l a b b r a

bacio

Non devi supporre che un bacio sia cosa scontata. Mai sfiorerei le tue labbra se non avessi già odorato che vuoi il mio bene. Definiscimi pure fuori moda, ma non mischio le salive per passare il tempo. Piuttosto continuo a carezzare con la lingua le mie ferite.
Stefania Diedolo

Stai crollando?

stai crollandoGli umani sono alienati dall’incomunicabilità. Eppure anche un cucciolo d’uomo capirebbe che, dietro una chiusura ermetica, si cela solo il bisogno di un abbraccio. Perché la cecità emotiva è così diffusa? Gli anni scorrono lenti ed i volti che incontro sono grigi, sempre soli. Sentire le loro anime passarmi accanto e non poterle lenire è diventato immensamente doloroso. Prima ch’io possa contribuire, il tempo dell’attesa talvolta si prolunga all’inverosimile, lasciandomi in eredità il peso della consapevolezza. Beati coloro che nell’insensibilità non vedono, non sentono, non assorbono. La loro grettezza li rende immuni al dispiacere. Io sono stata generata come una spugna. Quando cammino per strada, mi porto a casa di tutto: i pensieri, le ansie, i sogni, le lacrime trasparenti, le frustrazioni e le bugie. Da piccola mio padre mi chiamava Calamita. Quanta energia. Quanto vibrare. Quanti corpi martoriati. Inutile spiegare l’inspiegabile. Fatevene una ragione quando un giorno scoprirete che quella data cosa di quel dimenticato giorno: l’ho sempre saputa. Io sento e non con le orecchie.

Dono

INCONTRO

Che regalo sei stato, incantevole sorpresa! Mentre la notte foderava il buio dell’anima e le paure giocavano a mosca cieca con il coraggio, sei arrivato scalzo ed improvvisamente si è sciolto il gelo nella tua stretta premurosa.

Ed io, che credevo di bastarmi. Di non aver bisogno di miracoli. Io che mi facevo così male per sentire che ero viva. Mi spaccavo il cuore nel ricordo di quando un altro lui planava come un dio minore sopra me e senza capacitarmi… perdevo il senso, i capelli, le unghie delle mani.

È stata grande ed inattesa la tua venuta. Un piacevole dono. Il mio candore sopito si è risvegliato con capriole danzanti, come volteggiano i ragazzini d’estate sulle dune sabbiose del Senegal. Vorrei afferrarmi, ma sei dolcemente insistente nel dirigermi le ali e farmi volare.

Non avverto più il richiamo malato del recente passato e come una magia dai contorni sfuocati, si sciolgono i nodi che nella mia mente si tramutano in destini cadenti. Lascito ormai incancrenito di antiche ferite rimarginate. Ed improvvisamente rivivo la giostra della mia giovinezza. I palpiti e le emozioni di venti brucianti tra le gambe. E nuovamente m’innamoro.

Grazie agli occhi che hanno imparato a vedere l’oltre, ho scorto l’inganno eterno sotto la coltre del nulla, per ridonare un senso a ciò che era rimasto di me. Grazie ad un cuore nuovo, in un tumulto di rose e lacrime, ho perso lui… ma ho trovato te.