Un errore bellissimo

giovinezza
Che bella la giovinezza! Senza pudore facevo a pezzi le regole sociali inventando un micro cosmo dove sentirmi libera, provocante, indisciplinata. Disubbidire era un’affermazione d’identità. Rompere gli schemi una sfida intrinseca per spostare più in là… quella maledetta linea che costringeva l’infinito e delimitava i muri della mia camera. Se ripenso a noi, alle tue mani che mi toccavano di nascosto all’ombra dei glicini, a quella volta che mi accarezzasti sotto la gonna in chiesa, sorrido incosciente. L’innocenza mi ha perdonata più delle persone e nella riconoscenza verso la vita non ho mai regalato nulla alle fauci del destino, nemmeno le briciole di una fetta di torta al cioccolato. Prendere a morsi le tue labbra è stato come accendere il buio, che sensazione rumorosa la giovinezza! Il rullare dei nostri cuori abbatteva le notti dove non sapevamo nemmeno far l’amore. Ci siamo bastati per un tempo breve ma infinito. Non è stato il tempo a dividerci, solo la maledetta paura di pensare che eravamo il più bell’errore ci potesse capitare.

Stefania Diedolo

Il libro ” KARMEL” è in vendita in tutte le librerie d’Italia e sugli store on-line.

 

12 thoughts on “Un errore bellissimo

  1. ciao Stefania,
    sei tu quella in foto? complimentissimi per la forma fisica!
    comunque i quadretti sono mal disposti 😀

    io nutro un grande rispetto e una profonda stima nei tuoi confronti, non che avessi bisogno di conferme, hai pubblicato un nuovo libro e non ti sei messa a rompere i coglioni come fanno tutti, sei nobile dentro. Dignitosa nell’anima, merce rara.

    “Prendere a morsi le tue labbra è stato come accendere il buio…”
    GRANDE, FEROCE, ALTO REGISTRO

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    • Buongiorno Tads… la dolce fanciulla non sono io ma sono lo stesso in ottima forma fisica😂

      Grazie per ciò che scrivi, non rompo i coglioni perché chi mi segue sa perfettamente che ho pubblicato, chi mi vuole leggere lo comprerà anche senza che io balli la lap dance sul blog😂

      ACCENDERE IL BUIO è per pochi

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  2. Credo che il “senza pudore” sia l’imperativo di una giovinezza che, ai tempi nostri, non era così scontata come oggi… c’era la paura anche del trasgredire prima del farlo e questa fase faceva sembrare ancor più azzardata e vibrante l’essenza stessa!

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  3. L’innocenza sa osare, ama le sfide, ha ancora tutte le energie intatte e se ne frega del resto.
    Forse bisognerebbe andare un po’ a “palestra” d’innocenza, a sgranchirsi e a rifarsi la forma fisica più innocente possibile…
    Ho sorriso e mi sono rivista.

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    • Grazie Daniele, penso che la scrittura debba coinvolgere e rendere partecipi sia nelle emozioni travolgenti che nelle incazzature più tetre. L’immedesimazione è il futuro della scrittura in un’epoca dove non si distingue più lo scrittore dal lettore perché scrivono tutti.

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