… la comprensione

smack

Non sapevo immaginarmi con te, finché un giorno mi hai detto che non avresti mai smesso d’aspettarmi.

Son trascorsi molti inverni prima che iniziassi ad avvicinarmi a piccoli passi. Quel tuo profumo di limone confondeva le mie percezioni; non sapevo cosa fare. Non volevo illuderti, ma nello stato in cui stavo non potevo vederti.

Avevo il cuore bendato, l’anima lesa, la pelle un campo di battaglia, l’olfatto intasato e le mani protese altrove in un ultimo perenne danno verso la mia dignità.

Quel pomeriggio che siamo incespicati in un bacio al contrario e ti ho sentito dentro, ho creduto di non essere io. Lentamente mi stavi conducendo verso un porto sicuro chiamato –rinascita-.

Ed io, che credevo d’esser sbagliata, ho dovuto convincermi di non esserlo mai stata. Mi hai obbligata a guardarmi allo specchio sussurrandomi che le mie imperfezioni erano solo fili d’oro e argento, i miei difetti… diamanti rari.

Chi ti ama veramente non ci pensa proprio di volerti cambiare… pensa ad amarti e basta.

domenica pomeriggio

casa

Le mie domeniche pomeriggio fuggono così, chiusa in casa scrivo e cancello come fossi gesso e spugna. Perché non finisco mai di comporre, girare, invertire. Mi tirano matta queste creature incerte. Non sanno se amare, ferire, perdonare, gioire. Preda delle loro velleità sempre più spesso mi chiedo perché. Perché lo faccio? L’arte in qualche misura segna il confine tra la vita e la sopravvivenza. Tra l’ordinario e l’anticamera della follia.

Il sole del mattino

donna_al_mare

Talvolta i giorni sono dilatati.
Non capisco.
Mi accade di sentirli sconfinati come quando posseggo il vuoto. Posizionata con la testa all’ingiù, osservo il corpo staccarsi dalle tasche delle mie vestigia di seta e gocciolare linfa vitale.
Altre volte si preannunciano iridescenti e tutto è così straordinario. Quando avviene, la notte allenta i pensieri portando via dubbi, peccati e ansietà. Nel chiarore recupero sostanza e una reale dimensione umana.
E’ anche grazie ai tuoi colori,  che sanno come accendermi di nuove opportunità,  che rifletto la donna che conosci.
Quando le strade sono deserte, nel nostro mondo esistono occasioni ove tu resti il più bel spettacolo. E’ il tempo del risveglio, amore mio. Quell’istante raro in cui dentro me… sei più denso del sole del mattino.

Passeggiando sotto un cielo di stelle

attesaPasseggiando sotto un cielo di stelle, non ho potuto non pensare a questa attesa che dilania e alimenta la mia vita.
Giuro, ho cercato d’ascoltare solo il vento tra i capelli e guardarmi le mani vive, ma è stato impossibile fermare le voci che abitano la mia testa e parlano anche quando non vorrei ascoltare.
Mi son detta che anche ora, mentre posseggo il vuoto… attendo solo il tuo arrivare.
Anni giovani se ne sono andati verso lidi e maree dove annaspando ho chiesto di te… senza poterti annusare mai.
Da sempre ti attendo nella solitudine, spesso perduta in vuoti dove l’anima ha vissuto a sprazzi la felicità di un sole invernale, perlopiù appesa a un filo che mai nessuno ha osato tagliare.
Silenziosa, attendo il tuo venire a me. Ti aspetto negli androni dei portoni, lungo i viali alberati, fuori dalle porte delle case, seduta nei giardini dei bambini.
Anche quanto tutto è sembrato fluire tra le pieghe di altri mani o nei sorrisi di altre labbra, anche quando i miei piedi hanno calpestato spiagge lontane e mangiato spezie nuove, ti ho sempre aspettato fiduciosa.
Quanti secondi, quanti giornate, quanti mesi dovranno ancora passare perché ti possa indossare come una seconda pelle e portarti ovunque sarò?
Quante maree e quante stagioni dovranno venire, perché io possa accoglierti come l’unico frutto che mi sfama e come l’unico colore baluginante che sa dare un volto nuovo alla primavera?
Non temo il cattivo tempo, le forze maligne della natura, gli eventi imprevisti, le decisioni infauste. Non temo nemmeno me stessa e tu sai quanto posso essere pericolosa a causa della razionalità.
Perdona questo mio osare in questa notte lontana dove nessun’altro si permette di dire il suo nome, dove c’è gente che fa l’amore con la persecuzione, dove la distrazione è pane quotidiano, dove c’è chi prega e chi taglia la mano.
Perdona la mia tristezza, la pena infinita che sa di attesa.
Perdonami.
Avevo promesso mai più… mai più alcun pensiero infelice raggomitolato dentro il cuore.
Ma l’odore dell’erba mi ricorda dove tu sei, i miei capelli come lacci di seta profumano di noi, le stelle nel cielo sussurrano il nome tuo e allora ti aspetto… raggiante, rapita, grondante d’amore come fossi sotto la pioggia, in attesa di un tuo… “raccontami una storia”.
Silenzio per pensare e poi sussurrarti le mie parole: “passeggiando sotto un cielo di stelle, non ho potuto non pensare a questa attesa che dilania e alimenta la mia vita”.
Mi chiedo: come potresti non sperare?
Io, è da prima dell’inizio che non ho più smesso di tremare.

Monteisola

Monteisola

Il richiamo dell’Isola inizia a farsi sentire. Mi vedo passeggiare sulle rive spoglie di un lago che amo con tutta me stessa e cerco l’abbraccio della natura. Gli ulivi e i rododendri mi narrano di una terra invasa da piedi umani inconsapevoli di calpestare un’eredità incontaminata, antica e pregevole. Togliersi le scarpe sarebbe il minimo, ma non per sentire cosa significa camminare sulle sue acque. L’Isola merita il rispetto per ciò che ci regala in termini di bellezza, silenzio e tradizioni. La montagna piange. Quando la mano dell’uomo modifica la visione della realtà, accade che superi i limiti stessi del territorio. Manca poco terra amata e ti verranno restituiti libertà e silenzio. Solo il vento potrà soffiare forte il suo canto, mentre la corrente mi ricorderà che posso respirare sotto la sua energia finché non tornerà la quiete del sogno.
‪#‎monteisola‬
‪#‎mylife‬

#progenie

figli

In mezzo al nulla guardo le fragilità dei miei figli e sorrido delle loro gioie spensierate. Hanno grandi cuori e la luce dei loro volti riflette la gaiezza della gioventù. Ciò che noi abbiamo perso tra rughe e portafogli a fisarmonica, lacrime, imprevisti vestiti di nero. Nelle loro movenze armoniche riconosco il bagliore familiare di ciò che sono stata e mi commuovo. Lacrimano gli occhi. È solo colpa del sole, me ne convinco da sola, ma mi nascondo dalla loro vista e li spio con l’animo fremente di un sentire antico e profondo. Li amo. Saperli colorati, senza aggravi mentali mi rende leggera per similitudine. Mi rende libera.

#incantata

io

Nulla mi riempie il cuore come il suo canto.

l a b b r a

bacio

Non devi supporre che un bacio sia cosa scontata. Mai sfiorerei le tue labbra se non avessi già odorato che vuoi il mio bene. Definiscimi pure fuori moda, ma non mischio le salive per passare il tempo. Piuttosto continuo a carezzare con la lingua le mie ferite.
Stefania Diedolo

Vi presento Rocher

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ROCHER 1

Si chiama Brooklyn Rocher, è un Cocker Spanish Inglese di due mesi e da sabato 19 marzo vive a casa con noi. In famiglia avevamo già Neve, stessa razza, dieci anni, ma dopo qualche mese di riflessione abbiamo aperto le porte ad un nuovo amico. L’idea di allargare la famiglia è stata di Sofia, mia figlia, ma son certa che dietro le sue ottime intenzioni si cela l’energia di mio padre. Lui amava i cani da caccia, ne aveva cinque e se tanti anni fa  Neve è entrato nella nostra vita è stato proprio grazie a papà, che con la scusa di  accompagnarmi in un allevamento a vedere dei cuccioli, mi convinse poi a tornare a casa con il primo cane della mia vita. In questo blog ho dedicato molto spazio alla morte di mio padre, la sua assenza è un dolore che non riesco a superare nonostante tutti i miei sforzi e il tempo che dovrebbe essere complice. Con onestà confesso pubblicamente che la sua dipartita mi ha completamente trasformata, sono diventata meno rigida, meno perfezionista, ho imparato a vivere alla giornata e mi commuovo innanzi a tutto ciò che arriva dalla natura. Ho imparato a distinguere le cose che hanno valore dalle cose superficiali, ho imparato a scegliere, a conservarmi, a difendermi. Avrei voluto vivere di più mio padre. Mi sento in colpa per le volte che la vita mi ha portata lontana da lui, ma in questi giorni sono certa che il suo spirito, ovunque sia, frema di felicità. Rocher è anche un po’ per te papà. Attraverso il ricordo del tuo amore per gli animali, ti cerco in loro e mi sento più serena.

il prodigio

stefania diedolo

Resistere in equilibrio
è il prodigio di ogni fiore.
Come questo mio amarti a testa bassa,
rapita dai silenzi del cuore.
Ricordi la luce di quell’estate?
Chiudevo timida gli occhi per non cadere nei tuoi.
Nascondevo le mani nei polsi delle camicie,
per paura potessi vedermi le cicatrici.
Il treno del tempo
ci ha poi condotti nella medesima direzione,
mentre le ore meste
han consumato l’attesa senza esitazione.
Ricordi il freddo di quella notte?
Coprendomi piano le spalle,
mi hai cosparsa di stelle la pelle.
Avevo il cuore pieno di noi.
Avevo la testa vuota d’antiquati supereroi.
Se percorro i ricordi dell’amore,
tu rimani un ineguagliabile fiore.
Il tulipano blu immobile della vita mia,
la vita, la morte, l’ultima poesia.
Resistere in equilibrio
è il prodigio di ogni fiore.
Amarti di nascosto,
l’unica salvezza da un passato
che ogni giorno muore.