… la comprensione

smack

Non sapevo immaginarmi con te, finché un giorno mi hai detto che non avresti mai smesso d’aspettarmi.

Son trascorsi molti inverni prima che iniziassi ad avvicinarmi a piccoli passi. Quel tuo profumo di limone confondeva le mie percezioni; non sapevo cosa fare. Non volevo illuderti, ma nello stato in cui stavo non potevo vederti.

Avevo il cuore bendato, l’anima lesa, la pelle un campo di battaglia, l’olfatto intasato e le mani protese altrove in un ultimo perenne danno verso la mia dignità.

Quel pomeriggio che siamo incespicati in un bacio al contrario e ti ho sentito dentro, ho creduto di non essere io. Lentamente mi stavi conducendo verso un porto sicuro chiamato –rinascita-.

Ed io, che credevo d’esser sbagliata, ho dovuto convincermi di non esserlo mai stata. Mi hai obbligata a guardarmi allo specchio sussurrandomi che le mie imperfezioni erano solo fili d’oro e argento, i miei difetti… diamanti rari.

Chi ti ama veramente non ci pensa proprio di volerti cambiare… pensa ad amarti e basta.

Il sole del mattino

donna_al_mare

Talvolta i giorni sono dilatati.
Non capisco.
Mi accade di sentirli sconfinati come quando posseggo il vuoto. Posizionata con la testa all’ingiù, osservo il corpo staccarsi dalle tasche delle mie vestigia di seta e gocciolare linfa vitale.
Altre volte si preannunciano iridescenti e tutto è così straordinario. Quando avviene, la notte allenta i pensieri portando via dubbi, peccati e ansietà. Nel chiarore recupero sostanza e una reale dimensione umana.
E’ anche grazie ai tuoi colori,  che sanno come accendermi di nuove opportunità,  che rifletto la donna che conosci.
Quando le strade sono deserte, nel nostro mondo esistono occasioni ove tu resti il più bel spettacolo. E’ il tempo del risveglio, amore mio. Quell’istante raro in cui dentro me… sei più denso del sole del mattino.

#vacanze, buona la prima

stefy

I sogni non si possono rifare. Tutto ciò che è stato appartiene inesorabile alla realtà. Sento profumo di conchiglie e alghe, il mio cuore ha assunto la forma di un fiore. Tutta questa quiete avrà un senso quando tornerò dove appartengo? Vibra il sangue che scorre a fiotti, ossigenate le arterie, idratati di iodio gli occhi stanchi. I denti battono al ritmo delle onde, mi stringo in sciarpe colorate e chiudo il fiore in una scatola di velluto blu. Desiderare il mio bene significa non consumarmi in memoria di. Senza decidere mi riempio di tutto questo silenzio e godo seduta nel mio film muto.

Perchè ti nascondi?

stefania diedolo

Mi nascondo dentro i libri perché ho urgenza di insegnamenti che facciano bene. Di consigli che facciano male. Devo ignorare il mio nome ed essere il nome di tutti per poter narrare di come la realtà sia scivolata dalla commedia al dramma. Non sarà difficile moltiplicarmi, sono polivalente e mio malgrado popolata da molteplici entità.

Gli inganni consumati dal potere sono tele di ragno, specchi infranti… riflessi di un’umanità ferita. Sbigottite son le parole che ci potrebbero salvare. Nel perduto senso dell’amore, accumulo come una calamita futuristiche scomuniche, l’esito di ciò che è andato a marcire, la melma di egocentrismo smisurato che incombe sulla società, la depressione misera di nobiltà di chi si suicida, la crudeltà di coloro che vanno in giro con le mani imbrattate di sangue.

Siamo un condensato di improperi, coraggio e slealtà. Siamo l’inquinamento acustico dei mezzi di comunicazione svenduti, l’asfalto di città color catrame ventilate alla diossina.

Mi nascondo. Quando non saprete più dove cercarmi, sarò quel foglio di carta stropicciato zeppo di idee rimasto per sbaglio dentro uno qualsiasi dei libri che avete in casa. Mi basta la coscienza, non voglio scivolare negli inferi abitati dagli analfabeti dello spirito. Sillabare lo scempio compiuto ai danni del nostro esistere sarà un rito quotidiano. Come un abbecedario consunto, non posso dimenticare il tempo fuggito che mi ha resa felice.

Mi nascondo perché ho vergogna d’appartenere a questo secolo. Darei la creatività che mi anima per ritornare pergamena bianca da vergare di emozioni e amore. Soffro l’incostanza e l’incoerenza. Soffro. Sorrido per non piangere e mi chiudo in stanze piene di parole. I libri mi sussurrano del tempo passato ed io, consapevole della mia caducità, mi sostengo grazie a ciò che sono stata. Per ricordarmi che basterebbe poco per aprire una finestra sul mondo, mi alleno a mormorare un ti amo senza aspettative.

Ti amo.
Facciamoci del bene.
Ti amo.
Fammi l’amore.
Ti amo.
Tirami fuori dal buio.
Ti amo.
Una volta c’era una vita con troppa luce.
Ti amo.
Ci basterà essere umani?

#nonpertutti

in altro luogo

STEFANIA DIEDOLO

È lunedì,  il tempo sembra non aver pietà.
Dalle finestre  la prima nebbia
ignora il mio cambio di stagione,
questo lento scivolare verso rughe
mai conosciute prima.
Maschero il corpo  e denudo lo spirito.
Mentre tutti  giocano in difesa,
io che ho finalmente
fatto a pezzi l’armatura,
sono oltre me.

Pinocchia è diventata una Donna

marionetta

Quanto è tenero quel tuo abbraccio? Scioglie le mie ataviche resistenze fino a convincermi di non aver urgenza d’altro.  Abbandonata sulla tua camicia azzurra di lino, posso accettare di chiudere gli occhi, intuire il profumo della sera e dormire le inquietudini che mi adombrano.
Non smetteresti in ogni caso di carezzarmi l’anima.
Tu, un cosmo di cose segrete. La pazienza delle feste infangate, l’attesa delle ore che non si avvicinano mai. Il coraggio delle notti bianche, il colore dei tuoi occhi esausti di aspettarmi.
Tu, che quando sorridi sei già approdato direttamente nel cuore, sei un’impronta dietro le mie rese. I nodi nella gola. Le lacrime che non ne vogliono saper di scendere.
È stato nel tuo morbido avvolgermi che ho sentito risorgere il nostalgico miracolo dell’esistere.  Il medesimo che credevo d’essermi bevuta seduta a terra, tra litri di vino rosso e quintali di dignità.
Guardami: ora che non son più marionetta di legno d’acero e mangiafuoco ha smarrito le mie orme, posso smettere di farmi male?

Dormo, ma son sveglia

resilienza

Sono resiliente,
mi piego,
ma non mi spezzo.
Però m’inalbero.
Non si può far sempre finta di non vedere.

Stai crollando?

stai crollandoGli umani sono alienati dall’incomunicabilità. Eppure anche un cucciolo d’uomo capirebbe che, dietro una chiusura ermetica, si cela solo il bisogno di un abbraccio. Perché la cecità emotiva è così diffusa? Gli anni scorrono lenti ed i volti che incontro sono grigi, sempre soli. Sentire le loro anime passarmi accanto e non poterle lenire è diventato immensamente doloroso. Prima ch’io possa contribuire, il tempo dell’attesa talvolta si prolunga all’inverosimile, lasciandomi in eredità il peso della consapevolezza. Beati coloro che nell’insensibilità non vedono, non sentono, non assorbono. La loro grettezza li rende immuni al dispiacere. Io sono stata generata come una spugna. Quando cammino per strada, mi porto a casa di tutto: i pensieri, le ansie, i sogni, le lacrime trasparenti, le frustrazioni e le bugie. Da piccola mio padre mi chiamava Calamita. Quanta energia. Quanto vibrare. Quanti corpi martoriati. Inutile spiegare l’inspiegabile. Fatevene una ragione quando un giorno scoprirete che quella data cosa di quel dimenticato giorno: l’ho sempre saputa. Io sento e non con le orecchie.

Io penso

team
Team riunito. Ascolto voci e guardo mani. Spiego e coinvolgo. Sei paia di occhi puntati. Numeri e proiezioni. Sono qui col corpo e la mente, ma è normale per me essere altrove. Non siamo venuti al mondo per nutrire il nostro cuore di grafici e budget. Siamo nati per imparare l’amore. Com’è potuto accadere che non lo capiamo?
#dimensioniparallele

Uno sguardo al cielo, uno sguardo dentro me

SGUARDO AL CIELO

Un giorno smetterò di guardare il cielo per leggere una risposta o sperare di vederti passare col giaccone blu dei ricordi lontani. Cerco sempre qualcosa di te, soprattutto quando le tracce sono chiare e le forze non sono di polistirolo ammuffito. I giorni non corrono realmente e non ho dimenticato di chi sono figlia, anche quando i rimorsi non sono più un dolore ed ho cessato di obnubilare le ferite mentali barcollando in pillole rosa. Per ora ho solo ali di carta velina, ma nel giorno più dolce mi rivedrai in volo, padre. In bilico, diventerò il respiro che ti ha ingannato e sarò di nuovo all’altezza di quel nome che traduceva la modestia del tuo vivere. Se con la tua dipartita mi hai salvata da me stessa, ti restituisco la vita mantenendomi integra. Ultimo baluardo concessomi dal destino per onorare il calore di quella mano che, accarezzandomi piano la testa, sapeva intuire e lenire ciò che mai ho ammesso d’essere: fragile come foglie d’autunno.

Proprietà immagine Stefania Diedolo