ma se mi ha mancato di rispetto..o cmq mi ha indotta a pensare che sia accaduto non riesco più neanche a dargli la mano. 😤 Uno schiaffo lo darei ad un estraneo ad un amico conoscente collega ecc…beh uno sguardo di profonda delusione ed un silenzioso addio.😉

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  5. Ultimamente, non so se si tratti solo di coincidenze o di una moda che si sta consolidando, osservo molte persone di qualche anno più vecchie di me agire senza “il giusto tatto”. Che sia la fila da saltare al supermercato facendo finta di niente, o che si tratti di inveire con saccenza e violenza verbale contro qualcuno o qualcosa, o che ci sia la possibilità di importunare qualche giovane ragazza rea solo di aver usato un ampio sorriso come forma di normale cortesia, non fa differenza. Esiste, io temo, una sorta di convinzione di impunità, condita con un freddo contorno di faccia tosta, che aggredisce le persone che sono ancora arzille nella fase di avvio alla terza età. E questo morbo della sgradevolezza un po’ mi spaventa per il mio futuro.
    Non so se il tuo evento possa rientrare in questa casistica, in ogni caso se scegli un nuovo dottore più giovane e bello non puoi di certo sbagliare.

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    • Buon 25 Aprile, pj.
      Non so se, come dici tu, si tratta di coincidenze o di una moda del momento. Di sicuro l’avanzare dell’età consolida determinati vizi/difetti e li rimarca in modo più evidente. Chi in gioventù è stato mediamente tirchio, risulterà gravemente avaro. Chi è stato chiuso e timido rischia di diventare un vero orso. E chi ha sempre avuto un evidente debole per le donne, mal gestirà la sua passione morbosa arrivando anche ad osare atteggiamenti nel nome di una libertà che non sarà mai giustificata. Esiste un limite oggettivo a tutto, ma se la maturità non è accompagnata dalla voglia di cambiamento, da grande rischi di peggiorare talmente tanto fino a risultare un ossessivo. Credo che il mio evento rientri in questa casistica.

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      • Buon 25 aprile, Stef. 🙂
        Trovo questo tuo commento carico di un mix perfetto di cura stilistica e cristallina lucidità. Difficile aggiungere qualcosa.
        Mi hai anche confortato perché trasponendo le tue parole verso la mia futura terza età ci sono buone speranze perché io scampi il rischio di diventare un inutile palpeggiatore a favore di un molto più nobile vero orso. Tutto sommato, anche se la mia vita attuale è molto diversa, quello sarebbe il mio habitat naturale.

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      • Ahahahahah mi fai sorridere Pj.
        In molte case vivono orsi travestiti da uomini, non sentirti un caso unico. La ricerca della solitudine, in un mondo che è un caos, mi sembra una buona tecnica di sopravvivenza.

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      • Anche “buona tecnica di sopravvivenza” è la sintesi perfetta di quello che ci spinge.
        Oggi le tue percezioni sono molto buone. 🙂

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      • Mi piace molto che siamo partiti dal titolo di questo post e siamo finiti ai nostri “viaggi verso l’infinito” e alla “vita che chiama forte”. Considerando l’origine di tutto, il punto di arrivo non è affatto male.
        I percorsi che seguiamo misurano un po’ quello che siamo. 🙂 🙂 🙂

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      • In effetti restare a tema non è semplice quando “siamo fatti della stessa sostanza con cui sono fatti i sogni”😀.
        L’argomento della “toccatina e fuga” serviva solo per dimostrare, se mai ce ne fosse bisogno, che siamo alla frutta ad ogni livello.

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      • Certo la speranza non deve mai mancare.
        Proprio due gg fa su un social scrivevo questo:

        “Siate orgogliosi dei vostri sogni.
        Delle cadute quotidiane.
        Siate onesti. Generosi. Eccessivi.
        Ricordate d’esser Guerrieri senza porto d’armi”.

        😉

        Stefania Diedolo

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      • Qualche anno fa ho abbandonato i social (wp rimane l’ultima ancora che mi lega ai mondi virtuali della condivisione). Erano diventati il festival della banalità e del riciclo. Tuttavia ultimamente vedo segnali che qualcosa forse sta cambiando. Chissà?! Magari un giorno ritorno a sbirciare cosa fa il mondo che misura sé stesso contando i like.
        Nel frattempo noto con piacere che hai il coraggio di essere te stessa e di condividere quei pensieri che meritano di essere condivisi. 😉

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      • Sono utente Facebook per motivi letterari (se così di può dire). Gestisco una pag. che è seguita da 26mila persone ed è un angolo ove la poesia e le massime con la mia firma, fanno compagnia a moltissime anime. Ogni tanto, osservando l’insieme, mi verrebbe da chiudere tutto, poi mi trattengo. Devo pubblicare il mio ultimo romanzo e arrivare a tanta gente con un click può essere utile.
        Sul resto ti do ragione, è un bel circo di banalità oltre che una perdita di tempo.

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      • Io penso che nella tua posizione la pagina Fb assolva a molti compiti, alcuni funzionali al tuo ruolo di scrittrice, altri “di compagnia” per chi ti segue, sospetto anche altri ancora “di guida” come il post che mi hai riportato qui sopra. Fai bene a tenere aperto il tuo spazio anche se immagino perfettamente l’energia e il tempo che ti assorbe.
        Ho qualche altro amico che, pubblicando libri, ha ottenuto meritati successi. Per uno in particolare, ricordo un pranzo in cui lo ho vivamente consigliato di riaprire la sua pagina fb come veicolo naturale per la sua crescita letteraria. Il suo successo negli ultimi anni è cresciuto molto, ma è riuscito meno bene, a mio avviso, a gestire gli influssi che il “successo” ha gettato sulla propria vita.
        Per questo motivo apprezzo ancor di più queste nostre chiacchiere di oggi partendo dai palpeggiamenti fino alla deriva dei continenti virtuali.

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      • Hai descritto perfettamente il senso dell’essere o meno social al giorno d’oggi. Se non fosse per i motivi da te e me sopra addotti, avrei chiuso da un pezzo.

        Il tuo amico non ha saputo gestire l’onda mediatica, ma lo capisco. Non è facile, anzi… se sei troppo esposto e non hai il carattere giusto rischi di restarne schiacciato.

        I nostri percorsi apparentemente strambi hanno cone unica finalità il confronto sano che dovrebbe scaturire da piattaforme cone queste.

        Devo dire che non sempre è realizzabile, ma quando accade è sempre un piacere.

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  6. uhm quante storie per una palpatina al culo … per un innocente riflesso “condizionato” dalla visione di un rotondo fondo schiena vogliamo farne un affare di stato scomodando penalisti, la corte di giustizia di Strasburgo e Amnesty International …. dai Stefania accetta il gesto sfacciato come un complimento schietto. un apprezzamento gioioso al tuo fondoschiena 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

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    • Ahahahahah, buongiorno Max. Infatti ho razionalizzato e ne ho fatto un post tra il serio e il faceto.
      Episodio a parte, che considerata la veneranda età dell’attore si può benissimo annoverare tra le disavventure quotidiane di una signora qualsiasi, resta il disagio e la sensazione di essermi portata a casa la mano. Certe cose non dovrebbero accadere, soprattutto quando sei al cospetto di un uomo a cui stai affidando la tua salute.
      Un abbraccio sorridente😆

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  7. il giuramento di ippocrate dice: ….. “di prestare, in scienza e coscienza, la mia opera, con diligenza, perizia e prudenza e secondo equità, osservando le norme deontologiche ecc.ecc….. “. vuoi mettere che il medico, a cui non presterai più un cm quadrato del tuo corpo ha operato, prudentemente, in scienza e coscienza??? ahahahah ….
    Un abbraccio sorridente pure da parte mia …. con l’aggiunta di due pizzicotti al tuo fondo schiena.

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  8. non sono un avvocato né un magistrato e quindi non conosco i cavilli, tuttavia sento di dirti che querelare o denunciare un medico che ti visita per una palpatina sul culo credo sia un seme sterile, potresti beccarti una contro querela e perdere la causa con un dispendio incredibile di soldi, tempo e incazzature. L’unica cosa che avresti dovuto fare… un sonoro ceffone in faccia. Certe situazioni è meglio risolverle subito sul posto.

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