illusioni

CIELO

L’amore che non vedi
è imprigionato dietro nubi fatue.
Legato alla Finta Indifferenza
di Sorrisi Muti. Perplessi.

Nascosta nella densità
di una lacrima, sprofonda
quel lontano senso di un
Noi.

Che oggi affoga dietro
persiane abbassate,
su muri sporchi
di graffiti metropolitani.

Alito arso, salsedine di sole.
Lontano è il viaggio.
Fa troppo caldo per sognarti
incastrato sul mio corpo nudo.
Non posso farci niente.

Se il tempo cambia un uomo,
a una donna regala il senso.
Che nacque ovunque e morì
tra le nostre mani allacciate,
poi tagliate.

Dimmi, mi riconoscerai anche
quando inciamperemo in radici
millenarie?

Altre lune dovranno illuminare
i nostri sguardi smarriti,
prima di ritrovare il sapore
delle nostre salive.

Saremo in eterno un inesploso big bang.

Abbronzami d’oro

arcobaleno

Mi sono levata la pelle mentre tu mi hai abbronzata d’oro.
Come un sole.
Ho guardato il mare attraverso i tuoi occhi.
E mi sono fatta cielo.
Nel colore delle onde il vento ha disperso il mio dolore.
Sono di nuovo un Arcobaleno.

Un Monte e la sua Isola

sulle rive del lago

L’isola che c’è, ha riportato nel mio cuore l’incanto della natura e le sue voci. Non posso più farne a meno. È un dolce sentire che mi restituisce la quiete smarrita in anni su anni a cercare d’essere ciò che non sarò mai. Il silenzio delle ore che sto vivendo mi riporta nella mente un presente da vivere con impeto, colmo di cose nuove, di pace e serenità. Difficile far comprendere agli altri cosa significa aver sofferto la paura, le voci nella testa, il disagio di urtare ogni cosa anche quando non facevo niente. Difficile spiegare il verde di questi ulivi, i loro tronchi centenari, le rive spoglie ed il mio perdermi nel luccichio delle onde argentee di un lago che, senza parole, sa dire tutto ciò di cui necessito per tornare a vivere ed amare. Adoro questo luogo, amo ogni singolo viale, albero, locanda. Le mazurche ed i tanghi di paese, le sarde con la polenta, i percorsi tra i boschi, il santuario della Madonna della Ceriola, le primule di un panna delicato, la spesa alla macelleria dei Mazzucchelli a Siviano. Quest’anno sono ventisei estati che Montisola mi accoglie e mi sconvolge.  Non mi abituerò mai a questo monte in mezzo ad un lago verde come i miei occhi. Le valli circostanti. La gente semplice. I pescatori e le loro reti. carzano, le reti
Ieri, appisolata sul mio sdraio, sotto un ulivo che conosce ogni singolo battito del mio cuore, ho pensato a te, alle cose che abbiamo guardato con gli stessi occhi, al tuo incanto innanzi ai cigni, le anatre, i leprotti, i gatti. Ho immaginato tutte le cose che non abbiamo fatto e quelle che vorrei fare. Ho meditato tanto. Guardavo le persone che mi passavano accanto e con stupore riflettevo sul fatto che nessuno assomiglia a noi. Nessuno ha lo stesso nostro modo di intendere la vita e la libertà. Quella che tu mi hai restituito dopo averla dispersa dietro portoni chiusi. In stanze immense. Dentro
 catene mentali d’acciaio cellulare. Ieri ho pensato a te. Devo dirtelo presto. Devo dirti tante cose, anche quelle che ancora non so. Perchè la solitudine non è sempre una lesione. Complici un Monte ed un Isola, ci si può anche riscoprire vivi. Ed io lo sono. Sono dinamica, attiva, sveglia, volonterosa e piena di energia. Sono nuovamente me stessa. Quella che in fondo sono sempre stata; come il Monte e la sua Isola. Innamorati ed indivisibili per l’eternità. 

carzano64