La vogliamo finire di dire stronzate? Non se ne può più.

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Ieri ricevo una notizia flash: “Borse positive, ma l’Ucraina pesa. Temi della giornata: Macro – occhi puntati sulla fiducia dei consumatori europei. Azionario – Wall Street in rialzo. BTP – dopo il successo del BTP Italia, il Tesoro conta di sfruttare il momento favorevole al debito italiano nella tornata di aste di fine mese”.

Passo una giornata infastidita mentre l’euro/dollaro arriva a 1,3833, i telefoni non squillano, i colleghi hanno il viso teso di chi mal sopporta l’ambiente, la tensione che scorre tra le scrivanie è stile shining. I budget del mese non sono commentabili. E’ possibile che le aziende abbiano fatto un ponte così lungo? Siamo al taglio delle vene.
Torno a casa perplessa. Mia figlia, con gli ormoni che girano a mille, è più logorroica del solito. Anche Neve è ossessivo: mi morde una mano per avere una carezza, ma io sono altrove.
Carico la lavatrice e abbozzo una cena. Mentre attendo che il profumo del basilico inondi di grazia la salsa di pomodoro, mi decido ad aprire una busta troppo bianca ricevuta in ufficio che porta il timbro URGENTE DOCUMENTI AUTO.  Leggo di aver commesso l’ennesima infrazione con l’autovettura aziendale. 104,50 euro di ammenda comprensiva di spese postali che mi verrà addebitata sul cedolino stipendio perché “il gg 18/9/2013 circolavo nella Zona a Traffico Limitato omettendo di rispettare il divieto imposto dalla segnaletica verticale”. Sarà la centesima multa che prendo a Brescia in sette anni di missioni e onestamente inizio a spazientirmi di chi ruba in modo legalizzato dal mio portafoglio e con i miei euro organizza le campagne elettorali. Via IV Novembre da quando è diventata ZTL? La preoccupazione diventa un moto d’ansia quando cerco di ricordare il numero delle volte che da settembre son passata in centro storico attraverso quel portale.  Smetto di cucinare, do un biscotto a Neve e chiedo a mia figlia di darmi tregua per mezz’ora. Voglio scrivere quello che sento dentro anche se non si tratta di amore o autoanalisi. Forse non sono capace di parlare di politica applicata alla finanza economica, ma ciò che da due lunghi anni vedo con questi occhi e leggo in quelli degli imprenditori con cui parlo ha un solo nome: sgomento. Ho aperto questo post inedito, rispetto alle mie preferenze tematiche, con la frase “Borse positive”.
Io direi al trader che ha scritto il pezzo, che la borsa degli italiani non è positiva, gli italiani è da un pò che hanno le tasche vuote e se andiamo avanti di questo passo ci svuoteranno anche le interiora. Tasseranno  il numero di scarpe che abbiamo nell’armadio, il numero di panini con la nutella che mangiano i nostri figli a merenda, il numero di pizze che compriamo nel semestre, il numero di strisce pedonali che pestiamo, il numero di mutande che cambiamo alla settimana. Ho letto che sono più di 4milioni le persone che in Italia sono state costrette a chiedere aiuto per mangiare nel 2013. Viviamo una situazione drammatica e la notizia flash del giorno mi dice che le “borse son positive”? L’Istat sostiene che abbiamo un milione e trecentomila famiglie dove il 27 del mese non arriva nessun stipendio. Che ci importa a noi se le borse europee per un giorno sono state positive, ridateci il nostro potere d’acquisto e date il via a sgravi fiscali corposi. Apprendo con sdegno di un bonus da 80 euro una tantum stanziato dall’attuale legislatura per aiutare la ripresa. Si gioca a chi ridicolizza meglio la malattia del secolo. Per curare l’economia italiana servono le iniezioni che si dovrebbero fare a un milione di balene spiaggiate. Finiamola di dire stronzate. La ripresa non c’è, non c’è sulle tavole delle famiglie, non c’è nelle tasche degli operai, non c’è ora e non ci sarà. E poi questa storia che all’improvviso: l’Ucraina pesa. Peserà per i prossimi sei mesi, ma mai quanto sta pesando il tracollo degli ultimi anni. Non usciremmo da questa lunghissima crisi nemmeno se l’Ucraina non fosse sulle carte geografiche.
Il mondo intero sta convogliando verso un crollo inarrestabile. L’anima di questo sfacelo è l’Europa dove il nostro Paese è una congiuntura fragile e stonata che ha centralizzato il nodo della crisi. Abbiamo un debito statale da far inorridire Dracula e la credibilità del governo che fa ridere la famiglia Addams.
Per decenni il nostro stato ha tagliato poco le spese e aumentato continuamente le tasse. Chi mi spiega come si può investire e stimolare la crescita se siamo senza soldi? No, dico… mi sembra il minimo che me lo chiedo. Ma chi governa ha idea di come vive una famiglia media con due figli, un mutuo che pagano i nonni e 1.650 euro di stipendio quando va bene?
Si insiste nel far cassa aumentando i ticket sanitari, l’Iva, le tasse sulla benzina e sul gioco. Storie già viste. Dimezzare le tasse sul lavoro e rinunciare al gettito immediato in attesa che l’attività generi consumi è una tragedia? Fintanto che si insiste nel deprimere l’economia fino al punto di diminuire le entrate, la gente guadagnando meno comprerà ancor di meno e quindi anche le tasse pagate, tipo l’Iva, andranno diminuendo. Se lo so io, che sono una bancaria per caso, com’è che…
Vuoi vedere che l’obiettivo è quello di metterci e tenerci tutti in ginocchio?”.
L’Italia ha un debito di 1.900 miliardi di euro. Ancorché io viva quotidianamente immersa nei numeri, non riesco nemmeno a mettere nel calcolatore questa cifra da paura. Il nostro paese è stato degradato dalle agenzie che valutano la capacità dei debitori di restituire i prestiti, motivo per il quale per farsi prestare soldi deve offrire interessi sempre più alti… ed ecco che grazie alle offerte da urlo le aste dei BTP pare stiano registrando un successo stratosferico. Fa nulla se tutto ciò accresce i debiti. E se si cominciasse a temere che non potremo più pagarli questi debiti, che accadrà dei nostri risparmi e della nostra nazione?
Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera ha affermato che “il problema profondo dell’Italia sta nell’esistenza di un immane blocco sociale conservatore il cui obiettivo è la sopravvivenza e l’immobilità. Nulla deve cambiare. È questo il macigno che ci schiaccia e oscura il nostro futuro. Ne fanno parte ceti professionali vasti, gli statali sindacalizzati, gli alti burocrati collegati con la politica, i commercianti evasori, i pensionati nel fiore degli anni, i finti invalidi, gli addetti a un ordine giudiziario intoccabile, i tassisti a numero chiuso, i farmacisti contingentati, i concessionari pubblici a tariffe di favore, il milione circa di precari organizzati, gli impiegati e gli amministratori parassitari delle spa degli enti locali, gli imprenditori in nero, i cooperatori fiscalmente privilegiati, i patiti delle feste nazionali, i nostalgici della contrattazione collettiva sempre e comunque, gli imprenditori in nero, quelli che non vogliono che nel loro territorio ci sia una discarica, una linea Tav, una centrale termica, nucleare o che altro. E così via per infiniti altri segmenti sociali, per mille altri settori ed ambiti del Paese. In totale, una massa imponente di elettorato. Un elettorato ormai drogato, abituato a trarre la vita, o a sperare il proprio avvenire, dal piccolo o grande privilegio, dall’eccezione, dalla propria singola, particolare condizione di favore“.

Questi personaggi sono i medesimi che son contrari alle leggi che tutelano le coppie di fatto, le minoranze etniche, religiose e sociali? Gli stessi che fanno del giudizio e del pregiudizio una bandiera da sventagliare? Questi soggetti sarebbero gli stessi che predicano bene e razzolano male, che giudicano e bloccano chi lotta per i propri diritti, ma interpretano le leggi a loro piacimento per un tornaconto prettamente personale? I conservatori sarebbero coloro che stanno mettendo in ginocchio la crescita del nostro paese, quelli che hanno fatto delle lobby l’infiltrazione malata del potere ad ogni livello? Sono quelli che aborriscono le riforme necessarie alla contemporaneità? Se la realtà è quella dipinta da Ernesto Galli temo che il nostro futuro sia già inesorabilmente segnato da una cancrena irreversibile che porterà tutti verso un baratro di proporzioni inenarrabili. Non si salverà nessuno innanzi al blocco del progressismo. Altro che notizie flash: “La ripresa area euro procede secondo copione, per ora non c’è spazio per sorprese verso l’alto. Il barometro del mercato del lavoro punta al bello. L’indice di fiducia economica della Commissione UE dovrebbe toccare quota 103, un massimo dal 2011, confermando che la ripresa procede in linea con le attese”.
Forse, nel caso in cui il creato sarà clemente, si salverà il pianeta. Se è vero che alla natura spetta sempre l’atto finale, la terra sarà costretta a ripartire ex-novo con le prime forme di vita unicellulari. Intanto, allo stato attuale delle cose diciamocela la verità: l’uomo medio si è rivelato per quel che è. Lo sanno anche gli asini che si sta distinguendo dagli animali solo perchè vergognosamente mono-neurone.
Corruptissima republica plurimae leges.