Pinocchia è diventata una Donna

marionetta

Quanto è tenero quel tuo abbraccio? Scioglie le mie ataviche resistenze fino a convincermi di non aver urgenza d’altro.  Abbandonata sulla tua camicia azzurra di lino, posso accettare di chiudere gli occhi, intuire il profumo della sera e dormire le inquietudini che mi adombrano.
Non smetteresti in ogni caso di carezzarmi l’anima.
Tu, un cosmo di cose segrete. La pazienza delle feste infangate, l’attesa delle ore che non si avvicinano mai. Il coraggio delle notti bianche, il colore dei tuoi occhi esausti di aspettarmi.
Tu, che quando sorridi sei già approdato direttamente nel cuore, sei un’impronta dietro le mie rese. I nodi nella gola. Le lacrime che non ne vogliono saper di scendere.
È stato nel tuo morbido avvolgermi che ho sentito risorgere il nostalgico miracolo dell’esistere.  Il medesimo che credevo d’essermi bevuta seduta a terra, tra litri di vino rosso e quintali di dignità.
Guardami: ora che non son più marionetta di legno d’acero e mangiafuoco ha smarrito le mie orme, posso smettere di farmi male?

Traiettorie

Senso

Tutto sta andando nella direzione del rimbalzo. Nessuno è escluso dal moto. Ognuno, a modo suo, prosegue il viaggio. Le modalità sono estremamente diversificate, ma è normale.  C’è chi si chiude in cerchi trasparenti. Chi si oppone alla realtà e fugge via per sempre in modo codardo e meschino. Chi cerca di comprendere e non osa spostarsi perchè sa che non può farne a meno, chi accetta le sorprese della vita e nonostante il dolore ha la forza di elaborare orizzonti del tutto nuovi acquistando fascino ed energia rigenerante.
Io, da spettatrice,  mi perdo in una sola domanda: com’è potuto accadere tutto questo? Come? La speranza, che i mesi imperfetti siano lontani dai miei occhi e dal mio cuore, mi da la forza di guardare oltre la giostra impazzita sulla quale ho girato vorticosamente ed iniziare a fare i primi passi da sola. In questo nuovo luogo non esistono voci alterate, tensioni sotto pelle, emotività ammalate. L’acqua mi chiama, sono ritornata al mio ambiente naturale dopo mesi di congelamento epidermico. La vita mi sussurra, mi piace uscire ed incontrare nuove persone. La primavera accende la mia fantasia, sono ritornata a percepire i desideri che avevo inchiodato sotto le suole delle scarpe. Darei molto perchè questa dimensione possa durare tutta la vita. Ho preso 5 chili. Era iniziato un declino senza eguali, ma si mormora io sia oltre il baratro.  Che non ho saltato a piedi pari, ma ho disceso in scorticata libera ed ho risalito a mani nude. Sarò di nuovo io? Non credo. Questa volta è tutto diverso. Finalmente ho iniziato ad andare via senza sensi di colpa. L’ho capito che non esistono. Finalmente l’ho capito anche nella pancia.