La società arrabbiata

ribellione

E’ un fuoco di rabbia quello che cova sotto le ceneri della nostra società. Da sempre considerata tra le più aperte e accoglienti d’Europa, l’Italia ribolle. Siamo ancora un paese moderno, ma una parte crescente di persone comincia a pensarla in modo diverso. I giornali e i Tg sono un bollettino di guerra: giovani uomini ammazzati per aver difeso le proprie fidanzate da violenze verbali in discoteca, uomini che non sopportano gli abbandoni e ammazzano le compagne, le madri, i figli. Disperati che si danno fuoco dopo aver perso la casa. Mamme che gettano i figli dal balcone. Storie diverse, ma accomunate da sentimenti negativi che divengono lesivi della libertà altrui o autodistruttivi. Cosa sta succedendo? Accade che la percezione di non essere capiti sta trasformando il concetto di violenza in un vero e proprio grido d’aiuto. Smarrire capi saldi come il governo, il lavoro e la famiglia può demoralizzare fino a sviluppare angosce e insicurezze che con facilità sfociano in perdita di controllo. L’Italia è sempre più sterile, diseguale e infuriata. Il 7,6 per cento del totale della popolazione vive in stato di povertà assoluta. L’allarme viene dall’ISTAT e dal CenSIS: l’indigenza grave è in aumento soprattutto al Sud e tra i giovani. Per quanto tempo ancora riusciremo a far funzionare il quotidiano e sanare le ferite? Si fa sempre più pesante il dislivello tra la gente e il potere politico, che da tempo ha rinunciato a farsi partecipe dei bisogni della società e pensa solo a se stesso. Come ha scritto il CenSIS: siamo un paese rentier* (immobile), dove le istituzioni, che dovrebbero far da ponte tra i due poli, sono in crisi perché vuote o occupate da chi ha ben altri interessi che far star bene la gente. Siamo un popolo adirato, ove le disuguaglianze rischiano di accendere guerre tra poveri. Siamo una comunità che non investe sul futuro. Immersi nel traffico dell’era digitale, ove l’amore al tempo delle relazioni fluide è diventato una chimera, tra chi vive nel lusso e chi rincorre il low cost, nel Bel Paese si è rotta la cerniera tra l’élite e il popolo. E il ko economico dei giovani è solo la miccia di un futuro che non si accenderà nemmeno alla luce degli dei.

Bisogna cercare l’equilibrio muovendosi, non stando fermi.
(Bruce Lee)

61 thoughts on “La società arrabbiata

  1. Ciao Stefania
    La nostra società e fallita, non solo quella italiana in generale.. Europa fa passi giganti indietro, nemmeno i Neanderthaler erano cosi primitivi.. Noi abbiamo ormai una certa coscienza, e nonostante ci comportiamo egoistici e privo di compassione per il prossimo.

    In questo periodo della mia vita ho fatto una scelta per il mio bene personale, evito a guardare il tg, e evito leggere notiziari.. comunque le brutte notizie arrivano lo stesso.. Ma non lo lascio più arrivare tropo vicino a me ..

    Forse sbaglio e agisco egoistico, ma meno che io so, meglio sto.. quando ho letto la frase “Mamme che gettano i figli dal balcone” mi viene un nervoso fino al mal di stomaco… ma che MADRE farebbe una cosa cosi? Queste persone non sono nemmeno degno di chiamarsi “Mamme” Non c’è nemmeno una parola scritta per queste persone….

    Mi domando dove ci porta tutto questo modo di fare? Devo concludere, altrimenti dire cose di cui poi mi pento… scusa se mi sono sfogata..

    Nonostante tutto quello abbi una buona giornata con amicizia Rebecca

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    • Ciao cara Rebecca, purtroppo non esser informati sulla drammaticità degli avvenimenti che giornalmente avvengono nel nostro Paese, non impedisce che si manifestino. Il degrado è ovunque e per quanto sia solita guardare al futuro con un’aurea di positività, fatico a credere che se restiamo immobili e fingiamo che tutto sia ok… possa mutare qualcosa. Non possiedo gli strumenti per rendere la realtà migliore, ma se li avessi non esiterei ad utilizzarli.
      Siamo andati OLTRE noi stessi e adesso è molto difficile tornare indietro senza rompere equilibri o introdurre rinunce che potrebbero destabilizzare.
      Il discorso delle madri che ammazzano i propri figli è purtroppo un triste dato di realtà che solo l’umana pietà può contemplare con occhio distaccato. Sono donne malate, fallite, psicologicamente instabili. Assassine sicuramente, con l’aggravante che non sono idonee per nulla… nemmeno l’integrazione sociale. Non mi sento di giudicarle, a mio modesto parere sono equiparabili ai folli a piede libero.

      Ti mando un caro saluto
      Stefania

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      • Ovviamente hai ragione, anni ho provato cambiare le cose, aiutare chi ne ha bisogno, ho lavorato nel settore di marketing per finanziare varie associazioni… fino al snervamento, senza risultati .. mi sentivo impotente in una società dove nulla funziona.. ho lavorato quasi 15 ore al giorno per guadagnare di più denaro per aiutare, poi arrivato il conto (la mia salute) …

        ho investito la eredità di mia madre a un progetto per ragazze incinte, anche li il denaro non ha servito niente…

        quando anno scorso vedevo tutti i profughi, ho supplicato mio marito di vendere qualcosa cose per aiutare…

        mi ha detto basta, non poi cambiare niente, soffro per queste cose, per quello non voglio vedere e sapere…

        ora il mio rifuggo e Dio, sperò che lui sistema tutte queste cose come lui ha promesso nella Bibbia..

        Una persona che uccide un bambino (nemmeno io lo giudico) comunque non c’è nessuna giustificazione … da anni lo passano franco con la scusa di avere problemi psicologici…..

        Cosa posso fare io???

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      • Temo non possiamo fare nulla, Rebecca. Quanto ci circonda avanza per automatismo acquisito e arginare un’onda è quasi impossibile. Questo mio post ha la sola velleità di invitare le persone a farsi delle domande e cercare delle risposte, nient’altro. Ti ringrazio quindi per aver avuto il coraggio e la voglia di esternare le tue perplessità in merito. Ti abbraccio
        Stefania

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      • sai quando sei giovane hai le ideali, poi ti rendi conto che ti lamenti per cose futile mentre altre persone stanno veramente male, e rimangono nel silenzio…

        pensavo veramente che posso spostare una montagna.. ma la nostra società mi ha fermata…

        adesso do nonostante nel mio piccolo qualcosa che posso…
        sai ci sono giorni in cui penso che vivo sul pianeta sbagliato…

        mi sento straniera sulla terra..

        buona serata a Te 😉

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      • La società contemporanea sta fermando chiunque abbia inventiva, estro e voglia di fare, Rebecca. Abbiamo la normativa più cavillosa d’Europa. Forse non siamo straniere in Terra, semplicemente viviamo nel continente sbagliato😉

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      • Sai io frequento i testimoni di Geova e li nella sala del regno alle adunanze si sente queste fratellanza questa unità fra qualsiasi etnica… l’amore e il rispetto verso il prossimo, quello manca noi.. tutto dipende da noi stessi … buon mercoledì 😉

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  2. Condivido quanto hai scritto ma, oltre ad aver detto sicuramente cose sacrosante, penso anche, parlando dell’Italia, che si sia inoculato in questi ultimi 25-30 anni una specie di menefreghismo cosmico per usare una parola leggera e senza andare sul pesante. Sono tutti arrabbiati contro tutti e probabilmente anche contro se stessi e, secondo me, non è solo crisi, diciamo così, reali. Lavoro, povertà, assenza di governo, alimentano qualcosa che è cresciuta negli animi in questi anni. Si, per certi versi siamo tornati indietro e non riconosciamo più la fortuna d’esser ancora (per poco) un paese abbastanza all’avanguardia.

    Sai cosa mi sgomenta ? L’assenza di una scuola che insegni a vivere invece di sfornare ragazzi ormai stanchi di tutto !

    Il mai dimenticato film L’attimo fuggente con l’indimenticabile Robin Williams dovrebbe insegnare molto !

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    • Hai messo il dito in una piaga dilagante: il menefreghismo a tutto andare. Un argomento ostico che ho volutamente sotteso per non scadere nel giudizio, ma che è la colonna portante di quest’ultima generazione. I nostri nonni hanno fatto la guerra per darci quello che abbiamo. I nostri genitori la fame e il duro lavoro. Noi, figli del benessere, ai nostri figli abbiamo dato troppo con il risultato che le cose non hanno più valore.

      La scuola è pressata da mille cavilli normativi, i prof sono sottopagati, gli studenti sono ancora valutati con i numeri. Non saremo mai progressisti se ci manteniamo su questo standard qualitativo.
      Tutto il resto è una conseguenza.

      (Indimenticabile Robin Williams❤️)

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  3. Purtroppo è tutto proprio come hai ben descritto, quando vengono a mancare i valori e i pun ti di riferimento va tutto in malora. Occorre provare ad avere fiducia e invece di lamentarsi e basta fare qualcosa perché il cambiamento ci sia!

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    • C’è un menefreghismo dilagante ovunque, Silvia. La gente ha perso il senso delle cose, i giovani sono “smarriti”. Questa è una corrente a cui sarà difficile sottrarsi. Sono preoccupata, ma lo si è già evinto dal post.
      Certo che “immobili” ognuno nelle proprie difficoltà sarà complicato trovare la quadra di una generazione che sta sopravvivendo.

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    • sarebbe opportuno dare un significato tangibile, corrente, attuale, contestualizzato, al termine “populismo”, se “populisti” sono quei politici (pochi) che si occupano dei problemi reali del territorio, ben venga il “populismo”. Io credo che la massima espressione del “populismo”, intendo quello becero, consista nel buttare tutto nel calderone “Europa”… ce lo chiede l’Europa, ce lo impone l’Europa, dobbiamo farlo in nome dell’Europa, senza Europa moriamo di fame, niente Europa niente pane, ecc. ecc.

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      • dare soluzioni semplici a problemi arzigogolati è sbagliato ma lo è anche, forse ancor di più, dare risposte cervellotiche a problematiche elementari. Diciamo che per i politici che comandano l’affermazione: “è una questione molto complessa” è diventata un alibi, una via di fuga. Il territorio, repetita iuvant, da anni è abbandonato a se stesso, onore a coloro che si adoperano per sensibilizzare in merito chi di dovere, complesse o semplici urgono soluzioni. Comunque, me lo si lasci dire, meglio mille populisti che uno pseudointellettuale parassita e salottiero attaccato alla mammella del partito.

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      • Ehhh meglio per chi? E soprattutto, quanto tempo ci vuole per valutarlo? Oggi rimpiangiamo Moro, Berlinguer, perfino Almirante, ma quando erano in voga quante critiche hanno ricevuto? Giudicare un politico non è semplice, ma quanti degli attuali nostri ci ricorderemo fra trent’anni?

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      • fra 30anni sicuramente i libri di storia parleranno, bene o male, di Berlusconi, un uomo che per un ventennio ha retto botta, di tutti gli altri non vi sarà traccia. Io penso sia giunto il momento (è già tardi) di ricongiungere la politica al territorio, stolto colui che vive nella convinzione che 60milioni di cittadini si debbano gestire e incanalare come greggi.

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      • Ciao Tads, non ne posso più di sentirmi dire: “ce lo chiede l’Europa”. Per gli addetti ai lavori del mio ambito professionale è diventata un’espressione macigno che ci sta facendo sprofondare nella melassa del populismo più mieloso ed insopportabile. Mi sono allergizzata.

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  4. Io sospetto che la sorgente principale della “depressione” sociale dilagante si possa ricercare nella struttura economica completamente inadeguata del nostro paese oggi. Non si tratta nemmeno di un problema di crisi per mancanza di soldi nel tessuto economico. E’ più un problema di impiego sconsiderato delle immani cifre destinate direttamente o indirettamente allo stato e un problema di grave inconcludenza strategica della classe dirigenziale italiana (e non penso solo a quella politica). Ci sono mille rivoli che si potrebbero aprire parlando di questi temi, partendo dalla miopia di alcuni dei nostri padri che hanno operato scelte per la loro pensione dimenticandosi delle questioni etiche e di sostanza sottese, attraversando il mare nostrum magum in cui la “società contemporanea sta fermando chiunque abbia inventiva, estro e voglia di fare”, fino ad arrivare all’amore edonistico che alcuni dirigenti provano nell’organizzare riunioni finalizzate a giustificare la loro stessa esistenza.
    La sostanza è che l’incertezza, il caos, la disuguaglianza, l’ingiustizia, l’ineluttabile precarietà e le sacche di immeritati privilegi che regnano nel nostro paese sono terreno fertile per ogni tipo di depressione e di potenziale conflitto.
    Per ora la depressione immune alla speranza rimane sotterraneamente controllata somministrando alla massa adeguate dosi di placebo social. In futuro, temo, anche lì l’economia porterà la sua ventata di oscuri influssi.

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    • Ciao Pj. Hai ragione. L’attuale sistema economico ci ha messo in ginocchio. La borghesia è sparita, con la conseguenza che i ricchi lo sono sempre di più e gli indigenti continuano ad aumentare. La crisi ha trascinato nel vortice dei fallimenti migliaia di aziende dal 2011, con il conseguente licenziamento di altrettanti lavoratori. L’ambiente lavorativo dove purtroppo opero, è un termometro veritiero dell’economia italiana e credimi quando ti dico… che conosco centinaia di persone insospettabili che non arrivano a fine mese. Se sollazzarsi innanzi ai social allevia la depressione strisciante, ti dico: che ben venga. Molto meglio degli psicofarmaci, ma il menefreghismo del popolo italiano innanzi allo sfacelo in atto prima o dopo chiederà il conto a tutti. Con i like e con i followers mangiano solo gli Youtuber, tutti gli altri si attaccano.

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      • cara Stefania, più che menefreghista il popolo Italiano è trasparente, invisibile, non esiste, non fa testo, non vi è progetto reale che lo contempli se non la pedissequa “mungitura”, quotidiana ipocrisia di facciata a parte.

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      • Cara Stef, quando mi dici qualcosa io ti credo sempre. 🙂 Nel caso specifico ho ben presente la pletora di persone che non arrivano più a fine mese o che ci arrivano erodendo sempre di più i loro risparmi in attesa di un futuro migliore che tarda ad arrivare.
        Anche sulla presentazione a tutti noi a fine banchetto del conto salatissimo che ci aspetta ho la tua stessa visione.
        Non è un paese per vecchi allegri, e lo è ancor meno per giovani.

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      • Credo che l’imprenditoria Made in Italy sia la migliore al mondo. Conosco gente che tutti i giorni si fa un mazzo quadro e considera la propria azienda al pari del salotto buono di casa. Purtroppo siamo vessati da tasse improponibili che non sempre consentono di stare a galla, per non parlare delle norme Europe che rendono cavilloso anche produrre i bottoni.
        Le morse sono molteplici e noi sempre più soli. Mi chiedo dov’è il governo e perché ha calato le mutande alla regina Europa senza chiedersi se i cittadini riescono a sopravvivere. A Montecitorio esistono interessi personali altissimi, poi imboniscono i telespettatori con dichiarazioni tipo “il Pil cresce, significa che andiamo bene”. Sono dei buffoni. Non sanno nulla di come vive la gente, delle limitazioni quotidiane, dei bambini con i genitori senza lavoro, degli stipendi che hanno perso il 50% del potere d’acquisto. Finché dura hanno speranza di restare seduti su quelle poltrone, ma arriverà anche per loro il giorno che dovranno fare i conti. E la loro resa sarà proprio innanzi al popolo. La gente è stanca Pj. Parlo con gli industriali tutti i giorni. Le aziende stanno lentamente uscendo dalla crisi, ma si sono salvati solo coloro che in questi anni di difficoltà hanno potuto investire. Tutto il resto? Morto, caput, sparito. Km di capannoni vuoti e il silenzio. I telefoni non squillano. Le aziende costruiscono i fatturati mese su mese. Sono terminati gli anni in cui i portafogli erano garantiti fino ai dodici mesi successivi. Come dice Tads stiamo involvendo. Si torna indietro. Ma io lo so da anni che siamo andati troppo avanti.

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      • Forse è vero che le aziende stanno lentamente uscendo dalla crisi, ma troppo spesso vedo che questa uscita è costruita unendo aziende, “crescendo per linee esterne”, facendo sinergie tra aziende in crisi con l’obiettivo di ridurre i costi di acquisto dei beni e il personale. Anche questi sono meccanismi lenti, semplici da mettere in atto, che presenteranno il loro conto al mercato nel suo complesso.
        Lo spazio alle idee nuove e al rinnovamento profondo del nostro tessuto economico è ridotto al lumicino.

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      • Sì, perchè l’innovazione costa e non tutte le attività imprenditoriali l’hanno contemplata. Talvolta per motivi logistici, ma molto più spesso per paura di investire. Per lavoro bazzico l’Area Lombardia Est, il cuore dell’economia di una regione che da sempre contribuisce in modo sostanziale alla realizzazione del pil. Si è salvato, come ti ho detto prima, chi ha investito. Gli altri non ci sono più. Ho visto poche fusioni per la verità e molte rilevazioni di branche d’attività che hanno fatto fallimento. Squali che hanno mangiato i piccoli, per utilizzare una metafora. Il resto sta ancora annaspando tra l’impotenza dei titolari, la paura dei dipendenti e la morsa delle banche che non concedono sconti a causa di Basilea. Forse noi stringendo la cinghia un vennennio ancora sopravviviamo, ma per i nostri figli sono molto preoccupata.

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      • Nelle tue sagge parole, nella tua passione e nelle tue preoccupazioni trovo gli elementi chiave che daranno vita a quella “rinascita” che un giorno spero si avveri.
        A volte, quando penso alle mie figlie, calate loro malgrado in questo mondo di oggi, così carico di effimero benessere e grandi incertezze, mi sembra di sentire crescere un senso di colpa per non aver contribuito in maniera significativa al cambiamento di cui tutti percepiamo la necessità.
        E mi sembra impossibile non vedere ancora in giro la nascita di un movimento che raccolga la tua voce e quella di tante altre persone che discernono con chiarezza i mali grandi e piccoli la cui somma fa il totale negativo di oggi. Un movimento che, nello stato in cui oggi versiamo, riesca a mettere d’accordo la maggioranza degli italiani sul fatto che solo se avremo la forza di rivoluzionare le nostre fondamenta riusciremo ad avere un nuovo duraturo benessere per tutti.
        So che è solo fantapolitica, eppure trentanni fa nessuno avrebbe immaginato il fantadisastro in cui siamo oggi, e solo un fantacolpodireni può tirare fuori da qui noi e i nostri figli.

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      • Pj noi siamo dentro un’onda impossibile da fermare. Credimi, è veramente non concretizzabile. Te lo dico con la consapevolezza antica dei nostri nonni, quando già sapevano le cose e regolarmente si avveravano. Ho solo 48 anni, ma le spalle ne portano 90 per ciò che sento. Quando questa corrente arriverà ad arenarsi… solo a quel punto si farà la conta dei supersititi e si cercherà di capire cosa fare, come ricostruire. Si riscopriranno i valori perduti e tutti avremo nuovamente negli occhi il brillio della speranza. Abbiamo una classe dirigente incapace, il popolo non ha voce in capitolo e fingere che tutto sia bello è diventato un modo per farsela andar bene. L’impotenza uccide più delle armi. Siamo in guerra, capisci? Senza bombardamenti… una guerra psicologica strisciante ci ha tolto la pace. La serenità di essere e fare. A livello individuale molti umani hanno iniziato un percorso di rinascita direi karmico, fondato sulle energie cosmiche, sul ritorno alla natura. Ma siamo ancora infinitamente pochi, a macchia di leopardo. Nella massa, complice una bassissimo livello culturale…primeggia il menefreghismo e la superficialità

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      • Una delle cose più belle della vita è incontrare persone con le quali si percepisce identità di pensiero. Questo da solo da un senso alla nostra calma chiacchiera su questi temi che sono tutt’altro che tranquilli.
        Purtroppo nella storia è accaduto più volte che qualche persona di potere di qualche classe dirigente incapace ha pensato che l’unico modo per sbloccare la corrente arenata fosse quello di avviare una guerra. Meglio se una guerra allargata.
        Credo che il popolo italiano abbia al suo interno genialità, abnegazione ed equilibrio che non temono rivali in tutto il mondo. Forse un giorno ci sarà di nuovo spazio per alcune nostre menti illuminate per uscire dal loro anonimato contemporaneo, e guidare i superstiti verso un futuro differente.

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      • Speriamo che questa abnegazione perduri e nessuna fazione estremista salga al potere. La guerra civile non è mai stata una soluzione indolore, ma innanzi all’abuso reiterato il popolo non conosce altre modalità per far emergere il malcontento.
        Sullo spazio per le menti illuminate… ho qualche perplessità. Sono ancora poche e tacciate di fanatismo. Tutto ciò che si disancora dall’ordinario si sa che viene additato come anormale. Io prego… affinchè il cambiamento sopraggiunga velocemente e se preceduto da un vento demolitore, salvi i cuori di chi merita di restare.

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      • Le menti illuminate, le persone cariche di “energia”, coloro che osano confezionare pensieri liberi dagli schemi stereotipati dettati dalle multinazionali del consumo, spesso sono tutti intenti a cercare di tappare le falle del sistema dentro il sistema.
        Alle volte penso che queste persone dovrebbero osare qualcosa più simile al loro destino possibile. 🙂

        P.S. Osservo con piacere che questo tuo spazio è davvero ottimo per “stalkerizzarti” con i miei vaneggiamenti. 😉

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      • E infatti io sono molto sereno.
        Per di più per fare bene gli stolker bisognerebbe avere tempo da buttare. E da queste parti la materia prima scarseggia.
        E’ un peccato però, perché la stima che spontaneamente si genera passando dalle tue parti fa sospettare che l’assiduità sarebbe interessante. 😉
        Detto questo, se non ci si sente oltre, cara Stef, ti auguro che il weekend sia ricco di serenità e sappia sorprenderti con qualche pizzico di originalità. :-*

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    • Non hai torto. Si prospetta un bel futuro per i nostri figli/nipoti.

      Per mio conto, sono stanca di tutto. Esco da un progetto lavorativo durato due mesi che mi ha mostrato quanto possano essere aguzzi i denti, animaleschi i comportamenti, spietata la concorrenza. Per quanto abbia le spalle larghe, non ho più la forza di combattere un sistema dove non esistono né regole né meriti.

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      • prova a immaginare ambiti in cui si lotta per una pagnotta, un giaciglio o un mozzicone di sigaretta. Siamo in piena involuzione, la legge del più forte, del più prepotente, del più astuto.

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      • L’ho detto ieri ad un Capo Area che stiamo involvendo. Ti risparmio i dettagli di un’ affermazione che ha fatto tremare le pareti del corridoio. Tutti lo sanno, ma a molti va benissimo così.

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      • è un concetto abbastanza semplice, se non riesci ad andare avanti fai in modo che gli altri indietreggino, come dire… se non puoi ingrandire una cosa cerca almeno di rimpicciolire ciò che le sta intorno. Non so se mi sono spiegato 😉

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      • Ti sei spiegato benissimo, mai concetto così semplice è calzato bene in un contesto deteriorato e contaminato come quello della Finanza d’Impresa. Siamo ad un punto di non ritorno e pur di non ammetterlo si cerca di demolire il contingente. Ovviamente il meccanismo si può replicare in ogni ambito.

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  5. Avant’ieri mentre mi facevo la barba ho sentito alla radio che il capo dell’UBS nel 2016 s’è messo in tasca ben 12 milioni di franchi.

    Un tempo non molto lontano, se una coppia di pensionati era riuscita a mettere da parte qualche soldino, comperava delle “tranquille” obbligazioni e, con gli interessi poteva arrotondare la magra pensione.

    Oggi, se i pensionati sono riusciti a mettere da parte qualcosa, devono sperare di campare poco per non vedersi mangiare tutto dalle banche o dallo stato.

    Ultimamente le banche non danno interessi… quando non sono “passivi” perché dicono che questa è la congiuntura o… per l’ignorante “il mercato”.
    Ma allora, dato che 12 milioni di “guadagno” (o furto) non sono pochi, vuol dire che la congiuntura è solo per chi lavora in banca? E i clienti? Devono solo pagare e stare zitti?

    Lo stesso discorso vale per lo Stato.

    Ecco perché il mondo è arrabbiato. Perché sono in troppi a rubare molto e fanno finta di aver lavorato.

    Perché non sei più venuta a trovarmi?

    Un abbraccio.
    Quarc

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    • Caro Quarc, scusa la latitanza, ma ti scrivo dal sud Italia. Sono in vacanza da giorni e non mi sono mai connessa su WP. Quando rientrerò ti prometto che passerò a trovarti. Come ti avevo spiegato tempo addietro mi sono assentata per un periodo dai blog perché sono stata molto oberata lavorativamente parlando e non ho avuto adeguato tempo per dedicarmi ai blog ed ai social.
      Spero tu stia bene.
      Io mi sto riprendendo da un brutto periodo di vero stress psicofisico, ma te ne parlerò via mail. Come state in famiglia?

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  6. Individualismo e frustrazione. Non è certo tutto qui, ma mi sembra siano i due sentimenti preponderanti nella maggior parte delle persone.
    Non vi è più (ammesso che vi sia mai stato) un senso dell’essere comunità, e quasi tutti agiscono senza badare a danneggiare o infastidire altri; a questo si aggiunge la frustrazione di un’economia depressa, peggiorata dal desiderio di essere tra coloro che si appropriano facilmente del denaro altrui.
    Lunedì andrò a vedere l’ennesimo remake del “pianeta delle scimmie”, e temo che vi riconoscerò molti comportamenti che vedo quotidianamente

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    • Caro Fedi, sono talmente stanca di questo momento storico, che mi chiedo continuamente se e quando vedremo il fondo. Hai elencato tutta una serie di situazioni che con impotenza vivo giornalmente. Motivo per il quale ho iniziato a dar peso solo alle cose veramente importanti. Il resto lo sto affossando a piene mani.
      Un bacio
      S

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    • La tua riflessione non fa una piega. Peccato che chi mi circonda si lamenta tutto il giorno, è arido di rabbia, ma poi nella sostanza non concretizza.
      Come te faccio il tifo per una moderata rivolta😊

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