Punto Fermo

arte di scrivere
Questo post di stamane vuole essere un GRAZIE per ieri sera. 260mila radio ascoltatori connessi durante la presentazione del libro “ioAmo” di Stefania Diedolo sulla radio web di Comoradio International, ha fatto vibrare l’anima a noi che eravamo in onda ed a tutta la sede della radio stessa. Se penso che sulla RAI gli italiani avevano Sanremo, andava in onda Masterchef ed in anteprima assoluta, con ben due giorni di anticipo, in tutte le sale cinematografiche italiane hanno proiettato “50 sfumature di grigio”, chi ha deciso di ascoltare ciò che avevo da dire mi ha solo fatto un grandissimo regalo. Garantisco che durante l’oltre ora e mezza di diretta, ho lasciato parlare solo il cuore. Spero di avervi restituito almeno in parte tutta la vostra devozione. Grazie Belinda Raffaeli per l’invito, la splendida conduzione, la tua amicizia sincera e grazie a Giorgio Todisco per la regia.

Che notte gente, non ho chiuso occhio per l’adrenalina. Ma essendo una donna che fa le cose seriamente senza prendersi mai troppo sul serio, quest’oggi indosserò subitissimo i miei panni da bancaria per caso perché la realtà resta quella che mi circonda. Svegliare un sogno non significa perderlo. Sapere di poterlo rendere reale ogni qualvolta me ne viene data l’opportunità è un grande privilegio per il quale sono grata alla vita ed agli amici.

Amica

<<Da quando ti ho incontrata, non ho più timore di essere costantemente sbagliata. Mi è concesso ammettere d’esser fragile, senza per questo perdere la tua amorevole devozione. Se mi giro e ti guardo, so che sei semplice come un raggio di sole. Non avrai mai bisogno di vivere di luce riflessa per splendere in ogni cosa che farai>>.

Non siamo niente

donna-bambina con la valigiaRientrare da un viaggio e tenersi addosso tutto… è un’esclusiva della mia audacia. Se mi scruto riflessa nella vetrina di un negozio con la valigia in una mano, nell’altra porto volti, sorrisi, magliette, pensieri. Il vento, solo il vento non l’ho mai saputo veramente tener stretto. Quella mutabilità che da sempre urla dal di dentro e mi cambia i battiti, fluisce veloce verso il sangue, porta inferni di pioggia ed improvvisi paradisi. Ho pensieri che precipitano veloci, senza tregua. Risposte più del dovuto. Domande smarrite tra le pieghe della logica svenduta. La valigia pesa, la vita è una danza e noi non siamo niente. Un niente che mai potrà restare chiuso in questa stanza. Mi guardo le mani magre, i bracciali di pietra di luce, i piedi scalzi. Sono ancora io. Un’altra volta. Sulle spalle un destino che spinge. Nel petto i rumori di un silenzio che illude e raggi di un flebile sole che la vita ostinata dipinge.pesi

l’anticamera dell’inferno è già di fuoco

Capire…
E poi?
Sono il geroglifico di un obelisco dimenticato.
Pietrificato.
Impresa  ambiziosa
cogliere il senso pieno di un
dolore che ha disintegrato
Tutto.
Il fiume trascina,
non ho ancore, fari,
porti, bussole.
Non li ho avuti mai,
ma una volta non ero
un ramo secco alla deriva.
Il bisogno d’amore è un orco,
il mio ha sbranato
il senso.
La malattia consuma.
La morte ride.
Le labbra  senza sangue seccano.
I sepolcri intonano.
Trema,
chi mi guarda gattonare.
É meglio stare zitti
che dire la verità.
Stiamo zitti.
Intanto nessuno crederebbe mai
…che ho veduto l’anticamera dell’inferno ed è già di fuoco….