Dislessia e la “manovra di riallineamento dell’Atlante”

atlantotec e la dislessia

Un caso del destino, qualche mese fa, mi ha portata a scoprire che in Europa esistono dei centri chiamati Atlantotec. Quello che potrebbe logisticamente interessarmi è il centro di Chiasso.  Nell’elenco delle patologie curabili in evidenza sul loro sito, ha ovviamente attratto in modo irresistibile la mia attenzione il termine DISLESSIA. Aprendo la definizione ho letto questo:  “molti genitori hanno osservato un sensibile miglioramento dei risultati scolastici ottenuti dai propri figli, grazie al riallineamento dell’Atlante. Ad oggi non si conosce esattamente la ragione per cui il riallineamento dell’Atlante influisca sulla dislessia, la legastenia, la discalculia e la disgrafia”. Ora, non ritengo sia il caso io mi entusiasmi fino alle lacrime, gridi al miracolo o faccia considerazioni ipotetiche al fine di pubblicizzare l’attività medica svolta in tali centri, ove la gente va sperando di ritrovare la salute ed il benessere psicofisico, ma di sicuro sto seriamente meditando di portarci mia figlia. Se l’Atlante fosse già allineato, ovviamente torneremmo dritte a casa, diversamente avrò l’ingrato compito di convincere la ragazzina a farsi fare la manovra. Al momento è molto ostica all’idea del trattamento. Come non capirla? Immagino sia meglio continuare a far fatica che illudersi di trovare una soluzione che parrebbe un miracolo.  Come ho scoperto Atlantotec? Tramite mio fratello. Pare che la cugina della moglie, grazie al centro di Chiasso, abbia recuperato la salute e, se vogliamo proprio dirlo, la vita. La signora aveva in atto da qualche mese un paresi  che dal braccio destro si stava estendendo alla gamba ed ai muscoli facciali. Una nota clinica lombarda le aveva dato tre mesi di vita ed una diagnosi da brivido. Dopo esser stata a Chiasso: sta benissimo, ha recuperato le funzionalità del suo corpo e, se dovrà morire, non sarà certamente per adesso. Qualcuno dei miei lettori conosce la tecnica e soprattutto ha esperienza sul campo? Stamane stavo per fissare l’appuntamento on-line, ma mi è presa una sana, irreversibile, irrazionale paura e da qualche ora vago persa nel vuoto.

Mamma guarda! Uno spot sulla dislessia. Finalmente i miei amici sapranno…

Tempo fa scrissi un post sfogo sulla dislessia, basandomi sulla mia esperienza quotidiana di mamma alle prese con una figlia e la sua diagnosi. Quando lo resi pubblico ero in piena crisi, le preoccupazioni e le domande erano camere a gas dove faticavo a districarmi. Onestamente devo dirvi che sul momento non mi ero ben resa conto di quanto stavo per rendere visibile a tutti, mi sentivo un caso umano solo e profondamente disadattato. A distanza di tre mesi sono obbligata a riprendere quell’articolo e porgere a tutti i miei più sentiti ringraziamenti. Le mie parole hanno dato il via ad una catena umana di solidarietà talmente lunga, che mi è stato impossibile contraccambiare il calore ricevuto singolarmente. Per chi non avesse letto il post lo può trovare qui.

E’ stato leggendo i commenti e le mail delle  tante persone che  hanno voluto lasciarmi consigli, percorsi, indicazioni e testimonianze, che ho finalmente compreso quanto io e lei non siamo affatto sole nella nostra battaglia quotidiana. Siamo un numero impressionante di genitori a condividere tutti i giorni con i nostri figli il percorso scolastico minato che è la loro vita.

I ringraziamenti di oggi sono per tutti i genitori che hanno commentato, chi ha solo visionato (ho contato un numero impressionante di like tramite facebook, ben 3.200), chi ha voluto raccontarmi la sua esperienza, chi mi conosce tramite wordpress ed ha desiderato consolarmi, chi nel ruolo di insegnante ha avuto il coraggio di esprimere le sue frustrazioni.

In questi giorni sta andando in onda questo spot dell’AID:

quando mia figlia lo ha visto ha sorriso ed esclamato:<<Finalmente uno spot pubblicitario che vedranno anche i miei compagni di scuola>>, sul momento non avevo compreso il suo dire. Poi ho capito e mi si è stretto il cuore.

Ormai lo sanno tutti che mi definisco una “bancaria per caso”, ma da alcuni anni trasformo le mie frustrazioni in passioni. L’arte di scrivere è una di queste.  Sino ad oggi ho sempre parlato del mio ultimo romanzo: “Bocca di Lupa“, come di un thriller psicologico dove gli amori socialmente discutibili snodano una trama fitta di inganni e misteri.

Ques’oggi voglio aggiungere che non è un caso se Anna, una delle protagoniste, è affetta da dislessia. Durante la creazione del personaggio ho utilizzato la sua anima per dare voce a mia figlia! L’opera, per chi ormai me lo sta chiedendo da più parti,  non è un saggio dedicato al fenomeno Dsa, è solo un romanzo di fantasia, ma come madre mi son presa la più totale libertà di dire ciò che pensa, vive e soffre realmente chi è affetto da dislessia, discalculia, disortografia e disgrafia. Sono parole perfino difficili da scrivere, figurarsi da comprendere e spiegare ad un bambino che vuole solo andare a scuola.

Come dice il Dott.Finzi in “Bocca di lupa“, con specifico riferimento agli sfottò dei compagni di classe di Anna:<<I mediocri che si credono speciali, sono solo bestie da terza elementare>>.

Estratto da "Bocca di lupa"

Vi presento il mio nuovo libro: Bocca di Lupa.

Cari amici e lettori, è con molta emozione che mi appresto ad informarvi che, dopo cinque anni di lavoro, il 24 novembre prossimo uscirà sul mercato la mia seconda fatica letteraria: “Bocca di Lupa”. Il romanzo, edito dalla Inkwell Edizioni del Gruppo Editoriale Brancato, sarà distribuito da Mondadori:

Locandina presentazione Bocca di Lupa, Mondadori di Catania

Il piacere di condividere con voi questo progetto letterario, troverà spazio anche tra le righe di signorasinasce. A tal fine ho aperto una nuova pagina dedicata all’argomento che potete trovare in alto, nel frontespizio del sito.

“L’amore e l’inganno sono i sentimenti principali che ruotano attorno ai soggetti della vicenda: i gemelli Anna e Pietro e le protagoniste del mio primo romanzo Enea ed Andrea.
Pietro: bellissimo, despota e fragile…
Anna: sensibile, delicata e dislessica…
Enea ed Andrea: indivisibili nel loro immenso amore, nonostante la morte di Andrea le abbia divise sulla terra.
Quale mistero lega la vita di tutti questi personaggi?
Quali e quanti sono i segreti di famiglia che dovranno essere svelati?  Tra gravi peccati ed una storia che nel suo sviluppo diventa un thriller psicologico, in Bocca di Lupa il lettore viene coinvolto in una saga famigliare lunga e dolorosa, dove eventi inspiegabili troveranno soluzione solo nel coraggio dei protagonisti e nella forza dell’amore”.

 Per voi, in anteprima, la copertina del libro:

Romanzo "Bocca di Lupa" di Stefania Diedolo

“Ricordo ancora, come fosse ieri, l’attimo esatto in cui il mio cuore ti riconobbe e nel ritrovarti persi tutte le mie parole. Io pensai che nella vita desideravo solo quello: il tuo sguardo immobile, fermo su di me”.

Una storia nella storia. Un amore. Un inganno. Romanzo ambientato sul lago d’Iseo, nella bellissima isola di Montisola, tra le vie di Crema, ridente cittadina lombarda e sulle rive dello splendido mare siciliano. In un crescendo di suspense e di colpi di scena,  con uno sguardo introspettivo e da thriller psicologico l’autrice trasfigura la storia di due coppie in un ritratto della società contemporanea. Tra sentimenti struggenti e peccati mortali,  in “Bocca di Lupa” vengono narrati i fatti che porteranno il lettore a vivere, in prima persona, una saga famigliare lunga e dolorosa dove i misteri ed i segreti di tutta una vita verranno svelati solo nel finale grazie alla forza dell’amore ed alla consapevolezza che la realtà, guardata fissamente, è insopportabile (Clive Staples Lewis, Diario di un dolore, 1960.)

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La collaborazione con la Inkwell ed il lavoro svolto col mio editore, Fonzie Brancato, hanno fatto sì che anche l’opera prima ioAmo ritornasse sul mercato in seconda edizione e con una nuova veste grafica.

Ve la propongo direttamente in questo post:

Romanzo "ioAmo" di Stefania Diedolo

Per rispondere alle svariate richieste di reperibilità di ioAmo aggiungo che, oltre alla distribuzione Mondadori, entrambi i volumi saranno disponibili nelle librerie on-line ed in formato ebook dal 24 novembre prossimo.

Sperando possiate condividere con me questa nuova avventura, colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che mi seguono tra queste pagine come blogger e nella vita di tutti i giorni come amica, donna e mamma.

 Stefania

DSA – Disturbo specifico dell’apprendimento e… la sopravvivenza

dislessia

Quando hanno certificato che mia figlia era dislessica non ci potevo credere: aveva 8 anni. Non sapevo se piangere o ridere. Avevo dato una risposta ai mille dubbi che mi attanagliavano l’anima da troppo tempo, ma già allora avevo intuito che la sua strada scolastica sarebbe stata un bagno di sangue. Per lei e per me. Non mi sbagliavo. Sì lo so, esiste una legge a tutela: la 170/2010. Sono socia dell’A.I.D dove pago regolarmente i 40 euro di quota associativa annuale e praticamente so tutto del fenomeno. Sono meglio di un neuropsichiatra infantile, di una psicomotricista, di uno specialista del linguaggio. Conosco la normativa a memoria. Ho letto tutti i libri che parlano di strumenti compensativi, informatici e mappe concettuali. Ma che fa… se tutte queste meraviglie le sa una bancaria per caso, mentre a scuola ogni insegnante si applica poi come crede? Mia figlia studia tutto il giorno e ciò non può essere normale. Come farà a fare le superiori? La mattina è a scuola mentre il pomeriggio va a ripetizione di tutte le materie perché il DSA ha una caratteristica principale: il bisogno di essere costantemente assistito, soprattutto se oltre ad essere dislessico è discalculico e disortografico. In lei il ragionamento matematico è un giro di valzer, mentre la scrittura è paragonabile a quella di un bambino di quarta elementare. La legge parla di misure dispensative: pochi compiti, perché i bambini dislessici ci mettono il quintuplo del tempo a fare tutto; riduzione della somministrazione delle prove scritte a beneficio di quelle orali, perché i bambini dislessici hanno un’ottima memoria visiva, ma sulle righe dei quaderni si perdono come se fossero nella riserva indiana; compiti in classe con prove dimezzate con un programma per volta, perché i bambini dislessici soffrono spesso di deficit d’attenzione ed hanno la memoria corta; utilizzo di mappe concettuali nello studio e di formule matematiche e calcolatrice, perché i bambini discalculi non sapranno mai a memoria né le tabelline né le formule; l’apprendimento delle lingue dovrebbe favorire il parlato, non lo scritto, perché se un bambino scrive in italiano con un errore in ogni singola parola per un problema di trasformazione del suono in sillaba, è ovvio che non potrà mai apprendere l’inglese. I bimbi come mia figlia vanno valutati per i contenuti, non per i risultati. Se io, che non sono nessuno, l’ho capito, chi mi spiega perché ad ogni inizio d’anno scolastico devo alzare la voce brandendo le linee guida per il diritto allo studio se il messaggio è chiaro e semplice? Per non parlare del disagio che tali ragazzi vivono nella relazione con i compagni di classe, i quali tendono ad emarginarli sminuendoli di continuo. In tal caso non mi esprimo oltre perché potrei diventare esageratamente pesante con i genitori di tali progenie di vandali pieni del loro sapere. quadernoIo e Sofy teniamo duro da anni e continueremo a farlo fintanto che lo stress non ci ridurrà a brandelli, ma è una guerra che non ha ragion d’esistere.  <<Se i tuoi compagni di classe si sentono speciali, ricorda che sono solo bestie da terza elementare>>, le dico sempre per risollevarle l’umore e spronarla ad andare avanti. Ma questa… non è vita. Non lo è a tredici anni. Non lo è per me che ne ho quarantacinque. Non lo dovrebbe essere per nessun bambino, per nessuna mamma e nessun papà.  A noi serve una zattera per la sopravvivenza nel mondo scolastico. Siamo nel 2013. Tutto questo non è normale.

vignetta

Cari amici lettori, rispondo qui ai vostri commenti perchè farlo singolarmente mi costa dello sforzo emotivo ed oggi sono un pò provata. I bambini dislessici non sono ritardati, sono intelligenti, vivaci, molto estroversi e creativi.  I più grandi artisti della storia lo erano. Lo so bene. Come ho scritto sopra: sono anni che mi documento e leggo libri, manuali, articoli.  Questo post non vuole essere una denuncia, un attacco all’istituzione scolastica o una lamentela fine a se stessa. E’ la triste constatazione di fatto che, in Italia,  l’applicazione di qualsiasi legge,   diventa un pericoloso salto nel vuoto a causa della totale assenza di vigilanza sull’operato di chi dovrebbe renderle operative. I DSA non hanno scritto in fronte d’esserlo. Non si vede nulla della loro difficoltà ad apprendere. Il campo minato, nella loro vita, è solo la scuola. Fuori da quell’ambiente non sono come tutti gli altri:  sono meglio, perchè eccellono in tutti gli aspetti umani, emotivi e creativi. Io sono una mamma come tante. Non mi aspetto la luna da nessuno, ma la domanda che mi toglie il sonno è sempre la stessa:<<Perchè per gli insegnanti è così complicato vedere oltre… una grafia illeggibile o  la conta fatta con le dita?>>.

Inoltre, leggete qui (uno spot sulla dislessia)